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Art. 3 Costituzione — Sezione Terza Penale

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260 provvedimenti

Altri anni per Art. 3 Costituzione

Impugnazione difensore d’ufficio: serve mandato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando che l'impugnazione del difensore d'ufficio richiede un mandato specifico e l'elezione di domicilio post-sentenza, anche per l'imputato assente. La norma, introdotta dalla Riforma Cartabia, non è incostituzionale, ma mira a garantire la volontà personale dell'imputato di appellare.
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Sequestro preventivo: prevale sul pignoramento civile?
Una società si aggiudica un immobile all'asta, ma prima del decreto di trasferimento, il bene viene sottoposto a sequestro preventivo per reati tributari. La Corte di Cassazione stabilisce che il sequestro preventivo prevale sulla procedura di esecuzione civile, anche se il pignoramento era stato trascritto prima. La Corte chiarisce che l'aggiudicatario ha solo un'aspettativa fino al trasferimento, e l'interesse pubblico tutelato dalla misura penale è superiore.
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Reddito di cittadinanza: residenza ridotta a 5 anni
Un individuo è stato condannato per aver falsamente dichiarato una residenza decennale al fine di ottenere il reddito di cittadinanza. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, recependo una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il requisito di 10 anni, riducendolo a 5. Poiché il richiedente soddisfaceva il nuovo requisito quinquennale, il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per verificare la sussistenza dell'ulteriore requisito della residenza continuativa di due anni.
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Emissione fatture inesistenti: no stato di necessità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imprenditore per il reato di emissione fatture inesistenti. I giudici hanno respinto la tesi difensiva basata sullo stato di necessità, chiarendo che le difficoltà economiche e le pressioni di terzi non giustificano la commissione del reato. Inoltre, è stata esclusa l'applicabilità dell'attenuante speciale legata al pagamento del debito tributario, poiché il delitto di emissione fatture false è un reato di pericolo che non presuppone necessariamente un'evasione d'imposta per chi lo commette.
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Favoreggiamento prostituzione: la Cassazione decide
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per favoreggiamento della prostituzione e sfruttamento della convivente. La Corte ha confermato che, sebbene la coabitazione con una persona che si prostituisce non sia di per sé reato, lo diventa quando è accompagnata da condotte che agevolano o traggono profitto dall'attività, superando la semplice contribuzione alle spese familiari. Il ricorso, che sollevava questioni di costituzionalità e contestava la valutazione delle prove, è stato respinto in quanto mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Causa non punibilità: no se il debito è a rate
La Corte di Cassazione ha stabilito che un piano di rateizzazione del debito fiscale non è sufficiente per attivare la causa di non punibilità prevista per i reati tributari. Per beneficiare dell'estinzione del reato, è necessario il pagamento integrale del debito prima dell'apertura del dibattimento. La sentenza chiarisce che la sospensione del processo, finalizzata a consentire il pagamento, non può essere concessa per attendere i tempi di un lungo piano rateale. I ricorsi di due imprenditori sono stati dichiarati inammissibili.
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Ordine di demolizione: quando riguarda l’intero immobile
Un imprenditore ha impugnato un ordine di demolizione per un intero edificio, illegalmente trasformato da albergo in un complesso di appartamenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che una trasformazione così radicale, con aumento di volume e cambio di sagoma, qualifica l'opera come "nuova costruzione" e giustifica la demolizione completa. La Corte ha inoltre chiarito che l'acquisizione automatica dell'immobile da parte del Comune non consegue a un ordine di demolizione giudiziale, ma solo a quello amministrativo.
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Reddito di cittadinanza: onere della prova e residenza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una cittadina condannata per aver falsamente attestato il requisito della residenza per ottenere il reddito di cittadinanza. La Corte chiarisce che il possesso di un codice fiscale non è prova sufficiente della residenza effettiva e che l'errore sui requisiti normativi, anche se assistiti da un CAF, costituisce un inescusabile errore sulla legge penale.
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Reddito di cittadinanza: falsa residenza e reato
Una cittadina straniera, condannata per aver falsamente dichiarato di risiedere in Italia da dieci anni per ottenere il reddito di cittadinanza, è stata assolta dalla Corte di Cassazione. La decisione si basa su una sentenza della Corte Costituzionale che ha ridotto il requisito di residenza a cinque anni. Poiché la donna risiedeva in Italia da più di cinque anni, la sua falsa dichiarazione sui dieci anni è stata ritenuta penalmente irrilevante, in quanto non idonea a farle ottenere un beneficio non spettante. Di conseguenza, il fatto non costituisce reato.
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Restituzione nel termine: l’inerzia del difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la restituzione nel termine per impugnare una sentenza di condanna. La richiesta si basava sull'assoluto impedimento del difensore di fiducia e sulla mancata comunicazione della sentenza da parte del difensore d'ufficio. La Corte ha ribadito che, secondo la giurisprudenza consolidata, l'inadempimento del difensore d'ufficio non costituisce caso fortuito o forza maggiore, presupposti necessari per la restituzione nel termine.
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Dichiarazione infedele: quando la crisi non scusa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37234/2024, ha rigettato il ricorso di un imprenditore condannato per dichiarazione infedele. L'imputato sosteneva che una grave crisi finanziaria gli avesse impedito di agire diversamente, ma la Corte ha ribadito che, a differenza dei reati di omesso versamento, la crisi non costituisce una scusante per un reato di natura dichiarativa, che implica una condotta decettiva volontaria.
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Abrogazione reato: reddito di cittadinanza e lex mitior
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'imputata condannata per false dichiarazioni relative al reddito di cittadinanza. La difesa sosteneva l'avvenuta abrogazione del reato, ma la Corte ha chiarito che l'efficacia della norma abrogatrice è stata posticipata dal legislatore al 1° gennaio 2024, derogando al principio della lex mitior e mantenendo in vigore le sanzioni penali per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023.
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Ordine di demolizione: quando non si può fermare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La sentenza chiarisce che il frazionamento artificioso di un edificio in più unità per rientrare nei limiti del condono edilizio non è consentito. Inoltre, il principio di proporzionalità e il diritto all'abitazione non possono essere invocati per paralizzare la demolizione quando l'abuso è grave e l'autore ha avuto tempo per trovare soluzioni alternative.
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Sequestro probatorio rifiuti: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due imprenditori contro un sequestro probatorio di rifiuti tessili. La sentenza chiarisce che i termini per la trasmissione degli atti al Tribunale del Riesame non sono perentori e che l'onere di dimostrare che un materiale è un sottoprodotto, e non un rifiuto, spetta a chi ne detiene il possesso. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro basato su un fondato sospetto di reato ambientale.
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Istanza di avocazione: il ricorso è inammissibile
Una persona offesa, a seguito di una presunta stasi nelle indagini, presenta un'istanza di avocazione al Procuratore Generale, che la rigetta. La persona offesa ricorre in Cassazione, lamentando l'abnormità del provvedimento. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: i provvedimenti del Pubblico Ministero non hanno natura giurisdizionale e, pertanto, non sono impugnabili, nemmeno per abnormità, in quanto atti di parte.
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Ordine di demolizione: inammissibile il ricorso nuovo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso degli eredi contro un ordine di demolizione. I motivi, relativi alla mancata notifica a un coerede e alla violazione del principio di proporzionalità, sono stati considerati 'questioni nuove' in quanto non sollevati dinanzi al giudice dell'esecuzione. La Corte ha inoltre evidenziato che le istanze di condono erano state definitivamente respinte, rendendo l'ordine esecutivo.
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Confisca strumenti del reato: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32578/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. La Corte ha chiarito che i beni utilizzati per commettere il reato sono considerati 'strumenti' e possono essere oggetto di sequestro e successiva confisca per il loro intero valore, anche se questo supera l'ammontare del debito tributario. Questa decisione si basa sulla qualificazione dei beni come 'instrumentum sceleris' ai sensi dell'art. 240 c.p., superando la limitazione della confisca al solo 'profitto' del reato e rendendo irrilevante il principio di proporzionalità tra valore del bene e debito evaso. Viene così annullata la decisione del Tribunale del riesame che aveva limitato il sequestro all'importo del debito fiscale.
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Convalida DASPO: legittimo il procedimento cartolare
Un soggetto, già in stato di detenzione, impugnava un provvedimento di DASPO, lamentando la violazione del diritto di difesa per i termini ristretti e l'incostituzionalità della procedura di convalida. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la procedura di convalida DASPO, pur essendo esclusivamente cartolare e con termini brevi, garantisce adeguatamente il diritto di difesa e risponde a legittime esigenze di celerità e sicurezza pubblica.
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Lottizzazione abusiva: confisca anche con prescrizione
La Corte di Cassazione conferma la confisca di terreni e manufatti derivanti da una lottizzazione abusiva, nonostante la prescrizione del reato. La sentenza chiarisce la netta distinzione tra il grave reato di lottizzazione, che stravolge l'assetto urbanistico, e il semplice abuso edilizio. Vengono dichiarati inammissibili i ricorsi degli imputati, basati su una rivalutazione dei fatti, e quello dell'erede di un imputato deceduto, per difetto di legittimazione ad agire.
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IVA all’importazione e contrabbando: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43140/2024, ha stabilito che l'evasione dell'IVA all'importazione costituisce il reato di contrabbando. Il caso riguardava una società che aveva importato merce sottostimandone il valore per pagare meno imposte. La Corte ha qualificato l'IVA all'importazione come un 'diritto di confine', la cui evasione giustifica il sequestro preventivo della merce finalizzato alla confisca, rigettando la tesi difensiva che la considerava un mero tributo interno.
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