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Art. 2967 Codice Civile — Anno 2023

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77 provvedimenti

Altri anni per Art. 2967 Codice Civile

Bonifico domiciliato: la diligenza del pagatore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30513/2023, ha stabilito i criteri per valutare la responsabilità dell'operatore che paga un bonifico domiciliato a una persona non legittimata. Se l'operatore ha identificato il soggetto tramite un documento d'identità valido e ha verificato la password corretta, ha agito con la diligenza professionale richiesta e non è responsabile per il danno, anche se non ha conservato una copia del documento.
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Presunzione di condominialità: il catasto non basta
La Corte di Cassazione chiarisce che per vincere la presunzione di condominialità di una corte esterna, non è sufficiente la registrazione catastale come pertinenza esclusiva. È determinante il primo atto di vendita dell'edificio: se il costruttore non si riserva espressamente la proprietà, l'area diventa parte comune. La Suprema Corte ha così confermato la decisione d'appello che aveva attribuito la natura condominiale a una corte contesa, respingendo il ricorso del proprietario che si basava su dati catastali preesistenti alla vendita.
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Obbligo di repêchage: onere della prova del datore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30143/2023, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La Corte ha stabilito che l'obbligo di repêchage impone al datore di lavoro di dimostrare, in modo completo, l'impossibilità di ricollocare il lavoratore in altre mansioni, anche inferiori. È stato ritenuto illegittimo gravare il lavoratore di un onere di 'collaborazione' nella ricerca di posizioni alternative. Il ricorso è stato accolto su questo punto, cassando la precedente sentenza e rinviando alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Taratura autovelox: multa nulla se è scaduta
Un automobilista ha ricevuto una multa per eccesso di velocità. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione perché la taratura autovelox era scaduta da oltre un anno. La sentenza chiarisce che la calibrazione annuale è un requisito fondamentale per la validità della multa, distinto dalla semplice verifica di funzionalità dello strumento.
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Controvalore carta libera circolazione: no alla moneta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30112/2023, ha stabilito che la carta di libera circolazione non ha natura retributiva. Un lavoratore aveva richiesto il controvalore carta libera circolazione non goduta, ma la Corte ha respinto la domanda, definendo la carta un'agevolazione legata allo status di dipendente e non una parte dello stipendio. Di conseguenza, non può essere monetizzata.
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Composizione del giudice: nullità della decisione errata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza in materia di compensi professionali a un avvocato. La causa, che per legge doveva essere decisa da un collegio di giudici, è stata invece decisa da un giudice monocratico. Questo errore sulla composizione del giudice ha reso la decisione nulla, portando alla cassazione con rinvio per un nuovo giudizio davanti al Tribunale in corretta composizione collegiale.
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Rimborso spese condominio: l’urgenza è requisito chiave
Una società, proprietaria della maggior parte di un immobile, ha eseguito lavori di ristrutturazione urgenti e ha chiesto il rimborso pro quota a un'altra condomina. La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere il rimborso spese condominio ai sensi dell'art. 1134 c.c., non basta dimostrare la necessità dei lavori. È indispensabile provare anche l'impossibilità di avvertire tempestivamente l'amministratore o l'assemblea, requisito non soddisfatto nel caso di specie, data la lunga inerzia precedente ai lavori.
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Maggior danno rimborso fiscale: la Cassazione decide
Una società assicurativa ha richiesto il pagamento del residuo di un rimborso fiscale, degli interessi e del maggior danno da svalutazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29290/2023, ha dichiarato inammissibile sia il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria sia quello incidentale della società. La Corte ha chiarito che la richiesta di maggior danno in materia tributaria è soggetta a norme speciali che prevalgono su quelle del codice civile e che non è possibile richiedere in sede di legittimità una nuova valutazione delle prove.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Due passeggeri, dopo una sentenza sfavorevole per un ritardo aereo, presentano ricorso in Cassazione. Successivamente, effettuano una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo, anche senza una formale accettazione, e compensa le spese legali tra le parti, spiegando che la rinuncia rende definitiva la sentenza precedente.
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Contributi consortili: come contestare l’obbligo
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per contributi consortili, sostenendo che i suoi terreni non ricevessero alcun beneficio diretto dalle opere di bonifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando un principio cruciale in materia di contributi consortili: l'inclusione di un immobile in un piano di classifica approvato crea una presunzione di beneficio. Di conseguenza, spetta al contribuente fornire prove specifiche e concrete del contrario per essere esonerato dal pagamento. Una contestazione generica non è ritenuta sufficiente.
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Contributi di bonifica: onere della prova e validità
Un contribuente ha contestato un avviso di pagamento per contributi di bonifica, sostenendo la mancanza di benefici per il proprio immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'inclusione di un fondo nel piano di classifica del consorzio crea una presunzione di beneficio. Di conseguenza, spetta al contribuente l'onere della prova di dimostrare l'assenza di un vantaggio diretto e specifico. La sentenza chiarisce inoltre che la mancata trascrizione del perimetro di contribuenza non invalida l'obbligo di pagamento.
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Licenziamento collettivo: legittima la scelta per sede
Un gruppo di lavoratori ha impugnato un licenziamento collettivo, sostenendo che la selezione del personale da licenziare (ballottaggio) fosse illegittimamente limitata alla sola sede di Roma. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che un'azienda può limitare la platea dei lavoratori a una specifica unità produttiva se tale scelta è giustificata da esigenze tecnico-organizzative specifiche e non discriminatorie, come la crisi circoscritta a quella sede. Il licenziamento collettivo è stato quindi ritenuto legittimo.
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Rimborso forfettario: quando è stipendio nascosto?
Un'associazione di volontariato erogava un rimborso forfettario ai propri collaboratori. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che tale rimborso, essendo commisurato al tempo e non a spese documentate, maschera in realtà un rapporto di lavoro subordinato. La sentenza chiarisce che per evitare la riqualificazione del rapporto, i rimborsi devono essere collegati a costi specifici e provati, altrimenti vengono considerati retribuzione a tutti gli effetti.
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Incarico dirigenziale: discrezionalità e buona fede
Un dirigente pubblico ha impugnato la nomina di un collega a un ruolo apicale, lamentando l'illegittimità della procedura di selezione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la scelta della Pubblica Amministrazione, basata sulla pregressa esperienza specifica del candidato vincitore nel territorio di riferimento, costituisce un legittimo esercizio del potere discrezionale, finalizzato a garantire efficienza e buon andamento. L'assegnazione di un incarico dirigenziale, secondo la Corte, non è un atto meramente vincolato, ma una scelta gestionale che deve rispettare i canoni di correttezza e buona fede, senza che ciò implichi la necessità di una rigida procedura concorsuale.
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Assegno mantenimento: decorrenza dalla sentenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19625/2023, ha stabilito un principio fondamentale riguardo l'assegno di mantenimento per i figli in caso di separazione. Il ricorso di un padre, che chiedeva la retroattività della riduzione dell'assegno, è stato respinto. La Corte ha chiarito che l'importo fissato nella sentenza definitiva decorre dalla data della stessa e non ha effetto retroattivo, lasciando validi i provvedimenti provvisori emessi in precedenza.
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Ricorso ex art. 708 c.p.c.: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19375/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza della Corte d'Appello emessa in sede di reclamo. Il caso conferma che il ricorso ex art. 708 c.p.c. avverso provvedimenti provvisori in materia di famiglia non è impugnabile in Cassazione, poiché tali misure mancano del carattere della definitività richiesto dall'art. 111 della Costituzione.
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Assegno divorzile: rito camerale e onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19203/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una ex coniuge contro la revoca del suo assegno divorzile. La Corte ha ribadito che il rito camerale, applicato nei giudizi di divorzio, non prevede le stesse formalità del rito ordinario, come l'udienza di precisazione delle conclusioni. Inoltre, ha chiarito che la valutazione della capacità economica dell'ex coniuge è un giudizio di fatto insindacabile in sede di legittimità, se non per violazione delle norme sull'onere della prova.
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