LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2967 Codice Civile — Anno 2023

Pagina 3 di 4

77 provvedimenti

Altri anni per Art. 2967 Codice Civile

Responsabilità solidale appalto: i termini INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza biennale previsto per la responsabilità solidale appalto non si applica all'INPS. L'ente previdenziale può richiedere i contributi omessi dal subappaltatore direttamente al committente entro i termini di prescrizione ordinaria, superando il limite dei due anni che vincola invece i lavoratori. La decisione ribadisce l'autonomia dell'obbligazione contributiva rispetto a quella retributiva, garantendo una tutela previdenziale più estesa.
Continua »
Responsabilità solidale: i termini per l’INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza biennale previsto per la responsabilità solidale negli appalti non è applicabile all'ente previdenziale. L'INPS può quindi agire per il recupero dei contributi non versati oltre il limite dei due anni dalla cessazione dell'appalto, essendo soggetto esclusivamente ai termini di prescrizione ordinaria. La decisione chiarisce che il credito contributivo è autonomo e distinto rispetto al credito retributivo del lavoratore, garantendo una tutela previdenziale più estesa e non vincolata alle tempistiche ristrette previste per i rapporti tra privati.
Continua »
Principio di non contestazione e risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che negava il risarcimento per un'auto distrutta da un incendio doloso. Nonostante i responsabili avessero patteggiato in sede penale, i giudici di merito avevano ritenuto non provata la loro responsabilità civile. La Suprema Corte ha chiarito che, in virtù del principio di non contestazione, se il convenuto non smentisce specificamente i fatti allegati dall'attore, questi devono essere considerati provati senza necessità di ulteriori verifiche istruttorie.
Continua »
Probatio diabolica: come provare la proprietà
La Corte di Cassazione ha stabilito che chi agisce per l'accertamento della proprietà di un terreno deve fornire la probatio diabolica, anche se non richiede la restituzione del bene. Nel caso esaminato, alcuni privati contestavano la titolarità di terreni espropriati da un ente pubblico, ma non sono stati in grado di dimostrare un acquisto a titolo originario. La Corte ha chiarito che l'onere probatorio non si attenua quando l'attore non è nel possesso del bene. Inoltre, è stata confermata l'impossibilità di usucapire l'area poiché classificata come bene culturale sottoposto a tutela archeologica.
Continua »
TARSU: validità cartella senza accertamento
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa alla TARSU per gli anni 2005-2009, lamentando la mancata notifica del preventivo avviso di accertamento e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per la tassa rifiuti l'ente può procedere direttamente all'iscrizione a ruolo se i dati non sono variati rispetto all'anno precedente. La decisione chiarisce che l'invio di un invito al pagamento bonario è sufficiente a interrompere la prescrizione, rendendo legittima la successiva cartella esattoriale anche in assenza di un formale atto di accertamento preventivo.
Continua »
Contatore acqua: la prova del malfunzionamento
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un utente che contestava una bolletta idrica di oltre 27.000 euro per un immobile disabitato, imputando l'importo a un malfunzionamento del **contatore acqua**. La Suprema Corte ha stabilito che il verbale di verifica redatto unilateralmente dai dipendenti della società idrica non costituisce prova del corretto funzionamento del dispositivo. Tale atto, essendo di parte e redatto senza il necessario contraddittorio tecnico con l'utente, non può sanare l'impossibilità di una perizia neutrale causata proprio dalla rimozione e smontaggio del contatore da parte del fornitore.
Continua »
Insider trading: prova presuntiva e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni per insider trading irrogate a un gestore patrimoniale e alla sua società di investimento. La decisione valida l'utilizzo di presunzioni semplici, come la tempistica sospetta delle operazioni e i rapporti personali tra i soggetti, per dimostrare il possesso di informazioni privilegiate. La Corte ha inoltre stabilito che la responsabilità solidale della società deve coprire l'intero importo della sanzione principale.
Continua »
Tempo tuta: quando spetta il compenso al lavoratore
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di numerosi dipendenti a ricevere il pagamento per il cosiddetto tempo tuta, ovvero il tempo impiegato per indossare e togliere la divisa aziendale. La sentenza stabilisce che tale attività rientra nell'orario di lavoro se è soggetta al potere di controllo del datore di lavoro. Inoltre, è stato chiarito che il termine di prescrizione per tali crediti decorre solo dalla cessazione del rapporto lavorativo.
Continua »
Tetto di spesa sanità: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una struttura sanitaria che chiedeva il pagamento di prestazioni erogate oltre il budget annuale. La Corte ha stabilito che spetta all'ASL dimostrare il superamento del tetto di spesa sanità, un fatto che impedisce il pagamento delle prestazioni extra budget. Una volta fornita tale prova, le richieste di pagamento per servizi oltre il limite non sono esigibili. La valutazione della sufficienza della prova è di competenza dei giudici di merito e non può essere riesaminata in Cassazione.
Continua »
Responsabilità intermediario: il nesso occasionale
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità intermediario finanziario per le somme sottratte da un promotore. La decisione si fonda sulla condotta anomala dei risparmiatori, i quali avevano consegnato ingenti somme in contanti al promotore. Questo comportamento ha interrotto il "nesso di occasionalità necessaria" tra l'attività del promotore e l'illecito, esonerando l'istituto di credito da ogni obbligo risarcitorio.
Continua »
Prova della proprietà: onere e non contestazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che, in un'azione di rivendicazione, l'onere della prova della proprietà grava sempre sull'attore. La mancata contestazione da parte del convenuto sull'originario diritto di proprietà non è sufficiente a esonerare l'attore da tale onere. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente accolto la domanda di rivendica basandosi solo sulla non contestazione, rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto della rigorosa necessità di fornire la prova della proprietà.
Continua »
Termine ordinanza ingiunzione: i 210 giorni del Prefetto
Un automobilista contesta una multa per eccesso di velocità, sostenendo che l'ordinanza prefettizia sia tardiva. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, chiarendo che il termine per l'ordinanza ingiunzione, in caso di ricorso diretto al Prefetto, è di 210 giorni. L'invio di una copia del ricorso all'organo accertatore non modifica tale tempistica. I motivi sulla non idoneità della strada per l'autovelox sono stati dichiarati inammissibili perché non sollevati correttamente nei precedenti gradi di giudizio.
Continua »
Bonifico domiciliato responsabilità: quando è diligente?
Una società di assicurazioni ha citato in giudizio un prestatore di servizi di pagamento per aver pagato un bonifico domiciliato a una persona non legittimata, munita di documento falso ma della corretta password. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, escludendo la responsabilità del prestatore di servizi. Si è ritenuto che quest'ultimo avesse agito con la dovuta diligenza professionale, avendo verificato il documento d'identità presentato e la password, assolvendo così al proprio onere probatorio nel contesto della 'bonifico domiciliato responsabilità'.
Continua »
Appello parte diversa: quando è inammissibile?
Un lavoratore propone appello contro una sentenza, ma lo notifica a una società diversa da quella del primo grado. La Corte d'Appello dichiara l'inammissibilità e la Cassazione conferma. L'ordinanza sottolinea come, in un appello parte diversa, sia onere dell'appellante spiegare chiaramente le ragioni del mutamento soggettivo, pena l'inammissibilità per difetto di specificità.
Continua »
Classamento catastale: la Cassazione rinvia la causa
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta un contenzioso tra un Comune e una società concessionaria di un'area portuale riguardo una tassa immobiliare. La società aveva ottenuto l'annullamento dell'avviso di accertamento basandosi su una precedente sentenza che definiva il classamento catastale dell'area. Il Comune ha impugnato tale decisione, contestando l'efficacia del giudicato su annualità diverse. Riconoscendo la rilevanza della questione giuridica sul corretto classamento catastale e il suo rapporto con l'attività di liquidazione del tributo, la Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza decidere nel merito.
Continua »
Azione di rivendicazione: onere della prova e limiti
In un caso di rivendicazione di una quota immobiliare tra parenti con un antenato comune, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito. La Corte ha stabilito che, nell'azione di rivendicazione, la prova della proprietà a carico dell'attore deve essere completa e rigorosa. Non è ammissibile che il giudice fondi la sua decisione su ricostruzioni ipotetiche dei passaggi di proprietà, anche se l'esistenza di un dante causa comune potrebbe in teoria attenuare la cosiddetta 'probatio diabolica'. La decisione deve basarsi esclusivamente su quanto allegato e provato in giudizio.
Continua »
Definizione agevolata: come estingue il processo
Un'azienda del settore arredamento, dopo aver ricevuto avvisi di accertamento per presunti acquisti non fatturati e aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha fatto ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, l'azienda e i soci hanno aderito a una definizione agevolata, pagando quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, evidenziando l'efficacia di tale strumento per chiudere le liti fiscali.
Continua »
Onere della prova accertamento: la prova è decisiva
Un contribuente, accusato di aver simulato sconti su scontrini fiscali per evadere le imposte, ha vinto il ricorso in Cassazione. La Corte ha stabilito che l'onere della prova nell'accertamento fiscale ricade sull'Agenzia delle Entrate, la quale non ha fornito la prova decisiva: il giornale di fondo elettronico del registratore di cassa. Di conseguenza, l'accertamento è stato ritenuto infondato e la sentenza d'appello è stata cassata anche sulla parte relativa alla compensazione delle spese legali, ritenuta immotivata.
Continua »
Responsabilità bonifico domiciliato: cosa succede?
Una compagnia assicurativa ha citato in giudizio un istituto di pagamento per aver erroneamente liquidato un bonifico domiciliato a un soggetto non legittimato, che si era presentato con un documento d'identità falso e la password corretta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della compagnia, stabilendo che la responsabilità del bonifico domiciliato non è oggettiva. L'istituto di pagamento ha adempiuto al proprio obbligo di diligenza professionale verificando il documento tramite le proprie procedure interne e controllando la corrispondenza dei dati e della password, assolvendo così all'onere della prova e venendo esonerato da responsabilità.
Continua »
Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità dell'intermediario nel caso di un bonifico domiciliato pagato a un soggetto non legittimato. La sentenza stabilisce che l'intermediario adempie al proprio obbligo di diligenza professionale se, prima del pagamento, verifica la corrispondenza dei dati, un documento di identità valido e gli elementi di sicurezza come la password, anche senza richiedere un secondo documento. Viene quindi esclusa la responsabilità se l'intermediario dimostra di aver agito con la dovuta prudenza.
Continua »