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Art. 2948 Codice Civile — Anno 2025

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465 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Definizione agevolata: sospensione del processo
Una professionista si opponeva a una intimazione di pagamento per contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo che la Corte d'Appello aveva errato nel non sospendere il giudizio relativamente alle cartelle per cui era stata richiesta la definizione agevolata. Tale sospensione, infatti, è un obbligo di legge. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame sulla base di questo principio.
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Prescrizione sanzioni: 5 anni per sanzioni e interessi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3195/2025, ha stabilito che la prescrizione per le sanzioni tributarie e per gli interessi è quinquennale, anche se il tributo principale si prescrive in dieci anni. Il caso riguardava una società del settore turistico che aveva impugnato una cartella di pagamento. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che sanzioni e interessi sono obbligazioni autonome con un proprio termine di prescrizione, fissato rispettivamente dal D.Lgs. 472/1997 e dal Codice Civile.
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Notifica nulla cartella: valida se raggiunge lo scopo
Una contribuente ha impugnato una cartella esattoriale lamentando, tra l'altro, una notifica nulla perché eseguita da un operatore postale privato non abilitato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica, sebbene viziata, non è inesistente. Poiché la contribuente ha ricevuto l'atto e ha proposto ricorso, la notifica ha raggiunto il suo scopo e il vizio è stato sanato. La Corte ha inoltre ribadito che per crediti come IRPEF e IVA si applica la prescrizione decennale e non quella quinquennale.
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Intimazione di pagamento: quando è legittima? Analisi
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento per oltre 1,6 milioni di euro, sollevando questioni sulla rappresentanza legale dell'Agenzia delle Entrate, sulla prescrizione, sulla validità della notifica PEC e sulla mancata allegazione degli atti presupposti. La Corte di Cassazione ha respinto integralmente il ricorso, confermando la piena legittimità dell'intimazione di pagamento e chiarendo importanti principi procedurali in materia di riscossione.
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Impugnazione cartella: i vizi degli atti precedenti
La Corte di Cassazione chiarisce che l'impugnazione di una cartella di pagamento è inammissibile se i motivi del ricorso riguardano vizi di atti prodromici, come gli avvisi di accertamento, che non sono stati impugnati a loro volta. Il contribuente può far valere solo i vizi propri della cartella e non quelli degli atti che la precedono, i quali devono essere contestati nei termini di legge.
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Prescrizione cartelle di pagamento: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3464/2025, ha accolto il ricorso di un contribuente, annullando la decisione di secondo grado che aveva negato la prescrizione di alcune cartelle di pagamento. La Corte ha ribadito che la prescrizione per sanzioni e interessi è quinquennale, mentre per i tributi è decennale. Ha inoltre censurato la sentenza d'appello per motivazione contraddittoria, in quanto non aveva spiegato perché il credito non fosse estinto nonostante fossero passati più di dieci anni dalla notifica delle cartelle.
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Notifica irreperibilità assoluta: quando è valida?
Un contribuente contesta delle cartelle esattoriali per un vizio di notifica, essendo state recapitate presso la vecchia residenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendo valida la notifica per irreperibilità assoluta. Secondo i giudici, se le verifiche anagrafiche non rivelano un cambio di residenza, la procedura è corretta e l'onere di comunicare il trasferimento grava sul cittadino. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione decennale per i tributi contestati.
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Notifica cartella di pagamento: la copia è prova
Una società di trasporti ha impugnato alcune cartelle di pagamento sostenendo vizi nella notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi chiave sulla notifica della cartella di pagamento. In particolare, ha confermato che la produzione in giudizio della copia fotostatica dell'avviso di ricevimento è sufficiente a provare l'avvenuta notifica, e un disconoscimento generico da parte del contribuente non ha efficacia. Inoltre, ha ribadito che la prescrizione per i tributi erariali come II.DD. e IVA è decennale.
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Prescrizione contributi consortili: 5 o 10 anni?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per contributi di bonifica, eccependo la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla durata del termine (cinque o dieci anni), non ha emesso una decisione finale. Invece, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a pubblica udienza per risolvere la questione sulla prescrizione contributi consortili e garantire la certezza del diritto.
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Prescrizione contributi consortili: 5 o 10 anni?
Un Consorzio di Bonifica ha impugnato una sentenza che applicava la prescrizione di cinque anni ai contributi per l'utenza irrigua. Il Consorzio sostiene che il termine corretto sia quello decennale. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla natura e sulla prescrizione dei contributi consortili, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a una pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Notifica al portiere: quando è nulla senza avviso
Una società farmaceutica ha impugnato una cartella di pagamento, sostenendo che la notifica al portiere dell'atto originario fosse invalida per la mancata spedizione della raccomandata informativa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omissione di tale avviso causa la nullità della notificazione, annullando di conseguenza la pretesa fiscale.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce la durata della prescrizione dei crediti erariali. Un contribuente si opponeva a una richiesta di pagamento sostenendo la prescrizione quinquennale dei debiti. La Cassazione, ribaltando le decisioni di merito, ha stabilito che per imposte come IRPEF e IVA si applica il termine ordinario decennale, non quello breve di cinque anni, in quanto l'obbligazione tributaria non ha natura periodica.
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Prescrizione crediti erariali: 10 o 5 anni? Decide la Cassazione
Un contribuente impugna una comunicazione di iscrizione ipotecaria basata su vecchie cartelle di pagamento, eccependo la prescrizione crediti erariali di 5 anni. L'Agente della Riscossione sostiene il termine decennale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4723/2025, chiarisce la distinzione: il credito per tributi erariali si prescrive in dieci anni (prescrizione ordinaria), mentre sanzioni e interessi si prescrivono nel termine più breve di cinque anni. La Corte ha inoltre dichiarato l'estinzione parziale del giudizio per omessa pronuncia su un annullamento di debiti minori.
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Minori introiti ICI: come si calcola il contributo?
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole per la compensazione statale a favore dei Comuni per i minori introiti ICI. La sentenza stabilisce che nel calcolo annuale non si può tener conto delle perdite di gettito già compensate e consolidate negli anni precedenti, ma si deve considerare sia il minor introito derivante da nuove autodichiarazioni sia quello degli anni passati non ancora compensato. La decisione, che accoglie il ricorso dei Ministeri, annulla la sentenza d'appello e rinvia la causa per un nuovo esame basato su questo principio.
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Notifica cartelle di pagamento: quando è valida la copia
Un professionista ha impugnato un'intimazione di pagamento, contestando la validità della notifica delle cartelle esattoriali sottostanti, di cui l'agente della riscossione aveva prodotto solo copie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la semplice contestazione generica della conformità della copia all'originale non è sufficiente a far scattare l'onere di produrre i documenti originali. La Corte ha inoltre ribadito che il contributo unificato, avendo natura di tributo erariale, si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e non in cinque.
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Onere della prova: indennità a un amministratore
Un'azienda speciale di una Camera di Commercio ha richiesto la restituzione delle indennità versate a un ex amministratore, sostenendo che non fossero dovute. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che grava sull'azienda l'onere della prova di dimostrare che lo statuto, all'epoca dei fatti, vietasse espressamente tali compensi. Poiché la norma che introduceva la gratuità della carica è entrata in vigore solo successivamente, la richiesta di restituzione è stata ritenuta infondata.
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Notifica sentenza via PEC: quando scatta il termine breve
Un'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione che aveva dato ragione a un contribuente in merito alla prescrizione di alcune cartelle di pagamento. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. La tardività è derivata dalla notifica sentenza via PEC effettuata dal difensore del contribuente. Nonostante l'Amministrazione sostenesse l'invalidità di tale notifica, in quanto copia non autentica e allegata a una richiesta di pagamento spese, la Corte ha stabilito che essa era pienamente idonea a far decorrere il termine breve per l'impugnazione, consolidando un principio fondamentale del processo telematico.
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Notifica posta privata: quando è valida la raccomandata?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un atto tributario è valida anche se la raccomandata informativa viene consegnata da un corriere privato. La condizione è che il notificante si sia avvalso del servizio postale universale, il quale ha poi autonomamente subappaltato la consegna. In questo scenario, la responsabilità resta del fornitore universale, rendendo la notifica posta privata del tutto legittima e sanando quella che i giudici di merito avevano erroneamente considerato un'inesistenza della notifica.
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Conguagli regolatori: Cassazione attende le Sezioni Unite
Un utente ha contestato una fattura per conguagli regolatori relativi a consumi idrici di anni precedenti. I tribunali di primo e secondo grado hanno dato ragione al consumatore, annullando la richiesta per prescrizione e illegittimità della pretesa retroattiva. La società di gestione ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla materia, ha sospeso la decisione in attesa di una pronuncia chiarificatrice delle Sezioni Unite.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione nega il potere
Una Cassa previdenziale privata ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello della Cassa inammissibile, confermando che solo la legge statale può introdurre prelievi obbligatori, ribadendo i limiti dell'autonomia degli enti previdenziali privati.
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