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Art. 2948 Codice Civile — Anno 2025

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465 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Risarcimento esproprio: no agli indici ISTAT per il valore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21545/2025, ha stabilito due principi fondamentali in materia di risarcimento esproprio. In primo luogo, ha dichiarato illegittimo il calcolo del valore di un immobile basato sull'applicazione retroattiva degli indici ISTAT, poiché questi non riflettono l'andamento del mercato immobiliare. In secondo luogo, ha confermato che il termine di prescrizione per l'indennità di occupazione legittima è decennale e non quinquennale. La vicenda riguarda un proprietario che ha subito un'occupazione d'urgenza mai seguita da un decreto di esproprio.
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Rimborso tributi: prescrizione decennale, non breve
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21782/2025, chiarisce che il diritto del contribuente al rimborso di tributi versati e non dovuti si prescrive in dieci anni, non in cinque. La prescrizione decennale decorre dalla formazione del silenzio-rifiuto dell'ente locale sulla richiesta di restituzione. La prescrizione breve quinquennale si applica solo al credito dell'ente impositore, non all'azione di ripetizione dell'indebito del cittadino.
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Ricorso per cassazione: inammissibile senza specificità
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per cartelle esattoriali risalenti agli anni 2000-2012. Dopo un esito parzialmente favorevole in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale accoglieva l'appello dell'ente della riscossione. Il contribuente ha quindi proposto ricorso per cassazione, che la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile. La decisione si fonda sul principio di autosufficienza: il ricorrente non ha adeguatamente specificato e documentato i suoi motivi di ricorso, rendendo impossibile per la Corte valutarne la fondatezza senza consultare atti esterni al ricorso stesso. La Corte ha ribadito che il suo ruolo è valutare errori di diritto, non riesaminare i fatti del caso.
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Qualifica dirigenziale: contano le mansioni, non la forma
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il riconoscimento della qualifica dirigenziale contano le mansioni effettivamente svolte e non il riconoscimento formale da parte del datore di lavoro. In un caso riguardante un dipendente di un istituto bancario, la Corte ha confermato il suo diritto alla qualifica superiore e alle relative differenze retributive, basandosi sulla natura e complessità delle sue responsabilità. È stato inoltre chiarito che il termine di prescrizione per tali rivendicazioni non decorre in costanza di rapporto se la qualifica rivendicata non è assistita da stabilità reale.
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Omesso esame fatto decisivo: Cassazione annulla sentenza
Una società ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria eccependo, tra le altre cose, la prescrizione del credito. La Corte d'Appello ha ignorato questa difesa. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza proprio per l'omesso esame di questo fatto decisivo, rinviando il caso a un nuovo giudice che dovrà obbligatoriamente valutare la questione della prescrizione.
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Notifica atti fiscali: la Cassazione fa chiarezza
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento per oltre 2 milioni di euro, contestando la validità della notifica atti fiscali sottostanti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando principi cruciali: l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può legittimamente farsi rappresentare da avvocati privati; la prescrizione per i crediti tributari è decennale, non quinquennale; le contestazioni sulla conformità dei documenti notificati devono essere specifiche e non generiche.
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Prescrizione crediti tributari: no al termine unico
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria basata su diverse cartelle di pagamento. La Cassazione, affrontando la questione della prescrizione crediti tributari, ha stabilito che non si può applicare un termine unico decennale. Ogni tributo (bollo auto, diritti camerali, etc.) segue il proprio termine di prescrizione specifico. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio perché aveva errato nell'applicare indiscriminatamente la prescrizione decennale.
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Conguagli regolatori: la Cassazione attende le S.U.
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso riguardante la legittimità dei conguagli regolatori richiesti da una società di servizi idrici. A seguito del ricorso della società contro la sentenza di merito, che aveva dato ragione agli utenti annullando le bollette retroattive, la Corte ha rilevato la pendenza di una questione analoga dinanzi alle Sezioni Unite. Pertanto, ha rinviato la causa a nuovo ruolo, in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite per garantire un'interpretazione uniforme della legge in materia di conguagli regolatori.
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Notifica nulla e preavviso di fermo: la Cassazione
Una società ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento sottostanti. Dopo che i giudici di merito avevano respinto le sue ragioni, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Decisiva è stata la produzione di una sentenza passata in giudicato che accertava la falsità delle firme sugli avvisi di ricevimento delle cartelle. La Corte ha stabilito che la notifica nulla degli atti presupposti rende invalido il successivo preavviso di fermo, privandolo del suo fondamento giuridico.
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Prescrizione tributi: Cassazione annulla sentenza
Una contribuente contesta una intimazione di pagamento per tributi risalenti a diversi anni prima. La Corte di Cassazione, pur confermando la validità della notifica dell'atto, accoglie il ricorso della contribuente. La sentenza di secondo grado viene annullata perché i giudici hanno omesso di pronunciarsi sulla decisiva questione della prescrizione dei tributi, che era stata specificamente sollevata.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un preavviso di iscrizione ipotecaria. La Corte ha confermato che la prescrizione crediti erariali per imposte come IRPEF e IVA è decennale e non quinquennale. È stato inoltre chiarito che la contestazione delle copie degli atti fiscali deve essere specifica e non generica. Infine, si è ribadito che la notifica di avvisi di intimazione interrompe efficacemente la prescrizione.
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Erroneo inquadramento: prescrizione quinquennale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una dipendente pubblica che chiedeva differenze retributive per un erroneo inquadramento professionale. La Corte ha confermato l'applicazione della prescrizione quinquennale, distinguendo nettamente il caso da un'ipotesi di demansionamento, che avrebbe previsto una prescrizione decennale. La decisione si fonda sulla qualificazione della domanda come rivendicazione di crediti da lavoro e non come risarcimento del danno.
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Contributo compensativo ICI: la Cassazione decide
In una disputa tra un Comune e due Ministeri, la Corte di Cassazione ha chiarito il metodo di calcolo del contributo compensativo ICI per la perdita di gettito da immobili di categoria D. La Corte ha stabilito che, sebbene le perdite pregresse si "consolidino" e vengano compensate automaticamente, un nuovo contributo per l'anno in corso spetta solo se la perdita aggiuntiva di quell'anno supera la soglia di legge (franchigia). La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per applicare questo principio.
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Prescrizione crediti tributari: 5 o 10 anni?
La Corte di Cassazione chiarisce la questione sulla prescrizione crediti tributari. Un contribuente aveva ottenuto l'annullamento di un'iscrizione ipotecaria sostenendo la prescrizione quinquennale dei debiti. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per i tributi erariali come IRPEF e IVA si applica il termine ordinario di dieci anni, e non quello breve di cinque. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame basato su questo principio fondamentale.
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Congedo per dottorato: retribuzione e prescrizione
Una dipendente pubblica in congedo per dottorato ha richiesto il pagamento della retribuzione per tale periodo. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso dell'amministrazione, rinviando alla Corte d'Appello la valutazione sulla prescrizione dei crediti. Ha però confermato un principio fondamentale: il trasferimento a un'altra amministrazione pubblica dopo il dottorato non comporta l'obbligo di restituire gli stipendi percepiti, poiché il dipendente rimane al servizio del settore pubblico. La questione centrale riguarda il diritto alla retribuzione durante il congedo per dottorato.
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Indennità di turno: quando è valida con orario spezzato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al diritto all'indennità di turno per alcuni agenti di polizia municipale con un orario di servizio spezzato. L'ente comunale sosteneva che l'interruzione del servizio facesse venir meno il diritto all'indennità. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune, confermando che per il diritto all'indennità di turno è sufficiente che il servizio sia organizzato su un arco temporale complessivo di almeno 10 ore, anche se non continuative. Ha inoltre rigettato le richieste dei lavoratori per un risarcimento automatico legato al lavoro svolto oltre il sesto giorno consecutivo.
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Errore di fatto: quando la Cassazione non lo ammette
Una società, dopo aver perso un appello in Cassazione per una fornitura energetica, ha chiesto la revocazione della decisione per un presunto errore di fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che un disaccordo sulla valutazione giuridica del giudice (errore di giudizio) non costituisce un errore di fatto, che è una mera svista percettiva. Il caso solleva anche questioni sulla legittimazione ad agire della società, essendo stata dichiarata fallita.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente ha contestato una cartella di pagamento venendo a conoscenza del debito tramite un estratto di ruolo e sostenendo la mancata notifica dell'atto originale. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa sulla impugnazione estratto di ruolo, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto dall'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile fin dall'origine.
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Intimazione di pagamento: può essere rinnovata?
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento sostenendo che un atto precedente identico fosse già stato annullato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che un annullamento per vizi puramente procedurali (come la mancata prova della notifica degli atti presupposti) non impedisce all'Ente della Riscossione di emettere un nuovo atto. Tale situazione non viola il principio del 'ne bis in idem', poiché la prima decisione non verteva sul merito del debito, ma solo su un difetto formale, creando un giudicato solo processuale e non sostanziale.
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Onere di specificità: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un'ingiunzione di pagamento per la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA). La decisione si fonda sulla violazione dell'onere di specificità dei motivi di ricorso. Secondo la Corte, l'appellante ha presentato doglianze generiche, mescolando diverse censure senza confrontarsi criticamente e in modo puntuale con la ratio decidendi della sentenza d'appello. Questo vizio formale ha impedito alla Corte di esaminare il merito della questione, ribadendo la necessità di una redazione chiara e mirata degli atti di impugnazione.
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