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Art. 2948 Codice Civile — Anno 2024

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427 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6773/2024, ha stabilito che la prescrizione crediti lavoro decorre dalla cessazione del rapporto per i diritti non ancora prescritti all'entrata in vigore della Legge 92/2012. Il caso riguardava un lavoratore che chiedeva differenze retributive. La Corte ha confermato la decisione di merito, ritenendo validi i crediti maturati nei cinque anni precedenti a un atto interruttivo del 2011 e salvati dalla successiva modifica normativa, che ha sospeso la decorrenza del termine fino alla fine del rapporto lavorativo.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Una contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile in origine. L'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora consentita solo se si dimostra un pregiudizio concreto, come l'esclusione da appalti pubblici.
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Obbligo di motivazione: Cassazione annulla sentenza
Una società di gestione aeroportuale ha citato in giudizio le amministrazioni pubbliche per il mancato adeguamento delle tariffe, ottenendo ragione in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha però annullato la sentenza d'appello per violazione dell'obbligo di motivazione. La corte territoriale aveva infatti omesso di esaminare i motivi di merito sollevati dalle amministrazioni, limitandosi a un rinvio inammissibile a una precedente sentenza non definitiva che aveva trattato solo la questione della prescrizione. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione crediti erariali: 10 anni, non 5
Una contribuente sosteneva la prescrizione quinquennale per crediti fiscali notificati tra il 2004 e il 2007. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo con fermezza che la corretta prescrizione per i crediti erariali è quella ordinaria di dieci anni, conformemente alla sua giurisprudenza consolidata, e non il termine breve di cinque anni.
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Inammissibilità del ricorso: regole e termini per opporsi
Una società si oppone a un'intimazione di pagamento per contributi e premi non versati. Dopo la sconfitta in appello, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso, sottolineando come tutti i motivi presentati fossero viziati da difetti procedurali: alcuni sollevati fuori termine, altri privi di specificità, altri ancora proposti per la prima volta in sede di legittimità. La decisione ribadisce l'importanza cruciale del rispetto delle regole processuali nelle controversie di questo tipo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
Un ente previdenziale aveva imposto un "contributo di solidarietà" sulle pensioni dei suoi iscritti basandosi su un proprio regolamento interno. Un pensionato ha contestato questa trattenuta. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che il contributo di solidarietà costituisce una prestazione patrimoniale imposta che, secondo la Costituzione, può essere introdotta solo da una legge. L'autonomia regolamentare dell'ente non può estendersi fino a creare tali prelievi. Il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Prescrizione crediti tributari: no 10 anni senza sentenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5899/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione crediti tributari. La mancata impugnazione di una cartella di pagamento non trasforma automaticamente il termine di prescrizione in quello ordinario di dieci anni. Salvo la presenza di una sentenza passata in giudicato, si applicano i termini di prescrizione più brevi previsti per i singoli tributi, sanzioni e interessi. La Corte ha accolto il ricorso di un contribuente, cassando la decisione di merito che aveva erroneamente applicato la prescrizione decennale a tasse automobilistiche e relativi accessori.
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Prescrizione debiti ereditari: difesa personale
Un lavoratore ha citato in giudizio gli eredi della sua defunta datrice di lavoro per ottenere il pagamento di differenze retributive. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5826/2024, ha affrontato il tema della prescrizione dei debiti ereditari. Ha stabilito che l'eccezione di prescrizione sollevata da alcuni coeredi non si estende a quello che non si è difeso, data la natura parziaria dell'obbligazione. Inoltre, ha chiarito che l'istanza di conciliazione interrompe la prescrizione solo quando viene comunicata al debitore, non con il semplice deposito. Di conseguenza, la Corte ha rigettato sia il ricorso principale dell'erede che quello incidentale del lavoratore.
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Notifica irreperibilità assoluta: doveri del messo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5818/2024, ha stabilito che la notifica per irreperibilità assoluta di un atto è nulla se il messo notificatore non documenta adeguatamente le ricerche effettuate per rintracciare il destinatario. Un semplice controllo del citofono e della cassetta postale non è sufficiente. La Corte ha inoltre ribadito la differenza nei termini di prescrizione: decennale per i tributi erariali come l'IRPEF e quinquennale per sanzioni e interessi.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento basandosi su un estratto di ruolo, sostenendo la mancata notifica e la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5789/2024, ha respinto il ricorso. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il ricorrente non dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto o la perdita di benefici pubblici, in linea con la recente normativa (art. 12, c. 4 bis, D.P.R. 602/1973).
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Spese condominiali: chi paga il debito del venditore?
Una società costruttrice, dopo aver riacquistato la proprietà di due immobili, si è vista richiedere dal condominio il pagamento di spese condominiali arretrate maturate dal precedente proprietario. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che l'onere di provare la titolarità del debito spetta al condominio. Inoltre, ha chiarito che la responsabilità solidale del nuovo acquirente è limitata all'anno in corso e a quello precedente al subentro, e che tale norma non è retroattiva. La sentenza sottolinea l'importanza di individuare correttamente il soggetto obbligato al pagamento delle spese condominiali.
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Tassazione redditi estero: la residenza fiscale vince
Un contribuente, pur lavorando in Kazakhstan per più di 183 giorni e pagando lì le imposte, è stato ritenuto fiscalmente residente in Italia e soggetto a tassazione anche nel nostro Paese. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5595/2024, ha chiarito che ai fini della tassazione dei redditi estero, la permanenza fisica non è l'unico criterio. Se il centro degli interessi vitali (famiglia, patrimonio) rimane in Italia, si configura la residenza fiscale italiana e una tassazione concorrente, mitigata dal meccanismo del credito d'imposta per le tasse già versate all'estero.
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Reddito estero: tassazione concorrente e residenza
Un contribuente, fiscalmente residente in Italia ma lavoratore in Kazakhstan per oltre 183 giorni, si è visto recapitare un avviso di accertamento per non aver dichiarato in Italia i redditi percepiti all'estero. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5524/2024, ha stabilito che, nonostante il lungo soggiorno estero, la residenza fiscale italiana permaneva a causa del mantenimento del centro degli interessi familiari e patrimoniali in Italia. La Corte ha chiarito che la Convenzione Italia-Kazakhstan prevede una tassazione concorrente, permettendo a entrambi gli Stati di imporre tasse sul medesimo reddito, con l'obbligo per l'Italia di riconoscere un credito per le imposte già pagate all'estero.
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Prescrizione anatocismo: onere della prova sul cliente
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di interessi anatocistici. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5517/2024, ha confermato la prescrizione decennale per l'azione di ripetizione, decorrente dalla chiusura del conto corrente affidato. Ha però precisato un punto cruciale: l'onere di provare la natura ripristinatoria dei versamenti, ai fini della decorrenza della prescrizione, spetta al correntista che agisce in giudizio, e non alla banca. Nonostante un errore di diritto della corte d'appello su questo punto, il ricorso della banca è stato rigettato perché non aveva mai contestato l'esistenza di un affidamento che coprisse i versamenti.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
Una società ha impugnato un estratto di ruolo e diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione legale non può essere esaminata nel merito.
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Prescrizione quinquennale interessi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando che la prescrizione per interessi e sanzioni tributarie è quinquennale e non decennale. La Corte ha chiarito che il termine più lungo di dieci anni si applica solo quando il debito è accertato da una sentenza passata in giudicato. Nel caso di specie, mancando una pronuncia giurisdizionale irrevocabile, la prescrizione quinquennale interessi e sanzioni rimane la regola generale, in applicazione degli articoli 2948 c.c. e 20 d.lgs. 472/97.
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Retribuzione ferie: calcolo e indennità variabili
Con l'ordinanza n. 5198/2024, la Corte di Cassazione ha confermato che nel calcolo della retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità variabili, ma erogate in modo continuativo e collegate alla mansione. Escluderle, infatti, creerebbe un disincentivo economico per il lavoratore a godere delle ferie, violando così il diritto europeo. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti contro i suoi dipendenti, allineandosi alla consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
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Notifica cartella esattoriale: quando è inammissibile
Una società impugna un'ipoteca per vizi nella notifica di cartelle esattoriali. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per difetto di specificità, sottolineando che non basta elencare le cartelle ma occorre dettagliare i vizi di notifica per ciascuna. La questione della prescrizione viene assorbita.
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Prescrizione incentivo esodo: 5 o 10 anni? Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5188/2024, ha stabilito che la prescrizione per l'incentivo all'esodo è di cinque anni. Un ex dipendente aveva richiesto un ricalcolo dell'incentivo, ma la sua domanda è stata respinta perché presentata oltre il termine. La Corte ha chiarito che tale incentivo ha natura retributiva, assimilabile alle indennità di fine rapporto, e non deriva da un accordo novativo che giustificherebbe una prescrizione decennale.
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Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione rinvia
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un caso riguardante la riqualificazione di contratti di collaborazione in lavoro subordinato. La questione centrale, relativa alla decorrenza della prescrizione dei crediti lavoro in caso di contratti a termine successivi, è stata ritenuta meritevole di un rinvio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite, data la sua importanza e la necessità di un orientamento giurisprudenziale uniforme.
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