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Art. 2948 Codice Civile — Anno 2023

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246 provvedimenti

Altri anni per Art. 2948 Codice Civile

Partite pregresse: la guida ai conguagli idrici
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti di legittimità delle partite pregresse nel servizio idrico integrato. Un utente aveva contestato la richiesta di conguagli per il periodo 2005-2011, eccependo la prescrizione e l'illegittimità della retroattività tariffaria. La Suprema Corte ha stabilito che il recupero dei costi 'ora per allora' è astrattamente possibile solo per oneri imprevisti e imprevedibili al momento dell'erogazione, escludendo però la possibilità di addebitare agli utenti errori di gestione o di previsione del gestore. La prescrizione dei crediti decorre dalla data della delibera che quantifica e autorizza la riscossione dei conguagli.
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Iscrizione ipotecaria: quando è nulla senza preavviso
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria su immobili di sua proprietà, contestando l'omesso invio della comunicazione preventiva da parte dell'agente della riscossione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'iscrizione ipotecaria è nulla se non preceduta da un preavviso che consenta al cittadino di presentare osservazioni o pagare il debito entro trenta giorni. Tale obbligo deriva dal principio del contraddittorio endoprocedimentale e dalla tutela del diritto di difesa, applicabile anche alle procedure avviate prima delle riforme legislative del 2011.
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Prescrizione tributaria: i termini per le cartelle
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione tributaria applicabile alle cartelle di pagamento, distinguendo tra il debito per l'imposta principale e quello per sanzioni e interessi. Mentre per tributi come IRPEF e IVA si applica il termine ordinario decennale, le sanzioni e gli interessi sono soggetti a una prescrizione quinquennale. La Corte ha annullato la decisione precedente poiché il giudice di merito non aveva operato questa distinzione, applicando erroneamente il termine lungo a tutte le voci del debito. È stata invece confermata la piena validità degli atti firmati dal personale trasferito tra i diversi enti della riscossione succedutisi nel tempo.
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Prescrizione sanzioni tributarie: termine di 5 anni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la prescrizione sanzioni tributarie matura in cinque anni. La controversia riguardava cartelle di pagamento IRPEF per le annualità 2002, 2006 e 2008. Mentre l'amministrazione sosteneva l'applicabilità del termine decennale ordinario, i giudici hanno ribadito il principio consolidato secondo cui sanzioni e interessi sono soggetti al termine breve quinquennale previsto dall'art. 2948 c.c. e dal d.lgs. 472/1997.
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Notifica cartella: quando l’inagibilità non basta
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una contribuente riguardante la nullità della notifica di diverse cartelle esattoriali. Il messo notificatore aveva depositato gli atti presso la casa comunale dopo aver constatato l'inagibilità dell'immobile a seguito di un sisma, senza però effettuare le ricerche necessarie per accertare l'irreperibilità assoluta. La Suprema Corte ha chiarito che la semplice inagibilità dell'abitazione non esonera l'agente dalla verifica di un eventuale domicilio alternativo o dal documentare l'impossibilità di rintracciare il destinatario, rendendo di fatto nulla la procedura di notifica seguita.
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Prescrizione interessi tributari: la guida ai 5 anni
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della Prescrizione applicabile ai debiti tributari, distinguendo tra imposta, interessi e sanzioni. Mentre per i tributi erariali (come IVA e IRPEF) vige il termine ordinario decennale, la Corte ha stabilito che gli interessi e le sanzioni sono soggetti a una prescrizione breve di cinque anni. La decisione chiarisce inoltre che le controversie sui contributi previdenziali non rientrano nella giurisdizione del giudice tributario, ma spettano al giudice ordinario.
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Prescrizione tributaria: i rischi del ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una contribuente relativo alla prescrizione tributaria di 35 cartelle di pagamento. La ricorrente sosteneva l'applicabilità di un termine breve, contestando la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva invece applicato la prescrizione decennale. La Suprema Corte ha rilevato che il ricorso mancava di specificità, non indicando la natura dei singoli tributi né le date esatte di notifica delle cartelle, elementi indispensabili per verificare l'eventuale decorso di termini inferiori a quello ordinario.
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Autotutela tributaria: estinzione e sgravio cartella
Una società ha impugnato il diniego di autotutela tributaria relativo a un recupero di credito d'imposta. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, la controversia è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, l'Agenzia delle Entrate ha proceduto all'annullamento e allo sgravio della cartella di pagamento contestata. La società ha quindi depositato atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese e confermando che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Autotutela tributaria: estinzione del giudizio
Una società contribuente ha impugnato il diniego di autotutela tributaria relativo a un recupero di credito d'imposta. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate ha provveduto all'annullamento e allo sgravio della cartella di pagamento contestata. A seguito di tale evento, la società ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese e chiarendo che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia di estinzione e non di rigetto.
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Prescrizione sanzioni tributarie: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione sanzioni tributarie e degli interessi è sempre quinquennale, anche se il tributo principale segue il termine decennale. La sentenza chiarisce inoltre che la sospensione straordinaria dei termini dovuta all'emergenza sanitaria è cumulabile con la sospensione feriale estiva. Il ricorso dell'ente riscossore è stato accolto limitatamente all'applicazione di una specifica sospensione normativa prevista dalla legge di stabilità 2014, comportando il rinvio della causa per un nuovo esame dei termini di notifica.
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Prescrizione tributaria: i tempi per tasse e sanzioni
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini di prescrizione tributaria applicabili a diverse voci di debito dopo la notifica di un'intimazione di pagamento. Per i tributi erariali, la definitività della cartella non trasforma la prescrizione breve in decennale, ma se il termine originario è decennale, esso rimane tale. Le sanzioni tributarie sono soggette a prescrizione quinquennale ai sensi del d.lgs. 472/1997. Anche gli interessi seguono la prescrizione quinquennale prevista dal codice civile, data la loro natura di obbligazione autonoma rispetto al capitale.
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Prescrizione crediti retributivi: quando decorre
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità delle clausole dei contratti collettivi che escludono il periodo di apprendistato dal calcolo dell'anzianità di servizio. La decisione si concentra sulla prescrizione crediti retributivi, stabilendo che, a seguito delle riforme del 2012 e 2015, il termine quinquennale decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro. Questo orientamento nasce dalla constatazione che l'attuale regime di tutela non garantisce al dipendente la stabilità necessaria per agire contro il datore durante il rapporto senza timore di ritorsioni.
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Anzianità convenzionale: guida al riconoscimento
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni dipendenti al riconoscimento dell'anzianità convenzionale maturata presso una precedente ditta appaltatrice di servizi ambientali. La Suprema Corte ha ribadito che l'anzianità di servizio costituisce un mero fatto giuridico imprescrittibile, mentre solo i crediti retributivi derivanti dagli scatti di anzianità sono soggetti alla prescrizione quinquennale. Il ricorso presentato dalla società subentrante è stato dichiarato inammissibile poiché non contestava in modo specifico le motivazioni della sentenza d'appello e non forniva la documentazione integrale necessaria per la valutazione dei contratti collettivi applicati.
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Sentenza non definitiva: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da alcuni enti pubblici contro una società di gestione aeroportuale. La controversia riguardava il rigetto di un'eccezione di prescrizione in sede di appello. La Suprema Corte ha chiarito che una sentenza non definitiva che decide solo su questioni preliminari, come la prescrizione, senza concludere il giudizio, non è immediatamente impugnabile. Tale decisione si basa sulla corretta interpretazione dell'articolo 360 c.p.c., che mira a evitare la frammentazione del processo.
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Mansioni superiori: il diritto alla qualifica di quadro
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un lavoratore bancario che chiedeva il riconoscimento delle mansioni superiori e della qualifica di quadro. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito deve prima accertare se il diritto alla qualifica sia effettivamente sorto in base allo svolgimento delle mansioni e solo successivamente valutare l'impatto della prescrizione. Inoltre, è stato ribadito che la Legge 190/1985, che istituisce la categoria dei quadri, è immediatamente precettiva anche in assenza di criteri specifici definiti dalla contrattazione collettiva.
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Prescrizione cartella esattoriale: la Cassazione
Un contribuente ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria contestando la mancata notifica delle cartelle e la maturata prescrizione cartella esattoriale per crediti erariali, sanzioni e interessi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato che il ricorrente non ha contestato specificamente la motivazione della sentenza d'appello, la quale aveva accertato la regolarità delle notifiche e il mancato decorso dei termini, rendendo irrilevante la disputa sulla durata decennale o quinquennale del termine prescrizionale.
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Contributo di solidarietà: stop ai tagli pensioni
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa di previdenza privata sulle pensioni già in essere. I giudici hanno stabilito che gli enti privatizzati non possono ridurre i trattamenti pensionistici per esigenze di bilancio senza una specifica autorizzazione legislativa, violando la riserva di legge prevista dall'Art. 23 della Costituzione. La sentenza chiarisce inoltre che per il rimborso delle somme indebitamente trattenute si applica la prescrizione decennale ordinaria, poiché il credito non è considerato liquido ed esigibile finché l'importo corretto è oggetto di contestazione.
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Mansioni superiori: guida al riconoscimento quadri
Un dipendente di un istituto bancario ha agito in giudizio per ottenere il riconoscimento di mansioni superiori relative alla qualifica di quadro e il pagamento delle differenze retributive. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda applicando la prescrizione quinquennale prima di verificare l'effettivo svolgimento delle mansioni e negando la qualifica sulla base di requisiti non previsti dalla legge. La Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che il diritto alla qualifica e i crediti pecuniari hanno regimi di prescrizione distinti e che la Legge 190/1985 sulla categoria quadri è immediatamente applicabile.
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Contributo di solidarietà: stop ai tagli sulle pensioni
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del **contributo di solidarietà** applicato da una cassa di previdenza privatizzata sui trattamenti pensionistici già maturati. La decisione ribadisce che gli enti previdenziali non possono imporre prelievi forzosi per esigenze di bilancio senza una specifica copertura legislativa, violando la riserva di legge in materia di prestazioni patrimoniali. Inoltre, la Corte ha stabilito che per la restituzione delle somme indebitamente trattenute si applica la prescrizione decennale ordinaria, poiché il credito non poteva considerarsi liquido ed esigibile nella sua interezza finché l'ammontare era oggetto di contestazione.
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Contributo di solidarietà: stop ai tagli della Cassa
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del **contributo di solidarietà** imposto da una cassa di previdenza privatizzata su trattamenti pensionistici già in essere. La decisione ribadisce che gli enti previdenziali non possono adottare provvedimenti che riducano pensioni già determinate per bilanciare i conti, violando il principio del pro rata e la riserva di legge prevista dalla Costituzione. Inoltre, la Corte ha stabilito che il diritto al rimborso delle somme trattenute è soggetto alla prescrizione decennale, poiché il credito non era pienamente esigibile a causa della decurtazione operata dall'ente.
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