LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2946 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 17 di 23

456 provvedimenti

Altri anni per Art. 2946 Codice Civile

Responsabilità intermediario: la Cassazione conferma
L'ordinanza analizza la responsabilità dell'intermediario finanziario per gli illeciti del promotore. La Cassazione ha respinto il ricorso di una società di intermediazione, confermando la sua condanna al risarcimento danni a favore di alcuni risparmiatori. La Corte ha stabilito che la responsabilità è di natura contrattuale, con prescrizione decennale, e sussiste anche se il cliente rifiuta di fornire informazioni sulla propria situazione finanziaria, non esonerando il promotore dai suoi doveri informativi.
Continua »
Notifica nulla e prescrizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una notifica di un atto fiscale è nulla se non rispetta le procedure corrette, anche se queste sono state definite da una sentenza della Corte Costituzionale successiva alla notifica stessa. Il caso riguardava un contribuente che contestava un'intimazione di pagamento per debiti vecchi, sostenendo la prescrizione. L'Agenzia delle Entrate riteneva che la prescrizione fosse stata interrotta da notifiche precedenti. La Cassazione ha chiarito che la pronuncia di incostituzionalità sulle modalità di notifica ha efficacia retroattiva sui rapporti non ancora 'esauriti', cioè quelli ancora oggetto di contestazione giudiziaria. Di conseguenza, la notifica nulla non ha interrotto la prescrizione, portando all'accoglimento del ricorso del contribuente.
Continua »
Responsabilità intermediario: Cassazione su investimenti
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un istituto di credito per aver violato i propri obblighi informativi nella vendita di prodotti finanziari derivati a un cliente. La sentenza chiarisce che la responsabilità dell'intermediario finanziario è di natura contrattuale, con prescrizione decennale, e non precontrattuale. Viene sottolineato che una semplice avvertenza scritta sull'inadeguatezza dell'investimento non è sufficiente a esonerare la banca dalla sua responsabilità, che deve invece fornire informazioni specifiche e concrete per tutelare l'investitore. Il ricorso della banca è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Prescrizione contributi consortili: 5 o 10 anni?
Un Consorzio di Bonifica ha impugnato una sentenza che applicava la prescrizione di cinque anni ai contributi per l'utenza irrigua. Il Consorzio sostiene che il termine corretto sia quello decennale. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla natura e sulla prescrizione dei contributi consortili, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a una pubblica udienza per una decisione definitiva.
Continua »
Adeguamento borse specializzandi: La Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto l'adeguamento delle borse di studio percepite tra il 1995 e il 2007, sia per l'inflazione che per l'evoluzione contrattuale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il blocco degli adeguamenti, disposto da varie leggi in quel periodo, era legittimo e non violava le direttive europee sulla remunerazione. La Corte ha stabilito che non sussiste il diritto all'aumento delle borse di studio per gli anni in questione.
Continua »
Onere della prova: ricorso inammissibile in Cassazione
Un correntista ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme ritenute indebitamente addebitate sul proprio conto corrente. Dopo aver perso sia in primo grado che in appello per non aver soddisfatto l'onere della prova, principalmente a causa della produzione solo parziale degli estratti conto, il cliente ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'intero ricorso inammissibile, ribadendo che spetta al cliente dimostrare compiutamente la propria pretesa e che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione dei fatti. La decisione sottolinea il rigore formale richiesto per i motivi di ricorso e le condizioni per richiedere l'esibizione di documenti in giudizio.
Continua »
Onere della prova: chi deve produrre il contratto?
La Corte di Cassazione ha confermato che, nelle azioni di ripetizione di indebito contro una banca, l'onere della prova grava sul cliente. Quest'ultimo deve produrre il contratto di conto corrente per dimostrare l'illegittimità delle clausole contestate (interessi ultralegali, capitalizzazione trimestrale, ecc.). In assenza del contratto, la domanda del cliente viene respinta, poiché il giudice non può verificare la fondatezza delle pretese. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che, non avendo fornito il contratto, si era vista respingere la domanda in appello.
Continua »
Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce la durata della prescrizione dei crediti erariali. Un contribuente si opponeva a una richiesta di pagamento sostenendo la prescrizione quinquennale dei debiti. La Cassazione, ribaltando le decisioni di merito, ha stabilito che per imposte come IRPEF e IVA si applica il termine ordinario decennale, non quello breve di cinque anni, in quanto l'obbligazione tributaria non ha natura periodica.
Continua »
Prescrizione crediti erariali: 10 o 5 anni? Decide la Cassazione
Un contribuente impugna una comunicazione di iscrizione ipotecaria basata su vecchie cartelle di pagamento, eccependo la prescrizione crediti erariali di 5 anni. L'Agente della Riscossione sostiene il termine decennale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4723/2025, chiarisce la distinzione: il credito per tributi erariali si prescrive in dieci anni (prescrizione ordinaria), mentre sanzioni e interessi si prescrivono nel termine più breve di cinque anni. La Corte ha inoltre dichiarato l'estinzione parziale del giudizio per omessa pronuncia su un annullamento di debiti minori.
Continua »
Accertamento del credito: basta la verifica del passivo
Una società in liquidazione, dichiarata fallita su istanza dell'Agente della Riscossione, ha impugnato la decisione sostenendo la mancanza di un accertamento del credito definitivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la dichiarazione di fallimento è sufficiente un accertamento incidentale del credito. La Corte ha inoltre precisato che le risultanze della verifica dello stato passivo costituiscono un valido elemento probatorio per dimostrare la legittimazione del creditore istante.
Continua »
Difesa erariale: ricorso nullo se l’Agenzia sbaglia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. La decisione non si basa sul merito della questione tributaria (prescrizione dei crediti), ma su un vizio procedurale decisivo: la violazione delle norme sulla difesa erariale. L'Agenzia, infatti, era rappresentata da un avvocato del libero foro anziché dall'Avvocatura dello Stato, come previsto per i giudizi di legittimità, senza aver provato la sussistenza delle necessarie condizioni di deroga.
Continua »
Prescrizione tributi erariali: 10 anni per il capitale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5030/2025, ha chiarito la disciplina della prescrizione tributi erariali. L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una decisione che applicava la prescrizione quinquennale. La Suprema Corte ha stabilito un doppio binario: il termine di prescrizione per il capitale del debito è decennale, mentre per interessi e sanzioni è quinquennale. Questo principio si applica anche quando l'atto di accertamento è divenuto definitivo, a meno che non vi sia una sentenza passata in giudicato, nel qual caso il termine è sempre decennale per l'intero credito.
Continua »
Notifica sentenza via PEC: quando scatta il termine breve
Un'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione che aveva dato ragione a un contribuente in merito alla prescrizione di alcune cartelle di pagamento. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. La tardività è derivata dalla notifica sentenza via PEC effettuata dal difensore del contribuente. Nonostante l'Amministrazione sostenesse l'invalidità di tale notifica, in quanto copia non autentica e allegata a una richiesta di pagamento spese, la Corte ha stabilito che essa era pienamente idonea a far decorrere il termine breve per l'impugnazione, consolidando un principio fondamentale del processo telematico.
Continua »
Rimborso IVA cessazione attività: la guida completa
Un contribuente ha richiesto un rimborso IVA dopo la cessazione della propria attività. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, ritenendo l'istanza tardiva. La Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di rimborso IVA per cessazione attività, la compilazione del quadro RX4 nella dichiarazione annuale è sufficiente per far scattare il termine di prescrizione ordinario di dieci anni, e non il più breve termine di decadenza biennale. La Corte ha quindi accolto il ricorso del contribuente su questo punto, cassando la sentenza precedente e rinviando il caso al giudice di merito per una nuova valutazione.
Continua »
Pensione lavoratori spettacolo: decadenza e tetto
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo, stabilendo l'applicazione del termine di decadenza triennale e del tetto massimo alla retribuzione giornaliera per la cosiddetta "quota B". L'ordinanza chiarisce che il termine di decadenza opera con un meccanismo "mobile", salvaguardando i ratei maturati nel triennio antecedente la domanda giudiziale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
Continua »
Vittime del dovere: lo status è imprescrittibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5426/2025, ha stabilito un principio fondamentale per le Vittime del dovere. Il ricorso del Ministero dell'Interno è stato respinto, confermando che la condizione di vittima del dovere è uno status giuridico imprescrittibile. Di conseguenza, l'azione per ottenerne il riconoscimento non è soggetta a limiti di tempo. Tuttavia, i singoli benefici economici che derivano da tale status, come gli assegni vitalizi, sono soggetti alla prescrizione ordinaria.
Continua »
Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale professionale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che solo la legge statale, e non i regolamenti interni degli enti, può imporre prelievi patrimoniali. Inoltre, ha confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
Continua »
Saldo rettificato: Cassazione su onere della prova
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito principi fondamentali in materia di contenzioso bancario. Anche in presenza di estratti conto mancanti, è possibile per il cliente agire per la restituzione di somme indebite, poiché il rapporto può essere ricostruito. La Corte ha inoltre confermato che per il calcolo della prescrizione delle rimesse solutorie si deve utilizzare il cosiddetto "saldo rettificato", ovvero il saldo epurato da tutte le competenze illegittimamente addebitate dalla banca, e non il saldo contabile originario.
Continua »
Prescrizione quinquennale: quando si applica ai sussidi
Una cittadina ha richiesto il pagamento di un sussidio mensile a un'amministrazione regionale. Sebbene il Giudice di Pace le avesse dato ragione, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione applicando la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d'appello, chiarendo i limiti dell'appello contro le sentenze di equità e l'impossibilità di ricorrere all'azione di arricchimento senza causa quando il diritto principale è prescritto.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo se non è legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5959/2025, ha stabilito che un ente previdenziale privato non può imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale prelievo, configurandosi come una prestazione patrimoniale, è di esclusiva competenza del legislatore. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato a ottenere il rimborso delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni, non nel termine più breve di cinque anni.
Continua »