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Art. 2946 Codice Civile — Anno 2025

456 provvedimenti

Altri anni per Art. 2946 Codice Civile

Ricalcolo pensione: la Cassazione sulle regole
La Corte di Cassazione interviene sul tema del ricalcolo pensione per un professionista, chiarendo questioni cruciali. L'ordinanza conferma il diritto all'applicazione di un coefficiente di rivalutazione dei redditi più favorevole, ma stabilisce che la pensione deve essere calcolata solo sui contributi effettivamente versati. Viene inoltre ribadito che il diritto al ricalcolo dei ratei pensionistici si prescrive in dieci anni e che sugli arretrati non è possibile cumulare interessi e rivalutazione monetaria.
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Rimborso accise: quando scatta la decadenza biennale?
Una società energetica si è vista negare il rimborso accise per tardività. La Cassazione rigetta il ricorso, ma chiarisce un punto fondamentale: la richiesta di rimborso accise è possibile solo dopo la cessazione del rapporto tributario. Prima di tale data, il credito va usato in compensazione. La richiesta era quindi inammissibile perché prematura, non perché tardiva.
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Notifica cartella esattoriale: l’errore del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava prescritto un debito fiscale. Il giudice di secondo grado aveva erroneamente ritenuto mancante la prova della notifica cartella esattoriale, prova che in realtà era stata depositata agli atti dall'Ente della Riscossione. La Corte ha riscontrato un 'travisamento della prova', rinviando il caso per una nuova valutazione basata su tutte le prove disponibili.
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Responsabilità socio receduto: notifica e decadenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34381/2025, ha stabilito che la notifica della cartella di pagamento effettuata tempestivamente alla società è sufficiente a impedire la decadenza dell'azione di riscossione anche nei confronti del socio receduto. Tale notifica interrompe inoltre la prescrizione del debito per il socio, la cui responsabilità per le obbligazioni sociali sorte prima del recesso rimane ferma, sebbene con il beneficio della preventiva escussione del patrimonio sociale. Questo principio sulla responsabilità socio receduto chiarisce la distinzione tra i due istituti, decadenza e prescrizione, nel contesto dei debiti tributari delle società di persone.
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Ricorso inammissibile: l’importanza della specificità
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro un'intimazione di pagamento. Il motivo è la mancanza di specificità e autosufficienza dell'atto, che non ha permesso alla Corte di valutare le censure sulla notifica degli atti e sulla legittimazione passiva del contribuente, ex liquidatore di una società estinta. Il caso sottolinea l'importanza di redigere i ricorsi con precisione.
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Prescrizione debiti fiscali: l’impatto del Covid-19
La Corte di Cassazione interviene sulla prescrizione dei debiti fiscali, specificamente per interessi e sanzioni, chiarendo l'impatto della legislazione emergenziale Covid-19. Con questa ordinanza, ha stabilito che i termini di prescrizione sono stati non solo sospesi ma anche prorogati, a seconda della loro scadenza. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente dichiarato la prescrizione senza considerare tali norme speciali, rinviando il caso per un nuovo esame che applichi correttamente il complesso quadro normativo relativo alla sospensione.
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Notifica diretta: quando è valida senza informativa?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento, sostenendo la prescrizione del credito per vizi di notifica degli atti precedenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per la notifica diretta effettuata dall'Agente della Riscossione tramite raccomandata, la consegna a un familiare convivente perfeziona l'atto senza necessità di un'ulteriore raccomandata informativa. Inoltre, la mancata impugnazione di un'intimazione di pagamento ricevuta preclude la possibilità di contestare vizi relativi ad atti anteriori.
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Prescrizione tributaria: la proroga Covid analizzata
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo della prescrizione tributaria in relazione alle sospensioni per l'emergenza Covid. Il caso riguardava una cartella di pagamento del 2010 per IVA, notificata con intimazione nel 2023. La Corte ha chiarito che, se la prescrizione decennale, già sospesa da normative precedenti, scadeva durante il periodo emergenziale, si applicava una proroga speciale fino al 31 dicembre 2023. Di conseguenza, la pretesa fiscale è stata ritenuta non prescritta, ribaltando le decisioni dei giudici di merito.
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Prescrizione Provvigioni Indirette: la Cassazione fa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un punto cruciale in materia di contratti di agenzia: la prescrizione provvigioni indirette. Quando la casa mandante conclude un affare isolato nella zona di esclusiva dell'agente, il diritto di quest'ultimo alla provvigione si prescrive in dieci anni, e non nel termine breve di cinque. Questa decisione distingue nettamente i pagamenti episodici da quelli periodici, modificando le tutele per gli agenti.
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Appello inammissibile: errore di rappresentanza
Un'agenzia di riscossione impugna una sentenza che annullava una pretesa tributaria verso un condominio. La Corte di Cassazione dichiara l'appello inammissibile perché l'ente era rappresentato da un avvocato del libero foro anziché dall'Avvocatura dello Stato, come richiesto dalla legge. Questo errore procedurale rende definitiva la decisione favorevole al condominio, annullando il debito.
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Iscrizione ipotecaria: i motivi di ricorso rigettati
Una società contesta un'iscrizione ipotecaria per debiti fiscali, sollevando numerose eccezioni procedurali. La Corte di Cassazione rigetta integralmente il ricorso, chiarendo che l'iscrizione ipotecaria è una misura cautelare e non un'esecuzione forzata. La sentenza stabilisce che i vizi relativi agli atti di pagamento presupposti devono essere contestati in giudizi separati e non possono essere sollevati nel procedimento di opposizione all'ipoteca, se non per omessa notifica.
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Onere della prova notifica: la Cassazione decide
In un caso di opposizione a una procedura di riscossione, un contribuente ha contestato la notifica di alcune cartelle di pagamento. Dopo un complesso iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova notifica. La Corte ha chiarito che, in caso di contestazione, spetta all'Agenzia delle Entrate-Riscossione dimostrare l'effettiva e corretta notifica delle cartelle, non essendo sufficiente la sola produzione degli estratti di ruolo. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame del merito.
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Rappresentanza Agenzia Entrate e avvocati esterni
Una contribuente contesta un fermo amministrativo per un bollo auto non pagato, sollevando dubbi sulla Rappresentanza Agenzia Entrate in giudizio, sulla prescrizione del debito e sul principio del 'ne bis in idem'. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'Agenzia può legittimamente avvalersi di avvocati esterni e che, nel caso specifico, il credito non era prescritto.
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Cessione crediti in blocco: chi risponde al debitore?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di cessione crediti in blocco. Nel caso di specie, l'intervento di una società cessionaria in un giudizio promosso dal debitore è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha chiarito che, nelle operazioni di cartolarizzazione, la società veicolo acquista solo il lato attivo del rapporto (i crediti) e non quello passivo. Pertanto, per le azioni di restituzione, il debitore deve agire contro l'istituto di credito originario e non contro il nuovo titolare del credito. Anche il ricorso del debitore è stato giudicato inammissibile per motivi procedurali.
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Iscrizione ipotecaria: la Cassazione sui requisiti
Una società ha impugnato una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria emessa dall'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale comunicazione è un atto cautelare e non esecutivo. Pertanto, non necessita della previa notifica di un'intimazione di pagamento, né deve contenere dettagli specifici sul valore dell'immobile. La Corte ha inoltre ribadito che l'Agente della Riscossione è l'unico legittimato passivo in queste controversie.
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Pagamento in nero: Cassazione sulla restituzione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un locatore alla restituzione di ingenti somme ricevute come pagamento in nero da un conduttore. La Corte ha stabilito che una precedente convalida di licenza di finita locazione non preclude l'azione di ripetizione dell'indebito, ha ritenuto ammissibili le prove audio-video dei pagamenti e ha applicato la prescrizione decennale. Il ricorso del locatore, basato su otto motivi tra cui la violazione del giudicato e l'inammissibilità delle prove, è stato integralmente rigettato.
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Eccezione di prescrizione: interesse banca e saldo conto
Un correntista agisce contro un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate. La domanda viene poi limitata al solo accertamento del corretto saldo del conto corrente. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, chiarisce un punto fondamentale: la banca conserva sempre l'interesse a sollevare l'eccezione di prescrizione, poiché questa incide direttamente sulla determinazione del saldo finale, escludendo dal calcolo le somme il cui diritto alla restituzione è ormai estinto per decorso del tempo. La Suprema Corte ha quindi cassato la decisione d'appello che aveva negato tale interesse.
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Compensazione atecnica: quando si applica nel lavoro
Un lavoratore era stato condannato a restituire una somma ricevuta dal suo ex datore di lavoro in base a una sentenza successivamente riformata. La Corte di Cassazione ha stabilito il principio della compensazione atecnica, consentendo di bilanciare il debito del lavoratore con il suo controcredito per licenziamento illegittimo, anche se non ancora liquidato, poiché entrambe le pretese derivavano dallo stesso rapporto di lavoro. La Corte d'Appello aveva erroneamente negato tale compensazione.
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Rimesse solutorie: il saldo va epurato prima
In una causa per la restituzione di addebiti bancari illegittimi, la Cassazione ha stabilito un principio cruciale per il calcolo della prescrizione. Per identificare correttamente le rimesse solutorie (i versamenti che ripagano un debito e sono soggetti a prescrizione), è obbligatorio prima ricalcolare il saldo del conto corrente, eliminando tutti gli addebiti illegittimi. Non è corretto basarsi sul saldo contabile fornito dalla banca. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo corretto principio.
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Acqua non potabile: è inadempimento, non un vizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33688/2025, ha stabilito che la fornitura di acqua non potabile in luogo di quella potabile pattuita in un contratto di somministrazione non costituisce un semplice vizio della cosa venduta, ma un vero e proprio inadempimento contrattuale per consegna di "aliud pro alio" (una cosa per un'altra). Di conseguenza, l'azione del consumatore non è soggetta al breve termine di prescrizione annuale previsto per i vizi, ma al termine ordinario di dieci anni. Il caso riguardava due consumatori che avevano citato in giudizio la società di gestione idrica per aver ricevuto acqua non potabile per anni, chiedendo un rimborso parziale. La Corte ha cassato la decisione del Tribunale, che aveva erroneamente applicato la prescrizione breve, e ha rinviato la causa per un nuovo esame.
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