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Art. 2946 Codice Civile — Anno 2025

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456 provvedimenti

Altri anni per Art. 2946 Codice Civile

Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai propri iscritti. Tale prelievo, configurandosi come una prestazione patrimoniale, viola la riserva di legge prevista dalla Costituzione e non può essere introdotto tramite regolamenti interni dell'ente. La Corte ha inoltre confermato che il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La decisione si fonda sul principio della riserva di legge: un prelievo patrimoniale di questo tipo non può essere introdotto da un semplice regolamento interno dell'ente, ma necessita di una specifica norma di legge. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite, con un termine di prescrizione decennale per l'azione di recupero.
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Prescrizione debiti fiscali: decennale per Irpef
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la prescrizione dei debiti fiscali per Irpef e Irap è decennale. Ha inoltre chiarito che la notifica di un atto impositivo alla società di persone interrompe la prescrizione anche per i soci illimitatamente responsabili, annullando la decisione di merito che aveva applicato un termine più breve.
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Notifica cartella esattoriale: le regole della Cassazione
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per vecchie cartelle fiscali, eccependo vizi nella notifica cartella esattoriale e l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, chiarendo le diverse modalità di notifica (postale, a mani, al portiere) e i relativi requisiti, come la necessità o meno della raccomandata informativa. La Corte ha inoltre ribadito la distinzione tra la prescrizione decennale per i tributi erariali e quella quinquennale per sanzioni e interessi, annullando parte del debito accessorio.
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Prescrizione debiti fiscali: la notifica alla società
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei debiti fiscali relativi all'IRPEF è decennale. Inoltre, ha chiarito che la notifica di una cartella di pagamento a una società di persone interrompe la prescrizione anche per i soci illimitatamente responsabili, in virtù del vincolo di solidarietà. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente che aveva erroneamente dichiarato prescritto il debito di un socio, al quale la cartella era stata notificata cinque anni dopo la notifica alla società.
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Risarcimento medici specializzandi: la prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11318/2025, si è pronunciata su una serie di ricorsi presentati da medici specializzandi che chiedevano il risarcimento dei danni per la mancata attuazione di direttive europee relative alla loro retribuzione. La questione centrale era la decorrenza del termine di prescrizione decennale. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che il dies a quo (giorno iniziale) per la prescrizione è il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Tale legge, riconoscendo il diritto solo ad alcuni medici, ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato per tutti gli altri, rendendo il loro diritto al risarcimento certo ed esigibile. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibili o ha rigettato la maggior parte dei ricorsi. Ha accolto un solo ricorso, non per la questione della decorrenza, ma per il mancato esame da parte della corte di merito di un atto potenzialmente interruttivo della prescrizione, rinviando il caso per un nuovo esame su quel punto specifico.
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Decorrenza prescrizione: quando inizia a contare?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito la regola sulla decorrenza prescrizione per il risarcimento di un danno derivante da un'operazione bancaria non autorizzata. La Corte ha stabilito che il termine inizia a decorrere dal momento del compimento dell'illecito, e non dalla successiva scoperta da parte del cliente, qualora il danno fosse accertabile fin da subito tramite l'uso dell'ordinaria diligenza, come la consultazione degli estratti conto.
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Prescrizione rimesse bancarie: onere della prova
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente percepite su un conto corrente. La banca ha eccepito la prescrizione delle pretese. La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 11234/2025, ha accolto il ricorso della banca, chiarendo che in tema di prescrizione rimesse bancarie, spetta al correntista (attore) l'onere di provare l'esistenza di un'apertura di credito. Solo provando che le rimesse erano ripristinatorie della provvista entro i limiti del fido, si può evitare che la prescrizione decennale decorra dal singolo versamento.
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Prescrizione maggiorazione amianto: quando inizia?
Un lavoratore ha richiesto la maggiorazione contributiva per esposizione ad amianto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che la prescrizione del diritto decorre dalla data della domanda all'ente assicuratore per la certificazione dell'esposizione. Tale richiesta, infatti, dimostra la consapevolezza del lavoratore circa il rischio e il proprio diritto, segnando l'inizio del termine decennale. La Corte ha chiarito che la prescrizione maggiorazione amianto non lede il diritto fondamentale alla pensione, essendo un beneficio accessorio e autonomo.
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Contributo di solidarietà illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La decisione si fonda sul principio della riserva di legge sancito dall'art. 23 della Costituzione, secondo cui solo una legge dello Stato può introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie. La Corte ha confermato il diritto del pensionato alla restituzione delle somme trattenute, con prescrizione decennale, e ha condannato la cassa per aver intentato un ricorso inammissibile contro un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Fideiussione omnibus: la Cassazione sui motivi ricorso
Due garanti hanno impugnato una sentenza che li condannava al pagamento di un debito societario. Hanno sollevato questioni sulla nullità della Commissione di Massimo Scoperto (CMS), sulla prescrizione e sulla nullità della fideiussione omnibus per violazione di norme antitrust. La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i motivi, confermando la decisione precedente e sottolineando la necessità del rispetto del principio di autosufficienza del ricorso, che impone di esporre in modo completo tutti gli elementi a fondamento dell'impugnazione.
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Dicatio ad patriam: quando una strada privata è pubblica
Una società immobiliare ha citato in giudizio un Comune per l'utilizzo di una strada privata, chiedendo un risarcimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che sulla strada si era costituita una servitù di uso pubblico tramite 'dicatio ad patriam'. Questo istituto si configura quando il proprietario, con un comportamento volontario e in modo continuativo, mette un'area a disposizione della collettività, destinandola a uso pubblico, come avvenuto nel caso di specie durante una lottizzazione.
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Contributo solidarietà pensioni: Cassazione lo boccia
Una cassa di previdenza per professionisti aveva imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo, stabilendo che solo una legge dello Stato, e non un'autonoma delibera della Cassa, può introdurre una simile imposizione patrimoniale. È stato inoltre chiarito che il diritto del pensionato a richiedere la restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque. Di conseguenza, il ricorso della Cassa è stato dichiarato inammissibile.
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Principio pro rata: la Cassazione sui diritti quesiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10980/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa Previdenziale, confermando la tutela dei diritti pensionistici maturati da un professionista. La Corte ha ribadito la validità del principio pro rata, che impedisce modifiche peggiorative retroattive al calcolo della pensione per i periodi antecedenti al 2007. Inoltre, ha precisato che il diritto alla riliquidazione della pensione si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Principio pro rata: la Cassazione tutela le pensioni
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa Previdenziale contro un professionista, confermando che il principio pro rata impedisce di modificare in peggio la quota di pensione maturata prima del 2007. La Corte ha ribadito che il diritto alla ricalcolatura della pensione si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Contributo di solidarietà: quando il ricorso è abuso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro la sentenza che lo condannava a restituire un contributo di solidarietà illegittimamente trattenuto. La Corte ha ribadito la prescrizione decennale per il rimborso e ha condannato l'ente per abuso del processo.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia ancora
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale professionale contro la sentenza che lo condannava a restituire a un pensionato le somme trattenute a titolo di contributo di solidarietà. La Corte ha ribadito la consolidata giurisprudenza che considera illegittimo tale prelievo e ha confermato che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni. L'ente è stato inoltre sanzionato per abuso del processo per aver insistito in un giudizio senza fondamento.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per la Cassazione
Una cassa di previdenza professionale ha impugnato in Cassazione la sentenza che la condannava a restituire a un pensionato il contributo di solidarietà prelevato sulla sua pensione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo la consolidata giurisprudenza che considera illegittimo tale prelievo. È stato inoltre confermato che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni e non in cinque. L'ente è stato condannato per abuso del processo per aver insistito in un ricorso senza nuove argomentazioni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto dalle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legale specifica che non può essere surrogata dall'autonomia regolamentare dell'ente. È stata inoltre confermata la prescrizione decennale per le azioni di rimborso.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per i professionisti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale professionale contro la sentenza che lo condannava a restituire le somme trattenute a un pensionato a titolo di contributo di solidarietà. L'ordinanza conferma l'illegittimità di tale prelievo e stabilisce che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni, non in cinque, consolidando un principio a favore dei pensionati.
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