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Art. 2946 Codice Civile — Anno 2025

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456 provvedimenti

Altri anni per Art. 2946 Codice Civile

Detrazione IVA: i rischi della dichiarazione tardiva
Un ente locale si è visto negare un credito IVA maturato nel 2008 a causa della presentazione tardiva della dichiarazione IVA per il 2009. La Corte di Cassazione ha confermato che una dichiarazione tardiva, equiparata a quella omessa, interrompe la continuità temporale necessaria per la detrazione IVA. La Corte ha ritenuto legittima la procedura di controllo formale utilizzata dall'amministrazione, respingendo il ricorso del contribuente.
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Notifica al curatore: effetti sul fallito tornato in bonis
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento effettuata esclusivamente al curatore fallimentare non produce effetti nei confronti del contribuente tornato in bonis. Di conseguenza, il contribuente può impugnare la successiva intimazione di pagamento, eccependo l'invalidità dell'atto presupposto e l'avvenuta prescrizione del credito tributario. La notifica al curatore, infatti, non è idonea a interrompere la prescrizione nei riguardi personali del debitore.
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Prescrizione accertamento saldo: la Cassazione chiarisce
Un correntista ha citato in giudizio una banca per l'applicazione di clausole nulle sul proprio conto corrente. Sebbene l'azione di nullità sia imprescrittibile, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la richiesta di ricalcolo del saldo è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale. La Suprema Corte ha chiarito la fondamentale distinzione tra l'azione di nullità e la prescrizione dell'accertamento del saldo, rigettando il ricorso del cliente e confermando che le rettifiche al conto non possono risalire a più di dieci anni prima della domanda giudiziale.
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Riconoscimento di debito e prescrizione fiscale
Una società ha impugnato un fermo amministrativo basato su cartelle esattoriali, eccependo vizi di notifica e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le richieste di rateizzazione presentate dalla società costituivano un chiaro riconoscimento di debito. Tale atto ha avuto l'effetto di interrompere la prescrizione, rendendo legittima la pretesa dell'Agenzia di Riscossione.
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Notifica cartelle: ricorso inammissibile se generico
Un contribuente ha impugnato un sollecito di pagamento, sostenendo la mancata notifica delle cartelle esattoriali sottostanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non è sufficiente lamentare un errore nella valutazione delle prove. Il ricorrente deve rispettare il principio di autosufficienza, indicando e trascrivendo specificamente i documenti che si assumono mal interpretati. La decisione ribadisce il rigore formale necessario per la corretta gestione della notifica cartelle in sede di legittimità.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione conferma
Una contribuente ha impugnato delle cartelle esattoriali sostenendo la prescrizione quinquennale del debito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il suo orientamento consolidato: la prescrizione crediti erariali segue il termine ordinario di dieci anni, poiché il debito d'imposta non costituisce una prestazione periodica. I motivi relativi a vizi di notifica sono stati giudicati inammissibili.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni. Tale prelievo, non essendo un criterio di calcolo della pensione ma una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato (art. 23 Cost.) e non da un atto autonomo dell'ente. La Corte ha anche ribadito che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e gli interessi decorrono da ogni singolo prelievo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La Corte ha ribadito che tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge e non dagli organi interni della Cassa. È stato inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni e che gli interessi decorrono dalla data di ogni singola trattenuta.
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Calcolo pensione pro rata: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito in una causa sul calcolo pensione pro rata. Un professionista aveva ottenuto il ricalcolo della sua pensione secondo le norme più favorevoli vigenti prima di una riforma. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione, ma la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per il ricalcolo dell'importo della pensione si applica la prescrizione decennale e non quella quinquennale. L'ente è stato anche condannato al pagamento di una sanzione per aver insistito in un ricorso su principi già consolidati.
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Calcolo pensione: no a riforme in peius retroattive
Un professionista ha ottenuto la riliquidazione della sua pensione perché il suo ente previdenziale aveva applicato retroattivamente un metodo di calcolo pensione meno favorevole. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente, ribadendo due principi fondamentali: le modifiche peggiorative non possono applicarsi a periodi di anzianità già maturati e il diritto a chiedere il ricalcolo dell'assegno si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Prescrizione decennale per contributi di solidarietà
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14593/2025, ha stabilito che il diritto al rimborso dei contributi di solidarietà illegittimamente trattenuti dalle casse previdenziali private si prescrive in dieci anni e non in cinque. La Corte ha accolto il ricorso di un professionista, chiarendo che la richiesta di restituzione non riguarda una prestazione periodica, ma un'azione di indebito arricchimento, soggetta quindi alla prescrizione decennale ordinaria. È stato invece respinto il ricorso della Cassa di previdenza, che mirava a far riconoscere la legittimità del contributo.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata tramite un proprio regolamento è illegittimo. La decisione si fonda sul principio costituzionale della riserva di legge, secondo cui solo una norma primaria può introdurre prelievi patrimoniali. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione decide
Un ente previdenziale di categoria ha prelevato un contributo di solidarietà dalla pensione di un professionista. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo per i diritti maturati prima di specifiche riforme, stabilendo in dieci anni il termine di prescrizione per la richiesta di rimborso. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale dell'ente, sia quello incidentale del professionista relativo alle spese legali, confermando la solidità dei principi giuridici applicati.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. Tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un atto autonomo dell'ente. La Corte ha inoltre ribadito che per le azioni di riliquidazione della pensione si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni e non quella breve di cinque.
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Contributo di solidarietà: no dalle Casse private
Un ente previdenziale di professionisti ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ente inammissibile, confermando la consolidata giurisprudenza secondo cui tale prelievo è illegittimo se non previsto da una legge statale. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni e ha sanzionato l'ente per abuso del processo, avendo insistito nel ricorso senza portare nuovi argomenti contro un orientamento ormai stabile.
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Rimborso Irpeg prescrizione: la Cassazione decide
Un istituto di credito cooperativo ha richiesto il rimborso di un'eccedenza Irpeg relativa al 1976. L'Agenzia delle Entrate si è opposta invocando la prescrizione. La Corte di Cassazione, conformandosi a una precedente decisione delle Sezioni Unite, ha stabilito che la L. 350/2003 ha imposto all'Amministrazione Finanziaria un vero e proprio obbligo di non eccepire la prescrizione per i rimborsi su dichiarazioni presentate fino al 30 giugno 1997. Tale obbligo ha fatto decorrere un nuovo termine decennale dal 1° gennaio 2004. Poiché la richiesta è stata presentata nel 2009, rientrava in questo nuovo termine, legittimando il diritto al rimborso Irpeg prescrizione e portando al rigetto del ricorso dell'Agenzia.
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Prescrizione rimborso Irpeg: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14532/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto di un istituto di credito al rimborso di un'eccedenza Irpeg del 1985. Il caso verteva sulla prescrizione del diritto al rimborso. La Corte ha stabilito che la Legge 350/2003 ha imposto all'Agenzia un obbligo di non eccepire la prescrizione per i crediti sorti da dichiarazioni presentate fino al 30 giugno 1997, facendo decorrere un nuovo termine decennale dal 1° gennaio 2004. L'istanza del contribuente, presentata nel 2009, è stata quindi ritenuta tempestiva, interrompendo efficacemente la nuova prescrizione rimborso Irpeg.
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Ricorso per cassazione: i requisiti di ammissibilità
Una società ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello relativa a differenze retributive dovute a un ex dipendente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando i rigorosi requisiti procedurali necessari per un valido ricorso per cassazione. La decisione evidenzia in particolare il principio di autosufficienza, che impone al ricorrente di trascrivere e indicare con precisione gli atti e gli argomenti processuali su cui si fonda l'impugnazione, senza i quali il ricorso è destinato al fallimento.
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Prescrizione rimborso Irpeg: obbligo di non eccepire
La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate relativo alla prescrizione del rimborso Irpeg. È stato confermato che la Legge 350/2003 ha introdotto un vero e proprio obbligo per l'Amministrazione Finanziaria di non eccepire la prescrizione per i crediti maturati fino al 1997. Tale obbligo, tuttavia, non è eterno, ma cessa dopo un nuovo termine decennale che decorre dal 1° gennaio 2004. Poiché l'istanza del contribuente era stata presentata nel 2009, quindi entro il nuovo termine, il suo diritto al rimborso è stato ritenuto valido.
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Prescrizione crediti tributari: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha fatto chiarezza sulla prescrizione dei crediti tributari, distinguendo tra il termine decennale per tributi erariali come l'IRAP e quello quinquennale per i diritti camerali. La Corte ha inoltre ribadito la giurisdizione delle commissioni tributarie per i contributi al Servizio Sanitario Nazionale e ha precisato che spetta al debitore dimostrare l'estraneità del debito fiscale ai bisogni della famiglia per proteggere i beni inseriti in un fondo patrimoniale.
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