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Art. 2946 Codice Civile — Anno 2025

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456 provvedimenti

Altri anni per Art. 2946 Codice Civile

Erroneo inquadramento: prescrizione quinquennale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una dipendente pubblica che chiedeva differenze retributive per un erroneo inquadramento professionale. La Corte ha confermato l'applicazione della prescrizione quinquennale, distinguendo nettamente il caso da un'ipotesi di demansionamento, che avrebbe previsto una prescrizione decennale. La decisione si fonda sulla qualificazione della domanda come rivendicazione di crediti da lavoro e non come risarcimento del danno.
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Contributo compensativo ICI: la Cassazione decide
In una disputa tra un Comune e due Ministeri, la Corte di Cassazione ha chiarito il metodo di calcolo del contributo compensativo ICI per la perdita di gettito da immobili di categoria D. La Corte ha stabilito che, sebbene le perdite pregresse si "consolidino" e vengano compensate automaticamente, un nuovo contributo per l'anno in corso spetta solo se la perdita aggiuntiva di quell'anno supera la soglia di legge (franchigia). La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per applicare questo principio.
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Prescrizione crediti tributari: 5 o 10 anni?
La Corte di Cassazione chiarisce la questione sulla prescrizione crediti tributari. Un contribuente aveva ottenuto l'annullamento di un'iscrizione ipotecaria sostenendo la prescrizione quinquennale dei debiti. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per i tributi erariali come IRPEF e IVA si applica il termine ordinario di dieci anni, e non quello breve di cinque. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame basato su questo principio fondamentale.
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Vittime del dovere: la prescrizione dei benefici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19410/2025, si è pronunciata sulla prescrizione dei benefici per le vittime del dovere. Ha confermato che la richiesta di riconoscimento dello status è imprescrittibile. Tuttavia, ha stabilito che il diritto a percepire la speciale elargizione una tantum si prescrive in dieci anni, con decorrenza non dal riconoscimento dello status, ma dalla data di entrata in vigore della normativa che ha esteso il beneficio (D.P.R. 243/2006). La Corte ha quindi accolto il ricorso del Ministero su questo specifico punto, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Spese di lite ente pubblico: quando si pagano?
Un contribuente contesta la condanna al pagamento delle spese legali a favore di un ente pubblico difeso in giudizio da un proprio funzionario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che, in materia tributaria, normative specifiche consentono la liquidazione delle spese di lite a favore dell'ente pubblico anche senza l'assistenza di un avvocato. Questa pronuncia ribadisce la validità delle regole speciali sulle spese di lite ente pubblico nel processo tributario.
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Prescrizione Danno: quando inizia per bond sovrani?
Un gruppo di investitori ha citato in giudizio il proprio istituto di credito per le perdite subite a causa di investimenti in titoli di stato esteri ad alto rischio, sostenendo una violazione degli obblighi informativi. La banca si è difesa eccependo la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei gradi inferiori, ha stabilito che la prescrizione del danno non inizia a decorrere dalla data dell'investimento, ma dal momento del default dello Stato emittente, ovvero quando il pregiudizio economico è divenuto concreto e percepibile per i risparmiatori.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente ha contestato una cartella di pagamento venendo a conoscenza del debito tramite un estratto di ruolo e sostenendo la mancata notifica dell'atto originale. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa sulla impugnazione estratto di ruolo, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto dall'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile fin dall'origine.
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Buoni postali: l’obbligo informativo e la prescrizione
Un istituto finanziario è stato condannato a rimborsare dei buoni postali prescritti. I giudici di merito hanno ritenuto che la mancata consegna del foglio informativo avesse impedito al risparmiatore di conoscere la scadenza. La Corte di Cassazione, vista la rilevanza delle questioni legali sollevate, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, sospendendo il giudizio.
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Intimazione di pagamento: può essere rinnovata?
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento sostenendo che un atto precedente identico fosse già stato annullato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che un annullamento per vizi puramente procedurali (come la mancata prova della notifica degli atti presupposti) non impedisce all'Ente della Riscossione di emettere un nuovo atto. Tale situazione non viola il principio del 'ne bis in idem', poiché la prima decisione non verteva sul merito del debito, ma solo su un difetto formale, creando un giudicato solo processuale e non sostanziale.
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Prescrizione Danno Contratti a Termine: La Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione danno contratti a termine nel pubblico impiego. In un caso di abusiva reiterazione di contratti a tempo determinato, il termine decennale di prescrizione per richiedere il risarcimento del danno non decorre da ogni singolo contratto, ma dall'ultimo rapporto di lavoro. Di conseguenza, tutti i contratti della serie, anche quelli stipulati oltre dieci anni prima, devono essere considerati per la quantificazione del danno subito dal lavoratore.
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Difesa in giudizio: limiti per l’Agente Riscossione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Agente della Riscossione per un vizio nella difesa in giudizio, non essendo stata provata la necessità di ricorrere a un avvocato del libero foro. Il giudizio tra le altre parti, un Comune e una società contribuente, è stato poi dichiarato estinto a seguito di una definizione agevolata della lite fiscale.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
Un medico specializzando ha citato in giudizio diverse amministrazioni statali per ottenere il compenso non corrisposto durante i corsi di specializzazione. Le corti di merito hanno respinto la domanda a causa della prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la decisione, ribadendo che la prescrizione per i medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999. Inoltre, il ricorso è stato dichiarato improcedibile per tardivo deposito, consolidando un orientamento giurisprudenziale ormai fermo.
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Prescrizione ripetizione utili: 5 o 10 anni?
La Cassazione ha stabilito che l'azione di una società per recuperare utili non dovuti, distribuiti ai soci in assenza di profitti reali, è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella quinquennale. L'azione, qualificata come ripetizione di indebito, si fonda su una causa di obbligazione autonoma rispetto al rapporto sociale, giustificando così l'applicazione del termine più lungo, un punto chiave nella gestione della prescrizione ripetizione utili.
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Prescrizione convenzione edilizia: quando decorre?
Una società cooperativa si opponeva a un decreto ingiuntivo per il pagamento del prezzo di una cessione di diritto di superficie, eccependo la prescrizione del credito. I giudici di merito avevano respinto l'opposizione, ritenendo che il termine di prescrizione decorresse dalla scadenza venticinquennale della convenzione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione convenzione edilizia per un'obbligazione di pagamento decorre dalla scadenza del termine previsto per l'adempimento di tale specifica obbligazione, e non dalla scadenza generale dell'accordo.
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Prescrizione Buoni Postali: la data di scadenza esatta
Un risparmiatore ha cercato di riscuotere un buono postale fruttifero, ma l'ente emittente ha eccepito la prescrizione. I tribunali di primo e secondo grado hanno dato ragione al risparmiatore, calcolando la scadenza alla fine dell'anno solare. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione buoni postali, secondo la normativa recente, decorre dalla data esatta di scadenza del titolo (sette anni dopo la sottoscrizione) e non dalla fine dell'anno. Di conseguenza, il diritto alla riscossione è stato dichiarato prescritto.
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Prescrizione buoni fruttiferi: stop senza foglio info?
Un risparmiatore si vede negare il rimborso di un buono fruttifero a causa della presunta prescrizione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, sospende la decisione per attendere un'altra pronuncia su un caso simile, incentrato sulle conseguenze della mancata consegna del foglio informativo al momento della sottoscrizione. La questione chiave è se la prescrizione buoni fruttiferi possa decorrere senza che il cliente sia stato adeguatamente informato della scadenza.
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Obblighi informativi buoni postali: il punto della Corte
La Corte di Cassazione esamina un caso di responsabilità di un intermediario per la prescrizione di buoni postali fruttiferi, causata dalla mancata consegna ai risparmiatori del Foglio Informativo Analitico (F.I.A.). I giudici di merito avevano confermato la responsabilità dell'intermediario, ritenendo insufficiente la mera pubblicazione delle condizioni sulla Gazzetta Ufficiale. L'ordinanza interlocutoria della Suprema Corte non decide nel merito ma rinvia la causa, in attesa di una pronuncia su una questione identica e di rilevante valore nomofilattico pendente in un altro procedimento, relativa agli obblighi informativi buoni postali.
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Notifica cartella esattoriale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un'intimazione di pagamento. L'ordinanza stabilisce che per la prova della notifica cartella esattoriale è sufficiente la produzione di una copia dell'avviso di ricevimento, a meno che non vi sia un disconoscimento specifico e non generico. La Corte ha inoltre ribadito che i crediti erariali come IRPEF e IVA si prescrivono nel termine ordinario di dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, un simile prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, richiede una base legale specifica (riserva di legge) che non può essere sostituita da un regolamento interno dell'ente. La decisione ha inoltre ribadito che il termine per richiedere il rimborso delle somme indebitamente trattenute è di dieci anni.
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Rimborso parziale: quando vale come rigetto definitivo
Un istituto bancario ha ricevuto un rimborso parziale a seguito di una sentenza favorevole. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale pagamento parziale equivale a un rigetto implicito per la somma residua. Di conseguenza, il contribuente avrebbe dovuto impugnare questo rigetto entro il termine di decadenza di 60 giorni, rendendo tardiva l'azione legale intrapresa successivamente. Una nuova istanza di rimborso per la parte non corrisposta è stata ritenuta inammissibile.
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