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Art. 2941 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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221 provvedimenti

Altri anni per Art. 2941 Codice Civile

Prescrizione contributi: vittoria del professionista
La Corte di Cassazione conferma la non debenza dei versamenti all'Ente Previdenziale da parte di un'avvocata, dichiarando la prescrizione dei contributi della Gestione Separata. La richiesta di pagamento dell'Ente, inviata oltre cinque anni dopo la scadenza, è stata ritenuta tardiva, assorbendo le altre questioni sulla legittimità dell'iscrizione d'ufficio per redditi bassi.
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Affidamento legittimo e TFR: Cassazione n. 13244/2024
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13244/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di TFR per i dipendenti pubblici con contratti a termine. Il caso riguarda una lavoratrice che non aveva richiesto il TFR alla scadenza di ogni contratto, fidandosi di una circolare dell'ente previdenziale che ne posticipava l'esigibilità. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dichiarato prescritto il diritto, affermando che il giudice deve valutare l'affidamento legittimo generato dalla condotta dell'ente stesso, che non può poi contraddirsi eccependo la prescrizione.
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Quadro RR: la mancata compilazione non è dolo
Un professionista ometteva la compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 13079/2024, ha stabilito che tale omissione non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo. Per sospendere la prescrizione, l'ente previdenziale deve provare l'intento fraudolento con elementi ulteriori rispetto alla mera mancata compilazione. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito che si basava su questo automatismo, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Prescrizione crediti lavoro: stop alla decorrenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9698/2024, chiarisce un punto cruciale sulla prescrizione crediti lavoro. Viene stabilito che la domanda giudiziale volta ad accertare l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato (in caso di interposizione illecita di manodopera) interrompe la prescrizione per tutti i diritti che ne derivano, inclusi quelli retributivi. L'effetto interruttivo dura fino al passaggio in giudicato della sentenza, rendendo tempestiva la successiva richiesta di pagamento delle differenze retributive.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Un lavoratore, dopo aver ottenuto la conversione del suo rapporto da tempo determinato a indeterminato, ha richiesto le differenze retributive. L'azienda si è opposta eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione crediti di lavoro di cinque anni decorre da quando il diritto può essere fatto valere, e non dalla data della sentenza definitiva che accerta il diritto stesso, poiché la necessità di un accertamento giudiziale costituisce un ostacolo di mero fatto e non un impedimento giuridico.
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Prescrizione decennale per il dipendente infedele
Un ex dipendente bancario, responsabile di ammanchi, sosteneva che la richiesta di restituzione della banca fosse prescritta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'applicazione della prescrizione decennale dipendente (ordinaria) e non quella più breve legata al reato. La Corte ha stabilito che l'illecito del lavoratore costituisce una violazione degli obblighi contrattuali del rapporto di lavoro, giustificando così il termine di prescrizione più lungo. Inoltre, ha chiarito che l'esito del processo penale non vincola il giudice civile nella valutazione della responsabilità contrattuale.
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Prescrizione indebito pensionistico: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3523/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione dell'indebito pensionistico. Il caso riguardava la richiesta di restituzione di una pensione di anzianità percepita in violazione del divieto di cumulo con redditi da lavoro autonomo. La Corte ha chiarito che il termine di prescrizione per l'azione di recupero dell'ente previdenziale decorre dal momento in cui il pagamento indebito è stato effettuato, e non dalla data successiva in cui il pensionato presenta la dichiarazione dei redditi. La sentenza della Corte d'Appello, che posticipava l'inizio della prescrizione, è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Prescrizione crediti socio lavoratore: la nuova regola
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale in materia di prescrizione dei crediti del socio lavoratore. Confermando un orientamento recente, ha chiarito che il termine di prescrizione per i crediti retributivi non decorre in costanza di rapporto, ma solo dalla sua cessazione. La decisione si fonda sulla constatazione che anche il socio lavoratore, a causa dell'incertezza sulla stabilità del suo posto e sulla tutela applicabile in caso di licenziamento, vive in una condizione di 'metus' (timore) che gli impedisce di far valere i propri diritti. Di conseguenza, la regola valida per i lavoratori subordinati privi di stabilità reale viene estesa anche a questa categoria, annullando la sentenza di merito che aveva dichiarato prescritti i crediti.
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Prescrizione contributi gestione separata: la proroga
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del termine di pagamento, comprese eventuali proroghe disposte per legge. Nel caso esaminato, un avviso di pagamento notificato nel 2012 per contributi del 2006 è stato ritenuto tempestivo, poiché un D.P.C.M. aveva spostato in avanti la scadenza originaria, interrompendo così la decorrenza della prescrizione dei contributi gestione separata.
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Gestione Separata: Cassazione su obbligo contributivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35131/2024, ha respinto il ricorso di un ente previdenziale contro un professionista, chiarendo i criteri per l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata. La Corte ha stabilito che la prova dell'abitualità dell'attività professionale spetta all'ente e che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non sospende automaticamente la prescrizione dei contributi. È stato inoltre confermato che la soccombenza parziale su una delle annualità contestate giustifica la compensazione delle spese legali.
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Contributi Gestione Separata e occultamento del debito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35119/2024, ha stabilito che un professionista iscritto al proprio albo ma anche dipendente part-time è tenuto al versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS. La Corte ha inoltre chiarito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi, unita alla piena consapevolezza dell'obbligo contributivo, integra un occultamento doloso del debito, con conseguente sospensione della prescrizione del credito dell'ente previdenziale.
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Prescrizione contributi: la proroga sposta il termine
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di proroga dei termini per il versamento, la prescrizione contributi inizia a decorrere dalla nuova scadenza e non da quella originaria. La controversia riguardava una professionista a cui l'ente previdenziale aveva richiesto dei contributi per l'anno 2008. La Corte d'Appello aveva ritenuto il credito prescritto, calcolando il termine quinquennale dalla scadenza iniziale. La Cassazione ha annullato tale decisione, precisando che il dies a quo (giorno di inizio) per il calcolo della prescrizione deve essere posticipato alla data di scadenza prorogata da un DPCM, rendendo la richiesta dell'ente tempestiva.
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Sanzioni Gestione Separata annullate dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33940/2024, ha annullato le sanzioni Gestione Separata imposte a un professionista per l'omessa contribuzione relativa all'anno 2008. Pur confermando l'obbligo di versare i contributi, la Corte ha ritenuto illegittima l'applicazione delle sanzioni, applicando i principi di una sentenza della Corte Costituzionale che tutela l'affidamento del contribuente in periodi di incertezza normativa.
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Sanzioni Gestione Separata: Omissione o Evasione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale relativo a sanzioni sulla Gestione Separata per un professionista. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, i quali avevano distinto tra omissione ed evasione contributiva. A causa dell'incertezza normativa del 2009, la mancata iscrizione alla Gestione Separata non è stata considerata dolosa, giustificando sanzioni per semplice omissione. Il ricorso dell'ente è stato respinto perché non affrontava questa motivazione centrale.
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Sospensione prescrizione contributi e Quadro RR: la guida
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che l'omessa compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi non determina automaticamente la sospensione della prescrizione dei contributi previdenziali. Per applicare la sospensione, il giudice deve accertare in concreto l'intenzione del debitore di occultare dolosamente il debito all'ente. Il caso riguardava un lavoratore autonomo a cui l'ente previdenziale richiedeva contributi per la Gestione Separata, ritenendo che l'omissione dichiarativa costituisse un occultamento del debito. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito, che si era basata su una presunzione automatica, e ha rinviato la causa per un nuovo esame che verifichi l'effettiva volontà di occultamento.
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Prescrizione contributi gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla prescrizione dei contributi gestione separata. Una professionista si opponeva a una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per diverse annualità. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto. La Cassazione ha parzialmente riformato la decisione, stabilendo che le proroghe legali per il versamento dei contributi spostano in avanti anche il 'dies a quo', ovvero il giorno da cui inizia a decorrere la prescrizione quinquennale. Di conseguenza, i contributi per il 2009 e 2010 non erano prescritti, a differenza di quelli per il 2011.
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Prescrizione contributi: il DPCM sposta la decorrenza
Un professionista si opponeva a una richiesta di contributi previdenziali per la Gestione Separata, ritenendola prescritta. La Corte d'Appello gli dava ragione, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Con l'ordinanza in esame, la Suprema Corte ha stabilito che il termine per la prescrizione contributi non decorre dalla scadenza originaria, ma da quella posticipata da un DPCM. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale era tempestiva e il debito non era estinto.
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Sospensione prescrizione: no con omessa dichiarazione
Un ente previdenziale ha agito contro uno studio medico per il recupero di contributi non versati, sostenendo che l'omessa dichiarazione dei redditi da parte dello studio avesse causato la sospensione della prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato questa tesi, chiarendo che la semplice omissione dichiarativa non integra un "occultamento doloso" idoneo a sospendere il decorso del tempo. Per la sospensione prescrizione è necessaria una condotta attiva del debitore volta a nascondere il debito, non una mera difficoltà di accertamento per il creditore.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e dies a quo
In un caso riguardante la prescrizione contributi Gestione Separata di un professionista, la Cassazione ha annullato la decisione di merito. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione (dies a quo) non decorre dalla scadenza originaria, ma da quella prorogata da un D.P.C.M., rendendo tempestiva la richiesta dell'ente previdenziale.
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Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha affrontato il tema della prescrizione dei crediti di lavoro. Il caso riguardava la richiesta di differenze retributive da parte di due ex dipendenti nei confronti di un consorzio. La Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso del datore di lavoro che quello dei lavoratori, ribadendo due principi fondamentali: 1) la valutazione dell'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non sindacabile in Cassazione; 2) a seguito della Legge Fornero, il rapporto di lavoro non gode più di una stabilità tale da far decorrere il termine di prescrizione in costanza di rapporto, che quindi inizia solo alla sua cessazione.
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