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Art. 2941 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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221 provvedimenti

Altri anni per Art. 2941 Codice Civile

Sanzioni INPS: Cassazione annulla le sanzioni civili
Un professionista ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha confermato il debito contributivo ma ha annullato le relative sanzioni INPS. La decisione si basa sull'applicazione di un principio di 'ius superveniens', derivato da una recente pronuncia della Corte Costituzionale, che esonera dal pagamento delle sanzioni i professionisti già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria per il periodo antecedente a una specifica normativa del 2011.
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Valutazione CTU: Inammissibile il ricorso in Cassazione
Un lavoratore, licenziato a seguito di lettere anonime, ha citato in giudizio un collega ritenendolo l'autore. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di risarcimento per 'assenza di certezza', discostandosi dalla perizia tecnica (CTU). La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore, stabilendo che la critica alla valutazione CTU fatta dal giudice di merito non costituisce un valido motivo di ricorso se non vi è un'omissione nell'esame di un fatto storico decisivo. La decisione rafforza la discrezionalità del giudice di merito nell'analisi delle prove.
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Prescrizione contributi: la Cassazione chiarisce
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso dell'ente, chiarendo che la prescrizione contributi era stata interrotta per un'annualità ma non per l'altra. Inoltre, ha annullato tutte le sanzioni applicate, in virtù di una recente sentenza della Corte Costituzionale.
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Estinzione giudizio per rinuncia al ricorso
Un professionista si opponeva a un avviso di addebito per contributi previdenziali, ottenendo ragione in primo grado per intervenuta prescrizione. La Corte d'Appello ribaltava la decisione, ritenendo che l'omessa compilazione di un quadro della dichiarazione dei redditi avesse sospeso la prescrizione. In Cassazione, il professionista ha aderito a una definizione agevolata e rinunciato al ricorso. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia accettata dalla controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese.
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Prescrizione indebito previdenziale: il dolo sospende
La Cassazione conferma che la mancata comunicazione di un nuovo lavoro all'estero, mentre si percepisce la CIGS, integra il dolo che sospende la prescrizione dell'indebito previdenziale. L'omissione prolungata rende difficile per l'ente accertare il debito, giustificando la sospensione dei termini.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un professionista ha contestato alla sua cassa previdenziale il pagamento di contributi basandosi su un estratto di ruolo. Dopo decisioni contrastanti nei gradi inferiori, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. Citando una recente legislazione e sentenze di riferimento, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo non è permessa a meno che il contribuente non dimostri un pregiudizio diretto, condizione non soddisfatta nel caso di specie. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente senza rinvio.
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Prescrizione contributi: il differimento si applica?
Un ente previdenziale contesta una decisione che dichiarava estinti per prescrizione i contributi dovuti da una professionista. La Corte di Cassazione ha chiarito che il differimento dei termini di pagamento, previsto da un decreto ministeriale, si applica a tutte le attività professionali oggettivamente riconducibili agli studi di settore, a prescindere dal regime fiscale soggettivamente adottato dal contribuente. Di conseguenza, il termine di prescrizione contributi decorre dalla data posticipata, portando all'accoglimento del ricorso dell'ente.
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Omessa compilazione quadro RR: no dolo automatico
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non comporta automaticamente la sospensione della prescrizione per i contributi previdenziali. Secondo i giudici, non è sufficiente la mera omissione per configurare un occultamento doloso del debito, essendo invece necessaria la prova di un comportamento intenzionale volto a nascondere l'obbligazione all'ente creditore. La sentenza rigetta il ricorso dell'INPS, confermando un orientamento consolidato.
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Ricorso per cassazione: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi di un professionista avverso una sentenza della Corte d'Appello relativa a contributi previdenziali. La decisione si fonda sulla totale assenza di specificità dei motivi di ricorso. Il ricorso per cassazione si limitava a una critica generica del provvedimento impugnato, senza indicare le norme di legge violate né argomentare in modo puntuale il contrasto con la decisione, violando così i requisiti formali imposti dal codice di procedura civile.
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Prescrizione contributi: occultamento non automatico
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo che il diritto dell'ente a riscuoterli fosse scaduto per prescrizione. L'ente previdenziale replicava che la prescrizione era stata sospesa a causa dell'occultamento doloso del debito da parte del professionista, il quale non aveva compilato la sezione specifica (Quadro RR) della dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo un principio fondamentale in materia di prescrizione contributi previdenziali: la semplice omissione di un dato nella dichiarazione non equivale automaticamente a un 'occultamento doloso'. È necessario che l'ente creditore fornisca la prova di un comportamento intenzionale volto a nascondere il debito, cosa che i giudici di merito non avevano accertato. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Gestione separata avvocati: no sanzioni pre-2011
Una professionista legale ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per i redditi professionali del 2010. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo contributivo, respingendo le eccezioni sulla prescrizione. Tuttavia, accogliendo un motivo di ricorso, ha annullato completamente le sanzioni applicate, in linea con una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto l'incertezza normativa esistente prima del 2011.
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Prescrizione contributi: il dies a quo è decisivo
La Cassazione ha annullato una sentenza d'appello sulla prescrizione contributi di un professionista. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione non era maturato, poiché un D.P.C.M. aveva differito la scadenza di pagamento. Un atto interruttivo notificato prima di tale scadenza differita ha impedito l'inizio del decorso della prescrizione, rendendo irrilevante la questione del doloso occultamento del debito.
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Gestione separata avvocati: prescrizione e reddito
Un ente previdenziale ha citato in giudizio un avvocato per contributi non versati alla Gestione separata per il 2011. Le corti di merito hanno respinto la richiesta, sia perché prescritta, sia perché il reddito del professionista era inferiore a 5.000 euro. La Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo un punto cruciale sulla prescrizione: la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce 'doloso occultamento' del debito e, pertanto, non sospende i termini di prescrizione. Questa pronuncia è fondamentale per la categoria della Gestione separata avvocati.
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Prescrizione retribuzione: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di dirigenti medici contro un'azienda ospedaliera, confermando l'intervenuta prescrizione retribuzione per i loro crediti. La Corte ha stabilito che la difficoltà nel quantificare le somme dovute rappresenta un mero ostacolo di fatto e non un impedimento giuridico capace di sospendere il termine di prescrizione. Il diritto poteva essere esercitato annualmente, pertanto la richiesta per emolumenti risalenti al periodo 1996-2009 è stata considerata tardiva.
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Gestione Separata: Cassazione sulla Cassa Forense
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione retroattiva di un avvocato alla propria Cassa di previdenza professionale esclude l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dell'ente previdenziale nazionale. Tale principio vale anche se il professionista non ha materialmente versato i contributi soggettivi minimi dovuti alla cassa di categoria. La Corte ha chiarito che la Gestione Separata ha una funzione sussidiaria e interviene solo in assenza di una copertura previdenziale obbligatoria. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per riesaminare la legittimità dell'iscrizione d'ufficio alla luce di questo principio.
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Occultamento doloso: quando sospende la prescrizione?
Una società immobiliare ha visto respinto il suo ricorso contro un ente previdenziale per contributi non versati. La Cassazione ha confermato che l'occultamento doloso dei rapporti di lavoro sospende la prescrizione del debito, rendendo inammissibile un ricorso che contestava l'accertamento dei fatti già valutati dai giudici di merito.
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Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza le conseguenze della rinuncia al ricorso in un contenzioso previdenziale. Una professionista, dopo aver impugnato la sentenza d'appello sfavorevole in materia di contributi alla Gestione Separata, ha rinunciato al proprio ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, in quanto prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Prescrizione contributi INPS: il DPCM sposta il termine
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16055/2025, affronta il tema della prescrizione contributi INPS per un professionista iscritto alla Gestione Separata. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla data di scadenza del versamento prorogata tramite Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.). Ha inoltre ribadito che la sola omissione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non integra automaticamente il doloso occultamento del debito.
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Gestione Separata ingegneri: quando è obbligatoria?
Un ingegnere, già iscritto a un fondo pensione come lavoratore dipendente, contestava l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS per i redditi da libera professione. La Cassazione ha stabilito che l'iscrizione è obbligatoria, in quanto il sistema previdenziale si basa su un principio di complementarità e non di alternatività. Ha inoltre corretto la decorrenza della prescrizione, annullando la decisione di merito.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata, il termine quinquennale decorre non dalla scadenza originaria, ma dalla data prorogata da un DPCM. Un professionista aveva ottenuto in appello l'annullamento di una richiesta di pagamento, ritenuta prescritta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il differimento del termine di versamento sposta anche il 'dies a quo' della prescrizione. La richiesta dell'ente, avvenuta prima della nuova scadenza quinquennale, era quindi valida.
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