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Art. 2941 Codice Civile — Anno 2022

199 provvedimenti

Altri anni per Art. 2941 Codice Civile

Prescrizione contributi INPS: quadro RR omesso e vittoria
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento di debiti contributivi per la Gestione Separata a una libera professionista, sostenendo la sospensione dei termini a causa della mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi. La lavoratrice autonoma ha eccepito l'avvenuta prescrizione contributi INPS quinquennale, dimostrando di aver dichiarato regolarmente tutti i propri compensi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Istituto, escludendo qualsiasi occultamento doloso automatico del debito previdenziale. Il diritto alla riscossione è quindi definitivamente estinto per decorso del tempo e l'ente pubblico è stato condannato a rimborsare le spese di lite.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla Prescrizione contributi Gestione Separata. Una professionista non aveva compilato il quadro RR della dichiarazione dei redditi per il 2011, portando l'INPS a richiedere contributi. La Corte d'Appello aveva ritenuto che l'omissione fosse un "occultamento doloso", sospendendo la prescrizione. La Cassazione ha invece stabilito che la prescrizione inizia dalla scadenza del versamento dei contributi, non dalla presentazione della dichiarazione. Ha inoltre precisato che la semplice mancata compilazione del quadro RR non costituisce automaticamente occultamento doloso se i redditi sono stati comunque dichiarati. Di conseguenza, la pretesa contributiva dell'INPS è stata dichiarata prescritta.
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Prescrizione Contributi INPS: La Cassazione sposta la decorrenza
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS per una professionista. L'INPS aveva richiesto il pagamento di contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto, facendo decorrere il termine dal 16 giugno 2010. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il termine di prescrizione quinquennale per i contributi alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, che in questo caso era stata differita al 6 luglio 2010 da un DPCM. La sentenza ha quindi cassato la decisione precedente, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop INPS oltre 5 anni
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2011 tramite un avviso notificato ad agosto 2017. L'ente sosteneva che il termine decorresse dalla presentazione del modello fiscale o che la mancata compilazione del quadro tributario integrasse un occultamento intenzionale. Il professionista ha eccepito la prescrizione contributi Gestione separata per decorso del termine quinquennale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza per il versamento del saldo contributivo e non dalla successiva dichiarazione dei redditi. Inoltre, la mancata compilazione del quadro dedicato non costituisce occultamento doloso. I contributi pretesi sono stati dichiarati definitivamente prescritti.
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Prescrizione contributi previdenziali: salva la richiesta INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento di somme dovute alla Gestione Separata per l'anno 2008 a un Professionista. La Corte d'Appello ha annullato la richiesta ritenendo maturata la prescrizione contributi previdenziali quinquennale, calcolando il termine iniziale al 16 giugno 2009 rispetto alla diffida ricevuta il 30 giugno 2014. L'Ente Previdenziale ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine di versamento per i soggetti interessati dagli studi di settore era stato prorogato per legge al 6 luglio 2009. Di conseguenza, il giudice di legittimità può correggere d'ufficio il giorno di decorrenza iniziale della prescrizione senza vincoli di giudicato interno. La richiesta dell'Ente Previdenziale risulta quindi tempestiva e la sentenza precedente è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione Ribalta i Termini
L'Ente Previdenziale ha contestato a un'Avvocata il mancato versamento di contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009. I giudici di merito avevano dichiarato la Prescrizione contributi Gestione Separata, ritenendo scaduto il termine quinquennale. L'Ente Previdenziale ha impugnato la decisione, sostenendo che un DPCM aveva posticipato la scadenza del pagamento dei contributi al 6 luglio 2010. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine di prescrizione decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, che in questo caso era stata prorogata. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi previdenziali: quando il termine slitta?
La Corte d'Appello aveva dichiarato la **prescrizione contributi previdenziali** per una professionista, calcolando il termine quinquennale dalla scadenza originaria. L'Ente Previdenziale ha contestato, sostenendo che un differimento legale del termine di versamento al 6 luglio 2009 avrebbe dovuto spostare anche il *dies a quo* (il punto di partenza) della prescrizione. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il differimento della scadenza di pagamento dei contributi sposta di conseguenza anche l'inizio del periodo di prescrizione. La sentenza d'Appello è stata annullata e il caso rinviato per una nuova valutazione.
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Prescrizione Contributi INPS: L’omissione non è sempre occultamento doloso
L'INPS ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritti i contributi previdenziali dovuti da un Lavoratore autonomo per il 2011, iscritto alla Gestione Separata. L'Istituto sosteneva che la mancata compilazione del "Quadro RR" nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'INPS, confermando che l'omissione del "Quadro RR" non implica automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo, specialmente se il Lavoratore aveva comunque dichiarato i propri introiti. Pertanto, la prescrizione contributi INPS è stata confermata.
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Prescrizione contributi INPS: proroga fiscale salva l’addebito
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento dei contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009 a un Professionista. Quest'ultimo ha eccepito la prescrizione contributi INPS, sostenendo che il termine quinquennale decorresse dal 16 giugno 2010 e fosse quindi spirato prima della notifica dell'avviso, giunta il 30 giugno 2015. La Corte d'Appello ha dato ragione al Professionista. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito. I giudici di legittimità hanno chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010 per i soggetti con attività soggette a studi di settore. Di conseguenza, il termine quinquennale di prescrizione decorreva da tale data differita e l'atto interruttivo del 30 giugno 2015 è pienamente tempestivo ed efficace. L'Ente vince il ricorso e il credito previdenziale rimane valido ed esigibile.
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Prescrizione Contributi INPS: L’INPS Perde, Professionista Salvo
Un professionista, avvocato, si è trovato a dover affrontare la richiesta dell'INPS per contributi dovuti alla Gestione Separata relativi all'anno 2010. La Corte d'Appello ha dichiarato la Prescrizione contributi INPS, stabilendo che il termine decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la mancata compilazione del Quadro RR non costituisce automaticamente occultamento doloso del debito, tale da sospendere la prescrizione. L'INPS avrebbe potuto effettuare controlli. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, condannandolo al pagamento delle spese legali.
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Prescrizione contributi INPS: Cassazione rinvia su occultamento debito
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Prescrizione contributi INPS relativi alla Gestione Separata. Una professionista aveva ricevuto un avviso di pagamento dall'INPS per contributi del 2009. La Corte d'Appello aveva accolto la sua opposizione, ritenendo la pretesa INPS prescritta, poiché il termine quinquennale era decorso dalla scadenza del versamento (16.6.2010). L'INPS ha proposto ricorso, sostenendo che il termine di prescrizione dovesse essere sospeso a causa di un presunto doloso occultamento del debito da parte della professionista (mancata compilazione del 'quadro RR'). La Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione per l'uniforme applicazione del diritto, ha rimesso la causa alla Sezione Quarta civile per un approfondimento e una decisione in pubblica udienza, senza entrare nel merito.
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Prescrizione contributi INPS: l’occultamento non basta a sospenderla
L'INPS ha richiesto a un Avvocato il pagamento di contributi per l'anno 2010. L'Avvocato non aveva compilato il Quadro RR nella sua dichiarazione dei redditi. L'INPS ha sostenuto che questa omissione fosse un "doloso occultamento" (nascondere intenzionalmente un debito) per sospendere il termine di Prescrizione contributi INPS. La Corte di Cassazione ha confermato che la mancata compilazione del Quadro RR non costituisce di per sé un occultamento doloso sufficiente a sospendere la prescrizione. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile, confermando la prescrizione del debito contributivo.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga salva l’INPS
Una Professionista ha contestato la richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale per i contributi del 2009, eccependo l'estinzione del debito per decorso del tempo. La Corte d'Appello ha accolto l'opposizione, fissando la decorrenza al 16 giugno 2010 e dichiarando tardivo il sollecito notificato il 30 giugno 2015. L'Ente ha proposto ricorso per Cassazione. I Giudici di legittimità hanno chiarito che il magistrato individua d'ufficio l'esatto momento iniziale del termine legale. In virtù della proroga fiscale stabilita per legge, la scadenza originaria risultava differita al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata entro tale arco temporale ha interrotto tempestivamente i termini. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente e ha cassato la decisione, ridefinendo il calcolo relativo alla prescrizione contributi Gestione separata.
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Prescrizione contributi previdenziali: l’omissione non è occultamento
La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione contributi previdenziali non si sospende automaticamente se un professionista omette di dichiarare i redditi nel "Quadro RR". La semplice omissione non costituisce "doloso occultamento" del debito. L'Ente Previdenziale aveva altri mezzi per accertare il dovuto. Pertanto, il ricorso dell'Ente è stato dichiarato inammissibile, confermando la prescrizione del credito e la vittoria del Professionista.
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Contributi Gestione Separata: Obbligo e Prescrizione per i Professionisti
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Professionista a cui l'INPS richiedeva il pagamento dei Contributi Gestione Separata per l'attività libero-professionale. La Corte d'Appello aveva escluso tale obbligo e dichiarato la prescrizione. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata sussiste per chiunque percepisca un reddito da attività professionale abituale o occasionale, anche se già iscritto ad altra gestione. Inoltre, ha chiarito che il termine di prescrizione quinquennale per i Contributi Gestione Separata decorre dalla data di scadenza del versamento, che può slittare. Un atto interruttivo notificato prima della scadenza quinquennale impedisce la prescrizione.
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Prescrizione contributi previdenziali: Ente battuto per ricorso tardivo
Un Ente Previdenziale pretendeva il pagamento di contributi arretrati da un Professionista per l'anno 2009. La Corte d'Appello respingeva la domanda dell'Ente, accertando la maturata prescrizione contributi previdenziali quinquennale e negando l'occultamento doloso del debito tramite dichiarazione dei redditi. L'Ente Previdenziale impugnava la pronuncia dinanzi alla Corte di Cassazione oltre i termini di legge. La Suprema Corte dichiarava il ricorso inammissibile per tardività, confermando che la sospensione estiva dei termini non opera nelle controversie previdenziali. La decisione salvaguarda definitivamente il Professionista da qualsiasi addebito, con condanna dell'Ente al pagamento delle spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: INPS perde contro la Professionista
L'INPS ha richiesto contributi alla Gestione Separata a una Professionista (avvocato non iscritta a cassa forense) per attività del 2009. La Corte d'Appello ha respinto la pretesa, dichiarando la prescrizione contributi Gestione Separata. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento dei contributi, non dalla dichiarazione dei redditi. L'omessa compilazione del quadro RR non costituisce automaticamente "doloso occultamento" del debito. Inoltre, un reddito inferiore a 5.000 euro è un indizio di attività occasionale, e l'INPS non ha provato l'abitualità dell'attività della Professionista.
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Prescrizione contributi INPS: il termine decorre dalla scadenza differita
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla **prescrizione contributi INPS**. Un professionista, iscritto alla Gestione Separata, aveva visto dichiarata la prescrizione dei contributi 2009 dalla Corte d'Appello. Questa aveva calcolato il termine dal 16 giugno 2010, data di scadenza originaria. La Cassazione ha invece stabilito che il dies a quo (il giorno da cui inizia il calcolo) per la prescrizione decorre dalla data di scadenza differita del versamento, senza maggiorazioni, ovvero il 6 luglio 2010, prevista per i contribuenti soggetti agli studi di settore. La sentenza cassa la decisione precedente, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: no a frode automatica
Un professionista riceve una richiesta di pagamento dall'ente previdenziale per somme mai versate alla Gestione Separata e solleva la prescrizione quinquennale del credito. L'ente sostiene che la mancata compilazione del quadro RR costituisca un occultamento doloso del debito, capace di sospendere i termini di prescrizione. I giudici di merito danno ragione all'ente, ritenendo automatica la frode in caso di omissione dichiarativa. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del contribuente. La Suprema Corte stabilisce che la prescrizione contributi Gestione Separata non si sospende automaticamente per la semplice assenza del quadro RR, ma serve una prova concreta dell'intento doloso.
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Prescrizione contributi Gestione separata: vince l’INPS
L'Ente di previdenza ha notificato un avviso di addebito a un Professionista per il versamento dei contributi relativi all'anno 2008. Il Professionista ha contestato la pretesa eccependo l'intervenuta prescrizione quinquennale, accolta nei primi due gradi di giudizio sul presupposto che il termine decorresse dal 16 giugno 2009. L'Istituto ha proposto ricorso per cassazione lamentando la mancata sospensione del termine. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente previdenziale, affermando che la questione sul momento iniziale della prescrizione contributi Gestione separata rimane aperta quando si impugna la sentenza sull'estinzione del credito. Il giudice di legittimità può applicare d'ufficio la proroga normativa dei versamenti al 6 luglio 2009 per i soggetti sottoposti a studi di settore, rendendo tempestivo il sollecito di pagamento.
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