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Art. 2941 Codice Civile — Anno 2022

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199 provvedimenti

Altri anni per Art. 2941 Codice Civile

INPS vs. Professionista: Prescrizione Contributi e Ricorso Inammissibile
Un professionista non ha compilato il 'quadro RR' nella dichiarazione dei redditi, portando l'INPS a richiedere contributi. La Corte d'Appello ha dichiarato la *prescrizione contributi INPS* per l'anno 2008, stabilendo che la sola omessa compilazione non prova il doloso occultamento del debito. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la sospensione della prescrizione per dolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'INPS inammissibile, poiché conteneva errori e riferimenti a un caso diverso, non essendo specifico per la posizione del professionista. Il professionista ha vinto, e i contributi non sono dovuti.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: decorrenza e limiti
L'Istituto Previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi non versati per l'anno 2010 a un professionista non iscritto alla cassa di categoria. La Corte di merito ha ritenuto valida la richiesta, fissando la decorrenza del termine alla data di presentazione del modello fiscale e ravvisando un occultamento del debito per la mancata compilazione del quadro previdenziale. Il professionista ha impugnato la decisione contestando il calcolo temporale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine di versamento e non dalla dichiarazione fiscale. Inoltre, l'omessa compilazione del quadro dedicato non costituisce automaticamente occultamento doloso del debito.
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Prescrizione contributi INPS: l’omissione non è occultamento doloso
L'INPS ha contestato a un Lavoratore il mancato versamento di contributi per l'anno 2010. La Corte d'Appello ha dichiarato il credito prescritto, poiché il termine per la Prescrizione contributi INPS era scaduto. L'INPS ha sostenuto che la mancata compilazione del "Quadro RR" nella dichiarazione dei redditi da parte del Lavoratore costituisse un occultamento doloso del debito, tale da sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'INPS. Ha ribadito che la semplice omissione del Quadro RR non configura automaticamente un occultamento doloso. Per la sospensione della prescrizione, il debitore deve aver reso impossibile, non solo difficile, l'azione del creditore.
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Prescrizione Contributi INPS: Omissione non è Occultamento Doloso
Una professionista non ha compilato il 'Quadro RR' nella sua dichiarazione dei redditi, relativo ai contributi dovuti alla Gestione Separata INPS. L'INPS ha richiesto il pagamento, ma il credito era già caduto in prescrizione. L'Istituto ha sostenuto che la mancata compilazione fosse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione contributi INPS. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione era effettiva. Ha stabilito che la mancata compilazione non configurava un occultamento doloso, poiché la professionista aveva agito per un'errata convinzione e aveva comunque dichiarato i redditi. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una libera professionista il pagamento di quote previdenziali non versate. La professionista ha eccepito l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata per il decorso del termine quinquennale calcolato dalla scadenza ordinaria di giugno. La Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito del giudizio di merito, accogliendo il ricorso dell'Istituto. La Suprema Corte ha chiarito che il termine iniziale di decorrenza si sposta in avanti quando un decreto governativo dispone la proroga generale dei versamenti fiscali e contributivi senza maggiorazione. Poiché la data utile per il pagamento era slittata a luglio per via della proroga legata ai soggetti soggetti a studi di settore, la diffida inviata dall'Ente a fine giugno risultava tempestiva. I giudici hanno quindi dichiarato il credito ancora riscuotibile e non prescritto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: stop a INPS
L'Ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento di somme arretrate per l'anno 2011. Il lavoratore ha eccepito l'estinzione del credito per decorso del tempo. L'Istituto ha impugnato la decisione favorevole al professionista, sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione fiscale integrasse un occultamento intenzionale del debito, idoneo a bloccare il decorso temporale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Istituto. I giudici hanno chiarito che la semplice omissione formale della dichiarazione non comporta alcun automatismo di occultamento doloso. Di conseguenza, la prescrizione contributi Gestione Separata estingue la pretesa creditoria dell'Istituto, con condanna al pagamento delle spese legali a suo carico.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: INPS vince in Cassazione
L'INPS ha chiesto a una lavoratrice, già dipendente, il pagamento di contributi previdenziali per la Gestione Separata relativi alla sua attività libero-professionale. Il Tribunale e la Corte d'Appello avevano escluso l'obbligo, ritenendo il diritto alla riscossione prescritto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS. Ha chiarito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine di pagamento, non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Ha anche specificato che il differimento dei termini di pagamento previsto dal DPCM 10.6.2010 si applica a tutti i contribuenti soggetti agli studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale scelto.
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Prescrizione contributi INPS: la mancata compilazione non è occultamento doloso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS per un libero professionista. L'INPS aveva richiesto contributi del 2009 nel 2015, ma i giudici di merito avevano dichiarato la prescrizione quinquennale. L'INPS sosteneva che la mancata compilazione del "Quadro RR" nella dichiarazione dei redditi costituisse occultamento doloso, sospendendo la prescrizione. La Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la semplice omissione, quando l'INPS aveva comunque accesso ai dati reddituali, non configura un occultamento doloso intenzionale. La prescrizione è stata quindi confermata.
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Prescrizione contributi INPS: l’omissione non è occultamento doloso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS. L'Istituto aveva richiesto il pagamento di contributi a un commerciante per gli anni 2006 e 2007, notificando l'avviso solo nel 2013. L'INPS sosteneva che la mancata comunicazione di inizio attività da parte del commerciante fosse un 'doloso occultamento' (nascondere intenzionalmente) del debito, tale da sospendere la prescrizione. La Suprema Corte ha rigettato questa tesi. Ha stabilito che una semplice omissione non basta a configurare il doloso occultamento. Questo richiede un comportamento attivo e intenzionale del debitore che renda impossibile al creditore accertare il credito. Poiché l'INPS avrebbe potuto reperire i dati altrove, il credito era prescritto.
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Prescrizione contributi: l’omissione del Quadro RR non è occultamento doloso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Prescrizione contributi per un lavoratore autonomo. L'Istituto Previdenziale chiedeva il pagamento di contributi e sanzioni, ma il Professionista contestava la richiesta, sostenendo che il debito fosse prescritto. La Corte d'Appello aveva dato ragione al Professionista, ritenendo tardiva la richiesta dell'Istituto e escludendo che la mancata compilazione del 'quadro RR' nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso. La Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'Istituto. Ha ribadito che la semplice omissione del 'quadro RR' non equivale automaticamente a un occultamento doloso che sospende la Prescrizione contributi, poiché l'Istituto ha i propri mezzi per verificare i redditi.
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Prescrizione Contributi INPS: Omissione Quadro RR non è occultamento doloso
L'INPS ha richiesto a una professionista il pagamento di contributi per l'anno 2011, sostenendo che l'omessa compilazione del "Quadro RR" nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, impedendo la Prescrizione contributi INPS. La Corte d'Appello aveva respinto la pretesa dell'INPS, confermando la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, ribadendo che la semplice mancata compilazione del "Quadro RR" non configura automaticamente un occultamento doloso. I giudici hanno ritenuto che la professionista avesse presentato regolarmente la dichiarazione dei redditi, denunciando i propri introiti, e che non vi fosse un impedimento insormontabile per l'INPS di esercitare il proprio diritto.
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Prescrizione Contributi INPS: L’INPS perde sul “dolo” omissivo
La Corte di Cassazione ha confermato la `prescrizione dei contributi INPS` per una professionista. L'INPS aveva richiesto il pagamento di contributi dovuti alla Gestione Separata per l'anno 2011, ma la richiesta era arrivata dopo il termine quinquennale. L'INPS sosteneva che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi da parte della professionista costituisse un "occultamento doloso" del debito, che avrebbe dovuto sospendere la prescrizione. La Corte ha respinto questa tesi, affermando che la semplice omissione non equivale a un occultamento intenzionale e che l'INPS stesso era a conoscenza dei redditi tramite la dichiarazione. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile.
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Prescrizione Contributi INPS: L’Omissione non è Occultamento Doloso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi INPS** per un lavoratore autonomo iscritto alla Gestione Separata. L'Istituto di Previdenza aveva richiesto il pagamento di contributi del 2007, ma il credito era stato dichiarato prescritto dalla Corte d'Appello, essendo trascorsi più di cinque anni dalla scadenza. L'Istituto ha sostenuto che l'omessa compilazione del "Quadro RR" nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso, sospendendo la prescrizione. Tuttavia, la Cassazione ha ribadito che la semplice omissione non equivale automaticamente a occultamento doloso. Il ricorso dell'Istituto è stato dichiarato inammissibile, confermando la prescrizione e la vittoria del lavoratore.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: no a blocchi automatici
L'ente previdenziale ha notificato un avviso di addebito a una professionista per recuperare somme non versate. La lavoratrice ha contestato la richiesta eccependo la prescrizione contributi Gestione Separata. I giudici di appello hanno respinto l'eccezione, sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR integrasse un occultamento doloso del debito capace di sospendere i termini di prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della professionista e ha annullato la decisione impugnata. I giudici di legittimità hanno chiarito che l'omessa compilazione del quadro RR non genera alcun blocco automatico del tempo. La sospensione opera solo se il contribuente crea un ostacolo non superabile attraverso i normali controlli incrociati dell'ente, circostanza esclusa se il reddito e l'attività risultano regolarmente dichiarati.
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Prescrizione Contributi INPS: La Mancata Compilazione non è Dolo
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi INPS** per un professionista. L'INPS contestava la prescrizione, sostenendo che la mancata compilazione del 'quadro RR' nella dichiarazione dei redditi costituisse occultamento doloso, sospendendo il termine. La Corte ha respinto il ricorso dell'INPS, confermando che la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento dei contributi (16 giugno 2008). Ha chiarito che la semplice omessa compilazione di un quadro fiscale non equivale automaticamente a dolo per occultare il debito, né sospende la prescrizione, a meno che non vi sia una prova concreta di intenzionalità fraudolenta. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: stop all’estinzione
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una professionista il pagamento della contribuzione dovuta per l'anno 2009 alla Gestione Separata. I giudici di merito avevano dichiarato estinto il credito per prescrizione, calcolando il termine quinquennale a partire dalla scadenza originaria del 16 giugno 2010 e considerando tardiva la richiesta notificata il 1° luglio 2015. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dal giorno di scadenza effettiva prorogato per legge, fissato nel caso specifico al 6 luglio 2010 per i soggetti collegati agli studi di settore. La richiesta del 1° luglio 2015 ha quindi interrotto tempestivamente il decorso del termine quinquennale.
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Prescrizione Contributi: La Mancata Dichiarazione Non è Occultamento
Un professionista doveva versare contributi previdenziali alla Gestione Separata per l'anno 2011. L'INPS ha richiesto il pagamento dopo che erano trascorsi più di cinque anni. I giudici di merito hanno dichiarato la **prescrizione contributi previdenziali**, respingendo l'argomento dell'INPS secondo cui la mancata compilazione del Quadro RR della dichiarazione dei redditi costituiva occultamento doloso del debito. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'INPS. Ha ribadito che la semplice omissione dichiarativa non equivale a un occultamento intenzionale. Il professionista ha vinto la causa e l'INPS ha dovuto pagare le spese legali.
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Omessa compilazione del quadro RR: niente sanzioni per evasione
L'ente previdenziale ha iscritto d'ufficio un professionista alla Gestione Separata, pretendendo i contributi per annualità pregresse e pesanti sanzioni. L'ente ha sostenuto che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione fiscale costituisse un doloso occultamento del debito, capace di bloccare la prescrizione e giustificare le sanzioni per evasione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'istituto, stabilendo che l'omessa compilazione del quadro RR non genera alcuna presunzione automatica di dolo o frode. Di conseguenza, il credito più risalente è dichiarato prescritto e per le somme successive si applicano le sanzioni ridotte per semplice omissione.
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Iscrizione Gestione Separata INPS: Obbligo per Avvocati e Prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata INPS per una professionista avvocato. La professionista, iscritta all'albo ma non alla Cassa Forense per mancato raggiungimento del reddito minimo, aveva versato solo il contributo integrativo. La Suprema Corte ha ribadito che l'iscrizione alla Gestione Separata è dovuta anche per attività professionale occasionale con reddito superiore a 5.000 euro. Ha inoltre chiarito che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza dei termini di pagamento e non dalla dichiarazione dei redditi, e che la mancata compilazione del quadro RR non implica automaticamente l'occultamento doloso. Il ricorso della professionista è stato rigettato.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: no al dolo automatico
L'ente previdenziale ha richiesto a una professionista il pagamento dei contributi dovuti per l'anno 2011 alla Gestione Separata, notificando l'avviso di addebito nell'agosto 2017. La professionista ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale. L'ente sosteneva la sospensione dei termini a causa della mancata compilazione del quadro previdenziale nella dichiarazione dei redditi, configurando un presunto occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice autonoma, affermando il principio della prescrizione contributi Gestione Separata. I giudici hanno chiarito che il termine decorre dalla scadenza del versamento e che la semplice omissione del quadro fiscale non equivale a dolo se il reddito complessivo risulta regolarmente dichiarato al Fisco. Il credito preteso è stato integralmente annullato.
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