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Art. 2935 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

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401 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Proroga Fiscale e Prescrizione Contributi INPS: Vince l’Ente
Un libero professionista si opponeva alla richiesta di pagamento dell'INPS per contributi del 2008, ritenendo il credito estinto. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della prescrizione contributi INPS. Se un decreto governativo posticipa la data di scadenza per il versamento, anche il termine di prescrizione di cinque anni inizia a decorrere da questa nuova data posticipata, e non dalla scadenza originaria. Di conseguenza, la richiesta dell'Ente Previdenziale è stata considerata tempestiva e legittima, poiché l'avviso di pagamento era stato notificato prima dello scadere dei cinque anni calcolati dalla data prorogata. L'Ente Previdenziale vince la causa.
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Quadro RR omesso: non è doloso occultamento del debito per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un doloso occultamento del debito contributivo. Un Ente Previdenziale aveva richiesto a un professionista il pagamento di contributi prescritti, sostenendo che l'omissione nel modello fiscale avesse sospeso i termini. I giudici hanno respinto questa tesi, affermando che non esiste un automatismo tra la mancata compilazione e l'intenzione di frodare. L'Ente avrebbe dovuto provare l'intento fraudolento del professionista, che invece aveva regolarmente dichiarato il suo reddito da lavoro autonomo. Di conseguenza, il debito è stato dichiarato estinto per prescrizione.
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Mancata compilazione Quadro RR: debito INPS annullato per errore
Una lavoratrice autonoma non compila il Quadro RR della dichiarazione dei redditi. L'Ente Previdenziale le chiede i contributi dopo la scadenza dei 5 anni, sostenendo che l'omissione fosse un occultamento fraudolento del debito. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la mancata compilazione Quadro RR non equivale automaticamente a un comportamento doloso. Senza una prova concreta dell'intenzione di frodare, vale la normale prescrizione. L'Ente Previdenziale perde la causa e il debito della lavoratrice viene cancellato perché richiesto troppo tardi.
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Prescrizione Contributi INPS: Salva la Scadenza, non il Fisco
Un libero professionista ometteva di versare i contributi dovuti alla Gestione Separata per il 2009. L'Ente Previdenziale inviava la richiesta di pagamento nel 2015. Il professionista sosteneva che il debito fosse estinto, calcolando la prescrizione dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha invece chiarito il principio sulla prescrizione contributi INPS: il termine di cinque anni non decorre dalla dichiarazione, ma dalla scadenza legale fissata per il pagamento. Poiché la richiesta dell'Ente è arrivata prima di tale scadenza, il suo diritto a riscuotere i contributi è stato ritenuto valido. L'Ente Previdenziale ha quindi vinto la causa.
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Sospensione prescrizione contributi: il Covid salva l’Ente
Un contribuente si oppone a una richiesta di pagamento di contributi del 2014, ritenendo il debito prescritto. La Corte di Cassazione, però, dà ragione all'Ente Previdenziale. La Corte chiarisce che la speciale normativa per l'emergenza Covid-19 ha determinato una sospensione prescrizione contributi per il periodo tra il 23 febbraio e il 30 giugno 2020. Questo 'congelamento' dei termini ha spostato in avanti la data di scadenza. Di conseguenza, al momento della notifica dell'avviso di pagamento, il diritto dell'Ente non era ancora estinto. Il ricorso del contribuente è stato quindi respinto.
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Assegno pagato per errore: no alla restituzione dell’indebito
Un ente pubblico chiede a un ex dipendente la restituzione di un assegno personale, erogato per anni dopo un trasferimento per mobilità. La Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore, confermando che la richiesta di restituzione dell'indebito era ormai prescritta. Il diritto dell'ente a recuperare le somme si è estinto perché sono trascorsi più di dieci anni. Il ricorso dell'ente è stato dichiarato inammissibile, in quanto mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Il lavoratore, quindi, non deve restituire nulla.
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Proroga Fiscale e Contributi: la Cassazione blocca la prescrizione
Un professionista non aveva versato i contributi previdenziali per i redditi del 2008, ritenendo il debito estinto per prescrizione. L'Ente Previdenziale, invece, sosteneva la validità della sua richiesta di pagamento. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla decorrenza prescrizione contributi. Il termine di cinque anni non parte dalla scadenza ordinaria prevista per il versamento, ma dalla data di scadenza effettiva, anche se posticipata da un provvedimento di legge come una proroga fiscale. Poiché un DPCM aveva spostato in avanti il termine per i versamenti del 2008, la richiesta dell'Ente era da considerarsi tempestiva. Di conseguenza, il debito del professionista non era prescritto e doveva essere pagato.
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Partite pregresse: la Cassazione sui conguagli idrici
La Corte di Cassazione ha stabilito principi fondamentali sulla legittimità delle partite pregresse nel servizio idrico integrato. La vicenda riguarda un gestore che ha richiesto agli utenti conguagli per consumi degli anni 2005-2011. I giudici di merito avevano inizialmente annullato le richieste, ritenendole prescritte e contrarie al principio di irretroattività. La Suprema Corte ha invece chiarito che il recupero dei costi è astrattamente legittimo per garantire l'equilibrio economico del servizio, purché i costi siano imprevedibili e non derivino da inefficienze gestionali. Fondamentale è la decisione sulla prescrizione: il termine quinquennale decorre solo dalla quantificazione ufficiale degli oneri e dall'autorizzazione alla fatturazione, rendendo valide le richieste inviate dal gestore.
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Partite pregresse: la guida ai conguagli idrici
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti di legittimità delle partite pregresse nel servizio idrico integrato. Un utente aveva contestato la richiesta di conguagli per il periodo 2005-2011, eccependo la prescrizione e l'illegittimità della retroattività tariffaria. La Suprema Corte ha stabilito che il recupero dei costi 'ora per allora' è astrattamente possibile solo per oneri imprevisti e imprevedibili al momento dell'erogazione, escludendo però la possibilità di addebitare agli utenti errori di gestione o di previsione del gestore. La prescrizione dei crediti decorre dalla data della delibera che quantifica e autorizza la riscossione dei conguagli.
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Gestione Separata INPS: prescrizione e sanzioni
Un professionista ha impugnato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS per l'anno 2009, sostenendo che il credito contributivo fosse ormai prescritto. La Corte d'Appello aveva invece ritenuto che il termine di cinque anni non fosse decorso, calcolandolo dalla data di scadenza dei pagamenti prorogata da un decreto governativo. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza interlocutoria, ha rilevato la complessità della questione, specialmente in merito alla misura delle sanzioni civili e alla non immediata sovrapponibilità dei precedenti giurisprudenziali, decidendo di rimettere la causa alla Sezione Lavoro per una trattazione più approfondita.
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Eccezione di prescrizione: validità e dies a quo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro una sentenza che dichiarava inammissibile l'eccezione di prescrizione sollevata in appello. Il caso riguardava la richiesta di un lavoratore per la rivalutazione contributiva da esposizione all'amianto. La Corte territoriale aveva ritenuto tardiva l'eccezione poiché l'ente aveva indicato un diverso momento iniziale del decorso del termine rispetto al primo grado. Gli Ermellini hanno invece chiarito che l'eccezione di prescrizione è validamente proposta se viene allegata l'inerzia del titolare del diritto. L'individuazione del corretto momento iniziale del termine è una questione di diritto che spetta al giudice risolvere, senza essere vincolato dalle indicazioni fornite dalle parti.
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Ripetizione dell’indebito: quando scatta la prescrizione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della decorrenza della prescrizione nell'azione di ripetizione dell'indebito relativa a contributi agricoli comunitari percepiti indebitamente. Il caso riguardava un soggetto che aveva ottenuto aiuti per la produzione di olio d'oliva sulla base di dichiarazioni rivelatesi false a seguito di un controllo della Guardia di Finanza. La Suprema Corte ha stabilito che, quando il difetto della causa del pagamento emerge solo successivamente all'erogazione (mancanza sopravvenuta), il termine di prescrizione decennale non decorre dal momento del pagamento, bensì dal giorno in cui l'accertamento dell'indebito diventa definitivo. Poiché l'azione fraudolenta del beneficiario aveva indotto in errore l'ente erogatore, il diritto alla restituzione è sorto solo con la verbalizzazione ufficiale delle violazioni.
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Gestione separata: calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS contro un professionista in merito alla prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione separata per l'anno 2010. Mentre i giudici di merito avevano ritenuto il credito prescritto fissando la scadenza al 16 giugno 2011, la Suprema Corte ha chiarito che, per i soggetti sottoposti agli studi di settore, il termine di pagamento era stato differito al 6 luglio 2011 da un apposito D.P.C.M. Pertanto, la richiesta dell'ente previdenziale notificata il 4 luglio 2016 è risultata tempestiva, interrompendo correttamente il termine quinquennale.
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Gestione Separata: calcolo prescrizione contributi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS riguardante la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata per l'anno 2009 da un libero professionista. Il punto centrale della decisione riguarda l'individuazione del termine iniziale per il calcolo della prescrizione quinquennale. Mentre i giudici di merito avevano fissato la scadenza al 16 giugno 2010, la Suprema Corte ha stabilito che, per i contribuenti soggetti agli studi di settore, il termine di pagamento era stato differito al 6 luglio 2010 dal D.P.C.M. del 10 giugno 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente il 1 luglio 2015 è stata considerata tempestiva, impedendo l'estinzione del credito contributivo.
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Prescrizione contributiva: il calcolo dei termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributiva per i debiti verso la Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva dei termini di pagamento, inclusi i differimenti previsti da decreti governativi. Nel caso analizzato, un professionista contestava la richiesta di contributi per l'anno 2010, ritenendoli prescritti. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che il termine di versamento era stato prorogato al 6 luglio 2011. Poiché la notifica dell'ente previdenziale è avvenuta il 6 luglio 2016, il termine quinquennale non era ancora decorso. La decisione sottolinea che il giudice deve applicare d'ufficio le proroghe di legge nel calcolo dei termini.
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Prescrizione crediti retributivi: quando decorre
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità delle clausole dei contratti collettivi che escludono il periodo di apprendistato dal calcolo dell'anzianità di servizio. La decisione si concentra sulla prescrizione crediti retributivi, stabilendo che, a seguito delle riforme del 2012 e 2015, il termine quinquennale decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro. Questo orientamento nasce dalla constatazione che l'attuale regime di tutela non garantisce al dipendente la stabilità necessaria per agire contro il datore durante il rapporto senza timore di ritorsioni.
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Prescrizione contributi INPS: decorrenza e proroghe
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata decorre dal momento in cui scade il termine per il pagamento. Nel caso analizzato, un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2011 per i soggetti sottoposti agli studi di settore. Di conseguenza, la richiesta di pagamento inviata dall'ente previdenziale il 4 luglio 2016 è stata considerata tempestiva, poiché avvenuta entro il quinquennio calcolato dalla nuova scadenza. La sentenza ribadisce che le proroghe amministrative dei termini di versamento spostano in avanti il termine iniziale della prescrizione.
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Prescrizione contributi INPS: decorrenza e proroghe
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva dei termini di pagamento. Nel caso analizzato, un decreto ministeriale aveva prorogato il termine di versamento per l'anno 2009 al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente previdenziale il 3 luglio 2015 è stata considerata tempestiva, poiché avvenuta entro il quinquennio legale. La Corte ha chiarito che il differimento dei termini operato da fonti regolamentari sposta il momento iniziale della prescrizione per tutti i contribuenti soggetti agli studi di settore.
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Gestione Separata: calcolo prescrizione contributi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale per i contributi dovuti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, includendo eventuali proroghe legislative. Nel caso analizzato, un professionista aveva contestato una richiesta dell'INPS relativa all'anno 2009, ritenendola prescritta. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che il differimento dei termini al 6 luglio 2010, previsto per i soggetti sottoposti agli studi di settore, sposta in avanti il momento iniziale del calcolo. Di conseguenza, la notifica dell'INPS avvenuta il 30 giugno 2015 è stata considerata tempestiva, annullando la precedente decisione di merito.
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Gestione Separata: calcolo della prescrizione
La sentenza analizza la decorrenza della prescrizione per i contributi alla Gestione Separata. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di un differimento dei termini di pagamento stabilito per legge, il termine quinquennale di prescrizione inizia a decorrere dalla nuova scadenza prorogata e non da quella originaria. Questo principio rende tempestiva la richiesta dell'ente previdenziale se notificata entro cinque anni dal termine differito.
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