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Prescrizione contributi INPS: decorrenza e proroghe

La Corte di Cassazione ha stabilito che la Prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata decorre dal momento in cui scade il termine per il pagamento. Nel caso analizzato, un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2011 per i soggetti sottoposti agli studi di settore. Di conseguenza, la richiesta di pagamento inviata dall’ente previdenziale il 4 luglio 2016 è stata considerata tempestiva, poiché avvenuta entro il quinquennio calcolato dalla nuova scadenza. La sentenza ribadisce che le proroghe amministrative dei termini di versamento spostano in avanti il termine iniziale della prescrizione.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 1880 Anno 2023
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Prescrizione contributi INPS: come funzionano le proroghe

La questione della Prescrizione contributi INPS rappresenta uno dei temi più dibattuti nel diritto previdenziale, specialmente per quanto riguarda la decorrenza dei termini per i liberi professionisti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fatto chiarezza su un punto fondamentale: il momento esatto in cui inizia a correre il tempo per l’estinzione del credito dell’ente previdenziale.

Il caso riguardava un professionista a cui l’ente aveva richiesto il pagamento di contributi per l’anno 2010. La Corte d’Appello aveva inizialmente dichiarato il credito prescritto, ritenendo che il termine di cinque anni fosse già decorso al momento della notifica della richiesta. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribaltato questa decisione, analizzando l’impatto delle proroghe dei termini di versamento.

Il calcolo del termine di prescrizione

Secondo il principio generale, la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. Nel campo previdenziale, questo coincide con la scadenza del termine per il versamento dei contributi. Non rileva, invece, la data di presentazione della dichiarazione dei redditi, che è considerata una mera comunicazione di dati già esistenti.

L’obbligazione contributiva nasce con la produzione del reddito, ma il diritto dell’ente a riscuotere diventa effettivo solo alla scadenza dei termini di pagamento fissati dalla legge o da atti regolamentari.

L’impatto dei decreti di proroga

Un aspetto cruciale della vicenda riguarda l’applicazione di un D.P.C.M. che aveva differito i termini di versamento per i contribuenti soggetti agli studi di settore. La Cassazione ha chiarito che tale differimento non è una semplice agevolazione di cassa, ma sposta legalmente il termine di scadenza del debito.

Se il termine per pagare viene spostato, ad esempio, dal 16 giugno al 6 luglio, anche il dies a quo della Prescrizione contributi INPS slitta automaticamente alla nuova data. Questo significa che l’ente ha più tempo per inviare gli atti interruttivi senza incorrere nella perdita del credito.

Applicabilità soggettiva del differimento

Un altro punto di rilievo riguarda chi può beneficiare di queste proroghe. La Corte ha precisato che il differimento dei termini si applica a tutti i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore.

Non è necessario che il singolo professionista sia stato effettivamente assoggettato a tale regime fiscale o abbia aderito alle risultanze degli studi; conta il dato oggettivo dello svolgimento di un’attività rientrante in quelle categorie. Questo amplia notevolmente la platea di soggetti per i quali il termine di prescrizione può subire variazioni rispetto alle scadenze ordinarie.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha motivato la decisione spiegando che il giudice ha il potere-dovere di individuare d’ufficio il termine iniziale della prescrizione, trattandosi di una questione di diritto. Poiché il D.P.C.M. del 12 maggio 2011 aveva legalmente spostato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2011, la richiesta dell’ente del 4 luglio 2016 è risultata perfettamente nei termini. Il differimento previsto dalla fonte regolamentare integra e attua la normativa primaria, rendendo la nuova scadenza l’unico parametro valido per il calcolo del quinquennio prescrizionale.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza riafferma che la Prescrizione contributi INPS non può essere dichiarata senza aver prima verificato l’esistenza di eventuali proroghe dei termini di versamento applicabili alla categoria del contribuente. Per i professionisti e le imprese, questo significa che il calcolo dei cinque anni deve essere eseguito con estrema attenzione, tenendo conto del calendario fiscale specifico dell’anno di riferimento. La certezza del diritto passa per una corretta individuazione del momento in cui il debito diventa esigibile.

Da quando inizia a decorrere la prescrizione dei contributi previdenziali?
La prescrizione inizia a decorrere dalla data di scadenza prevista per il versamento dei contributi e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Una proroga del termine di pagamento influisce sulla prescrizione?
Sì, se un decreto sposta in avanti la scadenza del versamento, anche il termine iniziale della prescrizione quinquennale viene posticipato alla nuova data.

Chi può beneficiare del differimento dei termini di versamento?
Tutti i contribuenti che svolgono attività per le quali sono previsti gli studi di settore, indipendentemente dal loro regime fiscale specifico.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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