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Art. 2935 Codice Civile — Anno 2026

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240 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione Imposta di Successione: Vinta dal Fisco per 60 giorni
La Corte di Cassazione interviene sulla prescrizione imposta di successione. Alcuni contribuenti avevano impugnato una cartella di pagamento, sostenendo che il credito del Fisco fosse prescritto perché erano passati più di dieci anni dalla notifica dell'avviso di liquidazione. La Corte ha dato ragione all'Agenzia delle Entrate, stabilendo un principio fondamentale: il termine di prescrizione decennale non parte dalla data di notifica dell'atto, ma decorre solo dopo la scadenza dei 60 giorni utili per l'impugnazione. Questo periodo 'sospende' l'esigibilità del credito. Di conseguenza, la cartella era stata notificata in tempo e la pretesa del Fisco è stata ritenuta legittima.
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Prescrizione Compenso Avvocato: il Comune perde e deve pagare
La Corte di Cassazione interviene sul tema della prescrizione compenso avvocato. Gli eredi di un legale avevano richiesto a un Comune il pagamento delle parcelle per una difesa in un giudizio amministrativo. L'Ente pubblico si opponeva, sostenendo che il diritto fosse prescritto. La Cassazione ha chiarito un principio fondamentale: il termine di prescrizione di dieci anni non decorre dall'ultima attività svolta dal professionista, ma dalla conclusione formale dell'incarico. Nel caso specifico, questo momento coincide con la pubblicazione del decreto di perenzione (estinzione del giudizio per inattività). Di conseguenza, il diritto al compenso non era prescritto e gli eredi hanno vinto la causa.
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Sanzioni Civili Gestione Separata: Annullate per il Passato
Un professionista si oppone a un pignoramento per contributi e sanzioni dovuti alla Gestione Separata INPS per l'anno 2008. La Corte di Cassazione stabilisce due principi importanti. Primo, il termine di prescrizione dei contributi inizia a decorrere dalla scadenza di pagamento, comprese eventuali proroghe, respingendo la tesi del professionista. Secondo, la Corte annulla le sanzioni civili Gestione Separata applicate per il 2008. La decisione si basa su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime tali sanzioni per i periodi precedenti all'entrata in vigore di una legge del 2011. Di conseguenza, il professionista è tenuto a pagare i contributi ma non le relative sanzioni.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: Proroga salva l’INPS
Una professionista iscritta alla Gestione Separata INPS si oppone a una richiesta di pagamento per contributi del 2009, sostenendo che il credito sia estinto. Il nodo della questione riguarda la decorrenza della prescrizione contributi gestione separata. La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di cinque anni non parte dalla scadenza originaria, ma da quella successiva fissata da un decreto di proroga (D.P.C.M.). Tale proroga, legata agli studi di settore, si applica a tutti i professionisti la cui attività rientra in tale ambito, a prescindere dal regime fiscale concretamente adottato. Di conseguenza, il credito dell'Ente Previdenziale non era prescritto al momento della notifica. L'Ente vince la causa.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
Un'avvocatessa iscritta alla Gestione separata si oppone a una richiesta di contributi del 2009, ritenendola prescritta. I giudici di merito le danno ragione, calcolando la prescrizione dalla scadenza originaria del 16 giugno 2010. La Cassazione ribalta la decisione, affermando che una proroga governativa (D.P.C.M.) aveva spostato la scadenza al 6 luglio 2010. Tale proroga, legata agli studi di settore, si applica a tutti i professionisti operanti in quelle categorie, anche se in regime fiscale agevolato. Di conseguenza, il termine per la prescrizione contributi Gestione separata è partito più tardi, rendendo valida la richiesta dell'INPS. L'ente previdenziale vince la causa.
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Fido di Fatto: Banca Perde Causa Milionaria per Errore Formale
Una società fallita si opponeva alla richiesta di una banca di essere ammessa tra i creditori, sostenendo di avere un controcredito per addebiti illegittimi. La banca eccepiva la prescrizione di tale pretesa. Il tribunale dava ragione alla società, riconoscendo l'esistenza di un 'fido di fatto' che impediva la decorrenza della prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della banca. L'istituto di credito non aveva infatti contestato in modo corretto la motivazione del giudice sull'esistenza del fido di fatto, perdendo così la causa per un vizio formale del ricorso.
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Prescrizione Contributi INPS: Decreto Salva l’Ente, Annullata la Sentenza
Un professionista si opponeva a una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi del 2009, ritenendola prescritta. La Corte di Cassazione ha però dato ragione all'Ente, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione contributi INPS. Il termine di cinque anni non parte dalla dichiarazione dei redditi, ma dalla scadenza del pagamento. Se un decreto del Governo (D.P.C.M.) posticipa tale scadenza, anche l'inizio della prescrizione slitta. La Corte ha chiarito che questa proroga si applica a tutte le attività soggette a 'studi di settore', a prescindere dal regime fiscale del singolo. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS era tempestiva e il debito non era prescritto.
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Ritenute errate: la prescrizione non attende il rimborso fiscale
Un gruppo di ex dipendenti ha citato in giudizio la loro ex Azienda per ottenere la restituzione di somme trattenute erroneamente nel 1999 dalla liquidazione di un fondo previdenziale. L'Azienda, dopo aver ottenuto un rimborso dal Fisco per quelle stesse somme, si è difesa sostenendo che il diritto dei lavoratori fosse scaduto. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Azienda, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione del diritto alla restituzione delle ritenute. Il termine per agire non decorre da quando l'azienda ottiene il rimborso, ma dal momento originario dell'errata trattenuta. Di conseguenza, il diritto dei lavoratori si era già estinto per il decorso del tempo.
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Proroga pagamenti e Prescrizione Contributi Gestione Separata
Una professionista si opponeva alla richiesta di pagamento dell'INPS per i contributi del 2009, sostenendo che il debito fosse estinto. I giudici di merito le avevano dato ragione. L'INPS, però, ha contestato in Cassazione che una proroga governativa dei termini di pagamento per quell'anno avesse spostato in avanti la data di inizio della prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che i giudici precedenti avevano erroneamente ignorato l'impatto della proroga. La questione della decorrenza della prescrizione contributi Gestione separata dovrà quindi essere riesaminata. L'INPS vince il ricorso.
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Prescrizione Contributi: la proroga salva l’INPS anche sui minimi
La Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sulla prescrizione contributi Gestione separata. Una professionista, in regime dei minimi, riteneva prescritta una richiesta dell'INPS per contributi del 2009. L'INPS invocava una proroga dei termini di pagamento, concessa a tutte le attività soggette a studi di settore. La Corte ha stabilito che la proroga si applica in modo oggettivo a tutte le attività di un dato settore, indipendentemente dal regime fiscale soggettivo del contribuente. Di conseguenza, il termine di prescrizione è partito dalla data posticipata, rendendo valida la richiesta dell'INPS. La pretesa dell'ente previdenziale non era quindi prescritta.
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Prescrizione Rimborso Credito d’Imposta: Fisco Vince, ecco quando
Una Fondazione ha richiesto il rimborso di un credito IRPEG maturato molti anni prima. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo che il diritto fosse scaduto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione del rimborso di un credito d'imposta. Il termine di dieci anni per richiedere il rimborso non decorre dalla conclusione dei controlli fiscali, ma dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui il credito è stato esposto. Di conseguenza, la richiesta del contribuente, presentata oltre dieci anni dopo, è stata respinta perché tardiva.
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Prescrizione Contributi: Proroga Salva l’Ente, Professionista Paga
Una professionista riteneva estinto per prescrizione il suo debito contributivo verso l'Ente Previdenziale. Il nodo della questione era il 'dies a quo', ovvero il giorno di partenza del calcolo dei cinque anni. L'Ente invocava una proroga dei termini di pagamento, stabilita per le attività soggette a studi di settore, che spostava in avanti l'inizio della prescrizione. La professionista, in regime fiscale agevolato (dei minimi), sosteneva che tale proroga non la riguardasse. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la proroga si applica a tutte le attività economiche rientranti negli studi di settore, a prescindere dal regime fiscale concreto del contribuente. Di conseguenza, ha annullato la decisione precedente, bloccando la prescrizione contributi Gestione Separata e dando ragione all'Ente.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: la proroga vale per tutti
Una libera professionista, in regime fiscale agevolato, si oppone a una richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei contributi. Il nodo della questione era una proroga dei termini di pagamento, legata agli studi di settore, che la professionista riteneva non applicabile a lei. La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sulla **prescrizione contributi Gestione Separata**: la proroga si applica in modo oggettivo a tutti coloro che svolgono un'attività per cui esistono gli studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale personale. Di conseguenza, il termine per pagare era stato spostato per tutti, la prescrizione non era maturata e l'Ente Previdenziale ha vinto la causa.
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Conguaglio Retroattivo Bollette: Utente Perde, l’Azienda Può Chiederlo
Un'utente contesta la richiesta di pagamento di un conguaglio retroattivo sulle bollette idriche per consumi risalenti al periodo 2005-2011, fatturati solo nel 2016-2017. I giudici di merito le danno ragione, ritenendo la richiesta illegittima per violazione del principio di irretroattività. La Corte di Cassazione, però, ribalta la decisione. Stabilisce che il conguaglio è legittimo se serve a recuperare costi già previsti dal sistema tariffario dell'epoca, anche se liquidati solo in seguito a nuove delibere. Il caso torna quindi al Tribunale per una nuova valutazione. La vittoria va, per ora, all'Azienda fornitrice del servizio idrico.
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Contributi Gestione Separata: la proroga sposta la prescrizione
La Corte di Cassazione interviene sulla decorrenza della prescrizione contributi gestione separata. Un professionista non aveva versato i contributi per il 2009. L'INPS li ha richiesti nel 2015, ma secondo il lavoratore il diritto era prescritto. Il nodo era stabilire il giorno di partenza del quinquennio: la scadenza originaria o quella successiva, posticipata da un decreto ministeriale (D.P.C.M.)? La Cassazione ha dato ragione all'Ente Previdenziale, stabilendo che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza effettiva di pagamento, anche se prorogata. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS era tempestiva e il debito non era prescritto.
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Contributi INPS prescritti: la scadenza vince sulla dichiarazione
La Corte di Cassazione interviene sulla **prescrizione contributi Gestione Separata**. Un libero professionista aveva ricevuto una richiesta di pagamento dall'INPS per contributi relativi a oltre cinque anni prima. L'Ente Previdenziale sosteneva che il termine di prescrizione partisse dalla data della dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha invece dato ragione al contribuente, stabilendo un principio fondamentale: il termine di cinque anni per la prescrizione decorre dalla data di scadenza legale del pagamento dei contributi, non dalla successiva presentazione della dichiarazione. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS, essendo tardiva, è stata annullata perché il debito era già prescritto.
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Prescrizione Buoni Postali: vince l’ente anche senza foglio info
La Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione buoni postali. Alcuni risparmiatori chiedevano il rimborso di titoli scaduti, ma la società emittente eccepiva la prescrizione. I risparmiatori sostenevano che il termine non fosse partito, non avendo ricevuto il foglio informativo con la data di scadenza. La Corte ha dato ragione alla società, stabilendo un principio importante: la mancata consegna del foglio è un semplice ostacolo di fatto, non un impedimento giuridico. Questo non ferma la decorrenza della prescrizione. Spetta al risparmiatore l'onere di informarsi sulla scadenza, ad esempio consultando la Gazzetta Ufficiale. La negligenza della società non è sufficiente a sospendere il termine, a meno che non si provi un comportamento doloso volto a nascondere l'informazione.
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Prescrizione crediti di lavoro: l’azienda rinuncia, vince il lavoratore
Un lavoratore chiede al suo ex datore di lavoro, poi fallito, il pagamento di differenze retributive per aver svolto mansioni superiori. L'Azienda si opponeva, invocando la prescrizione dei crediti di lavoro. Il Tribunale dava ragione al lavoratore, stabilendo che la prescrizione decorre solo dalla fine del rapporto. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione ma, a sorpresa, ha poi rinunciato. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la vittoria del lavoratore, che ha visto così confermato il suo diritto a un credito di quasi 170.000 euro.
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Prescrizione rimborso IRAP: vince il Contribuente, Fisco erra
Un contribuente chiede il rimborso dell'IRAP, ma l'Agenzia delle Entrate non risponde. L'Agenzia sostiene che il diritto al rimborso sia scaduto, calcolando la prescrizione decennale dal giorno della domanda. La Corte di Cassazione dà ragione al contribuente, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione rimborso IRAP. Il termine di dieci anni non parte dalla data della richiesta, ma è sospeso per 90 giorni. La prescrizione inizia a decorrere solo dal 91° giorno, ovvero dal momento in cui si forma legalmente il 'silenzio-rifiuto' da parte dell'amministrazione. Di conseguenza, il diritto del contribuente non era prescritto e la causa deve essere riesaminata.
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Prescrizione Compenso Avvocato: il Diritto non scade con l’Inattività
La Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione del compenso di un avvocato. Gli eredi di un legale avevano chiesto a un Comune il pagamento per un'attività svolta anni prima. Il Comune si opponeva, sostenendo che il diritto fosse prescritto. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il termine di dieci anni per la prescrizione del compenso dell'avvocato non decorre dall'ultima attività svolta, ma dal momento in cui la causa è formalmente conclusa. In questo caso, la conclusione è avvenuta con un decreto di perenzione (estinzione per inattività). Di conseguenza, la richiesta di pagamento era tempestiva. Gli eredi hanno vinto la causa.
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