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Art. 2935 Codice Civile — Anno 2026

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240 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Medici specializzandi: prescrizione e risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni medici specializzandi per ottenere il risarcimento danni derivante dalla mancata attuazione delle direttive europee negli anni '70 e '80. La decisione ribadisce che il termine di prescrizione decennale per tali pretese decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Poiché le richieste stragiudiziali sono state inviate solo nel 2015, il diritto è risultato ampiamente prescritto. La Corte ha inoltre applicato sanzioni per abuso del processo, avendo i ricorrenti rifiutato una proposta di definizione accelerata basata su orientamenti giurisprudenziali ormai consolidati.
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Fideiussione e prescrizione: la Cassazione chiarisce
Una società immobiliare ha impugnato la decisione che la vedeva soccombente nel pagamento di un debito garantito da una fideiussione. La ricorrente sosteneva che il credito fosse prescritto, che la banca cessionaria non avesse provato la propria titolarità e che la garanzia fosse nulla per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'esistenza di un accordo di moratoria aveva spostato in avanti i termini di prescrizione e che le contestazioni sulla titolarità del credito erano state sollevate tardivamente nel corso del giudizio.
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Gestione Separata: stop prescrizione e quadro RR
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non configura automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo. Tale condotta, pertanto, non è di per sé sufficiente a sospendere la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata INPS. Sebbene l'obbligo di iscrizione per i professionisti non iscritti a casse previdenziali autonome sia confermato dal principio di universalità, la Corte ha accolto il ricorso del professionista riguardo alla decorrenza dei termini prescrizionali e alla non debenza delle sanzioni civili per i periodi antecedenti al 2011, in linea con i recenti orientamenti della Corte Costituzionale.
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Prescrizione crediti retributivi: stop ai recuperi.
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un ente previdenziale contro un dipendente per il recupero di somme percepite in eccedenza. La controversia riguardava la prescrizione crediti retributivi derivanti da un mancato riassorbimento di quote salariali dopo un passaggio di mobilità inter-enti. L'ente aveva concordato una sospensione annuale del recupero, ma ha agito solo dopo oltre dieci anni dalla scadenza di tale termine. La Corte ha stabilito che il termine decennale decorreva dalla fine della sospensione e che l'interpretazione degli accordi sindacali operata dai giudici di merito non è sindacabile in sede di legittimità se priva di vizi logici.
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Prescrizione crediti retributivi: stop ai recuperi
La Corte di Cassazione ha confermato l'intervenuta prescrizione crediti retributivi vantati da un ente previdenziale nazionale nei confronti di un dipendente. L'ente aveva erogato somme in eccesso a seguito di una procedura di mobilità inter-enti, sospendendo il recupero per un anno in base a un accordo sindacale. Tuttavia, la richiesta di restituzione è avvenuta oltre dieci anni dopo la scadenza del periodo di sospensione. La Corte ha stabilito che il termine decennale decorreva dalla fine della sospensione concordata, rendendo i crediti non più esigibili.
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Occupazione usurpativa: prescrizione e risarcimento
La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi relativi a una complessa vicenda di occupazione usurpativa di un terreno privato destinato a edilizia popolare. Il punto focale della decisione riguarda la prescrizione del diritto al risarcimento: trattandosi di un illecito permanente, il termine quinquennale inizia a decorrere solo dal momento in cui il proprietario rinuncia alla restituzione del bene, solitamente attraverso la proposizione della domanda risarcitoria. La Corte ha inoltre confermato i criteri di stima del danno basati sull'indice di fabbricabilità territoriale, ritenendoli corretti per le aree inserite in piani di zona, nonostante l'avvenuta urbanizzazione dell'area circostante.
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Buoni postali fruttiferi: calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza riguardante il rimborso di buoni postali fruttiferi emessi nel 2002. Il nodo centrale della controversia riguardava l'individuazione del momento esatto in cui inizia a decorrere il termine di prescrizione decennale. Mentre il Tribunale aveva ipotizzato che il termine partisse dal primo gennaio dell'anno successivo alla scadenza, i giudici di legittimità hanno ribadito che, in base alla normativa vigente, la prescrizione inizia a decorrere esattamente dalla data di scadenza del titolo. La decisione chiarisce inoltre importanti profili procedurali sulla contestazione della rappresentanza legale nel rito camerale.
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Buoni Fruttiferi Postali: regole sulla prescrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i Buoni Fruttiferi Postali della serie AA2 il termine di prescrizione decennale decorre esattamente dalla data di scadenza del titolo, ovvero sette anni dopo la sottoscrizione. La decisione annulla l'interpretazione che fissava l'inizio della prescrizione al 31 dicembre dell'anno di scadenza. Il calcolo deve seguire il calendario comune ex art. 2963 c.c., evitando l'applicazione di criteri ibridi tra vecchie e nuove normative ministeriali.
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Prescrizione Buoni Postali: nuove regole di calcolo
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di calcolo per la Prescrizione Buoni Postali della serie AA3, emessi nel 2002. Un risparmiatore aveva ottenuto il rimborso forzoso del titolo, ma l'intermediario ha eccepito l'estinzione del diritto. Mentre i giudici di merito avevano applicato il criterio del calendario solare (spostando la scadenza a fine anno), la Suprema Corte ha stabilito che si applica il calendario comune. Il termine decennale decorre esattamente dalla data di scadenza del titolo, senza possibilità di ibridare vecchie e nuove normative.
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Indennità di vacanza contrattuale: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un dipendente sanitario che richiedeva differenze retributive per l'indennità di vacanza contrattuale e il tempo di vestizione. La Corte ha chiarito che l'indennità di vacanza contrattuale è un rimedio provvisorio contro l'inflazione e non può essere cumulata con i successivi aumenti salariali che coprono lo stesso periodo. Inoltre, il tempo per indossare la divisa è considerato orario di lavoro solo se è provata l'eterodirezione del datore di lavoro, circostanza non dimostrata nel caso di specie.
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Casa Sequestrata: Risarcimento Negato per Decorrenza Prescrizione
Una cittadina chiede il risarcimento al Comune per i danni subiti a causa di una concessione edilizia illegittima, poi annullata, che ha portato al sequestro del suo immobile. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave sulla decorrenza della prescrizione del risarcimento danni. Il termine di cinque anni non parte dalla sentenza penale definitiva contro il funzionario comunale, ma dal momento in cui la proprietaria ha avuto concreta conoscenza del danno, ovvero dal sequestro penale dell'immobile. Avendo agito in giudizio oltre cinque anni dopo il sequestro, il suo diritto al risarcimento si è estinto per prescrizione.
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Buoni Postali: Mancata consegna foglio informativo non dà risarcimento
La Corte di Cassazione ha escluso il diritto al risarcimento per i titolari di buoni postali fruttiferi il cui diritto al rimborso era caduto in prescrizione. I risparmiatori sostenevano che la responsabilità fosse dell'intermediario a causa della mancata consegna foglio informativo, che li avrebbe privati della conoscenza della data di scadenza. La Corte ha stabilito che la pubblicazione dei decreti ministeriali sulla Gazzetta Ufficiale è la fonte normativa principale e sufficiente a portare a conoscenza di tutti le caratteristiche dei buoni, inclusa la scadenza. Pertanto, l'omissione dell'intermediario non causa un danno risarcibile, poiché il risparmiatore è tenuto a conoscere la legge.
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Buoni Postali Prescritti: l’Intermediario non è Responsabile
La Corte di Cassazione esclude la responsabilità dell'intermediario per i buoni postali caduti in prescrizione. Due risparmiatori avevano chiesto un risarcimento, sostenendo che la mancata consegna del Foglio Informativo Analitico (FIA) avesse impedito loro di conoscere la data di scadenza. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la pubblicazione dei decreti ministeriali sulla Gazzetta Ufficiale è sufficiente a rendere note tutte le condizioni dei buoni, inclusa la scadenza. Grava quindi sul risparmiatore l'onere di informarsi. Di conseguenza, la mancata consegna del FIA non genera un diritto al risarcimento, negando così la responsabilità dell'intermediario per i buoni postali prescritti.
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Buoni Postali Prescritti: Intermediario non responsabile senza FIA
Due risparmiatori hanno citato in giudizio un intermediario finanziario, chiedendo un risarcimento per un buono postale divenuto non rimborsabile per prescrizione. La loro tesi era che la mancata consegna del Foglio Informativo Analitico (FIA) avesse impedito loro di conoscere la data di scadenza, causando il danno. La Corte di Cassazione ha escluso la **responsabilità per buoni postali prescritti** in capo all'intermediario. I giudici hanno stabilito che le condizioni dei buoni, inclusa la scadenza, sono fissate da Decreti Ministeriali pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Tale pubblicazione è fonte legale di conoscenza per tutti i cittadini, che hanno quindi l'onere di informarsi. La mancata consegna del FIA non è causa diretta del danno, poiché le informazioni essenziali erano pubblicamente accessibili.
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Buoni Postali: Niente Risarcimento per Mancata Consegna FIA
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento a due risparmiatori che avevano perso il diritto al rimborso di un buono fruttifero postale perché prescritto. I risparmiatori accusavano l'intermediario di non aver consegnato il Foglio Informativo Analitico (FIA) contenente la data di scadenza. La Corte ha stabilito che la pubblicazione dei decreti ministeriali sulla Gazzetta Ufficiale è una fonte di conoscenza sufficiente e prevalente. Di conseguenza, non sussiste un nesso di causalità tra l'omissione e il danno. La richiesta di risarcimento danno per mancata consegna del Foglio Informativo è stata quindi respinta, attribuendo al risparmiatore un onere di diligenza nell'informarsi.
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Buoni Postali: Niente Risarcimento per il Foglio Informativo Mancante
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità per mancata consegna del foglio informativo da parte dell'intermediario finanziario nel caso di buoni postali fruttiferi caduti in prescrizione. Due risparmiatori avevano chiesto il risarcimento del capitale perso, sostenendo che l'omessa consegna del documento avesse impedito loro di conoscere la data di scadenza. La Corte ha stabilito che la disciplina dei buoni, incluse scadenza e prescrizione, è contenuta nei decreti ministeriali pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Tale pubblicazione rende le norme legalmente conoscibili da tutti, facendo ricadere sul risparmiatore l'onere di informarsi. Di conseguenza, l'intermediario non è tenuto a risarcire il danno, poiché la perdita del diritto è imputabile all'inerzia del titolare.
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Contratto Nullo, Soldi Persi? La Prescrizione Ripetizione Indebito
Un erede ha citato in giudizio una banca per ottenere la restituzione di somme investite dal suo dante causa in bond argentini, sostenendo la nullità del contratto-quadro per assenza di forma scritta. La banca ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della prescrizione ripetizione indebito: il termine di dieci anni non inizia a decorrere dalla sentenza che accerta la nullità, ma dal giorno di ogni singolo pagamento effettuato in base al contratto nullo. Poiché erano passati più di dieci anni dai versamenti, la domanda dell'erede è stata respinta, consolidando un orientamento cruciale per gli investitori.
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Simulazione immobiliare: la prova dell’accordo
Una coerede ha agito in giudizio sostenendo che l'acquisto di un immobile effettuato dalla madre nel 1969 fosse una Simulazione. Secondo l'attrice, il vero proprietario era il padre defunto, che avrebbe intestato il bene alla moglie solo per ragioni fiscali. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda. Sebbene l'azione di Simulazione sia tecnicamente imprescrittibile, la ricorrente non ha fornito la prova essenziale dell'accordo trilaterale che includesse anche il venditore originario, rendendo impossibile accertare l'interposizione fittizia di persona.
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Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per motivazione apparente relativa a una controversia sulla restituzione del prezzo di un fondo agricolo. Il ricorrente, dopo aver pagato per l'acquisto di un terreno, aveva chiesto il rimborso in seguito a un precedente giudizio che aveva rilevato l'annullabilità del contratto per errore sulla natura del bene. La Corte d'Appello aveva rigettato la richiesta di restituzione senza spiegare il nesso logico tra l'accoglimento dell'eccezione di annullamento e la perdita del diritto al rimborso. La Suprema Corte ha stabilito che una sentenza che afferma senza spiegare viola l'obbligo costituzionale di motivazione, rendendo l'atto nullo.
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Prescrizione bollo auto: il termine resta triennale
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa alla tassa automobilistica del 2007, eccependo la prescrizione bollo auto. Nonostante la cartella esattoriale fosse stata notificata nel 2012 e non impugnata, la Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione rimane triennale e non si trasforma in decennale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, sottolineando che il giudice d'appello avrebbe dovuto verificare se il termine di tre anni fosse decorso nel periodo successivo alla notifica della cartella, rendendo così illegittima l'intimazione notificata nel 2018.
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