Buoni Fruttiferi Postali: le nuove regole sulla prescrizione
I Buoni Fruttiferi Postali rappresentano uno degli strumenti di risparmio più diffusi tra le famiglie italiane. Tuttavia, la complessità delle normative che si sono succedute nel tempo genera spesso incertezze sulla data esatta in cui il diritto al rimborso cade in prescrizione. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fatto chiarezza su un punto cruciale: il calcolo del momento iniziale (dies a quo) per la decorrenza dei termini di prescrizione.
Il caso dei titoli serie AA2
La controversia nasce dalla richiesta di rimborso di alcuni titoli emessi nel 2001, appartenenti alla serie AA2. Mentre i risparmiatori ritenevano di essere ancora nei termini, l’ente emittente eccepiva l’avvenuta prescrizione. Il nodo del contendere riguardava l’interpretazione dei decreti ministeriali del 2000 e 2001, che hanno modificato la durata e i termini di riscossione rispetto alla normativa precedente del 1973.
La decisione della Suprema Corte
La Cassazione ha accolto il ricorso dell’ente emittente, ribadendo che non è possibile mescolare vecchie e nuove regole. Se un titolo scade dopo sette anni dalla sottoscrizione, è da quel preciso giorno che inizia a correre il cronometro della prescrizione decennale. Non si può, dunque, far slittare l’inizio del termine alla fine dell’anno solare (31 dicembre), come invece previsto per i titoli di vecchissima emissione.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte si fondano sulla netta distinzione tra il regime del D.P.R. 156/1973 e quello introdotto dal D.Lgs. 284/1999. Mentre la vecchia normativa faceva esplicito riferimento all’anno solare per la riscossione, i decreti ministeriali più recenti (D.M. 19/12/2000 e D.M. 29/3/2001) hanno rimosso tale specifica. Di conseguenza, si applica la regola generale del codice civile: la prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui il diritto può essere fatto valere. Per i Buoni Fruttiferi Postali serie AA2, tale momento coincide con il settimo anniversario della sottoscrizione. L’interpretazione del tribunale di merito, che aveva tentato una sorta di ibridazione tra i due sistemi, è stata giudicata errata poiché violava il principio di certezza del diritto e il computo dei termini secondo il calendario comune ex art. 2963 c.c.
Le conclusioni
In conclusione, i risparmiatori devono prestare massima attenzione alla data esatta di emissione riportata sul titolo. Per i titoli emessi sotto la nuova disciplina, il termine di dieci anni per richiedere il capitale e gli interessi non deve essere calcolato a partire dalla fine dell’anno, ma dal giorno preciso della scadenza naturale del buono. Superata questa data, il rischio è la perdita totale dell’investimento a favore dell’emittente. Questa sentenza conferma un orientamento rigoroso che impone una verifica puntuale dei propri titoli per evitare spiacevoli sorprese legate al decorso del tempo.
Quando scadono i Buoni Fruttiferi Postali della serie AA2?
Questi titoli scadono esattamente al termine del settimo anno successivo alla data di sottoscrizione, momento in cui cessano di produrre interessi.
Come si calcola il termine di prescrizione per il rimborso?
Il termine è di dieci anni e inizia a decorrere dal giorno esatto della scadenza del titolo, seguendo il calendario comune e non la fine dell’anno solare.
Cosa accade se richiedo il rimborso dopo la scadenza della prescrizione?
Se sono trascorsi più di dieci anni dalla scadenza del buono, il diritto al rimborso del capitale e degli interessi è estinto e l’emittente non è tenuto al pagamento.