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Art. 2932 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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88 provvedimenti

Altri anni per Art. 2932 Codice Civile

Trascrizione domanda giudiziale e fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della domanda di esecuzione in forma specifica di un contratto di permuta proposta contro un fallimento. Il cuore della questione riguarda la trascrizione domanda giudiziale: l'effetto prenotativo della prima azione legale era venuto meno a causa dell'estinzione del giudizio non riassunto contro la curatela. Senza una trascrizione valida antecedente alla dichiarazione di fallimento, il promissario acquirente non può pretendere il trasferimento degli immobili, né può agire in sede ordinaria per il risarcimento, dovendo invece ricorrere alla procedura di insinuazione al passivo.
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Contratto preliminare e detenzione immobile: la guida
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un assuntore di concordato fallimentare che richiedeva il rilascio di un immobile detenuto da promissari acquirenti. La Corte ha stabilito che il contratto preliminare, seguito dalla consegna del bene e dalla trascrizione della domanda di esecuzione in forma specifica prima del fallimento, costituisce un titolo valido per la detenzione. Anche se la sentenza ex art. 2932 c.c. ha natura costitutiva, la relazione di fatto con l'immobile non è abusiva, rendendo la richiesta di restituzione infondata.
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Prova socio in cooperativa: la delibera è essenziale
Una donna ha agito in giudizio contro i propri familiari per ottenere il riconoscimento della sua qualità di socia in una cooperativa agricola, sostenendo di avervi contribuito economicamente. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la sua domanda. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, ribadendo un principio fondamentale: per la prova di socio in una cooperativa non sono sufficienti i versamenti di denaro, ma è indispensabile dimostrare l'esistenza di una formale delibera di ammissione da parte dell'organo amministrativo. Il ricorso è stato giudicato un tentativo di ottenere un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Impugnazione lodo arbitrale: inammissibilità del ricorso
Una complessa vicenda contrattuale, originata da una scrittura privata, è stata decisa da un lodo arbitrale che ha respinto le domande di inadempimento. Dopo la conferma della decisione da parte della Corte d'Appello, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso finale. La Suprema Corte ha basato la sua decisione sulla confusa e non autosufficiente formulazione dei motivi, ribadendo che non può riesaminare nel merito i fatti o l'interpretazione del contratto già valutati dagli arbitri. Questa ordinanza sottolinea i rigorosi requisiti formali per l'impugnazione lodo arbitrale.
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Scientia decoctionis: vendita con ipoteca e revocatoria
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una compravendita immobiliare nei confronti del fallimento della società venditrice. La Corte ha stabilito che la conoscenza da parte dell'acquirente di una pesante ipoteca giudiziale iscritta sull'immobile, menzionata nell'atto di vendita, costituisce prova sufficiente della sua consapevolezza dello stato di insolvenza del venditore (scientia decoctionis), legittimando così l'azione revocatoria del curatore fallimentare.
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Preliminare cessione azienda: che fare se un socio recede?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto preliminare di cessione d'azienda resta valido anche se uno dei due soci della società venditrice recede prima della stipula del contratto definitivo. Il socio superstite ha pieni poteri per rappresentare la società e concludere l'affare, poiché la società non si scioglie immediatamente ma rimane pienamente operativa per un periodo di sei mesi. Di conseguenza, il ricorso del promissario acquirente, che si rifiutava di concludere l'acquisto, è stato respinto.
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Interesse ad agire: quando si può impugnare una delibera
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'interesse ad agire per l'impugnazione di una delibera associativa non viene meno con la messa in liquidazione dell'ente. Se l'annullamento della delibera può influenzare la devoluzione del patrimonio residuo, l'interesse rimane concreto e attuale. La Corte ha esaminato un caso complesso riguardante una disputa tra un istituto religioso e una sua associazione operativa, confermando la decisione della Corte d'Appello e respingendo i ricorsi di entrambe le parti per diverse ragioni procedurali e di merito.
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Giudicato esterno: onere della prova in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per violazione del giudicato esterno, poiché il ricorrente non ha rispettato il principio di autosufficienza. Nel caso di una complessa vicenda legata a una cessione d'azienda, era fondamentale riprodurre nel ricorso il testo della precedente sentenza per consentire alla Corte di valutarne la portata. L'omissione ha reso impossibile l'esame nel merito, riaffermando il rigore processuale richiesto nei giudizi di legittimità.
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Termine ricorso cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato da una società creditrice contro un decreto del tribunale fallimentare. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, evidenziando come il termine ricorso cassazione di sessanta giorni non sia stato rispettato, neanche tenendo conto della sospensione dei termini processuali per l'emergenza COVID-19. Il caso sottolinea il rigore con cui i termini processuali devono essere osservati.
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Errore di fatto: quando il ricorso in Cassazione è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione tra errore di fatto e errore di giudizio. Il caso riguardava la richiesta di un soggetto di vedersi riconosciuta una quota maggioritaria in una società. La Corte ha stabilito che un'errata interpretazione o valutazione delle questioni legali non costituisce un errore di fatto, che deve invece consistere in una svista puramente percettiva e materiale, non soggetta a valutazione.
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Litisconsorzio necessario: contratto annullato?
In una complessa vicenda legata alla cessione di quote sociali per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, la Corte di Cassazione ha annullato le sentenze precedenti. La ragione risiede nella violazione del principio del litisconsorzio necessario: la causa per la risoluzione di un contratto con più parti non può procedere senza la partecipazione di tutti i firmatari. La Corte ha stabilito che l'integrità del contraddittorio è un requisito fondamentale, rinviando il caso al tribunale di primo grado per un nuovo giudizio che includa tutte le parti originarie dell'accordo.
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Scioglimento contratto preliminare in concordato: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la revoca di un concordato preventivo. La revoca era fondata sull'illegittimo scioglimento di un contratto preliminare di vendita immobiliare, per cui l'acquirente aveva già saldato l'intero prezzo. La Corte ha confermato che lo scioglimento contratto preliminare non è consentito in questi casi, evidenziando inoltre come l'infattibilità economica del piano, derivante dalla perdita dell'immobile, costituisse una ragione autonoma e decisiva per la revoca, non contestata in appello.
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Patto fiduciario: prova tardiva inammissibile
Un padre cita in giudizio il figlio per far valere un patto fiduciario relativo a quote societarie. Le corti di merito rigettano la domanda per mancanza di prove. In appello, il padre produce un nuovo documento ritenuto decisivo, ma la Corte lo dichiara inammissibile perché tardivo. La Cassazione conferma la decisione, sottolineando che la parte avrebbe dovuto essere più diligente nel reperire le prove fin dal primo grado, dato che il documento era nella disponibilità di familiari. Il ricorso è quindi dichiarato inammissibile.
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Danno da occupazione: come si calcola l’indennizzo?
Una società creditrice ha richiesto un risarcimento per il danno da occupazione illegittima di un immobile da parte di una società fallita, a seguito della cessazione di un contratto di affitto d'azienda. La società fallita sosteneva che il risarcimento dovesse basarsi sul canone pattuito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione del tribunale che aveva liquidato il danno sulla base del più elevato valore locativo di mercato del bene, come stimato da un consulente tecnico, e non sul canone originario dell'affitto d'azienda.
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Azione revocatoria donazione: la prova della simulazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di azione revocatoria promossa da una curatela fallimentare contro gli atti di donazione di immobili posti in essere dall'ex amministratrice della società fallita in favore dei propri familiari. I convenuti sostenevano che le donazioni fossero in realtà vendite simulate. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, per superare la presunzione di gratuità dell'atto e dimostrare la simulazione, è necessaria una prova scritta (controdichiarazione) con data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, non essendo sufficiente la produzione di assegni o scritture private prive di tale requisito.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità degli amministratori di un consorzio fallito per non aver stipulato un'adeguata polizza assicurativa a copertura del rischio incendio sul principale bene aziendale. L'ordinanza chiarisce che tale omissione costituisce una violazione del dovere di diligenza, anche in assenza di uno specifico obbligo di legge. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi di un amministratore e del fallimento, ribadendo che anche i consiglieri senza deleghe hanno un dovere di vigilanza e che la valutazione del danno è competenza del giudice di merito.
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Responsabilità extracontrattuale appaltatore: limiti
Un Comune ha citato in giudizio un'impresa costruttrice per gravi difetti in un'opera stradale, basando la richiesta di risarcimento sulla norma generale di responsabilità extracontrattuale (art. 2043 c.c.) per evitare i termini di prescrizione più brevi previsti dalla norma specifica per gli appalti (art. 1669 c.c.). La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che, quando sussistono i presupposti per l'applicazione della norma speciale (art. 1669 c.c.), questa è l'unica applicabile. Non è possibile aggirare i termini di prescrizione e decadenza della norma speciale invocando quella generale. La sentenza definisce chiaramente i confini della responsabilità extracontrattuale appaltatore.
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Accordo preliminare esproprio: inammissibile ricorso
Un Comune ha impugnato in Cassazione la condanna al pagamento di un'indennità di occupazione derivante da un accordo preliminare esproprio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi procedurali, evidenziando il difetto di autosufficienza e la novità delle questioni sollevate, come la nullità delle clausole e l'inefficacia dell'accordo. La decisione sottolinea l'importanza di una corretta formulazione dei motivi di ricorso e del rispetto dei limiti processuali per sollevare eccezioni.
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Errore revocatorio: quando non è decisivo per la causa
Una socia di una cooperativa edilizia ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore revocatorio. L'errore riguardava la presunta mancata considerazione di un'altra causa pendente. La Corte ha respinto il ricorso, specificando che l'errore revocatorio deve consistere in una falsa percezione della realtà e deve essere decisivo per l'esito del giudizio. In questo caso, la decisione originale si basava su molteplici ragioni legali autonome, rendendo l'errore non decisivo e la richiesta di revocazione inammissibile.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e riesame dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro una società di costruzioni. Il caso verteva sull'interpretazione di due accordi privati e sulla richiesta di adempimento coattivo. La Corte ha stabilito che non può riesaminare nel merito le valutazioni sui fatti o sull'interpretazione dei contratti, compiti esclusivi dei giudici di primo e secondo grado. La decisione sottolinea che un ricorso inammissibile è quello che, mascherato da violazione di legge, tenta di ottenere un terzo grado di giudizio sui fatti.
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