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Art. 28 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

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485 provvedimenti

Altri anni per Art. 28 Codice di Procedura Penale

Competenza Giudice Esecuzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7879/2024, ha chiarito i criteri per la determinazione della competenza del giudice dell'esecuzione in presenza di più condanne irrevocabili. La competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza, anche se la richiesta riguarda un provvedimento precedente. La Corte ha dichiarato insussistente il conflitto tra giudici, ordinando la trasmissione degli atti al giudice funzionalmente competente.
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Competenza giudice esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra due tribunali sulla competenza del giudice dell'esecuzione. Viene stabilito che la competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, a prescindere dall'oggetto della richiesta, applicando il criterio dell'art. 665 cod. proc. pen. per garantire unicità e certezza procedurale.
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Incendio doloso: la differenza con il danneggiamento
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per due indagati, riqualificando il reato da danneggiamento seguito da incendio a incendio doloso. La decisione si basa sulla vastità e pericolosità delle fiamme, appiccate in un esercizio commerciale sotto un edificio abitato, che hanno creato un concreto pericolo per la pubblica incolumità, elemento che distingue l'incendio doloso dalla fattispecie meno grave.
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Custodia cautelare: la presunzione legale vince
Un individuo, accusato di omicidio, ha impugnato il ripristino della custodia cautelare in carcere, sostenendo che gli arresti domiciliari fossero sufficienti dato il tempo trascorso. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per reati gravi esiste una presunzione legale di adeguatezza della detenzione in carcere. Tale presunzione non può essere superata solo dal breve decorso del tempo o dalla buona condotta in una misura meno afflittiva.
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Competenza giudice esecuzione: chi decide con più pene
La Corte di Cassazione risolve un conflitto negativo di competenza tra un Giudice di Pace e un Tribunale. In presenza di più sentenze di condanna emesse sia da un giudice ordinario che da un Giudice di Pace, la competenza del giudice dell'esecuzione spetta sempre al giudice ordinario. Questa regola speciale prevale sul criterio generale dell'ultima sentenza irrevocabile. La sentenza chiarisce un importante principio in materia di esecuzione penale, attribuendo la decisione al Tribunale di Rimini.
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Ne bis in idem: la Cassazione annulla la duplicazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un giudice dell'esecuzione che aveva nuovamente applicato la disciplina della continuazione tra reati già unificati da una precedente sentenza definitiva. La Corte ha ribadito la violazione del principio del ne bis in idem, secondo cui nessuno può essere giudicato due volte per lo stesso fatto, sottolineando che tale principio si applica anche in fase esecutiva, creando una preclusione processuale che impedisce di riesaminare questioni già decise.
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Competenza giudice esecuzione: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza con cui la Corte d'Appello aveva declinato la propria giurisdizione in un incidente di esecuzione. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: le decisioni sulla competenza non sono direttamente impugnabili, ma possono essere risolte solo attraverso un conflitto di competenza, che sorge quando anche il secondo giudice si dichiara incompetente. Questa regola si applica pienamente anche alla determinazione della competenza del giudice dell'esecuzione.
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Competenza esecutiva misure di prevenzione: la Cassazione
La Corte di Cassazione risolve un conflitto negativo di competenza tra un Tribunale e una Corte d'Appello, stabilendo che la competenza esecutiva per le misure di prevenzione patrimoniale, come la confisca, spetta al giudice di primo grado che ha emesso il provvedimento originario. Questa regola, chiarisce la Corte, vale anche se la decisione è stata parzialmente modificata in appello. La sentenza ribadisce un principio consolidato, sottolineando l'inapplicabilità delle norme generali sulla competenza esecutiva (art. 665 c.p.p.) a questo specifico settore, data la sua particolare disciplina.
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Competenza territoriale sorveglianza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra Tribunali di Sorveglianza, stabilendo che la competenza territoriale sorveglianza si determina in base all'ufficio del Pubblico Ministero che ha emesso il primo ordine di sospensione dell'esecuzione. In base al principio della 'perpetuatio jurisdictionis', tale competenza non è influenzata da successivi provvedimenti di cumulo emessi da un altro PM. La Corte ha quindi dichiarato la competenza del primo Tribunale adito.
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Competenza opposizione stato passivo: decide il GIP
In un conflitto tra Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e Tribunale del Riesame, la Corte di Cassazione ha stabilito la competenza del GIP a decidere sulle opposizioni allo stato passivo presentate da creditori a seguito di una confisca penale. La sentenza chiarisce che la competenza funzionale spetta al giudice che, avendo disposto il provvedimento ablatorio definitivo, possiede la conoscenza più approfondita del procedimento principale.
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Braccialetto elettronico: quando è legittimo imporlo
Un individuo agli arresti domiciliari per furto aggravato ha contestato l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il braccialetto elettronico non è una misura eccezionale, ma una modalità ordinaria di esecuzione degli arresti domiciliari, pienamente giustificata in presenza di accentuate esigenze cautelari per prevenire la reiterazione del reato o il pericolo di fuga.
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Custodia Cautelare: sì anche per chi è già in carcere
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3793/2024, ha stabilito che è legittima l'applicazione della custodia cautelare anche nei confronti di un soggetto già detenuto per scontare una lunga pena definitiva. La Corte ha chiarito che la detenzione in atto non esclude automaticamente il 'periculum libertatis' (pericolo per la società), specialmente in contesti di criminalità organizzata. La nuova misura cautelare funge da garanzia per evitare che l'imputato possa tornare in libertà qualora il precedente titolo detentivo dovesse estinguersi.
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Competenza truffa online: il luogo del pagamento decide
In un caso di conflitto di competenza tra due tribunali per un reato di truffa online, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale. Quando il pagamento avviene tramite strumenti immediati e irreversibili, come un bonifico istantaneo, la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui la vittima ha effettuato la disposizione patrimoniale. Questa decisione equipara il bonifico istantaneo alla ricarica di una carta prepagata, poiché in entrambi i casi la perdita economica per la vittima è istantanea e definitiva, radicando così la competenza per truffa online nel foro del soggetto truffato.
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Continuazione reato: esclusa per reati non programmati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione reato tra il delitto di associazione mafiosa e successivi reati di falso. La Corte ha confermato la decisione precedente, sottolineando sia la preclusione processuale (ne bis in idem) per la riproposizione di un'istanza già rigettata senza nuovi elementi, sia l'insussistenza del medesimo disegno criminoso. È stato chiarito che i reati di falso, commessi per riconoscere una figlia naturale concepita dopo l'adesione al clan, non erano un evento programmabile e quindi non potevano rientrare nel piano criminale originario.
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Presunzione custodia in carcere: quando è legittima
La Corte di Cassazione conferma la custodia in carcere per un individuo accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La decisione si basa sulla presunzione di adeguatezza di tale misura per questo tipo di reato. Secondo i giudici, elementi come il noleggio di un veicolo per una settimana per un viaggio di poche ore indicano un concreto pericolo di reiterazione del reato, rendendo inadeguata qualsiasi misura meno afflittiva. Viene quindi respinto il ricorso che contestava la valutazione del pericolo e la violazione del principio di extrema ratio.
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Rescissione giudicato: competenza della Corte d’Appello
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra il Tribunale e la Corte d'Appello, stabilendo che la competenza a decidere sulla richiesta di rescissione del giudicato, anche per sentenze emesse dal Giudice di Pace, spetta inderogabilmente alla Corte d'Appello. Il caso riguardava una persona condannata senza aver ricevuto la notifica della citazione a giudizio, che aveva quindi chiesto di annullare la sentenza definitiva. La Suprema Corte ha chiarito che la rescissione del giudicato è un mezzo di impugnazione straordinario disciplinato dal codice di procedura penale, le cui norme prevalgono su quelle specifiche previste per l'appello ordinario contro le sentenze del Giudice di Pace.
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Competenza giudice esecuzione: il principio guida
La Corte di Cassazione risolve un conflitto sulla competenza del giudice dell'esecuzione in un caso di demolizione di abusi edilizi. Viene stabilito che, in base al principio di 'perpetuatio iurisdictionis', la competenza rimane radicata presso il giudice che ha avviato la procedura esecutiva, anche se una successiva sentenza definitiva, emessa da un altro giudice, interviene a carico dello stesso soggetto. La decisione privilegia la stabilità e l'efficienza processuale.
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Competenza GIP rito abbreviato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto negativo di competenza tra il Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) e il Tribunale. La questione verteva sulla corretta individuazione del giudice competente a celebrare un rito abbreviato richiesto dall'imputato dopo l'emissione di un decreto di giudizio immediato. La Corte ha stabilito che la competenza GIP rito abbreviato sussiste, anche alla luce delle novità introdotte dalla Riforma Cartabia, affermando che spetta al G.I.P. la trattazione del procedimento, in virtù di un'ultrattività delle sue funzioni.
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Competenza magistrati DNA: la Cassazione chiarisce
Un conflitto di competenza è sorto tra il GIP di Perugia e il GIP di Roma riguardo a un procedimento che coinvolgeva un magistrato della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (DNAA). La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto, stabilendo che le regole speciali sulla competenza magistrati DNA (art. 11 e 11-bis c.p.p.) non si applicano ai magistrati con funzioni nazionali, poiché non sono legati a un specifico distretto di corte d'appello. La competenza, pertanto, rimane determinata secondo i criteri ordinari, che nel caso di specie radicavano il procedimento presso il Tribunale di Roma.
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Conflitto di competenza: Cassazione alle Sezioni Unite
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la risoluzione di un importante contrasto giurisprudenziale. Il caso riguarda un conflitto di competenza tra due Giudici per le indagini preliminari. La questione è se il secondo giudice, investito del caso, possa applicare una misura cautelare e contemporaneamente sollevare un conflitto di competenza, o se l'applicazione della misura implichi un'accettazione tacita della competenza, risolvendo così lo stallo.
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