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Art. 28 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

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485 provvedimenti

Altri anni per Art. 28 Codice di Procedura Penale

Rogatoria internazionale: la competenza del GIP
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra il GIP e la Corte d'Appello riguardante un incidente di esecuzione. Il caso riguardava il sequestro di un dispositivo elettronico effettuato in Italia su richiesta di uno Stato estero tramite rogatoria internazionale. La Suprema Corte ha stabilito che, a seguito delle riforme legislative del 2017, la competenza funzionale per decidere sulle opposizioni relative all'esecuzione di tali richieste spetta al GIP e non alla Corte d'Appello. La decisione chiarisce il riparto di attribuzioni tra gli uffici giudiziari in materia di assistenza giudiziaria transfrontaliera.
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Conflitto di competenza: regole per il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il conflitto di competenza sollevato personalmente da un soggetto detenuto in merito al calcolo del cumulo delle pene. La Suprema Corte ha ribadito che il privato non può investire direttamente la Cassazione per risolvere un conflitto tra giudici, ma deve presentare una segnalazione al giudice di merito. Inoltre, è stato evidenziato che ogni ricorso dinanzi alla Cassazione deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore abilitato iscritto nell'albo speciale.
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Competenza in executivis: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra un Tribunale e una Corte d'appello in merito a un'istanza di rideterminazione della pena. Il cuore della controversia riguardava l'individuazione della corretta competenza in executivis. La Suprema Corte ha stabilito che, qualora il giudice di secondo grado operi una rielaborazione sostanziale della sentenza di primo grado (come il riconoscimento di un'attenuante), la competenza funzionale per l'esecuzione spetta alla Corte d'appello e non al giudice di prime cure.
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Conflitto di competenza: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta per risolvere un presunto conflitto di competenza tra i Tribunali di Macerata e Catanzaro in merito a reati di truffa e ricettazione commessi in luogo ignoto. Mentre il primo tribunale aveva trasmesso gli atti al secondo basandosi su criteri residuali, il Tribunale di Catanzaro ha rilevato che la competenza spettasse in realtà a un terzo organo, quello di Vibo Valentia, luogo di residenza dell'imputato. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene non sussistesse un conflitto formale in senso stretto, è suo potere individuare il giudice corretto anche se estraneo alla disputa iniziale, confermando la competenza del Tribunale di Vibo Valentia.
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Conflitto di competenza: chi decide tra due tribunali?
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra il Tribunale di Torino e quello di Messina relativo a reati tributari per emissione di fatture false. Nonostante la pendenza di reati fallimentari connessi a Torino, il processo a Messina era già giunto alla fase del dibattimento, mentre a Torino si trovava ancora in udienza preliminare. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza spetta al giudice della fase più avanzata per impedire la regressione del processo, confermando la giurisdizione del Tribunale di Messina.
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Competenza giudice esecuzione: criteri Cassazione
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo riguardante la **competenza giudice esecuzione** in un caso di pluralità di condanne. Il principio cardine stabilito è che la competenza appartiene al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile prima del deposito dell'istanza. La decisione chiarisce che non rilevano le risultanze del casellario giudiziale se difformi dalla realtà dei fatti, né le sentenze divenute definitive dopo la presentazione della richiesta.
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Conflitto di competenza: decide il primo reato.
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra due tribunali distanti geograficamente, coinvolti in un procedimento per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. La disputa riguardava l'individuazione del luogo in cui l'attività criminale si era manifestata per la prima volta. Mentre un giudice sosteneva la competenza del tribunale del Nord Italia basandosi sulla gravità di alcuni reati-fine, la Suprema Corte ha stabilito che la competenza spetta al tribunale del Sud Italia. Tale decisione si fonda sul fatto che le indagini hanno dimostrato come il sodalizio abbia iniziato a operare concretamente in quel territorio prima di spostarsi altrove, rendendo quel tribunale il giudice naturale per il caso.
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Competenza territoriale: criteri di gravità del reato
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza territoriale tra i tribunali di Verona e Trento relativo a reati di truffa e utilizzo indebito di carte di credito. La decisione si fonda sull'individuazione del reato più grave ai sensi dell'art. 4 c.p.p. Poiché l'utilizzo indebito di strumenti di pagamento prevede una sanzione pecuniaria superiore alla truffa aggravata, esso determina la competenza territoriale del giudice del luogo in cui è stato consumato, individuato nel tribunale scaligero.
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Competenza territoriale e condannato irreperibile
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza territoriale tra due uffici di sorveglianza. Il caso riguardava la richiesta di conversione di una pena pecuniaria per un condannato risultato assolutamente irreperibile presso l'ultimo domicilio noto. Poiché il criterio della residenza non era applicabile a causa della cancellazione anagrafica del soggetto, la Suprema Corte ha stabilito che la competenza territoriale deve essere attribuita al magistrato del luogo in cui è stata pronunciata la sentenza di condanna, garantendo così la continuità dell'azione esecutiva.
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Competenza e misure di sicurezza: la decisione
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra un Tribunale ordinario e un Magistrato di Sorveglianza. La questione riguardava la modifica delle prescrizioni di una misura di sicurezza (libertà vigilata) applicata a un soggetto assolto per vizio totale di mente. La Corte ha stabilito che il criterio fondamentale per determinare la competenza è il passaggio in giudicato della sentenza: una volta che il provvedimento è divenuto irrevocabile, ogni decisione sulla misura di sicurezza spetta al Magistrato di Sorveglianza, superando la fase della cognizione.
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Conflitto di competenza: quando è insussistente
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di presunto conflitto di competenza tra i Tribunali di Brescia e Cosenza in merito a reati tributari e associativi. Inizialmente, entrambi i fori procedevano per fatti analoghi. Tuttavia, il Tribunale di Brescia ha successivamente dichiarato la propria incompetenza territoriale, indicando il Tribunale di Napoli come giudice naturale in base al domicilio fiscale della società coinvolta. Poiché uno dei giudici ha rinunciato alla propria competenza investendo un terzo ufficio, la Suprema Corte ha dichiarato l'insussistenza del conflitto, mancando la contemporanea pretesa di giurisdizione sullo stesso fatto.
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Giudizio immediato: la competenza spetta al G.I.P.
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza negativo tra un G.I.P. e un Tribunale monocratico in merito all'emissione del decreto di giudizio immediato per reati a citazione diretta. Il G.I.P. aveva declinato la competenza ritenendo che, dopo la Riforma Cartabia, il compito spettasse al giudice dell'udienza predibattimentale. La Suprema Corte ha invece stabilito che la competenza appartiene al G.I.P., poiché il giudizio immediato è una modalità di esercizio dell'azione penale che si colloca nella fase delle indagini e mira a saltare le fasi intermedie per ragioni di celerità processuale.
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Rito abbreviato: la richiesta deve essere formale
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza nato dalla mancata formalizzazione di una richiesta di rito abbreviato. Nonostante un iniziale preannuncio del difensore, l'imputato non aveva presentato istanza formale durante l'udienza preliminare, venendo quindi rinviato a giudizio ordinario. Il tribunale dibattimentale aveva dichiarato nullo il decreto di rinvio, ritenendo che il GUP dovesse verificare d'ufficio la volontà dell'imputato. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, stabilendo che il rito abbreviato richiede una manifestazione di volontà tipizzata e che il giudice non ha alcun obbligo di indagine sulle intenzioni interne o sui ripensamenti non espressi della parte.
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Competenza restituzione beni: la nuova decisione
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra un Tribunale e una Corte d'Appello in merito alla competenza restituzione beni e dei relativi frutti civili (canoni di locazione) maturati durante un sequestro. Il caso è scaturito dalla revoca di una confisca da parte della Corte d'Appello, a cui è seguita una richiesta di restituzione delle somme percepite dall'amministratore giudiziario. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza spetta alla Corte d'Appello, in quanto giudice che ha emesso il provvedimento di revoca del vincolo, superando la precedente prassi che rimandava la decisione al giudice di primo grado.
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Conflitto di competenza tra giudice civile e penale
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra un Giudice di Pace e un GIP relativo all'opposizione a una sanzione amministrativa per violazione del Codice della Strada. Il caso riguardava un incidente mortale in cui la sanzione per velocità non regolata era strettamente connessa al reato di omicidio stradale. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza spetta al giudice penale per connessione obiettiva, precisando che tale competenza permane anche se il procedimento penale si conclude con un'assoluzione nel merito, purché non si tratti di estinzione del reato.
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Competenza giudice esecuzione: chi decide?
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo riguardante la competenza giudice esecuzione tra un Tribunale e una Corte d'Appello. La questione verteva sull'individuazione dell'organo competente a decidere su un'istanza di unificazione di pene per continuazione. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di più provvedimenti, la competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile, specialmente quando questa ha riformato nel merito la decisione di primo grado.
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Competenza giudice esecuzione: criteri Cassazione
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra diversi tribunali per stabilire quale fosse l'autorità preposta alla fase esecutiva. Il principio cardine ribadito è che la competenza giudice esecuzione si radica nel momento in cui viene presentata la domanda. Tale competenza appartiene al giudice che ha emesso l'ultima sentenza divenuta irrevocabile prima del deposito dell'istanza. Nel caso analizzato, una sentenza passata in giudicato successivamente alla presentazione del ricorso non ha avuto alcun impatto sulla determinazione del giudice competente, confermando la validità del criterio cronologico basato sulla data della richiesta.
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Competenza sospensione pena pecuniaria: chi decide?
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo riguardante la competenza sospensione pena pecuniaria in pendenza di una richiesta di affidamento in prova. Un condannato, dopo aver ricevuto una cartella esattoriale per un'ammenda di 60.000 euro, ha chiesto la sospensione della riscossione. Il Tribunale di Brindisi e il Tribunale di Sorveglianza di Lecce hanno entrambi negato la propria giurisdizione. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza spetta al Tribunale di Sorveglianza, poiché l'eventuale esito positivo della misura alternativa estinguerebbe la pena pecuniaria, rendendo necessario che il giudice del merito gestisca anche la fase cautelare.
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Competenza territoriale e misure di sicurezza
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra due Uffici di Sorveglianza in merito al riesame della pericolosità sociale di un soggetto destinatario di una misura di sicurezza di espulsione. Poiché l'interessato risiede all'estero e non ha domicilio in Italia, la **Competenza territoriale** deve essere individuata nel luogo in cui è stata pronunciata la sentenza di condanna originaria. La Corte ha chiarito che non rileva l'ufficio che ha materialmente applicato la misura in precedenza, ma il titolo esecutivo maturato in sede di cognizione.
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Giudice dell’esecuzione: chi decide sulle pene?
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra un Tribunale e una Corte d'Appello in merito a un'istanza di estinzione di una pena pecuniaria. Il fulcro della questione riguardava l'individuazione del corretto Giudice dell'esecuzione in presenza di molteplici titoli di condanna. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza spetta al giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile, applicando rigorosamente il principio dell'unitarietà dell'esecuzione previsto dall'art. 665 c.p.p., identificando nella Corte d'Appello l'organo legittimato a decidere.
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