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Art. 2729 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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663 provvedimenti

Altri anni per Art. 2729 Codice Civile

Responsabilità sanitaria: la domanda del paziente
Un paziente fa causa a una struttura sanitaria per i danni subiti a seguito di una caduta dal letto. Sebbene la richiesta iniziale si concentrasse sull'assenza di sbarre di protezione, in corso di causa emerge una seconda negligenza: un ritardo di 24 ore nella diagnosi di una frattura, che ne ha aggravato le conseguenze. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17167/2025, ha confermato la condanna dell'ospedale, stabilendo che la domanda risarcitoria iniziale del paziente doveva essere interpretata in senso ampio, includendo non solo la caduta ma anche tutte le conseguenze dannose derivanti dalla gestione sanitaria dell'evento, compresa la diagnosi tardiva. La Corte ha ritenuto che il giudice di merito avesse interpretato correttamente la domanda del paziente, senza violare il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
Un cliente ha citato in giudizio il proprio avvocato per responsabilità professionale, sostenendo di aver perso la possibilità di ottenere un risarcimento per un sinistro stradale a causa della sua negligenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la colpa del legale non è sufficiente. Per ottenere il risarcimento, il cliente ha l'onere di provare che, senza l'errore del professionista, avrebbe avuto concrete e elevate probabilità di vincere la causa. Il danno, quindi, non è automatico (in re ipsa), ma va dimostrato in concreto.
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Mutatio libelli in appello: quando la domanda è nuova
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di ingiustificato arricchimento tra ex conviventi. L'attore aveva richiesto la restituzione di somme, sostenendo in primo grado di averle pagate personalmente. In appello, ha modificato la sua versione, affermando che i pagamenti erano stati effettuati da suoi familiari. La Cassazione ha qualificato questa modifica come una "mutatio libelli", ovvero una domanda nuova inammissibile in appello, in quanto altera il fatto costitutivo della pretesa. Di conseguenza, ha cassato la sentenza d'appello che aveva accolto tale domanda, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Azione revocatoria: un solo indizio basta per la prova
Una società creditrice agisce con azione revocatoria per rendere inefficace la cessione di un ramo d'azienda effettuata dalla sua debitrice. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo due principi chiave: il pregiudizio per il creditore va valutato al momento dell'atto e, per provare la consapevolezza del danno da parte del terzo acquirente, può essere sufficiente anche un solo indizio, purché grave e preciso, come la coincidenza dell'amministratore tra le due società coinvolte.
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Prova del contratto: le cambiali fanno la differenza
Una società fornitrice non veniva pagata da un'azienda poi fallita. Agiva quindi contro un'altra società, co-obbligata, ottenendo un decreto ingiuntivo. La Corte di Appello annullava il decreto per mancanza di prova del contratto. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che i giudici di merito avevano errato a non considerare 36 cambiali emesse dalla società fallita. Tali titoli, pur non provenendo dalla convenuta, costituiscono un forte indizio dell'obbligazione e invertono l'onere della prova, rappresentando un elemento decisivo per la prova del contratto e del relativo credito.
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Onere della prova: Cassazione su credito professionale
Una società di servizi ha citato in giudizio un ente comunale per ottenere il pagamento di compensi professionali. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della società inammissibile, ribadendo che spetta al creditore soddisfare l'onere della prova riguardo l'entità delle prestazioni eseguite. La Corte ha colto l'occasione per chiarire i rigidi limiti del giudizio di legittimità, in particolare per quanto concerne la valutazione delle prove e la corretta applicazione del principio dell'onere della prova.
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Furto da ponteggio: la responsabilità dell’impresa
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che l'impalcatura priva di adeguate misure di sicurezza non è una semplice occasione, ma una causa diretta del furto in appartamento. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva escluso la responsabilità dell'impresa edile, affermando che la condotta omissiva dell'esecutore dei lavori ha un'efficienza causale diretta rispetto al danno subito dalla vittima del furto da ponteggio. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Nullità sentenza rito lavoro: il caso della lettura
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di secondo grado in una controversia agraria a causa di un vizio procedurale. La Corte d'Appello, decidendo secondo il rito del lavoro, aveva omesso la lettura del dispositivo in udienza, un requisito che la Cassazione ha ribadito essere causa di nullità insanabile. Questo caso evidenzia come la violazione di norme procedurali fondamentali, come quella che impone la lettura immediata della decisione, possa invalidare un intero giudizio, a prescindere dal merito della questione. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova pronuncia nel rispetto delle regole.
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Onere della prova: no al risarcimento senza prove
Un proprietario ha citato in giudizio un condominio per danni alle sue piante, ma la sua richiesta è stata respinta per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, affermando il principio secondo cui il giudice ha la facoltà di non ammettere prove ritenute irrilevanti. La decisione sottolinea l'importanza dell'onere della prova a carico di chi avanza una pretesa risarcitoria.
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Azione revocatoria: la prova della consapevolezza
Una società immobiliare ha impugnato in Cassazione la decisione che rendeva inefficace l'acquisto di un immobile, tramite azione revocatoria promossa da una creditrice del venditore. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che la consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio arrecato ai creditori può essere provata anche tramite presunzioni, come un prezzo di vendita irrisorio e la mancanza di prova del pagamento. L'azione revocatoria è stata quindi confermata.
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Condotta del danneggiato: quando esclude la colpa
Un automobilista ha un incidente stradale per eccesso di velocità. La Cassazione conferma che la condotta del danneggiato, se imprudente e imprevedibile, costituisce caso fortuito, escludendo la responsabilità del gestore stradale per i danni subiti.
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Azione revocatoria: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un acquirente di un immobile commerciale, la cui compravendita era stata resa inefficace tramite un'azione revocatoria intentata dai creditori del venditore. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso basati sull'omesso esame di un fatto decisivo (in presenza di una "doppia conforme"), sulla richiesta di risarcimento per occupazione illegittima e sulla garanzia per evizione, evidenziando gravi carenze procedurali nell'impugnazione.
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Dolosa esagerazione del danno: perdi l’indennizzo
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo la legittimità della clausola contrattuale che prevede la perdita totale del diritto all'indennizzo in caso di dolosa esagerazione del danno da parte dell'assicurato. Nel caso specifico, un'azienda ha visto respinta la sua richiesta di risarcimento per un incendio dopo che una perizia tecnica ha dimostrato una notevole discrepanza tra i beni dichiarati e quelli effettivamente distrutti. La Corte ha ritenuto che la valutazione dei fatti e delle prove, operata dalla Corte d'Appello, non fosse sindacabile in sede di legittimità, confermando così la decadenza dal diritto all'indennizzo per l'assicurato.
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Data certa transazione: la Cassazione fa chiarezza
Una società, cessionaria di un credito derivante da un contratto d'appalto, ha citato in giudizio la società debitrice. Quest'ultima ha opposto un accordo transattivo stipulato con il creditore originario. I tribunali di merito avevano ritenuto l'accordo opponibile. La Corte di Cassazione, invece, ha cassato la decisione, stabilendo che la prova della data certa transazione, necessaria per l'opponibilità al cessionario terzo, era stata erroneamente fondata su un ragionamento presuntivo viziato, rinviando la causa per una nuova valutazione alla luce dell'art. 2704 c.c.
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Risarcimento danno veicolo in leasing: la prova chiave
Una società chiede il risarcimento per i danni subiti da un autocarro a causa della caduta di un albero. La Cassazione nega il risarcimento danno veicolo in leasing perché la società, mera utilizzatrice, non ha provato né di aver riscattato il bene né di essere tenuta contrattualmente alla riparazione. La sentenza sottolinea l'onere della prova a carico di chi agisce in giudizio.
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Risarcimento danno preesistenze: la Cassazione chiarisce
La Cassazione chiarisce i criteri per il risarcimento danno preesistenze. In un caso di malasanità, la Corte stabilisce che il danno va calcolato sottraendo il valore dell'invalidità preesistente e tenendo conto della durata effettiva della vita del danneggiato, se deceduto per cause indipendenti prima della fine del giudizio. Viene inoltre confermato che l'interpretazione letterale del contratto assicurativo è decisiva per individuare i soggetti coperti da polizza.
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Responsabilità del custode: quando la colpa esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti della responsabilità del custode di una strada in caso di incidente mortale. Il ricorso dei familiari di un automobilista, deceduto a seguito di uno scontro con un mezzo d'opera, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la condotta anomala e imprevedibile della vittima, come una grave disattenzione o un malore, può integrare un "caso fortuito" che interrompe il nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento, esonerando così l'ente gestore da ogni responsabilità, anche in presenza di presunte carenze nella segnaletica del cantiere.
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Ricorso inammissibile: valutazione prove in Cassazione
Un automobilista, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa per un sinistro stradale, si rivolge alla Corte di Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che i motivi presentati miravano a una nuova valutazione delle prove, compito che non rientra nelle sue competenze. L'appellante è stato inoltre sanzionato per lite temeraria.
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Responsabilità cane: prova con indizi è valida
Una donna, aggredita da un cane, ha citato in giudizio il presunto proprietario per il risarcimento del danno. Dopo una prima sentenza di rigetto per mancanza di prove dirette, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, condannando il proprietario sulla base di una serie di indizi, tra cui il riconoscimento fotografico da parte della vittima. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando inammissibile il ricorso del proprietario e validando l'utilizzo della prova indiziaria per accertare la responsabilità per il danno causato da un cane.
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Cessione crediti in blocco: la prova necessaria
Un debitore contesta la legittimazione di una società che afferma di aver acquistato il suo credito tramite una cessione crediti in blocco. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale con criteri troppo generici non è una prova sufficiente. La società cessionaria deve dimostrare specificamente che quel singolo credito rientrava nell'operazione di cessione.
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