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Art. 2729 Codice Civile — Anno 2025

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1706 provvedimenti

Altri anni per Art. 2729 Codice Civile

Quadro RW: obbligo di dichiarazione anche per il proxy
Una contribuente veniva sanzionata per l'omessa compilazione del Quadro RW, pur non essendo la proprietaria dei fondi esteri ma una mera 'proxy' per il fratello. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di dichiarazione sussiste per chiunque abbia la disponibilità di fatto dei capitali, a prescindere dalla titolarità, al fine di garantire il monitoraggio fiscale dei flussi transfrontalieri. Di conseguenza, la sentenza di merito che aveva annullato le sanzioni è stata cassata con rinvio.
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Assoluzione penale nel processo tributario
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il caso di un contribuente, titolare di un'attività di commercio all'ingrosso, che ha ricevuto un avviso di accertamento basato su una ricostruzione induttiva dei ricavi. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, in Cassazione il contribuente ha invocato una sentenza di assoluzione penale definitiva e una nuova legge (ius superveniens) che rafforza il valore del giudicato penale nel processo tributario. Data l'esistenza di contrasti giurisprudenziali sull'interpretazione e applicabilità della nuova norma, la Corte ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva. La parola chiave del caso è l'effetto dell'assoluzione penale.
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Grave incongruenza: Cassazione annulla accertamento
Una società ha ricevuto un accertamento fiscale basato sugli studi di settore. La pretesa è stata ridotta dopo l'applicazione di uno studio più evoluto, lasciando una deviazione del 4,72%. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del giudice di merito, affermando che era necessario verificare se una così piccola differenza costituisse ancora una 'grave incongruenza', requisito fondamentale per la validità dell'accertamento. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Giudicato penale tributario: Cassazione alle SSUU
La Corte di Cassazione esamina il caso di un accertamento fiscale a carico di un grossista di cosmetici. A seguito dell'introduzione di una nuova legge sull'efficacia del giudicato penale tributario, il contribuente ha presentato una sentenza di assoluzione definitiva. Rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema, la Corte ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite per chiarire l'impatto di un'assoluzione penale sul processo fiscale.
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Contraddittorio endoprocedimentale: quando è obbligo?
Una commerciante ambulante ha impugnato un avviso di accertamento fiscale, lamentando la violazione del contraddittorio endoprocedimentale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che l'obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo vale solo per i tributi armonizzati (es. IVA). Per gli altri tributi, è necessario solo se previsto dalla legge. Inoltre, il contribuente deve superare una 'prova di resistenza', dimostrando che la sua partecipazione avrebbe potuto modificare l'esito dell'accertamento.
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Usucapione terreno: coltivare non basta a provare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15386/2025, ha rigettato il ricorso di un agricoltore che chiedeva di essere riconosciuto proprietario per usucapione di un terreno coltivato per decenni. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: la semplice coltivazione di un fondo non è sufficiente a dimostrare il possesso 'uti dominus', ovvero la volontà di comportarsi come proprietario. Tale attività, infatti, è compatibile anche con un semplice rapporto di detenzione (es. affitto o comodato). Per ottenere l'usucapione del terreno è necessario dimostrare atti inequivocabili che manifestino l'intenzione di escludere il proprietario e gli altri dal godimento del bene.
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Azione di riduzione: onere della prova e allegazioni
La Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per l'azione di riduzione. Una sorella agisce contro il fratello per una donazione paterna che ha leso la sua quota di legittima. La Corte stabilisce che non è necessaria un'indicazione numerica precisa del valore dei beni nell'atto introduttivo. È sufficiente allegare gli elementi patrimoniali, anche tramite presunzioni, per consentire al giudice di verificare la lesione, anche avvalendosi di una consulenza tecnica. L'onere della prova è così soddisfatto.
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Licenziamento ritorsivo: la Cassazione conferma nullità
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un licenziamento ritorsivo intimato da una banca a un suo dirigente. I giudici hanno stabilito che, in assenza di una motivazione disciplinare fondata, il recesso datoriale deve considerarsi una reazione illegittima a comportamenti legittimi del lavoratore. La Corte ha ribadito che la prova del licenziamento ritorsivo può basarsi su presunzioni, e la sua valutazione è una questione di fatto riservata ai giudici di merito.
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Accertamento presuntivo: quando la prova non basta
Una società di costruzioni è stata oggetto di un accertamento presuntivo per maggiori ricavi non dichiarati. L'Agenzia delle Entrate ha basato la sua pretesa su una singola compravendita, avvenuta in un anno diverso da quello accertato, in cui l'importo del mutuo era superiore al prezzo dichiarato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando l'annullamento dell'atto impositivo. La Corte ha ritenuto il metodo utilizzato dall'Amministrazione finanziaria viziato e le prove insufficienti, in quanto un singolo dato anomalo e decontestualizzato non può fondare una presunzione di evasione fiscale.
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Società a ristretta base: utili presunti ai soci
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e del suo socio, confermando la legittimità di un accertamento fiscale per costi indeducibili derivanti da operazioni inesistenti. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: la presunzione di distribuzione degli utili in una società a ristretta base sociale si applica anche quando la compagine sociale è composta da altre società e non direttamente da persone fisiche. Inoltre, ha chiarito che gli "utili extracontabili" presunti distribuiti includono non solo i maggiori ricavi, ma anche i costi disconosciuti, in quanto rappresentano una maggiore disponibilità di risorse.
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Deducibilità costi: onere della prova sul contribuente
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della deducibilità costi in ambito fiscale. Il caso riguarda un imprenditore individuale a cui l'Agenzia delle Entrate aveva contestato la deduzione di spese per subappalti e trasferte. La Corte ha stabilito che fatture generiche e pagamenti tracciabili non sono sufficienti a provare l'esistenza e l'inerenza dei costi, confermando che l'onere della prova grava sul contribuente. Tuttavia, la sentenza d'appello è stata cassata per non aver esaminato i motivi relativi a vizi formali dell'avviso di accertamento, rinviando il caso per un nuovo giudizio su questi specifici punti.
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Compenso avvocato forma scritta: la Cassazione decide
Una cliente ha impugnato un decreto ingiuntivo per parcelle legali, sostenendo la nullità dell'accordo per assenza di forma scritta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il compenso dell'avvocato richiede la forma scritta per la validità, invalidando così qualsiasi patto verbale. Di conseguenza, atti collegati come una promessa di pagamento o una delegazione di pagamento perdono la loro efficacia. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di accertamenti bancari, annullando la decisione di merito favorevole a un contribuente. L'ordinanza sottolinea che, per superare la presunzione legale secondo cui i versamenti su conto corrente costituiscono reddito, il contribuente deve fornire una prova analitica e rigorosa per ogni singola operazione contestata. La Corte ha ritenuto che i giudici di secondo grado non abbiano verificato con il dovuto rigore le prove fornite, cassando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Fatture inesistenti: motivazione e prova secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture soggettivamente inesistenti. L'ordinanza conferma che, per la validità dell'atto, è sufficiente riprodurre il contenuto essenziale dei documenti probatori, senza necessità di allegarli. La Corte ha inoltre ribadito che le sentenze penali di assoluzione per prescrizione non hanno efficacia nel processo tributario, confermando la solidità delle prove raccolte dall'Amministrazione finanziaria per dimostrare la frode IVA.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento per operazioni soggettivamente inesistenti. È stato confermato il raddoppio termini accertamento basato su una denuncia penale che, pur diretta a terzi, conteneva riferimenti alla società ricorrente e a un sistema di evasione fiscale. La Corte ha ritenuto inammissibili gli altri motivi, inclusi quelli sulla nullità dell'atto per omessa allegazione di prove e sulla mancata prova della consapevolezza della frode, poiché non si confrontavano adeguatamente con le motivazioni della sentenza di secondo grado. Anche le sentenze penali di assoluzione prodotte non sono state ritenute rilevanti.
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Raddoppio termini accertamento: è retroattivo?
Un contribuente ha contestato un avviso di accertamento per capitali non dichiarati all'estero, eccependo l'illegittima applicazione del raddoppio termini accertamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma sul raddoppio dei termini è di natura procedurale e quindi retroattiva. Al contrario, la presunzione legale di evasione, introdotta contestualmente, è una norma sostanziale e non può essere applicata a periodi d'imposta precedenti alla sua entrata in vigore. La Corte ha inoltre confermato che le sanzioni non possono essere disapplicate per generiche ragioni di 'opportunità'.
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Risarcimento danno preesistenze: la Cassazione chiarisce
La Cassazione chiarisce i criteri per il risarcimento danno preesistenze. In un caso di malasanità, la Corte stabilisce che il danno va calcolato sottraendo il valore dell'invalidità preesistente e tenendo conto della durata effettiva della vita del danneggiato, se deceduto per cause indipendenti prima della fine del giudizio. Viene inoltre confermato che l'interpretazione letterale del contratto assicurativo è decisiva per individuare i soggetti coperti da polizza.
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Responsabilità del custode: quando la colpa esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti della responsabilità del custode di una strada in caso di incidente mortale. Il ricorso dei familiari di un automobilista, deceduto a seguito di uno scontro con un mezzo d'opera, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la condotta anomala e imprevedibile della vittima, come una grave disattenzione o un malore, può integrare un "caso fortuito" che interrompe il nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento, esonerando così l'ente gestore da ogni responsabilità, anche in presenza di presunte carenze nella segnaletica del cantiere.
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Ricorso inammissibile: valutazione prove in Cassazione
Un automobilista, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa per un sinistro stradale, si rivolge alla Corte di Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che i motivi presentati miravano a una nuova valutazione delle prove, compito che non rientra nelle sue competenze. L'appellante è stato inoltre sanzionato per lite temeraria.
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Responsabilità cane: prova con indizi è valida
Una donna, aggredita da un cane, ha citato in giudizio il presunto proprietario per il risarcimento del danno. Dopo una prima sentenza di rigetto per mancanza di prove dirette, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, condannando il proprietario sulla base di una serie di indizi, tra cui il riconoscimento fotografico da parte della vittima. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando inammissibile il ricorso del proprietario e validando l'utilizzo della prova indiziaria per accertare la responsabilità per il danno causato da un cane.
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