La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26109/2025, chiarisce le modalità con cui una società, ritenuta 'non operativa' dall'Amministrazione Finanziaria, può difendersi. L'Agenzia aveva emesso un avviso di accertamento IRES e IRAP nei confronti di un'impresa immobiliare. La Corte Suprema ha stabilito che la società può fornire la prova di 'situazioni oggettive' che hanno impedito il raggiungimento dei ricavi minimi direttamente in sede di giudizio, senza aver necessariamente presentato un interpello disapplicativo preventivo. Tuttavia, ha cassato la decisione del giudice di merito perché la valutazione di tali prove deve essere rigorosa e non basata su generiche difficoltà o scelte imprenditoriali non profittevoli. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »