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Art. 2729 Codice Civile — Anno 2024

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1649 provvedimenti

Altri anni per Art. 2729 Codice Civile

Canone depurazione non dovuto per impianto inefficiente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29488/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul canone depurazione. Anche se un impianto di depurazione è esistente e operativo, il canone non è dovuto se il servizio è inefficiente e non garantisce una depurazione adeguata. La Corte ha chiarito che il concetto di 'temporanea inattività', che dà diritto al rimborso, include anche il grave malfunzionamento. Inoltre, ha ribadito che l'onere di provare il corretto funzionamento dell'impianto spetta al gestore del servizio idrico, non all'utente che chiede la restituzione di quanto pagato.
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Prova presuntiva: quando gli indizi non bastano
Una società immobiliare si opponeva a un decreto ingiuntivo per un pagamento di leasing, sostenendo di aver già saldato il debito tramite cambiali a un fornitore terzo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che la prova presuntiva offerta (la coincidenza di importi) non era sufficiente a dimostrare in modo inequivocabile il collegamento tra le cambiali e lo specifico debito. L'ordinanza ribadisce che la valutazione degli indizi è compito del giudice di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame in sede di legittimità, dichiarando il ricorso inammissibile.
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Danno reputazionale online: la prova per presunzioni
La Corte di Cassazione conferma che il danno reputazionale online subito da un ente, come un'associazione sportiva, può essere provato tramite presunzioni. La sentenza analizza il caso di un articolo diffamatorio pubblicato su un sito web, stabilendo che la liquidazione del danno non patrimoniale può avvenire in via equitativa, considerando la diffusione del mezzo e la notorietà delle parti.
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Pignoramento e fallimento: l’ordinanza non opposta
Una società cooperativa ottiene un'ordinanza di assegnazione di un credito in un pignoramento presso terzi, dove il terzo debitore è successivamente dichiarato fallito. La Corte di Cassazione chiarisce che, nel delicato rapporto tra pignoramento e fallimento, se il curatore partecipa alla procedura esecutiva e non impugna l'ordinanza di assegnazione, non può più contestare l'esistenza del credito in sede di verifica del passivo. L'ordinanza diventa definitiva e vincolante per la massa dei creditori.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società del settore media, dopo aver vinto in appello contro un accertamento fiscale per costi indeducibili, ha visto il suo caso arrivare in Cassazione. Tuttavia, il processo si è concluso con un'ordinanza di estinzione. La Corte Suprema ha infatti preso atto dell'adesione della società alla definizione agevolata delle liti tributarie, un meccanismo che permette di chiudere i contenziosi pagando un importo forfettario. Verificata la regolarità della procedura e del pagamento, i giudici hanno dichiarato estinto il giudizio, rendendo superflua la discussione sui motivi del ricorso.
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Onere della prova in appalti pubblici e riserve
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29326/2024, ha rigettato il ricorso di un'impresa edile contro una pubblica amministrazione in una causa per maggiori compensi in un appalto pubblico. La Corte ha chiarito che l'onere della prova sui costi spetta all'appaltatore, anche se i documenti sono in possesso del committente. È stata inoltre confermata l'interpretazione del contratto fornita dai giudici di merito e negato il risarcimento per danno all'immagine in quanto non specificamente provato.
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Nuova costruzione: quando si violano le distanze legali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29314/2024, ha stabilito che un intervento edilizio che comporta un significativo aumento di volumetria, superficie e un cambio di localizzazione deve essere classificato come una "nuova costruzione" e non come una semplice ristrutturazione. Di conseguenza, deve rispettare le distanze legali vigenti al momento della sua realizzazione. La Corte ha inoltre rigettato la richiesta di risarcimento del danno del vicino, ribadendo che, sebbene il danno sia presunto, spetta al danneggiato l'onere di allegare e provare il concreto pregiudizio economico subito, non essendo sufficiente la sola violazione delle norme.
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Segnalazione Centrale Rischi: onere della prova
Un garante ha citato in giudizio una società di leasing per i danni derivanti da un'illegittima segnalazione in Centrale Rischi della società debitrice. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta di risarcimento per mancanza di prova diretta del nesso causale tra la segnalazione e la revoca dei fidi. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che i giudici di merito hanno errato nel non considerare adeguatamente le prove presuntive, come la stretta vicinanza temporale tra gli eventi. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che dovrà tenere conto del valore degli indizi per provare il danno.
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Dichiarazione di pubblica utilità: prova e giurisdizione
Un istituto religioso ha citato in giudizio un ente comunale per l'occupazione illegittima di un terreno. La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione del giudice amministrativo, stabilendo che l'esistenza di una dichiarazione di pubblica utilità, pur non essendo stata prodotta in giudizio, può essere provata tramite presunzioni. Il richiamo all'atto in un documento successivo e la mancata contestazione specifica della sua esistenza sono stati ritenuti elementi sufficienti a dimostrare l'esercizio di un potere pubblico, radicando così la competenza del giudice amministrativo.
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Ricorso in Cassazione: i requisiti di ammissibilità
Un ricorso in Cassazione presentato da un professionista è stato dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza, in quanto l'atto non conteneva una chiara e sommaria esposizione dei fatti di causa, requisito essenziale di ammissibilità. La Corte ha ribadito che tale onere non è un mero formalismo, ma una necessità per permettere ai giudici di comprendere la controversia direttamente dal ricorso, senza dover consultare altri atti processuali.
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Motivazione apparente: ricorso tributario inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per attività di affittacamere non dichiarata. L'ordinanza chiarisce i limiti del vizio di motivazione apparente, affermando che una motivazione, seppur sintetica, è valida quando permette di comprendere l'iter logico-giuridico seguito dal giudice. Il caso conferma che la fornitura di servizi accessori qualifica l'attività come imprenditoriale, giustificando la pretesa fiscale.
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Licenziamento giusta causa: quando è tempestivo?
Un lavoratore è stato licenziato per giusta causa a seguito di una falsa attestazione della presenza in servizio. Il dipendente ha impugnato il licenziamento, sostenendo la tardività della contestazione disciplinare. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, chiarendo che il termine per la contestazione decorre dal momento in cui il datore di lavoro acquisisce una conoscenza piena e certa dei fatti. Nel caso specifico, tale momento è stato identificato con la ricezione della comunicazione di conclusione delle indagini preliminari. La Corte ha inoltre ribadito che l'elenco delle infrazioni punibili con il licenziamento previsto dai contratti collettivi ha carattere esemplificativo e non tassativo.
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Beneficiario effettivo: la Cassazione e le royalties
Una società alberghiera pagava royalties a un'entità in Lussemburgo, applicando l'aliquota ridotta prevista dalla convenzione bilaterale. L'Amministrazione Finanziaria contestava tale agevolazione, sostenendo che l'entità estera non fosse il beneficiario effettivo ma una mera società veicolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione, confermando la decisione di merito. Ha stabilito che la società contribuente aveva fornito prove sufficienti per dimostrare che l'entità lussemburghese era il reale beneficiario effettivo, superando i test di sostanza economica, controllo sui fondi e scopo commerciale, legittimando così l'applicazione del trattamento fiscale più favorevole.
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Beneficiario effettivo: la prova spetta al contribuente
Una società alberghiera italiana pagava royalties a una società lussemburghese, applicando la ritenuta fiscale ridotta prevista dalla Convenzione bilaterale. L'Agenzia delle Entrate contestava l'agevolazione, sostenendo che la società lussemburghese fosse una mera intermediaria (conduit company) e non il 'beneficiario effettivo' dei canoni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando la decisione della Commissione Tributaria Regionale. La Suprema Corte ha stabilito che spetta al contribuente dimostrare di essere il beneficiario effettivo, superando specifici test di sostanza economica. Una volta fornita tale prova, la valutazione del giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata.
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Inammissibilità ricorso cassazione: no riesame fatti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in un caso di presunta diffamazione tramite un docufilm. La decisione si fonda sul principio che i motivi di ricorso non possono mascherare una richiesta di riesame dei fatti, compito esclusivo dei giudici di merito. Una volta esclusa la natura diffamatoria del contenuto, ogni questione sul presunto danno diventa irrilevante. L'ordinanza ribadisce i rigorosi limiti del giudizio di legittimità.
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Estratti conto nel fallimento: prova sufficiente?
Una società creditrice, cessionaria di un credito bancario, ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un'ex società cliente. Il Tribunale aveva negato tale ammissione, svalutando il valore probatorio degli estratti conto. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che gli estratti conto completi, se non specificamente contestati dal curatore, costituiscono prova adeguata del credito. L'onere di sollevare obiezioni puntuali ricade quindi sul curatore, poiché la procedura di insinuazione al passivo funge da rendicontazione.
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Accertamento analitico-induttivo: la Cassazione
Una società di ristorazione ha impugnato un avviso di accertamento fondato sul metodo analitico-induttivo. L'Agenzia delle Entrate aveva ricostruito i ricavi non dichiarati analizzando il consumo di beni come vino e tovaglioli di stoffa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di tale accertamento, distinguendolo da quello basato sugli studi di settore e precisando che in questi casi l'onere di provare i costi correlati ai maggiori ricavi spetta al contribuente.
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Associazione non riconosciuta: quando è società di fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la riqualificazione fiscale di un'associazione, che gestiva centri estetici, in una società di fatto. La Corte ha stabilito che quando un'associazione non riconosciuta svolge un'attività palesemente commerciale, può essere trattata come una società, con i suoi membri considerati soci di fatto e ritenuti personalmente responsabili per le imposte, in base al loro ruolo di fondatori e al loro coinvolgimento in atti di gestione.
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Querela di Falso: limiti dopo verificazione firma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28871/2024, ha stabilito che la querela di falso è inammissibile se proposta per contestare l'autenticità di una firma già accertata con una sentenza passata in giudicato interno. Il caso riguardava un fideiussore che, dopo l'esito negativo di un procedimento di verificazione della propria sottoscrizione, aveva tentato di riaprire la questione con una querela di falso. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la mancata impugnazione della decisione sull'autenticità della firma crea una preclusione processuale, impedendo di rimettere in discussione lo stesso punto con un diverso strumento giuridico.
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Onorario Notaio SRLS: la parcella non è dovuta
Un notaio è stato sanzionato per aver richiesto un onorario per la costituzione di SRLS, un atto che la legge prevede come gratuito. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, ritenendo la condotta lesiva del decoro professionale e respingendo la tesi che l'onorario fosse per una consulenza extra. Il caso chiarisce i limiti dell'onorario notaio SRLS.
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