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Art. 2729 Codice Civile — Anno 2024

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1649 provvedimenti

Altri anni per Art. 2729 Codice Civile

Onere della prova nel mutuo: chi deve dimostrare?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16331/2024, ha rigettato il ricorso di un creditore che non era riuscito a dimostrare l'esistenza di un contratto di mutuo. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'onere della prova nel mutuo grava su chi chiede la restituzione delle somme. Non è sufficiente provare la consegna del denaro; è necessario dimostrare anche il titolo giuridico che obbliga alla restituzione, ovvero il contratto di mutuo stesso. Il fallimento nel fornire tale prova ha portato al rigetto definitivo della domanda del creditore.
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Donazione indiretta: cosa accade se si paga solo una parte?
In una disputa ereditaria tra sorelle, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della donazione indiretta. Una sorella sosteneva che il contributo economico della madre per l'acquisto di un suo immobile costituisse una donazione indiretta di una quota del bene. La Corte ha stabilito che quando un donante paga solo una parte del prezzo, si configura una donazione indiretta del denaro e non dell'immobile. Di conseguenza, in sede di collazione ereditaria, si deve considerare il valore del denaro donato e non la quota di valore dell'immobile. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Motivazione apparente: la Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di una commissione tributaria regionale in un caso di presunta frode fiscale. La decisione è stata cassata per vizio di 'motivazione apparente', in quanto i giudici d'appello si erano limitati a confermare la decisione di primo grado senza condurre un'analisi autonoma e approfondita degli elementi probatori forniti dall'Agenzia delle Entrate. Inoltre, la corte ha rilevato un vizio di 'ultrapetizione', avendo i giudici deciso su una questione non contestata dal contribuente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Raddoppio dei termini: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16314/2024, ha stabilito che la norma sul raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale di capitali detenuti in paradisi fiscali ha natura procedurale e non sostanziale. Di conseguenza, si applica il principio 'tempus regit actum' e la norma può essere utilizzata per accertamenti notificati dopo la sua entrata in vigore, anche se relativi a periodi d'imposta precedenti. La Corte ha così accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione di merito che aveva dichiarato nullo un avviso di accertamento per decorrenza dei termini ordinari.
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Onere della prova appalto: chi deve provare il contratto?
Una società costruttrice richiedeva il pagamento per lavori di finitura in un appartamento. Il proprietario negava di aver mai commissionato tali lavori. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova appalto spetta all'impresa, che deve dimostrare l'esistenza del contratto. È stato annullato il verdetto precedente che aveva erroneamente addossato tale onere all'acquirente dell'immobile.
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Estinzione giudizio tributario: il caso della sanatoria
Una contribuente impugnava un avviso di accertamento basato sul redditometro fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, aderiva a una definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte, prendendo atto della sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione nel merito.
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Buona fede frode IVA: onere della prova
Una società del settore cosmetico è stata ritenuta responsabile per l'IVA non versata in una complessa frode carosello. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che, nonostante l'apparente regolarità delle operazioni, l'azienda avrebbe dovuto accorgersi della frode usando l'ordinaria diligenza. L'ordinanza chiarisce che in tema di buona fede frode IVA, una volta che l'Amministrazione finanziaria fornisce indizi sulla consapevolezza del contribuente, spetta a quest'ultimo dimostrare di aver agito con la massima cautela per non essere coinvolto nell'evasione.
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Documenti indispensabili in appello: quando ammetterli
Una controversia sul rimborso di oneri edilizi tra comproprietarie giunge in Cassazione, che si pronuncia sulla possibilità di produrre nuovi documenti in appello. La Corte ha chiarito che, nel rito sommario, il giudice deve valutare se i nuovi documenti indispensabili siano essenziali per la decisione, anche se prodotti tardivamente. La sentenza d'appello è stata annullata per non aver compiuto tale valutazione.
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Notifica appello tributario: la ricevuta è decisiva
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato una sentenza tributaria. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato l'appello inammissibile per il mancato deposito della ricevuta di spedizione postale. La Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la prova della tempestiva notifica appello tributario può essere data solo da specifici documenti postali con data certa, escludendo attestazioni interne dell'Ufficio.
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Riorganizzazione aziendale: quando è elusiva?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una riorganizzazione aziendale, anche se genera un vantaggio fiscale, non è considerata elusiva se supportata da valide ragioni economiche. Nel caso specifico, una società aveva optato per una cessione di ramo d'azienda invece di una fusione. La Corte ha cassato la sentenza di merito perché i giudici non avevano adeguatamente verificato la giustificazione fornita dalla società, ovvero la volontà di mantenere separate due diverse linee di business (beni culturali e ingegneria). La sentenza sottolinea che il giudice deve esaminare nel dettaglio le ragioni extrafiscali addotte dal contribuente, non potendosi limitare a constatare il solo risparmio d'imposta rispetto a un'operazione alternativa.
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Campioni gratuiti IVA: la Cassazione chiarisce
Un'azienda ceramica riceve un accertamento IVA per la cessione di campioni gratuiti. La Cassazione chiarisce che la marcatura 'campione gratuito' sulla confezione è sufficiente per l'esenzione IVA, non essendo necessaria una marcatura indelebile su ogni singolo prodotto. Viene annullata la sentenza che riteneva evasiva tale pratica.
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Onere della prova elusione fiscale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di presunta somministrazione fraudolenta di manodopera. È stato confermato che l'onere della prova dell'elusione fiscale spetta all'Amministrazione finanziaria, che deve dimostrare lo schema elusivo. I giudici di merito hanno il compito esclusivo di valutare le prove, e la loro decisione non è sindacabile in sede di legittimità se non per vizi di legge.
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Distacco comunitario fittizio: onere della prova
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sull'onere della prova in caso di accertamento per distacco comunitario fittizio. L'Amministrazione Finanziaria può basarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti per dimostrare la fittizietà dell'operazione. Una volta forniti tali elementi, spetta al contribuente fornire la prova contraria della genuinità del distacco. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente richiesto all'Ufficio Fiscale ulteriori approfondimenti istruttori, invertendo di fatto l'onere probatorio.
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Distacco comunitario fittizio: onere della prova
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di distacco comunitario fittizio, stabilendo che l'Amministrazione Finanziaria può basare il proprio accertamento su presunzioni gravi, precise e concordanti. Una volta forniti tali elementi, l'onere della prova si sposta sul contribuente, che deve dimostrare la genuinità delle operazioni. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente ignorato gli indizi forniti dall'Ufficio, ponendo a carico di quest'ultimo un onere probatorio eccessivo.
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Responsabilità mediatore immobiliare: quando è esclusa
Una proprietaria ha citato in giudizio un agente immobiliare dopo che l'inquilino da lui trovato si è rivelato insolvente. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità mediatore immobiliare, chiarendo che il suo dovere è fornire le informazioni note, non garantire la solvenza del conduttore. Avendo l'agente mostrato alla proprietaria la dichiarazione dei redditi dell'inquilino, ha adempiuto al suo obbligo di diligenza. Il rischio di insolvenza, ha concluso la Corte, resta a carico del locatore.
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Prova del credito ceduto: valutazione delle fatture
Una società si opponeva a un decreto ingiuntivo relativo a un debito ceduto, contestandone l'esistenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano ritenuto raggiunta la prova del credito ceduto basandosi su un complesso di elementi, tra cui le fatture, la mancata contestazione da parte del debitore nel tempo e la notifica della cessione. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione delle prove è un giudizio di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Presunzione distribuzione utili: onere della prova socio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16114/2024, ha confermato che in una Srl a base ristretta, in caso di accertamento di maggiori ricavi, opera una presunzione di distribuzione utili ai soci. Per superare tale presunzione, il socio non può limitarsi a dimostrare la propria estraneità alla gestione, ma deve fornire la prova positiva che gli utili extra-bilancio siano stati accantonati o reinvestiti nell'azienda. Il ricorso della socia, che attribuiva la responsabilità delle operazioni illecite al marito amministratore, è stato respinto.
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Lista Falciani come prova: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un avviso di accertamento basato sulla cosiddetta 'lista Falciani'. Sebbene la presunzione legale di evasione introdotta nel 2009 non sia retroattiva, i dati della lista costituiscono una presunzione semplice, grave, precisa e sufficiente da sola a fondare l'accertamento per redditi esteri non dichiarati. La Corte ha confermato la piena utilizzabilità di tale documentazione come prova indiziaria.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Un contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento sintetico per un presunto incremento patrimoniale non dichiarato. Durante il giudizio in Cassazione, il ricorrente ha aderito alla definizione agevolata dei carichi tributari ("rottamazione-ter"). La Corte, presa visione della documentazione e dell'assenza di contestazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza decidere nel merito della controversia.
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Specificità motivi appello: Cassazione annulla tutto
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva confermato un accertamento fiscale IRPEF basato sul 'redditometro'. Il motivo della decisione risiede in un vizio procedurale fondamentale: l'Agenzia delle Entrate, nel suo appello, aveva contestato la decisione di primo grado basandosi su fatti e prove pertinenti a un'annualità d'imposta diversa da quella oggetto del giudizio. La Corte ha stabilito che tale errore viola il principio di specificità dei motivi d'appello, rendendo l'impugnazione inammissibile e ha cassato la sentenza senza rinvio, annullando di fatto l'accertamento.
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