LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2697 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 37 di 40

4903 provvedimenti

Altri anni per Art. 2697 Codice Civile

Definizione agevolata estingue il processo tributario
Un contribuente, coinvolto in un contenzioso fiscale per IRPEF, IRAP e IVA fino alla Corte di Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, poiché la controversia era stata risolta tramite la procedura di sanatoria. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
Continua »
Onere della prova: frode carosello e IVA, la Cassazione
La Cassazione chiarisce l'onere della prova in caso di frode IVA. Non serve la 'consapevolezza' del contribuente, basta la 'conoscibilità' della frode. L'Agenzia Fiscale deve provare che il contribuente, con ordinaria diligenza, avrebbe dovuto sapere di partecipare a un'operazione illecita. Sentenza d'appello annullata con rinvio.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato due sentenze di una Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione apparente. Il caso riguardava un accertamento fiscale per operazioni oggettivamente inesistenti a carico di una società. La Suprema Corte ha rilevato che la motivazione dei giudici di merito era contraddittoria, in quanto confondeva i criteri probatori applicabili alle operazioni oggettivamente inesistenti con quelli previsti per le operazioni soggettivamente inesistenti. Tale errore ha reso la decisione incomprensibile, violando il requisito del 'minimo costituzionale' della motivazione e portando alla cassazione delle sentenze con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Deducibilità costi forfettaria: sì anche con accertamento
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti fiscali. Allineandosi a una precedente sentenza della Corte Costituzionale, ha confermato che la deducibilità costi forfettaria è ammissibile anche in caso di accertamento analitico-induttivo basato su indagini bancarie. Quando l'Amministrazione Finanziaria presume maggiori ricavi da prelevamenti non giustificati, il contribuente ha il diritto di eccepire l'incidenza percentuale dei costi sostenuti per produrre tali ricavi, anche in assenza di documentazione specifica. Questa decisione mira a garantire un trattamento equo e a rispettare il principio della capacità contributiva, impedendo che un contribuente con contabilità sostanzialmente regolare sia trattato più severamente di uno che ne è privo. L'appello principale dell'Agenzia delle Entrate è stato rigettato, mentre il ricorso incidentale del contribuente è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Responsabilità avvocato: errore causa danno risarcibile
La Corte di Cassazione ha stabilito la responsabilità di un avvocato per il danno subito da una cliente che, seguendo il consiglio del legale, non aveva impugnato una sentenza sfavorevole. A differenza delle sue sorelle, che avevano appellato con successo, la cliente ha subito un pregiudizio economico. La Corte ha chiarito che il danno derivava direttamente dal mancato appello iniziale e non da successive omissioni. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello, basata su un'errata interpretazione processuale, riaffermando il principio che la responsabilità avvocato sussiste quando un consiglio negligente impedisce al cliente di ottenere un risultato favorevole.
Continua »
Esenzione IMU enti non commerciali: la prova decisiva
Un ente ecclesiastico ha richiesto l'esenzione IMU per un immobile adibito a scuola, sostenendo la natura non commerciale dell'attività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'onere di provare i requisiti per l'esenzione, in particolare la natura simbolica delle rette, spetta interamente all'ente. La Corte ha inoltre chiarito che una sentenza favorevole ottenuta per un'annualità d'imposta non ha effetto di giudicato per gli anni successivi, poiché le condizioni per beneficiare dell'esenzione devono essere verificate di anno in anno.
Continua »
Notifica atti tributari: valida se da corriere privato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito la validità della notifica di atti tributari effettuata tramite un operatore postale privato anche in un periodo in cui vigeva una riserva a favore del fornitore universale. La controversia nasceva dalla contestazione di un contribuente riguardo la notifica di una cartella esattoriale, avvenuta nel 2009, la cui fase di invio della raccomandata informativa era stata gestita da un corriere privato. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che, per gli atti amministrativi e tributari, a differenza di quelli giudiziari, la liberalizzazione dei servizi postali ha reso legittimo l'affidamento a operatori privati muniti di licenza individuale, consolidando un principio di validità della notifica.
Continua »
Compensatio lucri cum damno: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennizzo percepito per danni da emotrasfusione infetta deve sempre essere detratto dal risarcimento del danno, applicando il principio della compensatio lucri cum damno. La Corte ha chiarito che tale principio è rilevabile d'ufficio dal giudice, anche in assenza di prove tempestive, per evitare un ingiusto arricchimento del danneggiato. La sentenza di merito che aveva negato la detrazione è stata cassata con rinvio.
Continua »
Vivenza a carico: indennizzo negato senza prova
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare l'assegno 'una tantum' alla vedova di un uomo deceduto a causa di emotrasfusioni infette. Il motivo del rigetto risiede nella mancata dimostrazione del requisito della 'vivenza a carico', ovvero della dipendenza economica dal coniuge defunto. La Corte ha stabilito che tale presupposto è ancora essenziale ai fini del beneficio e che la semplice coabitazione non è una prova sufficiente.
Continua »
Addebito della separazione: quando si perde l’assegno
Una moglie ricorre in Cassazione contro l'addebito della separazione a suo carico, che le ha fatto perdere il diritto all'assegno di mantenimento. Sostiene che il suo tradimento sia avvenuto quando il matrimonio era già in crisi e che la norma sulla perdita del mantenimento sia incostituzionale. La Corte Suprema respinge il ricorso, affermando che un'infedeltà può essere la causa decisiva della rottura anche in un rapporto già deteriorato. Inoltre, la perdita dell'assegno come conseguenza dell'addebito è legittima e bilancia correttamente i doveri coniugali con la solidarietà.
Continua »
Appropriazione indebita aggravata: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una consulente condannata per appropriazione indebita aggravata. La sentenza sottolinea che la valutazione dei fatti e l'entità del danno non sono riesaminabili in sede di legittimità e che l'ordinanza sulla provvisionale non è impugnabile. Il caso evidenzia i rigidi limiti del ricorso in Cassazione, che non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sul merito.
Continua »
Verbale ispettivo: valore probatorio e difesa in giudizio
Una società cooperativa ha impugnato un'ordinanza ingiunzione per violazioni in materia di lavoro, basata su un verbale ispettivo. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che eventuali vizi procedurali della fase amministrativa, come il negato accesso agli atti, sono superati dal giudizio di opposizione, che riesamina l'intero rapporto. La Corte ha inoltre ribadito che le dichiarazioni dei lavoratori raccolte dagli ispettori, pur non avendo fede privilegiata, costituiscono materiale probatorio liberamente apprezzabile dal giudice, che può fondare su di esse la propria decisione in assenza di prove contrarie concrete.
Continua »
Accertamento analitico-induttivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, confermando la legittimità di un accertamento analitico-induttivo. La decisione si fonda non solo sull'incongruenza dei ricavi rispetto agli studi di settore, ma anche sulla persistente antieconomicità della gestione aziendale e sull'elevata capacità di spesa del titolare. Secondo la Corte, in questi casi, l'onere di fornire la prova contraria per giustificare i bassi ricavi dichiarati si sposta sul contribuente.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere della prova e motivazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30028/2025, ha rigettato il ricorso di una società del settore abbigliamento, confermando gli avvisi di accertamento per operazioni inesistenti. La Corte ha ribadito che l'Amministrazione finanziaria può provare la fittizietà delle operazioni tramite presunzioni semplici, e spetta poi al contribuente fornire la prova contraria dell'effettività delle transazioni, non essendo sufficiente la sola esibizione delle fatture. È stato inoltre chiarito che l'avviso di accertamento è validamente motivato anche se non allega atti esterni, purché contenga elementi sufficienti a far comprendere le ragioni della pretesa.
Continua »
Accertamento induttivo scommesse: onere della prova
Il titolare di un centro trasmissione dati per una società di scommesse estera ha ricevuto un avviso di accertamento per l'imposta unica. Il contribuente ha contestato l'atto, lamentando un difetto di motivazione e un errato riparto dell'onere della prova. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in caso di accertamento induttivo scommesse verso operatori non autorizzati, l'onere di dimostrare un imponibile inferiore spetta al contribuente. La Corte ha inoltre precisato che la mancata allegazione di documenti richiamati nell'avviso non ne causa automaticamente la nullità, se la motivazione è già di per sé chiara e completa.
Continua »
Pagamento post insolvenza: inefficacia e onere prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società intermediaria che aveva ricevuto un pagamento da un'altra società lo stesso giorno in cui quest'ultima era stata dichiarata insolvente. La Corte ha stabilito che, in assenza di prove concrete del trasferimento della somma a una terza parte (in questo caso, una compagnia assicuratrice), il pagamento post insolvenza è da considerarsi inefficace nei confronti dei creditori. L'onere di provare la propria carenza di legittimazione passiva ricade interamente su chi riceve il pagamento, e il danno per la massa dei creditori è presunto in via assoluta.
Continua »
Fatture false: onere della prova e società cartiere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30025/2025, ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi soci contro avvisi di accertamento per l'utilizzo di fatture false emesse da una 'società cartiera'. La Corte ha confermato che, in caso di operazioni soggettivamente inesistenti, l'onere della prova sull'effettività delle prestazioni e sulla buona fede del contribuente spetta a quest'ultimo. È stato inoltre chiarito che le nuove norme sull'onere della prova (L. 130/2022) non sono retroattive e non modificano i principi consolidati in materia di fatture false.
Continua »
Accertamento integrativo nullo senza nuovi elementi
La Cassazione annulla un accertamento integrativo per IVA, IRES e IRAP. La Corte ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate non può emettere un secondo avviso per lo stesso anno d'imposta senza specificare in dettaglio i 'nuovi elementi' venuti a sua conoscenza dopo il primo atto. La semplice segnalazione di un fornitore come 'cartiera', senza indicare tempi e modi della scoperta, viola l'onere motivazionale e rende nullo l'accertamento, tutelando il contribuente da rettifiche fiscali non adeguatamente giustificate.
Continua »
Valutazione delle prove: il limite della Cassazione
Un assicurato ricorre in Cassazione dopo che la sua richiesta di indennizzo per tentato furto è stata respinta in due gradi di giudizio. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che non può riesaminare la valutazione delle prove (come la tardività di una querela o l'attendibilità di un teste), compito esclusivo del giudice di merito.
Continua »
Utili extracontabili: la Cassazione sulla prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente, socia unica di una società estinta, contro un avviso di accertamento per maggiori redditi di capitale. L'accertamento si fondava sulla presunzione di distribuzione di utili extracontabili, derivanti da vendite immobiliari a un prezzo ritenuto inferiore a quello di mercato. La Corte ha dichiarato inammissibili i motivi relativi all'omesso esame di fatti decisivi a causa della regola della "doppia conforme", essendo le sentenze di primo e secondo grado basate sulla stessa ricostruzione fattuale. Ha inoltre ritenuto infondato il motivo sulla violazione delle norme sulla prova presuntiva, in quanto mascherava una richiesta di riesame dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Continua »