LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2697 Codice Civile — Anno 2022

Pagina 10 di 40

3143 provvedimenti

Altri anni per Art. 2697 Codice Civile

Prova della qualità di erede: ricorso inammissibile senza atti
La controversia nasce dalla richiesta di rilascio di un fondo agricolo per intervenuta scadenza contrattuale. La proprietaria originaria ha promosso l'azione giudiziaria contro i conduttori del terreno. In seguito alla sentenza d'appello, i presunti successori della proprietaria hanno presentato ricorso per cassazione dichiarando di agire in qualità di eredi. Gli affittuari si sono difesi contestando le pretese avversarie. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Chi interviene o impugna una sentenza qualificandosi come successore deve fornire la rigorosa prova della qualità di erede e documentare il decesso del dante causa. La semplice affermazione negli atti non basta a legittimare l'azione giudiziaria.
Continua »
Accertamento bancario: il Contribuente deve giustificare i movimenti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di accertamento bancario a carico di un professionista. L'Agenzia delle Entrate aveva rideterminato il suo reddito basandosi sui movimenti bancari. I giudici di merito avevano annullato l'accertamento per violazione del contraddittorio e carenza di motivazione. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che l'Amministrazione finanziaria non ha l'obbligo di invitare il contribuente a fornire ulteriori chiarimenti sui movimenti bancari. L'onere della prova spetta al contribuente, che deve dimostrare analiticamente la non imponibilità di ogni versamento. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Indebito oggettivo: bonifico senza causa e rimborso obbligatorio
Un committente ha versato la somma di diecimila euro a una società fornitrice. Successivamente, il committente ha richiesto la restituzione del denaro per indebito oggettivo, evidenziando l'assenza di un valido contratto o titolo giustificativo a supporto di tale pagamento. La società ha contestato la domanda sostenendo di aver fornito arredi, ma non ha provato la sussistenza dell'accordo commerciale. I giudici di merito hanno accertato l'avvenuto versamento e la totale mancanza di una causa giustificatrice, condannando l'impresa alla restituzione integrale dell'importo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando l'obbligo di rimborso a favore del cittadino e condannando l'impresa al pagamento delle ulteriori spese legali.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: limiti di fallibilità e prova
Un lavoratore ha agito contro l'ente previdenziale per ottenere il TFR e le ultime tre retribuzioni non pagate dalla società datrice di lavoro tramite il Fondo di Garanzia INPS. Dopo un pignoramento mobiliare negativo e l'assenza di beni immobili, i giudici territoriali hanno accolto la domanda, ritenendo non fallibile l'azienda solo perché il singolo credito del dipendente era inferiore alla soglia legale di trentamila euro. L'ente ha impugnato la decisione contestando l'assenza di prova dell'effettiva non fallibilità dell'impresa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'istituto, stabilendo che il dipendente deve provare la reale assenza dei presupposti di fallibilità dell'azienda e non può basarsi unicamente sull'esiguità del proprio credito individuale.
Continua »
Cessione Azienda e Plusvalenza: Contribuente Contro Fisco sull’Avviamento
Un Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento che gli contestava un maggior reddito derivante dalla cessione di azienda. Il Fisco aveva rettificato il valore dichiarato, basandosi sul valore dell'avviamento già stabilito per l'imposta di registro. Il Contribuente sosteneva che la valutazione non aveva considerato l'esclusione di una specifica tabella merceologica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Contribuente, confermando che la Commissione Tributaria Regionale aveva correttamente valutato le prove. Il Contribuente non aveva dimostrato in modo sufficiente l'incidenza della tabella merceologica sul valore dell'azienda. L'accertamento plusvalenza cessione azienda è stato quindi ritenuto legittimo.
Continua »
Sottoscrizione dell’avviso di accertamento e proroga del dirigente
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un atto impositivo a un contribuente, riqualificando i redditi da lavoro autonomo. Il contribuente ha contestato la validità dell'atto, sostenendo l'illegittimità della delega del funzionario firmatario a causa della scadenza del suo incarico dirigenziale. I giudici tributari di merito hanno accolto la tesi difensiva, dichiarando nullo l'atto. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito della controversia. I giudici supremi hanno chiarito che la sottoscrizione dell'avviso di accertamento resta pienamente valida qualora l'ente impositore dimostri la proroga formale dell'incarico dirigenziale conferito al sottoscrittore. L'Amministrazione ha provato documentalmente la regolare proroga delle funzioni, superando ogni contestazione probatoria.
Continua »
Provvigione mediatore immobiliare: dovuta anche senza incarico formale
L'Agenzia Immobiliare ha richiesto il pagamento della provvigione mediatizia a L'Acquirente per la compravendita di terreni. L'Acquirente ha contestato l'intervento del mediatore, sostenendo di aver trattato direttamente con I Venditori. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno riconosciuto il diritto dell'Agenzia alla provvigione, aggiungendo l'IVA. La Cassazione ha rigettato il ricorso de L'Acquirente. Ha ribadito che il diritto alla Provvigione mediatore immobiliare sorge se l'attività del mediatore ha favorito la conclusione dell'affare, anche se l'acquirente non ha formalmente incaricato il mediatore o ha trattato direttamente. L'IVA è un onere accessorio dovuto.
Continua »
Notifica cartella di pagamento nel fallimento: doppia tutela confermata
Un contribuente, dichiarato fallito, contestava sanzioni per mancato pagamento del contributo unificato, relative a cartelle di pagamento. Dopo esiti contrastanti nei gradi precedenti, l'Ente di Riscossione ricorreva in Cassazione, sostenendo l'erroneità della notifica delle cartelle e la non necessità di notificare anche al fallito. Il contribuente presentava ricorso incidentale sulle spese. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale dell'Ente e dichiarato inammissibile quello incidentale del contribuente. Ha ribadito che la notifica cartella di pagamento nel fallimento deve avvenire sia al curatore sia al debitore fallito, poiché quest'ultimo mantiene la sua qualità di contribuente.
Continua »
Interruzione Prescrizione Tributaria: Fisco e Contribuente, la prova
Un Contribuente ha impugnato cartelle esattoriali per prescrizione. L'Agenzia delle Entrate ha sostenuto l'**interruzione della prescrizione tributaria**. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'interruzione della prescrizione è un'eccezione in senso lato, quindi il giudice può rilevarla d'ufficio e non è una 'nuova eccezione' in appello. Inoltre, ha precisato che l'onere di provare la mancata ricezione o il contenuto diverso di un atto notificato spetta al destinatario. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione del caso.
Continua »
Nullità del contratto a termine: causale generica e reintegra
Una lavoratrice ha impugnato il secondo contratto a tempo determinato stipulato con un'azienda di trasporti, denunciando la genericità della causale apposta. L'azienda aveva riproposto la medesima motivazione legata all'avvio dell'attività d'impresa a distanza di molto tempo dall'effettivo inizio delle operazioni. I giudici di merito hanno dichiarato la nullità del contratto a termine, ordinando la conversione a tempo indeterminato e la corresponsione di un'indennità risarcitoria. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione. La Corte ha chiarito che il datore di lavoro deve specificare in modo concreto e puntuale le reali esigenze aziendali per evitare l'invalidità della clausola temporale.
Continua »
Prescrizione Debiti Tributari: Cassazione Ritiene Necessario Approfondimento
L'Azienda ha contestato l'intimazione di pagamento per alcune cartelle esattoriali. La Commissione Tributaria Regionale ha riconosciuto la prescrizione debiti tributari per due cartelle, ma ha ritenuto interrotta la prescrizione per una terza. L'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la violazione di norme sulla prescrizione e sull'onere della prova. Anche l'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso incidentale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito, ma ha rimesso la causa alla pubblica udienza di una diversa sezione civile per un approfondimento.
Continua »
Azione di ingiustificato arricchimento: il prestanome e la banca
La Banca citava in giudizio Il Mutuatario per ottenere il rimborso di somme erogate con un contratto di mutuo. Il Mutuatario contestava la richiesta sostenendo di aver agito come semplice prestanome e che il denaro era finito nelle casse di Terze Beneficiarie. Di conseguenza Il Mutuatario eccepiva il proprio difetto di legittimazione passiva e proponeva l'azione di ingiustificato arricchimento verso le effettive beneficiarie. La Corte d'Appello dichiarava inammissibile tale richiesta residuale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso. Il Mutuatario non aveva un'azione contrattuale diretta verso le Terze Beneficiarie. Pertanto l'azione di ingiustificato arricchimento risulta pienamente ammissibile per recuperare gli importi versati senza titolo.
Continua »
Indennità di agente unico: confermato il diritto del lavoratore
Un dipendente con mansioni di autista e addetto al carico e scarico postale ha richiesto il pagamento della indennità di agente unico. L'azienda ha rifiutato l'erogazione, sostenendo che i nuovi accordi sindacali avevano riorganizzato i trasporti e superato le vecchie intese contrattuali. La Corte di Appello ha accolto la domanda del lavoratore, condannando la società a versare le differenze retributive maturate. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che tale compenso ha natura strettamente retributiva e deriva da un preciso obbligo contrattuale. Di conseguenza, il datore di lavoro non può cancellare o ridurre unilateralmente la voce economica, nemmeno a fronte di riorganizzazioni aziendali o della scadenza dei precedenti accordi collettivi.
Continua »
Accertamento Induttivo: Quando la Cassazione rinvia la decisione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un commerciante maggiori ricavi, utilizzando un accertamento induttivo basato su un ricarico medio. Il contribuente ha impugnato l'avviso. Dopo che i giudici di merito hanno parzialmente ridotto l'imposta, sia l'Agenzia che il contribuente hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha ritenuto la questione troppo complessa, in particolare per l'applicazione delle regole sull'impresa familiare e l'accertamento induttivo, e ha rinviato la causa a nuovo ruolo per una discussione in pubblica udienza, non decidendo nel merito.
Continua »
Società di Comodo: L’Azienda vince contro l’accertamento fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda un maggior reddito, considerandola una "società di comodo". L'Azienda ha chiesto la disapplicazione della normativa, provando che i suoi immobili erano inagibili o da ristrutturare e non potevano essere affittati. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto la richiesta dell'Azienda, ritenendo la prova sufficiente. L'Agenzia ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la valutazione delle prove rientra nel "prudente apprezzamento" del giudice di merito e non può essere riesaminata in Cassazione, a meno di specifici vizi di motivazione non riscontrati. L'Azienda ha così ottenuto la disapplicazione della normativa sulle "società di comodo".
Continua »
Contratto a progetto illegittimo: paga l’ente nazionale
Una lavoratrice ha stipulato una serie continuativa di contratti a progetto con la sede regionale di un'associazione nazionale. Il giudice di merito ha dichiarato il contratto a progetto illegittimo e ha riqualificato il rapporto in un unico contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Il Tribunale ha quindi condannato l'ente nazionale a corrispondere le differenze retributive e il trattamento di fine rapporto. L'ente nazionale ha contestato la decisione, sostenendo l'autonomia giuridica della sede territoriale e la propria estraneità ai contratti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'associazione nazionale. I giudici hanno confermato che le strutture locali sono semplici articolazioni interne prive di autonoma personalità giuridica e che l'ente nazionale risponde direttamente dei debiti di lavoro.
Continua »
Regime tributario agevolato: no ai bonus se si supera il tetto
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la decisione che riconosceva il regime tributario agevolato a un'associazione sportiva dilettantistica fallita. Il Legale Rappresentante si era difeso in autonomia a causa dell'inerzia del curatore fallimentare di fronte a diverse azioni esecutive. La Corte di Cassazione ha confermato che il Legale Rappresentante ha il diritto di difendersi se il curatore resta inattivo. Tuttavia, accogliendo il ricorso fiscale, i giudici hanno stabilito che l'associazione perde il regime tributario agevolato quando i ricavi da sponsorizzazioni superano la soglia legale di 250.000 euro annuali. La valutazione va fatta esclusivamente sui ricavi commerciali incassati e non su come tali somme siano state effettivamente impiegate dall'ente. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
Continua »
Onere della prova dello stato di insolvenza e crediti aziendali
Un creditore chiedeva il fallimento di una società in liquidazione. La Corte d'Appello, valutando il ricorso dopo una complessa fase di revocazione, cancellava la dichiarazione di fallimento perché l'attivo patrimoniale esposto nei bilanci superava ampiamente i debiti. La Curatela ricorreva in Cassazione sostenendo che l'impresa avesse l'obbligo di dimostrare l'effettivo incasso di tali crediti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso applicando il principio cardine sull'onere della prova dello stato di insolvenza nelle società in liquidazione. La valutazione del dissesto ha natura puramente statica e considera la capienza del patrimonio. Se la società deposita bilanci regolari con un attivo prevalente sul passivo, spetta al creditore dimostrare che i crediti iscritti sono inesigibili o fittizi. In assenza di tale prova contraria, l'istanza di fallimento deve essere rigettata.
Continua »
Accertamento TARI: Cassazione annulla sentenza per omesso esame prove
L'Azienda ha contestato un accertamento TARI del Comune di Napoli relativo al 2008, mettendo in discussione la superficie tassabile. La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto il suo appello, senza considerare una relazione tecnica fondamentale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda. Ha annullato la sentenza precedente, affermando che il giudice di secondo grado aveva omesso di esaminare prove decisive. La Corte ha rinviato la causa alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame dell'accertamento TARI, includendo la valutazione della consulenza tecnica.
Continua »
Muro Perimetrale Comune: Cassazione annulla sentenza su danni e confini
Un proprietario ha eseguito lavori su un fabbricato condiviso, demolendo un muro perimetrale comune e occupando parte della corte. Il Tribunale e la Corte d'Appello lo avevano condannato al risarcimento e al ripristino. La Cassazione ha accolto il ricorso del proprietario, annullando la sentenza d'Appello su due punti chiave. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse confuso il muro originario con uno nuovo e avesse determinato l'estensione della corte comune basandosi solo su dati catastali, senza un'adeguata verifica. La Corte ha invece confermato la natura comune del muro perimetrale e la responsabilità per le crepe. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »