LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 267 TFUE — Anno 2024

Pagina 6 di 8

141 provvedimenti

Altri anni per Art. 267 TFUE

Responsabilità dell’importatore: chi paga per il dolo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6153/2024, ha confermato la piena responsabilità dell'importatore per l'omesso versamento dell'IVA da parte del proprio spedizioniere. Se l'importatore è a conoscenza che il suo rappresentante doganale utilizza un sistema di pagamento differito, accetta il rischio che i versamenti effettuati possano essere imputati a debiti pregressi dello spedizioniere, senza poter invocare la propria buona fede per liberarsi dall'obbligazione tributaria.
Continua »
Imposta unica scommesse: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6138/2024, ha affrontato il tema dell'imposta unica scommesse per gli anni 2010-2014, contestata da una società di scommesse estera e dal suo centro di trasmissione dati (CTD) in Italia. La Corte ha rigettato gran parte del ricorso, confermando la piena legittimità dell'imposta per entrambi i soggetti a partire dal 2011. L'unico accoglimento parziale ha riguardato l'annullamento delle sanzioni per la società estera relative all'anno 2010, a causa della pregressa incertezza normativa.
Continua »
Imposta scommesse bookmaker estero: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6033/2024, ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2012. La Corte ha stabilito che l'imposta scommesse bookmaker estero si applica anche agli operatori privi di concessione italiana che raccolgono gioco sul territorio nazionale tramite Centri Trasmissione Dati (CTD). È stata affermata la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il gestore del CTD, escludendo qualsiasi discriminazione o violazione del diritto dell'Unione Europea.
Continua »
Ritardi di pagamento: la Cassazione interroga la UE
Una società fornitrice di attrezzature per intercettazioni ha citato in giudizio il Ministero della Giustizia per i sistematici ritardi di pagamento, chiedendo gli interessi previsti per le transazioni commerciali. La Corte di Cassazione, rilevando un potenziale contrasto tra la normativa nazionale, che qualifica tali prestazioni come 'spese di giustizia', e la Direttiva UE sui ritardi di pagamento, ha sospeso il procedimento e ha rimesso la questione alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per un'interpretazione definitiva.
Continua »
Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un operatore di scommesse estero e del titolare di una ricevitoria italiana, confermando la loro responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta unica scommesse relativa all'anno 2011. La Corte ha stabilito che la normativa nazionale che impone tale obbligo anche a soggetti privi di concessione è legittima e compatibile con il diritto europeo, non essendo necessario un rinvio alla Corte di Giustizia UE. Inoltre, è stato chiarito che la mancata traduzione dell'avviso di accertamento non ne determina l'invalidità se il destinatario ha dimostrato di averne compreso il contenuto.
Continua »
Imposta unica scommesse: legittima per bookmaker esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5675/2024, ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, confermando la piena legittimità dell'applicazione dell'imposta unica sulle scommesse. La Corte ha stabilito che la normativa italiana non è discriminatoria né contraria al diritto UE, e ha riaffermato la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il Centro Trasmissione Dati (CTD) locale per il pagamento del tributo relativo all'anno 2013.
Continua »
Risarcimento danni antitrust: la Cassazione decide
Una società acquirente di un autocarro ha citato in giudizio il produttore per ottenere il risarcimento danni antitrust derivante da un cartello sui prezzi. La società produttrice ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il termine di prescrizione per i danni da illecito concorrenziale segreto (c.d. danno lungolatente) decorre non dal momento della cessazione della condotta illecita, ma da quando il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere con l'ordinaria diligenza, conoscenza dell'illecito, del danno e dell'identità del responsabile. Tale momento è stato individuato nella data della decisione della Commissione Europea che ha accertato il cartello. La Corte ha inoltre chiarito il valore probatorio degli atti del procedimento europeo nel giudizio civile.
Continua »
Compenso medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici, specializzatisi tra il 1991 e il 1999, ha richiesto un adeguamento economico e la copertura previdenziale, equiparando la loro posizione a quella dei colleghi post-2006. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3555/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che per quel periodo era correttamente prevista una borsa di studio e non un contratto di lavoro, e che i ripetuti blocchi legislativi all'adeguamento del compenso medici specializzandi erano legittimi per ragioni di finanza pubblica.
Continua »
Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzandi del periodo 1999-2006 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una maggiore remunerazione e la copertura previdenziale, equiparandola a quella successiva al 2007. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sua giurisprudenza consolidata. La Corte ha stabilito che le norme che hanno bloccato l'adeguamento delle borse di studio e che non prevedevano la copertura previdenziale per quel periodo sono una legittima scelta del legislatore, non in contrasto con le direttive europee o con la Costituzione. La decisione ribadisce che il trattamento economico e previdenziale dei medici in formazione è definito dalla normativa vigente in quel preciso periodo storico.
Continua »
Remunerazione medici specializzandi: no aumenti pre-2007
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi, confermando che per gli anni di formazione anteriori al 2006/2007 non spetta una maggiore remunerazione né la copertura previdenziale. La Corte ha ribadito la legittimità del quadro normativo dell'epoca, che prevedeva una borsa di studio e non un vero e proprio contratto di lavoro, e ha confermato la validità delle leggi che hanno congelato gli adeguamenti economici. La richiesta di una remunerazione medici specializzandi più elevata, basata su direttive europee, è stata quindi respinta.
Continua »
Ricusazione giudice: quando è inammissibile il ricorso
Un imputato ha richiesto la ricusazione del giudice del suo processo, lamentando una serie di decisioni procedurali a suo dire ingiuste e sintomo di parzialità. La richiesta è stata respinta in appello e il caso è giunto in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo un principio fondamentale: la ricusazione del giudice non può basarsi su un mero disaccordo con la gestione del processo. I motivi di ricusazione sono tassativi e devono riguardare situazioni esterne al procedimento, come una 'grave inimicizia' personale e preesistente, non la condotta tenuta in aula. Le contestazioni sulle decisioni del giudice devono essere sollevate tramite gli ordinari mezzi di impugnazione della sentenza finale.
Continua »
Imposta Unica Scommesse: la responsabilità del bookmaker
Un operatore estero di scommesse è stato ritenuto responsabile per l'Imposta Unica Scommesse del 2010, nonostante una precedente decisione avesse esentato il suo centro di trasmissione dati italiano. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di merito, specificando che l'obbligazione fiscale del bookmaker è autonoma e indipendente da quella dell'intermediario locale. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile un'istanza di conciliazione basata su una nuova legge, confermandone la non retroattività.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: Cassazione e Falciani
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2822/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di accertamento tributario. La controversia riguardava un avviso di accertamento per redditi di capitale non dichiarati, basato sulla cosiddetta "lista Falciani". Il punto centrale era l'applicabilità del raddoppio termini accertamento a periodi d'imposta antecedenti la sua introduzione. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, affermando che il raddoppio dei termini è una norma procedurale e, come tale, retroattiva. Ha inoltre confermato la piena legittimità dell'utilizzo di dati provenienti da fonti come la lista Falciani, anche se acquisiti in modo irrituale, respingendo le censure del contribuente sulla loro inutilizzabilità.
Continua »
Imposta Unica Scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2797/2024, ha stabilito che un bookmaker estero è soggetto passivo dell'Imposta Unica Scommesse anche per l'annualità 2010. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker è autonoma e non dipende da quella del centro trasmissione dati italiano. È stata inoltre respinta l'istanza di conciliazione basata su una nuova normativa, ritenuta non applicabile ai giudizi già pendenti, e sono state disattese le questioni di compatibilità con il diritto europeo.
Continua »
Imposta Unica Scommesse: obblighi per bookmaker esteri
La Cassazione, con l'ordinanza 2775/2024, ha stabilito che l'Imposta Unica Scommesse si applica anche ai bookmaker esteri privi di concessione che raccolgono gioco in Italia tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha rigettato il ricorso di una società estera, confermando la piena legittimità dell'imposizione fiscale e la natura paritetica della solidarietà con i gestori locali, escludendo qualsiasi violazione del diritto dell'Unione Europea.
Continua »
Rimborso accise: chi può chiederlo? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2733/2024, ha stabilito che il consumatore finale di energia non può chiedere direttamente allo Stato il rimborso delle accise pagate indebitamente. Tale diritto spetta unicamente al fornitore, in quanto soggetto passivo del tributo. Il consumatore può agire in via civile contro il fornitore per recuperare le somme, potendo rivolgersi allo Stato solo in casi eccezionali, come il fallimento del fornitore. La Corte ha quindi negato il rimborso accise diretto all'azienda consumatrice, confermando la distinzione tra il rapporto tributario (Stato-fornitore) e quello civilistico (fornitore-consumatore).
Continua »
Tassa concessione governativa: legittima sui cellulari
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune che chiedeva il rimborso della tassa concessione governativa versata per i contratti di abbonamento di telefonia mobile. La Corte ha confermato la piena legittimità del prelievo, ritenendolo compatibile con la normativa nazionale ed europea e respingendo le questioni di incostituzionalità sollevate. La decisione si allinea a un orientamento giurisprudenziale consolidato, chiarendo che la tassa si applica al contratto di abbonamento e non viola i principi di libera circolazione.
Continua »
Imposta Unica scommesse: CTD non tassabile prima del 2011
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2153/2024, ha stabilito che i Centri Trasmissione Dati (CTD) non sono soggetti passivi dell'Imposta Unica scommesse per le annualità d'imposta precedenti al 2011. La decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale (n. 27/2018) che ha dichiarato illegittima l'estensione retroattiva della responsabilità fiscale a tali intermediari. Per il periodo in esame (anno 2007), l'unico soggetto tenuto al pagamento del tributo è il bookmaker, con o senza concessione, e non il centro che si limita a raccogliere le giocate.
Continua »
Imposta Unica scommesse: Cassazione annulla pretesa
Un centro trasmissione dati (CTD) per un bookmaker estero è stato oggetto di un accertamento per l'Imposta Unica scommesse relativa all'anno d'imposta 2007. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, annullando la pretesa fiscale. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito l'illegittimità dell'imposizione a carico dei CTD per le annualità precedenti al 2011, in quanto questi non potevano trasferire l'onere del tributo al bookmaker. Di conseguenza, per quel periodo, l'unico soggetto passivo è il bookmaker stesso.
Continua »
Trasferimento d’azienda: limiti alla deroga al 2112
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel trasferimento d'azienda di un'impresa in amministrazione straordinaria che eroga servizi pubblici essenziali, non è possibile derogare al principio di continuità dei rapporti di lavoro (art. 2112 c.c.) escludendo alcuni dipendenti, se la procedura non ha finalità liquidatoria. La decisione si allinea alla direttiva UE 2001/23/CE, proteggendo i diritti dei lavoratori anche in contesti di crisi aziendale volti alla conservazione dell'attività.
Continua »