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Art. 267 TFUE — Anno 2024

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141 provvedimenti

Altri anni per Art. 267 TFUE

Risarcimento specializzandi: Cassazione e prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18344/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per la tardiva attuazione di direttive comunitarie sulla remunerazione. La Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, secondo cui il diritto al risarcimento specializzandi si prescrive in dieci anni, con decorrenza dal 27 ottobre 1999. I ricorrenti sono stati inoltre condannati per lite temeraria, data la consolidata giurisprudenza in materia.
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Estensione mandato arresto europeo e diritto difesa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26196/2024, ha annullato una decisione di estensione del mandato d'arresto europeo perché emessa senza contraddittorio. Secondo la Corte, è violato il diritto di difesa se non si fissa un'udienza camerale, modellata sulle norme per l'estradizione, per garantire la partecipazione del difensore e il diritto dell'interessato a essere sentito.
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Consenso alla consegna non valido: la Cassazione annulla
Un cittadino straniero si opponeva alla sua consegna alla Francia, disposta in esecuzione di un Mandato d'Arresto Europeo per una condanna definitiva. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, rilevando un vizio fondamentale nel consenso alla consegna. La Corte d'Appello aveva infatti mostrato incertezza sulla natura del mandato (se per un processo o per l'esecuzione di una pena), impedendo così al ricorrente di prestare un consenso pienamente informato e consapevole, come richiesto dalla normativa europea e nazionale.
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Imposta scommesse: legittima per operatori esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17914/2024, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta scommesse anche agli operatori non titolari di concessione in Italia. La Corte ha stabilito che la normativa italiana non viola i principi UE di non discriminazione e libera prestazione dei servizi, poiché l'imposta si applica a chiunque raccolga scommesse sul territorio nazionale. È stata inoltre confermata la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e l'intermediario locale (CTD) e l'irrilevanza della mancata traduzione degli avvisi di accertamento.
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Canone concessorio: obbligo post-scadenza del contratto
Una società di distribuzione del gas ha contestato l'obbligo di continuare a versare il canone concessorio a un Comune dopo la scadenza del contratto, durante il periodo di gestione provvisoria (prorogatio). I tribunali di merito avevano confermato tale obbligo. Giunta in Cassazione, la controversia si è però conclusa con un'ordinanza di estinzione del giudizio, poiché la società ha rinunciato al ricorso. Il caso verteva sull'interpretazione del regime di prorogatio e sulla legittimità del canone concessorio in tale fase transitoria.
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Giurisdizione elenco ISTAT: Cassazione al bivio
Una società di gestione autostradale contesta la sua inclusione nell'elenco ISTAT delle amministrazioni pubbliche. La Corte dei conti afferma la propria giurisdizione esclusiva, disapplicando una norma nazionale in favore del diritto europeo. Il Ministero dell'Economia e l'ISTAT ricorrono in Cassazione, sostenendo un riparto di competenze con il giudice amministrativo. Le Sezioni Unite, data la complessità e il rilievo della questione sulla giurisdizione elenco ISTAT, rinviano la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Rescissione del giudicato: Sezioni Unite decideranno
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sulla decorrenza del termine per la richiesta di rescissione del giudicato per una persona condannata in absentia e arrestata all'estero tramite Mandato di Arresto Europeo. Il nodo da sciogliere è se il termine di 30 giorni parta dall'arresto all'estero (conoscenza della sentenza) o dalla successiva consegna alle autorità italiane, momento in cui si può esercitare un'effettiva difesa. La decisione risolverà un contrasto tra la giurisprudenza nazionale e il diritto dell'Unione Europea.
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Estinzione del giudizio: rottamazione in Cassazione
Una controversia fiscale riguardante la riqualificazione di operazioni soggette a Iva in cessione di ramo d'azienda soggetta a imposta di registro giunge in Cassazione. Durante il processo, le società contribuenti aderiscono a due diverse forme di definizione agevolata (rottamazione e sanatoria IVA), pagando gli importi dovuti. Di conseguenza, entrambe le parti chiedono la fine del contenzioso. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuto pagamento e della rinuncia implicita nel meccanismo della definizione agevolata, dichiara l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere.
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Buoni postali fruttiferi: la Cassazione sui tassi
Dei risparmiatori hanno agito contro l'ente emittente per il pagamento di interessi su buoni postali fruttiferi, sostenendo che i tassi originari dovessero prevalere sulle successive variazioni peggiorative. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la modifica unilaterale dei tassi di interesse è legittima se disposta con decreto ministeriale e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Tale pubblicazione è ritenuta una forma di conoscenza legale sufficiente a informare i risparmiatori, senza che sussista un ulteriore obbligo informativo a carico dell'ente emittente.
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Anzianità di servizio: parità per i docenti precari
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 16144/2024, ha accolto il ricorso di una docente, cassando la decisione della Corte d'Appello che negava la piena ricostruzione della carriera basata sull'anzianità di servizio maturata con contratti a termine. La Suprema Corte ha ribadito il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato, imponendo la disapplicazione delle norme nazionali (art. 485 D.Lgs. 297/1994) e contrattuali (clausola di salvaguardia CCNL 2011) che creano disparità di trattamento, chiarendo l'errata interpretazione di una precedente sentenza della Corte di Giustizia UE.
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Buoni Postali Fruttiferi: Tassi Modificati per Legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che i tassi di interesse dei buoni postali fruttiferi possono essere legittimamente modificati da decreti ministeriali successivi alla loro emissione, anche in senso peggiorativo per il risparmiatore. La pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è considerata una comunicazione sufficiente, rendendo le nuove condizioni vincolanti. La Corte ha respinto il ricorso di alcuni risparmiatori che richiedevano l'applicazione dei tassi originariamente stampati sui titoli, confermando la prevalenza della norma di legge sul patto contrattuale.
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Buoni postali fruttiferi: tassi variabili e oneri
Una risparmiatrice ha contestato la riduzione del rendimento dei suoi buoni postali fruttiferi, dovuta a una modifica unilaterale dei tassi di interesse da parte dell'ente emittente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della variazione dei tassi, in quanto prevista dalla legge all'epoca della sottoscrizione e resa efficace tramite pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Secondo la Corte, non sussiste un affidamento del risparmiatore all'immutabilità dei tassi.
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TOSAP cavalcavia: quando la concessionaria paga?
Una società concessionaria autostradale è stata chiamata a pagare la tassa per l'occupazione di suolo pubblico (TOSAP) per un cavalcavia che sovrasta una strada comunale. La società riteneva di essere esente, agendo per conto dello Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la TOSAP cavalcavia è dovuta in quanto la concessionaria è il soggetto che occupa concretamente lo spazio pubblico e lo sfrutta economicamente, rendendo inapplicabile l'esenzione prevista per lo Stato.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15114/2024, ha chiarito la disciplina del raddoppio termini accertamento per redditi derivanti da investimenti in paradisi fiscali. La Corte ha stabilito che, sebbene la presunzione legale di evasione introdotta nel 2009 non sia retroattiva, le norme che raddoppiano i termini per l'accertamento e le sanzioni hanno natura procedurale e, quindi, si applicano anche ai periodi d'imposta precedenti, purché i termini non fossero già scaduti all'entrata in vigore della legge. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente con investimenti non dichiarati in un paradiso fiscale per l'anno 2004 viene raggiunto da un avviso di accertamento. La Cassazione chiarisce che, sebbene la presunzione legale di evasione non sia retroattiva, il raddoppio termini accertamento, essendo una norma procedurale, si applica agli anni d'imposta precedenti all'entrata in vigore della legge, purché i termini non fossero già scaduti. La Corte accoglie parzialmente il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria.
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Errore revocatorio: Cassazione rinvia a udienza pubblica
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un caso di ricorso per revocazione. Gli ex soci di una società contestavano una precedente sentenza della stessa Corte, sostenendo un errore revocatorio riguardo la loro legittimazione a impugnare un avviso di accertamento. L'accertamento, pur essendo a carico della società, era stato notificato anche a loro quali presunti percettori di utili occulti. Riconoscendo la complessità della questione, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento in pubblica udienza anziché una decisione in camera di consiglio.
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Imposta unica scommesse: obblighi per operatori esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando l'obbligo di versamento dell'imposta unica scommesse per l'attività di raccolta gioco effettuata in Italia tramite centri di trasmissione dati, anche in assenza di concessione statale. La Corte ha stabilito che tale imposizione non viola il diritto dell'Unione Europea e non costituisce una forma di discriminazione, basando la decisione sulla territorialità dell'attività e richiamando precedenti pronunce della Corte di Giustizia e della Corte Costituzionale. È stata inoltre confermata la natura di solidarietà paritetica tra il bookmaker estero e il gestore del centro raccolta scommesse.
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Aspettativa medico estero: no se lede la libera circolazione
Un dirigente medico si è visto negare un periodo di aspettativa per un incarico in Francia a causa di esigenze organizzative della struttura sanitaria di appartenenza. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del diniego, stabilendo che la tutela della salute pubblica rappresenta un interesse generale prevalente che può giustificare una restrizione alla libera circolazione dei lavoratori. Di conseguenza, anche la successiva decadenza dall'impiego del medico, per non aver ripreso servizio, è stata ritenuta legittima. Il caso chiarisce che il diritto all'aspettativa medico estero non è assoluto.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua soggezione all'imposta unica sulle scommesse per gli anni 2011-2012. La sentenza stabilisce che la raccolta di gioco sul territorio italiano è sufficiente a radicare il presupposto territoriale dell'imposta e conferma la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il centro di trasmissione dati locale, ritenendo la normativa conforme al diritto dell'Unione Europea.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14432 del 2024, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la legittimità dell'applicazione dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2012. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta per tutte le giocate raccolte sul territorio italiano, indipendentemente dalla sede legale del bookmaker. È stata inoltre confermata la responsabilità solidale tra il bookmaker estero e il Centro Trasmissione Dati (CTD) operante in Italia, ritenendo tale meccanismo non discriminatorio e conforme al diritto dell'Unione Europea.
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