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Art. 2043 Codice Civile — Anno 2025

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618 provvedimenti

Altri anni per Art. 2043 Codice Civile

Premio alla nascita: no a discriminazione stranieri
La Corte di Cassazione ha stabilito che escludere dal 'premio alla nascita' le cittadine straniere non in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo costituisce una discriminazione illegittima. La sentenza ha confermato che un ente previdenziale non può introdurre, tramite proprie circolari, requisiti più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla legge. È stata inoltre ribadita la piena legittimazione delle associazioni a tutela dei diritti degli immigrati a intentare azioni legali contro discriminazioni collettive basate sulla nazionalità.
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Responsabilità stazione appaltante: quando è esclusa?
Un'impresa subappaltatrice ha citato in giudizio la stazione appaltante per il mancato pagamento da parte dell'appaltatore principale. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità della stazione appaltante, chiarendo che, al tempo dei fatti, la normativa non imponeva un obbligo di sospendere i pagamenti all'appaltatore. La decisione sottolinea come la responsabilità extracontrattuale dell'ente pubblico richieda la violazione di un preciso obbligo di legge, non essendo sufficienti le clausole del bando di gara.
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Responsabilità solidale appaltante: il caso deciso
Un consorzio autostradale è stato ritenuto responsabile in solido con l'impresa appaltatrice per i danni a una proprietà privata. La Cassazione ha confermato la responsabilità solidale appaltante a causa di vizi progettuali e ha chiarito che l'onere di provare l'estinzione di un giudizio interruttivo della prescrizione grava su chi eccepisce la prescrizione stessa.
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Delegazione di pagamento: il delegato può agire?
Una banca, agendo come delegato in una delegazione di pagamento, ha versato una somma a una società che l'ha ricevuta indebitamente. La Corte di Cassazione ha confermato che la banca delegata ha il diritto di agire direttamente contro la società beneficiaria per la restituzione della somma, in quanto si trattava di una delegazione di pagamento titolata rispetto al rapporto di valuta.
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Ordine di liberazione immobile: i tempi del custode
Un acquirente all'asta ha citato in giudizio l'ex proprietario per ottenere un risarcimento a causa del ritardo nel rilascio dell'immobile. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che se l'acquirente si avvale del custode giudiziario per la liberazione, e l'occupante rispetta i tempi ragionevoli concessi da quest'ultimo, non sussiste un'occupazione illecita e non è dovuto alcun risarcimento. La sentenza chiarisce la corretta procedura per l'ordine di liberazione immobile e le responsabilità delle parti.
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Responsabilità del committente: quando paga i danni?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione esamina il caso della responsabilità del committente per i danni causati a un vicino durante lavori di ristrutturazione. Il proprietario di un appartamento citava in giudizio il vicino del piano di sotto per i danni strutturali e l'interruzione dell'impianto di riscaldamento condominiale causati dai suoi lavori. La Corte d'Appello aveva condannato il committente al ripristino e al risarcimento. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del committente, confermando la sua responsabilità autonoma e sottolineando l'importanza degli oneri probatori e della corretta formulazione dei motivi di ricorso.
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Responsabilità del produttore: il caso protesi difettose
Un paziente ha citato in giudizio il produttore di protesi d'anca rivelatesi difettose. I tribunali di primo e secondo grado avevano respinto la richiesta di risarcimento, applicando il termine di decadenza decennale previsto dal Codice del Consumo, decorrente dalla data di immissione in commercio del prodotto. La Corte di Cassazione, pur confermando la correttezza dell'applicazione del termine di decadenza per la specifica azione di responsabilità del produttore, ha cassato la sentenza con rinvio. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano errato nel non valutare la sussistenza di una responsabilità extracontrattuale (ex art. 2043 c.c.) in capo all'azienda, sorta dal momento in cui questa è venuta a conoscenza della difettosità dei suoi prodotti (a seguito di richiami dal mercato) e ha omesso di informare i pazienti già impiantati, violando così un obbligo di protezione e aggravando il danno.
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Prescrizione e processo estinto: quali atti la fermano?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7875/2025, affronta il tema della prescrizione e processo estinto. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni per un'aggressione, inizialmente avanzata in un processo poi dichiarato estinto. I danneggiati hanno avviato una nuova causa, ma la loro pretesa è stata respinta per prescrizione. La Suprema Corte ha confermato la decisione, stabilendo che, in caso di estinzione del processo, solo l'atto introduttivo iniziale ha un effetto interruttivo istantaneo. Gli atti successivi compiuti nel giudizio estinto non interrompono la prescrizione, a meno che non abbiano autonomamente i requisiti di un atto di costituzione in mora.
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Onere della prova calunnia: chi deve provare il dolo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un erede contro la condanna per i danni da denuncia calunniosa. Si è chiarito che, sebbene l'onere della prova calunnia spetti a chi agisce per il risarcimento, tale prova può essere raggiunta anche tramite elementi presuntivi che dimostrino la consapevolezza della falsità delle accuse da parte del denunciante. La valutazione del giudice di merito su tale prova è insindacabile in sede di legittimità.
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Notifica all’estero: quando l’appello è nullo
Un caso di risarcimento danni si arena in appello a causa di una notifica all'estero, verso l'Australia, non andata a buon fine. La Corte d'Appello dichiara estinto il processo per mancata corretta instaurazione del contraddittorio. La Corte di Cassazione conferma la decisione, sottolineando che la prova dei poteri di un procuratore generale in Italia deve essere fornita tempestivamente e che, in caso di litisconsorzio processuale, l'appello non può proseguire nemmeno per la parte correttamente notificata se la notifica verso un'altra parte è nulla. La sentenza evidenzia il rigore necessario nella gestione della notifica all'estero.
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Clausola compromissoria e P.A.: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della clausola compromissoria nei contratti di concessione pubblica. La Corte ha stabilito che le controversie relative al risarcimento danni per inadempimenti contrattuali della Pubblica Amministrazione, come il ritardo nell'attivazione di servizi, rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario e sono quindi devolvibili ad arbitri. La pronuncia conferma anche la validità di una clausola compromissoria che attribuisce la facoltà di adire il giudice statale solo a una delle parti, qualificandola come patto di opzione.
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Spostamento elettrodotto: serve l’ordine formale?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere un indennizzo per lo spostamento di un elettrodotto, richiesto da un ente pubblico per lavori di pubblica utilità, è indispensabile un provvedimento amministrativo formale emesso dall'autorità competente. Una semplice richiesta scritta, anche se pressante, non è sufficiente a fondare il diritto all'indennizzo, poiché non può sostituire il procedimento previsto dalla legge per la valutazione del pubblico interesse.
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Vincolo conformativo: come incide sul risarcimento?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna al risarcimento danni a carico di un Comune per l'occupazione illegittima di un terreno privato. La motivazione è che la Corte d'Appello non ha adeguatamente spiegato come ha calcolato l'indennizzo, omettendo di considerare l'impatto di un preesistente vincolo conformativo sullo stesso terreno, che ne limitava l'uso edificatorio e, di conseguenza, il valore di mercato.
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Responsabilità solidale eredi: quando non si applica
La Corte di Cassazione chiarisce la differenza tra debiti ereditari e obbligazioni sorte post-mortem. Nel caso di specie, somme di pensione accreditate per errore sul conto del defunto dopo la sua morte hanno generato una nuova obbligazione direttamente in capo agli eredi. La Corte ha stabilito la loro responsabilità solidale per la restituzione, derogando al principio generale della responsabilità pro quota, applicabile solo ai debiti preesistenti del de cuius. La decisione sottolinea che la natura dell'obbligazione, non una clausola contrattuale, determina il regime di responsabilità.
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Giurisdizione giudice tributario: la Cassazione decide
Un automobilista ha contestato un fermo amministrativo sul proprio veicolo per presunti debiti tributari. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione del giudice tributario si estende a tutte le questioni relative al debito fiscale, inclusa la prescrizione maturata dopo la notifica della cartella. Tuttavia, ha chiarito che le domande di risarcimento danni per l'illegittimità del fermo rientrano nella competenza del giudice ordinario. La sentenza impugnata è stata cassata perché il giudice d'appello aveva omesso di pronunciarsi proprio su tali richieste risarcitorie.
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Arricchimento indiretto: no a P.A. se c’è contratto
Un subappaltatore, non pagato da un appaltatore fallito, ha citato in giudizio la stazione appaltante pubblica per arricchimento senza causa. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione per arricchimento indiretto è inammissibile quando l'ente pubblico ha acquisito la prestazione in virtù di un valido contratto a titolo oneroso con l'appaltatore. La tutela del subappaltatore risiede nell'azione contrattuale verso l'appaltatore.
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Rappresentanza apparente e risarcimento del danno
Una recente sentenza della Cassazione chiarisce i confini della responsabilità del venditore per gli atti di un intermediario. Nel caso di specie, dei promissari acquirenti avevano stipulato un contratto preliminare con un soggetto che agiva come rappresentante dei proprietari, senza però possedere una procura scritta valida. La Corte ha stabilito che, sebbene il contratto sia inefficace, i proprietari sono tenuti a risarcire i danni subiti dagli acquirenti. Questa responsabilità sorge quando la condotta dei proprietari ingenera colposamente un affidamento incolpevole nei terzi circa l'esistenza dei poteri rappresentativi. La Corte ha precisato che si tratta di una responsabilità di natura extracontrattuale, che dà diritto alla restituzione delle somme versate ma non al doppio della caparra, rimedio tipico dell'inadempimento contrattuale.
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Spese condominiali urgenti: no rimborso per il vespaio
Dei condomini eseguono lavori di manutenzione sul vespaio del proprio appartamento, chiedendo il rimborso al condominio. La Cassazione nega il diritto al rimborso per le spese condominiali urgenti, stabilendo che il vespaio, se a servizio esclusivo di una singola unità, è da considerarsi parte privata e non comune. Il rimborso è ammesso solo per interventi sulle parti effettivamente condominiali, come i muri perimetrali.
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Recesso avvocato e compenso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha chiarito importanti principi sul compenso spettante al legale in caso di recesso avvocato e sulla prova del danno da diffamazione. A seguito del recesso del professionista, il compenso non può basarsi su un accordo forfettario per l'intera causa, ma va liquidato secondo criteri gerarchici (accordo per singole fasi, tariffe, usi). Inoltre, la Corte ha ribadito che il danno non patrimoniale alla reputazione non è presunto ('in re ipsa'), ma deve essere specificamente allegato e provato dalla presunta vittima. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Segnalazione illegittima: prova del danno necessaria
Una società e i suoi garanti hanno citato in giudizio un istituto di credito per un'illegittima segnalazione negativa alla Centrale Rischi. Dopo una vittoria iniziale, la Corte d'Appello ha annullato il risarcimento per danni non patrimoniali, affermando che tale danno deve essere specificamente provato e non è automatico. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. Il principio chiave riaffermato è che il danno da una segnalazione illegittima Centrale Rischi è un "danno-conseguenza", il che significa che il richiedente ha l'onere di dimostrarne l'esistenza e l'entità.
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