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Art. 2043 Codice Civile — Anno 2025

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618 provvedimenti

Altri anni per Art. 2043 Codice Civile

Prescrizione risarcimento danni: guida alla Cassazione
Un proprietario immobiliare ha citato in giudizio un condominio per presunti atti ostruzionistici che impedivano l'uso di un suo terreno come parcheggio. Dopo una vittoria in primo grado, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, dichiarando la prescrizione del risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d'appello, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha sottolineato che non è possibile introdurre nuove questioni di diritto o chiedere un riesame dei fatti in sede di legittimità, ribadendo la distinzione tra illecito istantaneo e permanente ai fini del calcolo della prescrizione.
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Distanze legali: D.M. 1444/68 non si applica senza PRG
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di distanze legali tra costruzioni. In una controversia riguardante un edificio costruito a meno di dieci metri dal confine, la Corte ha chiarito che le prescrizioni del D.M. 1444/1968, inclusa la distanza minima di 10 metri, non sono direttamente applicabili nei rapporti tra privati in assenza di un valido strumento urbanistico locale (come il Piano Regolatore Generale - PRG) che definisca le zone territoriali omogenee. Poiché il PRG del comune in questione era stato annullato con effetto retroattivo, la costruzione, avvenuta in quel periodo, non poteva essere soggetta a tale norma. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Responsabilità del terzo pignorato: quando sorge?
Una società creditrice ha citato in giudizio un Ministero, in qualità di terzo pignorato, per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da una sua dichiarazione ritenuta inesatta durante una procedura esecutiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, sottolineando che la responsabilità del terzo pignorato non è automatica. Il creditore ha l'onere di contestare la dichiarazione nelle sedi opportune, in particolare attraverso il giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo. Il ritardo o l'omissione di tale azione da parte del creditore esclude la possibilità di richiedere un risarcimento danni in un giudizio separato.
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Responsabilità proprietario: chi paga i danni?
Un condominio ha citato in giudizio il proprietario di un locale adiacente per i danni derivanti da un impianto fognario difettoso che transitava nella sua proprietà. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del proprietario, stabilendo che la mancata riparazione di un difetto noto costituisce una colpa omissiva. Viene quindi affermato il principio della responsabilità proprietario anche in assenza di un'azione diretta, con l'obbligo di risarcire i costi per il ripristino della situazione originaria.
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Responsabilità consulente tecnico: quando è esclusa?
Un uomo, condannato per estorsione sulla base di una perizia fonica e poi assolto in appello grazie a una nuova perizia di esito opposto, ha citato per danni i consulenti tecnici. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, escludendo la responsabilità del consulente tecnico. La Corte ha stabilito che non sussisteva alcuna colpa, neanche lieve, nel loro operato e che la loro perizia non era l'unica causa della condanna, essendoci altri elementi probatori a carico dell'imputato.
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Affidamento incolpevole: PA non responsabile se c’è giudizio
La Corte di Cassazione stabilisce che non sussiste la responsabilità della Pubblica Amministrazione per lesione dell'affidamento incolpevole quando un'autorizzazione amministrativa viene annullata in sede giudiziale e il privato era a conoscenza della pendenza del giudizio. Avviare i lavori in pendenza di un ricorso contro l'autorizzazione costituisce un'assunzione di rischio consapevole da parte dell'impresa, che esclude il diritto al risarcimento dei danni.
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Trasferimento d’azienda: sì all’art. 2112 c.c. nel TPL
Un ex dipendente di una società di trasporti fallita ha rivendicato il diritto alla continuità del rapporto di lavoro con la società subentrante. La Corte di Cassazione ha stabilito che si configura un trasferimento d'azienda, con applicazione dell'art. 2112 c.c., anche quando tra la vecchia e la nuova gestione privata si inserisce una gestione governativa temporanea, definita 'ponte', finalizzata a garantire la continuità del servizio pubblico. La sentenza chiarisce che tale gestione intermedia non interrompe la sequenza del trasferimento, tutelando i diritti dei lavoratori.
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Distanza legale piscina: la Cassazione chiarisce
Una recente ordinanza della Cassazione affronta due temi cruciali: la qualificazione delle spese per l'Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) e la disciplina della distanza legale piscina dal confine di proprietà. La Corte ha stabilito che i costi dell'ATP sono spese giudiziali da liquidare nel giudizio di merito, e non un danno risarcibile autonomamente. Inoltre, ha ribadito che per le piscine, a differenza di cisterne e pozzi, non opera una presunzione assoluta di pericolosità; spetta a chi lamenta la violazione della distanza dimostrare il pericolo concreto derivante dall'opera.
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Estinzione del giudizio: rinuncia chiude il caso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in una causa per gravi difetti in alloggi di edilizia residenziale. La decisione segue la rinuncia al ricorso da parte dei proprietari e la successiva accettazione da parte del Comune convenuto. La Corte, applicando gli articoli 390 e 391 c.p.c., ha terminato il procedimento senza pronunciarsi nel merito e senza regolare le spese processuali.
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Nullità tasso extra-fido: non si estende all’intra-fido
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e del suo fideiussore contro un istituto di credito. La Corte ha stabilito che la nullità del tasso extra-fido per superamento della soglia di usura non si estende automaticamente alla pattuizione relativa al tasso intra-fido. Inoltre, ha ribadito che il danno da illegittima segnalazione in Centrale Rischi non è presunto ma deve essere specificamente provato. Infine, ha dichiarato inammissibili le censure relative a domande nuove, come quella sulla commissione di massimo scoperto, sollevate tardivamente nel corso del giudizio.
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Canone depurazione non dovuto: onere della prova
Una società di gestione idrica è stata condannata a rimborsare agli utenti il canone di depurazione non dovuto a causa di un servizio inefficiente. La società ha impugnato la decisione sostenendo che gli utenti non avessero provato i pagamenti e che la responsabilità fosse di altri enti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta alla società convenuta provare i fatti che potrebbero ridurre il rimborso dovuto, confermando così il diritto degli utenti alla restituzione.
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Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
Un dipendente, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa per mobbing contro il suo datore di lavoro, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso non per il merito della questione, ma per un vizio di forma: il mancato deposito, nei termini di legge, della copia notificata della sentenza d'appello. La decisione sottolinea il rigore delle norme processuali e il principio di autoresponsabilità della parte ricorrente.
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Furto da ponteggio: la responsabilità dell’impresa
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che l'impalcatura priva di adeguate misure di sicurezza non è una semplice occasione, ma una causa diretta del furto in appartamento. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva escluso la responsabilità dell'impresa edile, affermando che la condotta omissiva dell'esecutore dei lavori ha un'efficienza causale diretta rispetto al danno subito dalla vittima del furto da ponteggio. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: guida completa
Un'amministrazione pubblica ricorre in Cassazione contro i proprietari di un hotel per violazioni edilizie, ma il ricorso viene respinto. La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso Cassazione a causa del mancato deposito della copia notificata della sentenza d'appello entro i termini di legge. La decisione sottolinea il rigore formale richiesto dall'art. 369 c.p.c., evidenziando come l'omissione di questo adempimento procedurale sia un errore fatale che preclude l'esame del merito della controversia.
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Costruzione in aderenza: limiti e vizi di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa a una controversia tra vicini per la realizzazione di un manufatto. L'ordinanza sottolinea come la motivazione del giudice di secondo grado fosse insanabilmente contraddittoria, descrivendo l'opera prima come poggiata sul muro del vicino (quindi in appoggio) e poi come semplice costruzione in aderenza. Tale vizio logico ha portato alla cassazione con rinvio della decisione.
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Responsabilità solidale: custode e fiduciario condannati
Il proprietario effettivo di quote societarie, intestate fiduciariamente a un terzo, ha agito per il risarcimento del danno dopo che le sue quote, sottoposte a sequestro giudiziario, sono state azzerate tramite un'operazione sul capitale. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale dell'amministratore fiduciario e del custode giudiziario, escludendo quella di altri professionisti coinvolti, come il notaio. L'ordinanza chiarisce i limiti e i doveri delle diverse figure in complesse manovre societarie.
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Rimborso costi ospedali: no a pagamenti extra-tariffa
Una società finanziaria, cessionaria di un credito da un ospedale classificato, ha richiesto a una Regione e a un'ASL il rimborso dei costi del personale eccedenti le tariffe standard. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, stabilendo che l'equiparazione funzionale degli ospedali classificati a quelli pubblici non conferisce un diritto automatico al rimborso costi per tutte le spese di gestione. La remunerazione è definita dalle tariffe e dai tetti di spesa, e i costi aggiuntivi rientrano nel rischio d'impresa della struttura sanitaria.
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Domicilio digitale: notifica nulla se l’indirizzo è errato
Una società finanziaria si è vista annullare una sentenza di condanna a suo carico perché l'atto di appello le era stato notificato a un indirizzo PEC errato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'unica notifica valida è quella effettuata al domicilio digitale presente nel registro ufficiale ReGIndE. Un errore nell'indirizzo comporta la nullità della notifica e, di conseguenza, della sentenza emessa senza un corretto contraddittorio.
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Risarcimento da sentenza fraudolenta: no revoca
La Corte di Cassazione conferma che un ente previdenziale, vittima di una frode processuale orchestrata da due avvocati, può chiedere direttamente il risarcimento da sentenza fraudolenta senza dover prima ottenere la revoca delle decisioni viziate. Il caso riguardava la sostituzione di perizie mediche per ottenere indebitamente assegni di invalidità. La Corte ha chiarito che l'azione di danno è autonoma, specialmente quando il recupero delle somme dai beneficiari è impossibile, e la sentenza di patteggiamento penale può essere usata come indizio nel processo civile.
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Risarcimento danni diffamazione: limiti al critica
Una società, dopo aver segnalato un medico all'Ordine per presunti certificati di malattia compiacenti, è stata condannata per diffamazione. La Cassazione conferma la condanna al risarcimento danni diffamazione, respingendo l'appello della società che invocava il diritto di critica. La Corte ha stabilito che la valutazione dei fatti e la quantificazione del danno spettano ai giudici di merito e ha accolto parzialmente il ricorso del medico per un ricalcolo delle spese legali.
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