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Art. 2043 Codice Civile — Anno 2025

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618 provvedimenti

Altri anni per Art. 2043 Codice Civile

Azione revocatoria: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un acquirente di un immobile commerciale, la cui compravendita era stata resa inefficace tramite un'azione revocatoria intentata dai creditori del venditore. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso basati sull'omesso esame di un fatto decisivo (in presenza di una "doppia conforme"), sulla richiesta di risarcimento per occupazione illegittima e sulla garanzia per evizione, evidenziando gravi carenze procedurali nell'impugnazione.
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Risarcimento danno morale per abuso edilizio altrui
La Corte di Cassazione conferma il diritto al risarcimento del danno morale a favore di un proprietario immobiliare, ingiustamente sottoposto a processo penale per abusi edilizi commessi da un terzo sul suo fondo. La Corte ha stabilito che la denuncia di terzi non interrompe il nesso causale tra l'illecito e il danno patito, essendo il procedimento penale una conseguenza prevedibile dell'abuso.
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Risarcimento danni ipoteca: quando spetta?
Un'errata iscrizione ipotecaria da parte di un agente della riscossione ha causato la tardiva cancellazione della formalità, impedendo a un cittadino di vendere un immobile. Questa mancata vendita ha reso impossibile l'acquisto di un'altra proprietà entro un termine essenziale, causando la perdita di una caparra di 50.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento danni per l'ipoteca illegittima, riconoscendo il nesso causale tra l'errore dell'agente e il danno subito, pur correggendo la data di decorrenza per il calcolo di interessi e rivalutazione.
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Responsabilità omessa segnaletica: la condanna civile
La Corte di Cassazione conferma la condanna al risarcimento dei danni a carico di un progettista e direttore dei lavori per un incidente mortale. La causa è stata individuata nella carente segnaletica stradale di un cantiere. La sentenza chiarisce che, ai fini della responsabilità civile, la condotta omissiva del tecnico ha contribuito a causare l'evento, applicando il criterio del 'più probabile che non', nonostante la concorrente colpa del conducente per eccesso di velocità. Viene quindi evidenziata la cruciale importanza della corretta predisposizione della segnaletica di pericolo per la sicurezza stradale.
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Dolosa esagerazione del danno: perdi l’indennizzo
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo la legittimità della clausola contrattuale che prevede la perdita totale del diritto all'indennizzo in caso di dolosa esagerazione del danno da parte dell'assicurato. Nel caso specifico, un'azienda ha visto respinta la sua richiesta di risarcimento per un incendio dopo che una perizia tecnica ha dimostrato una notevole discrepanza tra i beni dichiarati e quelli effettivamente distrutti. La Corte ha ritenuto che la valutazione dei fatti e delle prove, operata dalla Corte d'Appello, non fosse sindacabile in sede di legittimità, confermando così la decadenza dal diritto all'indennizzo per l'assicurato.
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Data certa transazione: la Cassazione fa chiarezza
Una società, cessionaria di un credito derivante da un contratto d'appalto, ha citato in giudizio la società debitrice. Quest'ultima ha opposto un accordo transattivo stipulato con il creditore originario. I tribunali di merito avevano ritenuto l'accordo opponibile. La Corte di Cassazione, invece, ha cassato la decisione, stabilendo che la prova della data certa transazione, necessaria per l'opponibilità al cessionario terzo, era stata erroneamente fondata su un ragionamento presuntivo viziato, rinviando la causa per una nuova valutazione alla luce dell'art. 2704 c.c.
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Risarcimento danno veicolo in leasing: la prova chiave
Una società chiede il risarcimento per i danni subiti da un autocarro a causa della caduta di un albero. La Cassazione nega il risarcimento danno veicolo in leasing perché la società, mera utilizzatrice, non ha provato né di aver riscattato il bene né di essere tenuta contrattualmente alla riparazione. La sentenza sottolinea l'onere della prova a carico di chi agisce in giudizio.
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Responsabilità PA tributaria: risarcimento e colpa
Un contribuente, socio accomandante di una s.a.s., ha citato in giudizio l'Amministrazione Finanziaria per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da un avviso di accertamento e una successiva iscrizione ipotecaria ritenuti illegittimi. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, chiarisce i presupposti della responsabilità PA tributaria. L'illegittimità dell'atto non è di per sé sufficiente: è necessario che il contribuente dimostri sia l'elemento soggettivo della colpa o del dolo dell'amministrazione, sia l'effettiva esistenza di un pregiudizio concreto. La Corte ha accolto il motivo di ricorso dell'Agenzia relativo alla mancata prova del danno patrimoniale, cassando la decisione e rinviando alla Corte d'Appello.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sollevando diverse eccezioni procedurali, tra cui la presunta invalidità della notifica per irreperibilità e via PEC, e l'irregolare costituzione in giudizio dell'ente riscossore. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso, confermando principi consolidati. In particolare, ha stabilito che la notifica cartella esattoriale è valida se effettuata via PEC tramite un file PDF non firmato digitalmente e che la relazione dell'ufficiale notificatore sull'irreperibilità del destinatario fa piena prova fino a querela di falso.
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Prescrizione e danno civile: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21800/2025, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per calunnia, il cui reato era stato dichiarato prescritto in appello. La Corte ha stabilito che, in caso di prescrizione e danno civile, il giudice d'appello deve comunque valutare nel merito la responsabilità dell'imputato prima di confermare le statuizioni civili. Viene chiarito che la condanna a una provvisionale e la conferma della responsabilità per il danno sono corrette, mentre la quantificazione definitiva del danno, con le relative regole probatorie civilistiche, è demandata a un separato giudizio civile.
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Delibera condominiale: maggioranze e lavori
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva convalidato una delibera condominiale per lavori di manutenzione straordinaria. La Corte ha stabilito che per opere di notevole entità economica è sempre necessaria la maggioranza qualificata, ovvero la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio. La delibera era stata approvata con una maggioranza inferiore, rendendola invalida. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Responsabilità del custode: quando la colpa esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti della responsabilità del custode di una strada in caso di incidente mortale. Il ricorso dei familiari di un automobilista, deceduto a seguito di uno scontro con un mezzo d'opera, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la condotta anomala e imprevedibile della vittima, come una grave disattenzione o un malore, può integrare un "caso fortuito" che interrompe il nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento, esonerando così l'ente gestore da ogni responsabilità, anche in presenza di presunte carenze nella segnaletica del cantiere.
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Cessione d’azienda: quando si ereditano i debiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15159/2025, ha stabilito che in caso di cessione d'azienda, l'acquirente subentra nei contratti non ancora conclusi, inclusi quelli di appalto pubblico il cui collaudo sia ancora provvisorio. Nel caso specifico, una società che aveva acquistato un'azienda edile è stata ritenuta responsabile per i danni derivanti dal crollo di un'opera realizzata dalla società venditrice, poiché al momento della cessione il rapporto contrattuale con il Comune committente era ancora pendente.
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Responsabilità banca per segnalazione CRIF: il caso
Due cittadini hanno citato in giudizio un istituto di credito per danni, sostenendo che una segnalazione errata in CRIF (classificata come 'mutuo rifiutato' anziché 'rinunciato') avesse causato il diniego di un finanziamento successivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. I giudici hanno sottolineato la mancanza di prove sulla condotta illecita, sul nesso causale e sul danno effettivo, ribadendo i requisiti di specificità del ricorso. Il tema centrale è la prova della responsabilità banca.
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Danno risarcibile: niente rimborso se l’opera è demolita
Una società immobiliare ha chiesto il risarcimento per i danni subiti a un muro di confine durante lavori edili nella proprietà vicina. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha negato il diritto al risarcimento. La ragione fondamentale è che la società, dopo il danno, ha demolito completamente le vecchie strutture per costruire un nuovo complesso immobiliare. Secondo i giudici, questo ha reso irrilevante il danno iniziale, poiché le opere di ripristino sarebbero state inutili. La sentenza sottolinea che per ottenere un danno risarcibile non basta provare l'evento dannoso, ma è necessario dimostrare un pregiudizio concreto ed effettivo, che in questo caso mancava.
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Violazione del mandato: Danni e annullamento
Due sorelle hanno citato in giudizio i loro rappresentanti per aver venduto una proprietà alle proprie mogli, configurando una violazione del mandato. I tribunali di merito avevano respinto la richiesta per prescrizione. La Cassazione ha ribaltato la decisione, specificando che la richiesta di risarcimento danni per violazione del mandato è un'azione autonoma rispetto a quella di annullamento della vendita e gode di un termine di prescrizione più lungo, decennale. La corte di merito aveva errato non pronunciandosi su questa distinta domanda.
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Prescrizione direttive UE: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione del diritto al risarcimento del danno per la tardiva attuazione di direttive UE da parte dello Stato. Con una decisione che riforma i precedenti gradi di giudizio, la Corte ha stabilito che si applica il termine di prescrizione quinquennale introdotto dalla L. 183/2011 a partire dal 1° gennaio 2012, anche per i diritti sorti in precedenza. Poiché l'azione legale era stata notificata dopo la scadenza di tale termine, il diritto degli attori è stato dichiarato estinto per prescrizione.
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Risarcimento danno da occupazione: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di occupazione usurpativa, stabilendo principi fondamentali per il calcolo del risarcimento danno. L'ordinanza chiarisce che tale risarcimento costituisce un 'debito di valore' e, pertanto, l'importo deve essere rivalutato fino alla data della decisione finale, non a una data precedente. La Corte ha inoltre censurato la decisione del giudice di merito di modificare arbitrariamente la perizia tecnica sul valore del bene, ripristinando la necessità di una valutazione corretta e motivata.
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Occupazione Illegittima: il diritto alla restituzione
La Cassazione interviene su un caso di occupazione illegittima di un fondo privato a seguito dell'annullamento di un decreto di esproprio. La Corte ribadisce che il giudice di rinvio è vincolato al principio di diritto precedentemente affermato, che inquadra la fattispecie nell'accessione (art. 934 c.c.) e non nell'occupazione espropriativa. Di conseguenza, i proprietari hanno diritto alla restituzione del bene e al risarcimento del danno per il mancato godimento, e la domanda non può essere dichiarata inammissibile.
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Danni da fauna selvatica: la Regione è responsabile
A seguito di un incidente stradale causato da un cinghiale, un automobilista ha subito la distruzione del proprio veicolo. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha confermato un principio consolidato: la responsabilità per i danni da fauna selvatica ricade esclusivamente sulla Regione, in base all'articolo 2052 del codice civile. La Corte ha chiarito che il giudice può applicare la norma corretta (art. 2052 c.c.) anche se l'attore ne aveva indicata un'altra (art. 2043 c.c.), e che la delega di funzioni gestionali ad altri enti, come le Province, non esonera la Regione dalla sua responsabilità primaria verso il cittadino danneggiato.
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