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Art. 1957 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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154 provvedimenti

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Fideiussione omnibus: onere di allegazione e nullità
La Corte di Cassazione chiarisce che, in un caso di fideiussione omnibus con clausole nulle per violazione della normativa antitrust, non è sufficiente invocare la nullità per essere liberati dall'obbligazione. Il fideiussore ha l'onere di allegare tempestivamente in giudizio il fatto specifico dell'inerzia del creditore, come previsto dall'art. 1957 c.c. La mancata allegazione di questo presupposto di fatto rende inammissibile il ricorso, poiché la semplice nullità della clausola non comporta automaticamente la liberazione del garante.
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Fideiussione Antitrust: la Cassazione decide
Analisi di un'ordinanza della Cassazione sul tema della fideiussione antitrust. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la tardiva produzione di prove essenziali e per la formazione del giudicato su un'eccezione preliminare, precludendo l'esame della nullità.
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Fideiussione omnibus: la Cassazione e l’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni garanti (fideiussori) contro una società cessionaria di crediti bancari. I ricorrenti contestavano la validità di una fideiussione omnibus e la legittimità del recesso della banca. La Corte ha respinto il ricorso basandosi sulla regola della "doppia conforme", che limita l'esame dei fatti in Cassazione quando due sentenze di merito sono concordi. Inoltre, ha sottolineato che per far valere la nullità delle clausole conformi allo schema ABI, il ricorrente deve fornire prove specifiche e dettagliate, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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Eccezione di prescrizione: onere della prova del fido
Una società in liquidazione e i suoi fideiussori si opponevano a un decreto ingiuntivo bancario. La Corte di Cassazione ha affrontato diversi motivi di ricorso, chiarendo in particolare che, di fronte all'eccezione di prescrizione sollevata dalla banca, spetta al correntista l'onere di provare l'esistenza di un'apertura di credito (fido) per dimostrare la natura ripristinatoria e non solutoria delle rimesse. La Corte ha rigettato quasi tutti i motivi, accogliendone uno relativo a un pagamento di oltre 300.000 euro, effettuato dai debitori durante la causa, che la Corte d'Appello aveva omesso di considerare nella condanna finale.
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Fideiussione omnibus nulla: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una società e dalla sua garante contro una società di gestione del credito. I ricorrenti sostenevano la nullità di una fideiussione omnibus per violazione della normativa antitrust, basandosi sulla sua somiglianza con uno schema ABI del 2003. La Corte ha stabilito che il ricorso mescolava impropriamente diversi motivi di impugnazione e che i ricorrenti non avevano soddisfatto l'onere della prova, poiché la semplice somiglianza testuale, a distanza di molti anni, non è sufficiente a dimostrare l'esistenza di un'intesa illecita al momento della stipula. Di conseguenza, la condanna al pagamento emessa dalla Corte d'Appello è stata confermata.
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Liberazione fideiussore: il ruolo di amministratore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un garante che era anche amministratore della società debitrice. La Corte ha stabilito che la liberazione fideiussore, ai sensi dell'art. 1956 c.c., non si applica in questo caso, poiché si presume che il garante-amministratore sia a conoscenza delle condizioni finanziarie precarie della società. Di conseguenza, il suo consenso a nuove operazioni di credito è considerato implicito. È stata inoltre respinta l'eccezione di nullità per presunte clausole anticoncorrenziali per mancanza di prova.
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Garanzia fideiussoria appalti: quando scade?
Un Comune ha escusso una garanzia fideiussoria a seguito della risoluzione per inadempimento di un contratto d'appalto. La Corte d'Appello ha ritenuto la garanzia estinta per mancato collaudo entro sei mesi. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla necessità del collaudo in caso di grave inadempimento dell'appaltatore, ha rimesso la questione alla pubblica udienza per la sua rilevanza nomofilattica. La decisione finale chiarirà se, in tali casi, la garanzia fideiussoria appalti si estingua o meno.
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Contratto autonomo di garanzia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di costruzioni, confermando che una polizza, sebbene denominata 'fideiussoria', deve essere qualificata come contratto autonomo di garanzia quando la sua funzione è quella di assicurare una rapida soddisfazione del creditore, specialmente nel contesto di appalti pubblici. La Corte ha stabilito che la volontà effettiva delle parti e il contesto normativo prevalgono sul nome formale ('nomen iuris') dato al contratto. I motivi procedurali sollevati dalla ricorrente sono stati dichiarati inammissibili in quanto questioni di fatto già coperte da un precedente lodo arbitrale e da decisioni conformi dei giudici di merito.
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Specificità dei motivi: appello in Cassazione respinto
Un fideiussore ha presentato ricorso in Cassazione contro una banca, contestando un debito derivante da un conto corrente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di specificità dei motivi. L'ordinanza sottolinea che non è sufficiente riproporre le stesse argomentazioni dei gradi di merito, ma è necessario formulare una critica puntuale e specifica contro la sentenza impugnata, dimostrando il rispetto del principio di specificità dei motivi.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: il caso analizzato
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni garanti contro una banca. L'ordinanza sottolinea come i motivi di ricorso fossero viziati da difetti procedurali, in particolare la mancanza di autosufficienza, che impedisce alla Corte di esaminare il merito delle questioni sollevate, tra cui la cessione del credito, la violazione delle norme sulla fideiussione e l'usura. Questa decisione ribadisce il rigore formale necessario per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Mutuo solutorio: la Cassazione conferma la validità
Un debitore ha contestato un ordine di pagamento per un finanziamento, sostenendo che si trattasse di un mutuo solutorio destinato a coprire debiti precedenti potenzialmente nulli. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo la piena validità del contratto di mutuo solutorio come negozio autonomo e titolo esecutivo. La Corte ha chiarito che l'accredito della somma sul conto del mutuatario perfeziona il contratto, rendendo irrilevante la successiva destinazione dei fondi all'estinzione di passività pregresse.
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Garanzia autonoma: differenze con fideiussione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi garanti contro un istituto bancario. Il caso verteva su un'opposizione a un decreto ingiuntivo per debiti su conto corrente e finanziamenti. La Corte ha affrontato diverse questioni, tra cui l'esercizio dello ius variandi, l'anatocismo e l'ammortamento alla francese. Il punto cruciale della decisione è stata la qualificazione dei contratti di garanzia come una **garanzia autonoma** e non come fideiussione, escludendo così l'applicazione di tutele specifiche, incluse quelle derivanti dalla normativa antitrust sui modelli ABI.
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Eccezioni inammissibili: la Cassazione fa chiarezza
Due garanti hanno presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che confermava il loro debito fideiussorio. Hanno sollevato questioni relative alla tutela del consumatore e contestazioni generiche sugli estratti conto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che le eccezioni inammissibili erano state sollevate per la prima volta in Cassazione (questioni nuove) o erano formulate in modo troppo generico e prive di prove specifiche, confermando così le decisioni dei gradi precedenti.
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Fideiussore consumatore: la Cassazione chiarisce
Due persone fisiche, garanti di un mutuo fondiario contratto da una società, si sono opposte a un precetto di pagamento. La Corte di Cassazione, accogliendo uno dei motivi di ricorso, ha stabilito un principio fondamentale: la qualifica di 'fideiussore consumatore' va valutata in base allo scopo personale del garante, non in base all'attività commerciale del debitore principale. Pertanto, anche chi garantisce un'impresa può beneficiare delle tutele del Codice del Consumo contro le clausole vessatorie. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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