LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1957 Codice Civile — Sezione Prima Civile

154 provvedimenti

Altri anni per Art. 1957 Codice Civile

Associazione non riconosciuta: la responsabilità del presidente confermata
Un fornitore ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro il presidente vicario di un ente, per il pagamento di pannelli fonoassorbenti. L'ente patrocinava i campionati europei di basket femminile. Il presidente aveva sottoscritto il contratto e rilasciato un assegno protestato. La Corte d'Appello ha qualificato l'ente come associazione non riconosciuta, applicando l'art. 38 c.c. e ritenendo il presidente responsabile. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del presidente, confermando la sua responsabilità per i debiti dell'associazione non riconosciuta e la condanna al pagamento delle spese legali.
Continua »
Nullità fideiussione antitrust: la garanzia dopo il 2005
Un garante e una società debitrice si oppongono alla richiesta di pagamento avanzata da un istituto di credito per oltre novecentomila euro. Il garante eccepisce la Nullità fideiussione antitrust per conformità alle clausole ABI sanzionate nel 2005. La Corte d'Appello riduce il debito ma rigetta l'eccezione di nullità poiché la garanzia è stata firmata tra il 2007 e il 2009. Il garante propone ricorso in Cassazione. La Suprema Corte sospende la decisione e rinvia la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite. Questo supremo organo stabilirà se le clausole ABI siano nulle anche per i contratti stipulati dopo il 2005 senza necessità di ulteriori prove sull'intesa illecita.
Continua »
Decadenza fideiussione omnibus: la Cassazione frena le banche
Un Garante si oppone all'ingiunzione di pagamento per oltre 132.000 euro legati a un mutuo aziendale. Il Garante eccepisce la decadenza fideiussione omnibus della banca ai sensi dell'articolo 1957 del codice civile, sostenendo la necessità di un'azione giudiziaria entro sei mesi a causa della nullità antitrust delle clausole di deroga. La Corte di Cassazione affronta il nodo della validità di una semplice richiesta scritta per evitare la decadenza e sospende la decisione, rinviando gli atti alle Sezioni Unite per risolvere il contrasto giurisprudenziale.
Continua »
Obbligazione unica con pagamento rateale: garanzie e debiti
L'Ex Presidente di un'associazione non riconosciuta ha sottoscritto un accordo per dilazionare un debito relativo a forniture elettriche. A fronte dell'inadempimento, La Società Fornitrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro l'Ex Presidente a titolo di garanzia personale. L'Ex Presidente ha eccepito la decadenza dei termini di recupero per ciascuna singola rata. La Corte di Cassazione ha chiarito che in caso di obbligazione unica con pagamento rateale, il termine semestrale di decadenza per agire contro il garante decorre soltanto dalla scadenza dell'ultima rata e non dai singoli ratei. L'Ex Presidente risponde quindi del debito e perde il ricorso.
Continua »
Contratto autonomo di garanzia: rigettato il ricorso dei garanti
I Garanti hanno impugnato il decreto ingiuntivo con cui la Banca richiedeva il pagamento dei debiti accumulati dalla Società debitrice. I giudici di merito hanno qualificato l'accordo come contratto autonomo di garanzia, confermando la responsabilità dei garanti. I Garanti sono ricorsi in Cassazione, sostenendo che si trattasse di una semplice fideiussione, nulla per violazione della normativa antitrust e decaduta per mancata tempestiva azione della Banca. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che la clausola di pagamento a prima richiesta e l'obbligo di pagare anche in caso di opposizione attribuiscono alla garanzia natura autonoma. Di conseguenza, i garanti non possono sollevare le eccezioni del debitore principale né far valere la nullità antitrust senza aver tempestivamente depositato il provvedimento sanzionatorio dell'Autorità Garante.
Continua »
Compensazione nel fallimento e fideiussione: i debiti reciproci
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità della compensazione nel fallimento tra i crediti vantati da un istituto bancario e i controcrediti di una società fallita. Una banca aveva richiesto decreti ingiuntivi verso la società debitrice e il suo garante personale. A seguito del fallimento dell'impresa, la curatela fallimentare ha eccepito la compensazione tra i debiti azionati dalla banca e i propri controcrediti per anatocismo e clausole nulle. L'erede del garante ha invece contestato la garanzia per violazione delle norme antitrust. La Suprema Corte ha confermato che la compensazione nel fallimento opera anche se l'esatto ammontare del credito viene accertato successivamente, purché la causa del credito sia anteriore al fallimento. Il ricorso dell'erede del garante è stato rigettato per carenza di tempestive prove documentali.
Continua »
Decadenza della fideiussione: la banca perde la garanzia
Una società cessionaria del credito aziona un decreto ingiuntivo contro il debitore principale e il fideiussore per recuperare scoperti di conto e finanziamenti. Il garante propone opposizione eccependo la decadenza della fideiussione per mancata tempestiva richiesta di pagamento entro sei mesi dalla scadenza del debito. La corte d'appello accoglie l'opposizione del garante e revoca l'ingiunzione, rilevando che la banca ha comunicato soltanto il recesso dai contratti senza provare il recapito di formali richieste di adempimento al debitore principale. La Corte di Cassazione conferma la decisione: la semplice revoca degli affidamenti non equivale a un'intimazione di pagamento e la mancata prova della ricezione dell'atto estingue l'obbligazione del garante.
Continua »
Fideiussione schema ABI: scontro tra tribunali e verdetto finale
Il Garante ha impugnato la decisione del Tribunale di Lecce che dichiarava la propria incompetenza a favore della sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Napoli per decidere sulla nullità di una fideiussione. Il ricorrente sosteneva che una precedente sentenza avesse già accertato con forza di giudicato la nullità della clausola di deroga ai termini di decadenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, evidenziando che la precedente pronuncia conteneva solo un parere non vincolante (obiter dictum) espresso in un giudizio di azione revocatoria. Di conseguenza, la controversia sulla nullità della Fideiussione schema ABI per violazione delle norme antitrust spetta alla competenza della sezione specializzata in materia di impresa. Vince la Banca, e la causa deve essere riassunta davanti al Tribunale di Napoli.
Continua »
Nullità fideiussione antitrust: perché il ritardo costa caro
I garanti di una società si oppongono al decreto ingiuntivo di una banca, eccependo la nullità fideiussione antitrust delle garanzie prestate. Sostengono che le clausole, basate sullo schema uniforme ABI, violino le norme sulla concorrenza, in particolare riguardo alla deroga del termine semestrale per agire contro il debitore. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. I giudici chiariscono che, sebbene la nullità della clausola di deroga sia rilevabile d'ufficio, la liberazione del garante per inattività del creditore costituisce un'eccezione in senso proprio. Questa difesa deve essere sollevata tempestivamente dalla parte entro i termini di decadenza processuali, non potendo operare in modo automatico. Viene inoltre confermata la legittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi, poiché il requisito della reciprocità richiede la stessa periodicità e non lo stesso tasso.
Continua »
Fideiussore consumatore o socio? La Cassazione nega la tutela
Il Socio Garante si opponeva a un decreto ingiuntivo richiesto dalla Banca, eccependo la propria qualità di fideiussore consumatore per far dichiarare nulle alcune clausole del contratto di garanzia. La Corte di Cassazione ha confermato che il socio o amministratore che garantisce i debiti della propria società non può essere considerato un fideiussore consumatore. La sua partecipazione al capitale sociale e il ruolo di amministratore dimostrano infatti un interesse economico diretto nell'attività d'impresa, escludendo l'applicazione delle tutele previste dal Codice del Consumo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il garante al pagamento delle spese legali e a pesanti sanzioni pecuniarie per abuso del processo, avendo egli insistito nel giudizio nonostante una proposta di definizione contraria.
Continua »
Valore probatorio home banking: stampe online contro la banca
I Fideiussori si sono opposti a un decreto ingiuntivo richiesto da una Banca, eccependo la compensazione con crediti derivanti da presunti interessi usurari sul conto corrente della società garantita. Per dimostrare tali addebiti, i Fideiussori hanno prodotto stampe dei movimenti bancari scaricate tramite il servizio telematico. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno ritenuto tali documenti privi di valore probatorio per mancanza degli estratti conto ufficiali. La Corte di Cassazione, rilevando la novità e la rilevanza della questione sul valore probatorio home banking, ha rinviato la causa alla pubblica udienza. La Suprema Corte dovrà stabilire se le stampe dei movimenti online possano considerarsi prove valide e come la banca debba eventualmente contestarle.
Continua »
Mediazione obbligatoria: Cassazione salva il garante dalla banca
Un garante propone opposizione contro un decreto ingiuntivo ottenuto da una banca. Il Tribunale e la Corte d'Appello dichiarano improcedibile l'opposizione perché il garante non ha avviato la procedura di mediazione obbligatoria. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del garante e cassa la decisione. I giudici di legittimità ribadiscono il principio stabilito dalle Sezioni Unite: nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo, l'onere di promuovere la mediazione obbligatoria grava sul creditore opposto e non sul debitore opponente. Di conseguenza, l'inerzia della banca determina la revoca del decreto ingiuntivo.
Continua »
Nullità della fideiussione omnibus: stop alle decisioni a sorpresa
Una società creditrice ha chiesto l'ammissione al passivo del fallimento di un garante basandosi su una fideiussione. Il Tribunale ha rigettato la domanda ritenendo la garanzia estinta per decadenza. Il giudice ha infatti rilevato d'ufficio la nullità della fideiussione omnibus per violazione della normativa antitrust, poiché conforme allo schema ABI vietato, dichiarando inapplicabile la deroga ai termini di legge. La Cassazione ha accolto il ricorso della creditrice: il Tribunale non poteva decidere sulla base di una nullità rilevata d'ufficio senza prima concedere alle parti un termine per discutere e difendersi su tale questione. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Fideiussione a prima richiesta: i garanti perdono 3,5 milioni
Due garanti si oppongono a un decreto ingiuntivo da 3,5 milioni di euro emesso da una banca, sostenendo di aver firmato come consumatori e che la banca fosse decaduta dal diritto di riscuotere per non aver agito in giudizio entro sei mesi dalla risoluzione del mutuo. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che i garanti non sono consumatori, avendo legami societari e professionali con l'azienda debitrice. Inoltre, trattandosi di una fideiussione a prima richiesta, la decadenza prevista dall'articolo 1957 del codice civile viene evitata con una semplice richiesta stragiudiziale di pagamento, senza necessità di avviare una causa. La deroga pattizia a tale termine non ha natura vessatoria. I garanti perdono la causa e devono pagare il debito e le spese legali.
Continua »
Accordo di rinegoziazione dei crediti: efficace senza il giudice
Una società in concordato preventivo, dopo l'omologazione e prima della chiusura della procedura, ha stipulato un accordo di rinegoziazione dei crediti con alcune banche per ristrutturare il debito residuo. Successivamente, la società è fallita. La società cessionaria dei crediti bancari ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare. Il Tribunale ha respinto la domanda ritenendo l'accordo inopponibile perché non autorizzato dal giudice. La Cassazione ha invece stabilito che, dopo l'omologazione del concordato, la società torna in bonis e può liberamente stipulare un accordo di rinegoziazione dei crediti senza necessità di autorizzazioni giudiziali, in quanto non si tratta di una modifica del piano concordatario ma di un autonomo contratto. La Cassazione ha quindi accolto il ricorso della società creditrice, rinviando la causa al Tribunale per un nuovo esame.
Continua »
Anatocismo bancario nei contratti: i garanti battono la banca
Due garanti si oppongono al decreto ingiuntivo di una banca per un debito di conto corrente di un'azienda debitrice, contestando l'addebito di interessi illegittimi e l'applicazione dell'anatocismo bancario nei contratti. La Corte d'Appello respinge l'opposizione, ritenendo valido l'adeguamento unilaterale della banca alle regole del 2000. La Cassazione accoglie il ricorso dei garanti su questo punto: le clausole di capitalizzazione degli interessi nei contratti stipulati prima del 2000 sono nulle. La banca non può sanarle con una comunicazione unilaterale o con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma serve un nuovo accordo scritto firmato dal cliente. La sentenza viene cassata con rinvio per ricalcolare il debito.
Continua »
Contratto autonomo di garanzia: firma e paghi senza difese
Un garante ha impugnato il decreto ingiuntivo emesso per uno scoperto di conto corrente di una società, contestando l'applicazione di interessi illegittimi e invocando la decadenza della banca dalla garanzia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la garanzia prestata era un contratto autonomo di garanzia (a prima richiesta). Di conseguenza, non si applicano le tutele tipiche della fideiussione ordinaria, come la decadenza per mancata tempestiva azione del creditore. La Corte ha inoltre chiarito che l'adesione del giudice alle risultanze della consulenza tecnica d'ufficio comporta il rigetto implicito delle contestazioni del consulente di parte. Il garante è stato quindi condannato a pagare il debito residuo e le spese di giudizio.
Continua »
Fideiussione per obbligazione futura: quando il garante paga
Alcuni garanti di una società fallita si oppongono al pagamento richiesto da una banca, invocando la liberazione dalla garanzia. Sostengono che la banca abbia concesso nuovo credito alla società pur conoscendone il dissesto finanziario, senza chiedere la loro autorizzazione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. Per il garante che è anche legale rappresentante della società, la richiesta di credito implica già l'autorizzazione. Per gli altri garanti, la Corte ribadisce che spetta a loro dimostrare che la banca conoscesse il peggioramento economico del debitore e abbia agito senza consenso. In mancanza di tale prova, la fideiussione per obbligazione futura rimane pienamente valida ed efficace, obbligando i garanti al pagamento.
Continua »
Fideiussione omnibus: firma nulla ma il garante perde la causa
Il Fideiussore si opponeva a un decreto ingiuntivo per oltre 122.000 euro richiesto da una banca per i debiti di una società fallita. Nel corso del giudizio, il credito veniva ceduto a una Società Cessionaria. Il Fideiussore contestava la validità della garanzia, definendola una fideiussione omnibus nulla perché basata sullo schema ABI anticoncorrenziale, ed eccepiva la decadenza della banca dal diritto di riscuotere il credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fideiussore. I giudici hanno stabilito che la nullità della fideiussione non può essere rilevata d'ufficio se i documenti non sono stati prodotti tempestivamente in primo grado. Inoltre, l'eccezione di decadenza è un'eccezione in senso stretto e andava sollevata subito nell'atto di opposizione, a pena di inammissibilità.
Continua »
Fideiussione omnibus: la Cassazione congela le vecchie garanzie
I Garanti di una società si oppongono a un decreto ingiuntivo richiesto da una banca, sostenendo la nullità della loro fideiussione omnibus firmata nel 1999. Sostengono che il contratto riproduca lo schema ABI dichiarato illegittimo dall'Antitrust nel 2005 perché restrittivo della concorrenza. La Corte d'Appello dichiara la nullità totale dei contratti. La Società Cessionaria del credito ricorre in Cassazione, contestando sia l'estensione della nullità all'intero contratto, sia la mancanza di prove sull'esistenza di un'intesa illecita nel 1999. La Suprema Corte rileva che sulla questione pende un rinvio pregiudiziale alle Sezioni Unite per chiarire l'onere della prova e la validità delle garanzie stipulate prima del 2002. Pertanto, la Cassazione rinvia la causa a nuovo ruolo, sospendendo la decisione in attesa del pronunciamento definitivo delle Sezioni Unite.
Continua »