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Art. 159 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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332 provvedimenti

Altri anni per Art. 159 Codice Penale

Prescrizione reato: il calcolo della sospensione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per una violazione del Codice della Strada. Il ricorrente sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha confermato la correttezza del calcolo della sospensione dei termini effettuato dalla Corte d'Appello, stabilendo che il reato non era ancora estinto al momento della pronuncia di secondo grado. Di conseguenza, la condanna è stata confermata.
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Prescrizione reato: quando l’appello non è inammissibile
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi procedurali, tra cui la mancata notifica di atti al proprio difensore. La Suprema Corte, ritenendo il motivo di ricorso non manifestamente infondato, ha dichiarato la prescrizione del reato, maturata durante il giudizio di legittimità, annullando la sentenza di condanna senza rinvio.
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Prescrizione minaccia: calcolo e recidiva aggravata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la prescrizione del reato di minaccia aggravata. L'imputato, un recidivo, sosteneva l'estinzione del reato. La Corte ha chiarito che il termine di prescrizione, notevolmente aumentato per la recidiva, non era ancora decorso, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Prescrizione reati edilizi: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un proprietario immobiliare per abusi edilizi. La sentenza chiarisce che la responsabilità del proprietario può essere dedotta da indizi e che l'inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza impedisce di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, anche se maturata durante il procedimento. La Corte ha calcolato che la prescrizione reati edilizi non era comunque ancora maturata alla data della sentenza impugnata.
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Riforma Orlando: quando si sospende la prescrizione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava l'avvenuta prescrizione del reato. I giudici hanno chiarito che, per i reati commessi tra il 2017 e il 2019, si applica la sospensione della prescrizione prevista dalla Riforma Orlando, la quale blocca il decorso dei termini per un massimo di un anno e sei mesi tra la sentenza di primo grado e quella d'appello. Di conseguenza, il reato non era ancora prescritto.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: analisi ordinanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato dal gestore di un hotel condannato per violazioni della normativa antincendio. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano generici, miravano a un riesame dei fatti non consentito in sede di legittimità, e perché la tesi sulla prescrizione del reato era palesemente infondata, non avendo considerato un periodo di sospensione previsto dalla legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione prescrizione: il termine deve essere pendente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale, stabilendo un principio fondamentale sulla sospensione prescrizione. La Corte ha chiarito che la sospensione del termine prevista dalla legge non può applicarsi se, al momento del deposito della sentenza di primo grado, il termine massimo di prescrizione è già interamente decorso. Nel caso specifico, il reato si era estinto per prescrizione prima che la decisione del Tribunale venisse depositata, rendendo quindi inapplicabile la successiva sospensione.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato, condannato per reati ambientali, accetta un "concordato in appello" per ridurre la pena. Successivamente, ricorre in Cassazione sollevando altre questioni, tra cui la prescrizione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tutti gli altri motivi di impugnazione, cristallizzando così la decisione di secondo grado.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione avverso una condanna per lesioni personali. L'ordinanza chiarisce i criteri per il calcolo della prescrizione, includendo i periodi di sospensione per rinvio su accordo delle parti, e ribadisce i limiti dei motivi di ricorso per le sentenze emesse dal Giudice di Pace, che possono essere impugnate solo per violazione di legge e non per vizi di motivazione.
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Prescrizione bancarotta: quando il reato si estingue
La Cassazione annulla una condanna per bancarotta fraudolenta. Nonostante i motivi di ricorso non fossero manifestamente infondati, il reato era già estinto per prescrizione bancarotta. La Corte ha calcolato che il termine massimo di 12 anni e 6 mesi era spirato prima della decisione.
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Prescrizione reato: la Legge Orlando la sospende?
Un individuo, condannato per furto e guida senza patente, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato contravvenzionale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la cosiddetta Legge "Orlando", vigente all'epoca dei fatti, prevedeva un periodo di sospensione della prescrizione reato di un anno e sei mesi dopo la sentenza di primo grado. Tale sospensione ha esteso il termine massimo, rendendo la prescrizione non ancora maturata al momento della decisione d'appello.
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Prescrizione del reato: la legge Orlando e la guida
Un individuo, condannato per guida senza patente, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la cosiddetta legge "Orlando", applicabile all'epoca del fatto, prevedeva una sospensione del termine di prescrizione, il quale, di conseguenza, non era ancora decorso.
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Sospensione prescrizione: inammissibile ricorso difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per insolvenza fraudolenta e autoriciclaggio. La Corte ha stabilito che la richiesta di rinvio dell'udienza avanzata dalla difesa comporta la sospensione prescrizione del reato, come previsto dalla legge. Inoltre, ha ribadito che non è possibile richiedere in sede di legittimità una nuova valutazione dei fatti già accertati dai giudici di merito, confermando la condanna e le motivazioni della Corte d'Appello.
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Sospensione prescrizione: ricorso generico è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che contestava il calcolo della sospensione prescrizione. Il ricorso è stato giudicato generico in quanto mera ripetizione dei motivi d'appello. La Corte ha confermato la correttezza del calcolo del termine, che includeva periodi di sospensione dovuti sia all'astensione dei difensori sia a una richiesta di rinvio per le conclusioni, chiarendo che quest'ultima opera 'ex lege' (per legge).
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Tenuità del fatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso con cui si contestava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. L'impugnazione è stata rigettata perché mirava a una nuova valutazione del merito, non consentita in sede di legittimità, e le censure sulla prescrizione sono state ritenute infondate alla luce della Riforma Orlando.
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Calcolo prescrizione: errore che annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per ricettazione a causa di un errore nel calcolo della prescrizione da parte della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva erroneamente computato un periodo di sospensione di 60 giorni per un legittimo impedimento del difensore, a fronte di un rinvio effettivo di soli 14 giorni. Tale errore ha portato a ritenere il reato estinto per prescrizione in una data antecedente alla pronuncia della sentenza di secondo grado, determinando l'annullamento senza rinvio della condanna.
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Sospensione prescrizione e sciopero: le regole
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22217/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, cogliendo l'occasione per ribadire un importante principio sulla sospensione della prescrizione. La Corte ha chiarito che il limite di 60 giorni per la sospensione, dovuto al rinvio dell'udienza, non si applica quando il rinvio è causato dall'adesione del difensore a uno sciopero di categoria. In questi casi, la sospensione può essere anche maggiore, in base alle esigenze organizzative dell'ufficio giudiziario. Rigettati anche gli altri motivi relativi alla particolare tenuità del fatto e al travisamento della prova.
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Pistola giocattolo senza tappo rosso: reato e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il porto di una pistola giocattolo senza tappo rosso. La Corte ha rigettato sia il motivo relativo alla presunta prescrizione del reato, chiarendo l'effetto sospensivo della Riforma Orlando, sia le censure generiche sulla motivazione della condanna. La sentenza conferma che il possesso di tale oggetto fuori dalla propria abitazione integra una contravvenzione e che i precedenti penali possono giustificare il diniego delle attenuanti generiche.
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Prescrizione abusi edilizi: nuove regole spiegate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due cittadini condannati per un abuso edilizio. Il caso è cruciale per aver chiarito l'applicazione delle nuove norme sulla prescrizione abusi edilizi. La Corte ha stabilito che per i reati commessi nel 2018, si applica la disciplina della sospensione introdotta dalla legge n. 103/2017 (Riforma Orlando), posticipando di conseguenza il termine di prescrizione e confermando la condanna.
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Prescrizione reato rissa: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di rissa a carico di più imputati. La decisione si fonda sulla maturata prescrizione del reato di rissa, un punto sollevato in un ricorso che contestava la sospensione dei termini. La Corte ha rilevato d'ufficio l'estinzione del reato, avvenuta nel luglio 2023, estendendo l'effetto dell'annullamento a tutti i coimputati e cancellando la sentenza di condanna senza necessità di un nuovo processo.
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