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Art. 157 Codice Penale — Sezione Terza Penale

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453 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Prescrizione reati tributari: le regole di calcolo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza del Tribunale che aveva erroneamente dichiarato l'estinzione per prescrizione reati tributari a carico di un contribuente. Il giudice di merito non aveva applicato l'aumento di un terzo del termine prescrizionale previsto dalla normativa speciale per i fatti commessi dopo il 2011, né aveva considerato i periodi di sospensione del processo maturati durante il dibattimento. La Suprema Corte ha ribadito che per i delitti fiscali i termini di prescrizione sono più lunghi e devono essere calcolati con estremo rigore tecnico.
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Demanio marittimo: prescrizione e abusi edilizi
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un amministratore di un complesso residenziale condannato per aver costruito una rampa pedonale in cemento senza autorizzazione. L'opera ricadeva nella fascia di rispetto di 30 metri dal demanio marittimo. La questione centrale riguardava il calcolo della prescrizione: la Corte d'Appello riteneva il reato permanente poiché l'opera ostacolava l'accesso pubblico alla spiaggia. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che, trattandosi di violazione dell'Art. 55 cod. nav. su suolo privato, il reato si consuma con l'ultimazione dei lavori. Poiché la rampa era stata completata anni prima, il reato di abuso nel demanio marittimo è stato dichiarato estinto per intervenuta prescrizione.
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Omesso versamento IVA: responsabilità del prestanome
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di **omesso versamento IVA** a carico di una legale rappresentante di una società, respingendo la tesi difensiva basata sulla gestione di fatto operata dal figlio. La Corte ha ribadito che la carica formale di amministratore comporta precisi doveri di vigilanza, la cui violazione configura una responsabilità penale a titolo di dolo eventuale. Inoltre, la crisi di liquidità non è stata ritenuta una scriminante valida, in quanto non è stata provata l'impossibilità assoluta di adempiere al debito tributario nonostante l'adozione di ogni iniziativa utile. Infine, è stata negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa dell'entità dello scostamento dalle soglie di punibilità e del mancato integrale risarcimento del danno erariale.
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Deposito incontrollato: responsabilità e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imprenditore operante nel settore del commercio di rottami, accusato di deposito incontrollato di rifiuti. La difesa sosteneva che la condotta dovesse essere qualificata come abbandono di rifiuti, reato istantaneo ormai prescritto. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che la sistematica accumulazione di materiali legata all'attività d'impresa configura un deposito incontrollato, fattispecie di natura permanente. Tale natura impedisce il decorso della prescrizione finché i rifiuti non vengono rimossi o smaltiti. La Corte ha inoltre escluso violazioni procedurali relative alla riqualificazione giuridica del fatto, ritenendo che l'imputato avesse avuto piena possibilità di difendersi.
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Prescrizione nel patteggiamento: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato un patteggiamento per reati di droga, lamentava la prescrizione nel patteggiamento per uno dei capi d'accusa. La Corte ha stabilito che, dopo la riforma dell'art. 448 c.p.p., la prescrizione maturata prima della sentenza non è un motivo di ricorso deducibile in Cassazione contro l'applicazione della pena concordata.
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Prescrizione del reato: limiti e maltrattamenti
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni. La decisione si concentra sulla prescrizione del reato per uno dei capi di imputazione relativi alle lesioni, portando a una parziale riduzione della pena, mentre conferma la responsabilità per i reati più gravi basati sulle dichiarazioni della vittima.
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Ordine di demolizione: natura reale e comproprietà
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soggetti contro un ordine di demolizione per abusi edilizi. Il nucleo della decisione riguarda la natura reale del provvedimento: l'ordine di demolizione rimane efficace anche se la sentenza non è ancora esecutiva per uno dei comproprietari, poiché l'accertamento dell'abusività dell'opera è definitivo e prevale sulla responsabilità soggettiva.
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Dichiarazione infedele: quando scatta il reato penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per dichiarazione infedele nei confronti dell'amministratrice di una società che aveva indicato un imponibile pari a zero a fronte di ricavi accertati per oltre 600.000 euro. La Suprema Corte ha chiarito che il reato sussiste anche se la rettifica fiscale deriva da costi indeducibili e ha negato la prescrizione a causa dei periodi di sospensione processuale.
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Fatture inesistenti: recidiva e prescrizione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per una frode carosello basata su fatture inesistenti. La Corte chiarisce che la recidiva qualificata allunga i termini di prescrizione, rendendo infondata l'eccezione del ricorrente. Viene inoltre confermata la configurabilità del reato di emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, anche di fronte a una reale movimentazione di merce, quando l'intermediario è una mera 'società cartiera'.
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Omessa dichiarazione: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omessa dichiarazione a carico di un amministratore che non aveva presentato la dichiarazione IVA, adducendo come giustificazione lo smarrimento della documentazione contabile. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, specificando che la scusa dello smarrimento non è valida se l'impedimento non è assoluto e se l'imprenditore non ha agito con diligenza per ricostruire i dati necessari.
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Sospensione prescrizione reati: il rinvio su richiesta
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per dichiarazione infedele. Il punto chiave è la sospensione prescrizione reati: il rinvio concesso su richiesta della difesa, e non per esigenze istruttorie, sospende la prescrizione per tutta la durata del rinvio, non solo per 60 giorni. Confermato il no all'art. 131-bis per superamento significativo delle soglie di punibilità.
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Violazione di sigilli: quando si prescrive il reato?
Un soggetto è stato condannato per violazione di sigilli apposti su un immobile. In Cassazione, ha sostenuto che il reato fosse prescritto, contestando la data di commissione del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, in assenza di prove contrarie, la consumazione del reato di violazione di sigilli si presume coincidente con la data del suo accertamento e ha fornito chiarimenti sul calcolo della prescrizione in presenza di aggravanti.
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Occultamento scritture contabili: la Cassazione decide
Un imprenditore, assolto in primo grado, viene condannato in appello per l'occultamento di scritture contabili. La Cassazione conferma la condanna, chiarendo che la rinnovazione della prova testimoniale non è necessaria se la decisione d'appello si fonda su prove documentali trascurate dal primo giudice. La Corte specifica inoltre che per il reato permanente di occultamento, la prescrizione decorre dalla conclusione dell'accertamento fiscale.
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Prescrizione furto aggravato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45735/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di energia elettrica. La Corte ha chiarito come la prescrizione del furto aggravato venga significativamente estesa dalla presenza della recidiva reiterata, anche se quest'ultima è stata neutralizzata nel calcolo della pena. Il termine di prescrizione, infatti, non era ancora maturato al momento della decisione.
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Dolo specifico prestanome: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione, con la sentenza 43561/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati per reati tributari. La Corte ha confermato la condanna di una donna, amministratrice formale di una società, chiarendo che il ruolo di mero prestanome non esclude la responsabilità penale. Il dolo specifico del prestanome può essere provato anche tramite elementi indiziari, come il rapporto di coniugio con l'amministratore di fatto. La sentenza ha inoltre ribadito il corretto calcolo della prescrizione per i reati fiscali, che prevede un doppio aumento del termine.
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Motivazione Apparente: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per esercizio di giochi d'azzardo a causa della motivazione apparente fornita dalla Corte d'Appello. Quest'ultima si era limitata a un generico rinvio alla sentenza di primo grado, senza analizzare le specifiche critiche sollevate dalla difesa. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice d'appello ha l'obbligo di esaminare nel merito le doglianze dell'imputato, altrimenti la motivazione risulta nulla e la sentenza va annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Pena illegale: Cassazione annulla condanna ambientale
Un imprenditore, condannato per deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi, ha visto la sua condanna annullata dalla Corte di Cassazione. Sebbene il motivo sulla prescrizione del reato sia stato respinto, la Corte ha accolto la doglianza relativa all'applicazione di una pena illegale. I giudici di merito avevano infatti inflitto una pena congiunta (arresto e ammenda) dove la legge prevedeva una pena alternativa (arresto o ammenda). L'accoglimento di questo motivo ha permesso alla Cassazione di rilevare la prescrizione del reato, maturata dopo la sentenza di appello, portando all'annullamento definitivo della condanna.
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Coordinatore sicurezza: obblighi e prescrizione
Un coordinatore per la sicurezza è stato ritenuto responsabile per non aver sospeso i lavori in un cantiere reso pericoloso da lastre di ghiaccio. La Corte di Cassazione, pur confermando che il coordinatore sicurezza ha il dovere di intervenire in caso di pericolo grave e imminente, anche se non derivante da rischio interferenziale, ha annullato la sentenza di condanna. Il motivo è l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, essendo il ricorso risultato ammissibile.
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Morte dell’imputato: estinzione del reato e civili
Una donna veniva condannata in appello per occupazione abusiva di demanio marittimo. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha annullato la sentenza dopo aver scoperto che l'imputata era deceduta diversi anni prima, addirittura prima del giudizio di primo grado. La Corte ha stabilito che la morte dell'imputato, avvenuta prima del passaggio in giudicato della sentenza, comporta l'estinzione del reato e la revoca automatica di tutte le statuizioni civili, come il risarcimento del danno.
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Crisi di liquidità: quando esclude i reati fiscali?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la crisi di liquidità non esclude automaticamente la responsabilità per omesso versamento di imposte. L'imprenditore deve dimostrare una 'impossibilità assoluta' di adempiere, non riconducibile a proprie scelte gestionali, come quella di pagare i fornitori anziché il Fisco. Nel caso specifico, pur respingendo la tesi difensiva sulla mancanza di dolo, la Corte ha ridotto la pena per la sopravvenuta prescrizione di uno dei reati contestati.
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