LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 157 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Pagina 13 di 23

453 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Occupazione abusiva demaniale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione abusiva demaniale a carico di due soggetti che avevano utilizzato un'area marittima senza concessione, realizzando manufatti edilizi. La Corte ha chiarito che il reato ha natura permanente e la prescrizione decorre solo dallo sgombero o dal rilascio del titolo. È stata inoltre esclusa la particolare tenuità del fatto data la gravità della condotta protratta nel tempo.
Continua »
Confisca per equivalente e reati prescritti
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio le statuizioni relative alla Confisca per equivalente applicata a reati dichiarati prescritti. Il caso riguardava una complessa truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e reati tributari. La Suprema Corte ha stabilito che l'art. 578-bis c.p.p., che consente la confisca anche in presenza di prescrizione, non può essere applicato retroattivamente a fatti commessi prima della sua entrata in vigore nel 2018, data la natura sanzionatoria della misura. Inoltre, è stato chiarito che il momento consumativo della truffa pubblica coincide con la rendicontazione finale, momento in cui il danno per l'ente erogatore diventa definitivo.
Continua »
Omessa dichiarazione: dolo e calcolo della pena
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale di un contribuente per il reato di omessa dichiarazione relativo a due anni di imposta. La difesa sosteneva l'assenza di dolo a causa di un presunto allagamento dell'archivio e dell'inerzia del consulente fiscale. I giudici hanno rigettato tali tesi, sottolineando che il dolo specifico può essere desunto dal comportamento successivo al reato, come il mancato pagamento delle imposte. Tuttavia, la sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente al trattamento sanzionatorio, poiché i giudici di merito non avevano motivato correttamente la determinazione della pena base e gli aumenti per la continuazione tra i reati.
Continua »
Abusivismo edilizio e prescrizione del reato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di abusivismo edilizio relativo alla costruzione di un complesso residenziale in zona agricola e con vincolo cimiteriale. Gli imputati erano stati condannati per aver realizzato opere basate su un permesso di costruire successivamente annullato dal Comune. La Suprema Corte ha evidenziato che il giudice penale non può limitarsi a recepire le decisioni amministrative senza valutare le perizie tecniche della difesa. Tuttavia, constatato il decorso dei termini legali, la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione, revocando l'ordine di demolizione precedentemente impartito.
Continua »
Getto pericoloso di cose: condanna per lancio rifiuti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di getto pericoloso di cose nei confronti di un'imputata accusata di aver lanciato scarti alimentari e candeggina dal proprio balcone. La difesa aveva eccepito la prescrizione del reato e la violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza, sostenendo che il lancio di candeggina non fosse stato formalmente contestato. I giudici hanno rigettato i motivi, evidenziando che le sospensioni legate al periodo pandemico hanno impedito la prescrizione e che il nucleo della condotta era noto all'imputata, rendendo legittima la condanna nonostante le integrazioni probatorie emerse in dibattimento.
Continua »
Occupazione abusiva: sequestro stabilimenti balneari
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di uno stabilimento balneare per l'ipotesi di occupazione abusiva di suolo demaniale. La difesa contestava la misura cautelare invocando la prescrizione del reato e il divieto di un secondo giudizio per fatti già giudicati in passato. I giudici hanno chiarito che l'occupazione di un'area superiore a quella concessa configura un reato permanente, la cui prescrizione inizia a decorrere solo con lo sgombero o il rilascio dell'area. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché basato su ricostruzioni fattuali non sindacabili in sede di legittimità.
Continua »
Abuso edilizio: quando scatta il reato penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abuso edilizio nei confronti del gestore di un bed and breakfast. L'imputato aveva realizzato, senza permessi, una strada in ghiaia, una serra e trasformato due garage in appartamenti. Il ricorso, basato sulla presunta violazione del principio di immutabilità del giudice e sulla richiesta di prescrizione, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha chiarito che il mutamento del collegio giudicante non è nullo se non è stata svolta attività istruttoria e che le opere realizzate non rientrano nell'edilizia libera poiché modificano il carico urbanistico.
Continua »
Prescrizione reati edilizi: annullamento Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna per abusi edilizi e violazioni paesaggistiche, rilevando che la prescrizione era già maturata prima della decisione d'appello. Nonostante le sospensioni dei termini dovute all'emergenza Covid-19 e agli impedimenti dei difensori, il termine massimo quinquennale era decorso. La Corte ha ribadito che l'estinzione del reato, se avvenuta prima della sentenza impugnata, deve essere dichiarata anche in sede di legittimità, prevalendo sulla conferma della condanna.
Continua »
Scritture contabili: annullamento per prescrizione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un amministratore condannato per l'occultamento di scritture contabili. La difesa ha dimostrato che parte della documentazione era stata precedentemente sequestrata dall'autorità giudiziaria e che la Corte d'Appello non aveva motivato adeguatamente su tale punto. Nonostante la fondatezza dei motivi riguardanti la sussistenza del reato, la Suprema Corte ha dichiarato l'annullamento senza rinvio della sentenza poiché, nel frattempo, è maturata la prescrizione del reato.
Continua »
Ricettazione e attenuante del danno lieve
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per Ricettazione e violazione del diritto d'autore per il possesso di 41 DVD contraffatti. I giudici hanno dichiarato estinto per prescrizione il reato di violazione del diritto d'autore, rideterminando la pena. Per quanto riguarda la Ricettazione, la Corte ha annullato la sentenza con rinvio limitatamente al mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Cassazione ha chiarito che tale attenuante è compatibile con le attenuanti generiche e non può essere esclusa basandosi esclusivamente sulla natura del bene giuridico tutelato dalla norma.
Continua »
Datore di lavoro: responsabilità del Sindaco
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Sindaco condannato per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, tra cui la mancata redazione del DVR. La difesa ha contestato la qualifica di datore di lavoro attribuita al primo cittadino, dimostrando l'esistenza di una delibera che assegnava tali funzioni e poteri di spesa a un dirigente specifico. La Suprema Corte ha rilevato che il Tribunale non ha adeguatamente valutato tale designazione, che differisce dalla semplice delega di funzioni. Tuttavia, a causa del tempo trascorso, i reati sono stati dichiarati estinti per prescrizione, portando all'annullamento della sentenza senza rinvio.
Continua »
Scommesse abusive: inammissibilità e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di scommesse abusive a carico del gestore di un esercizio commerciale. Il ricorrente aveva eccepito la prescrizione del reato e la violazione del diritto di difesa per un mancato rinvio per motivi di salute. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che l'istanza di rinvio era stata inviata a un indirizzo email errato e che la prescrizione non era maturata prima della sentenza d'appello. Inoltre, è stata negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della natura organizzata e continuativa dell'attività illecita.
Continua »
Scritture contabili: condanna per occultamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per l'occultamento di scritture contabili. La difesa sosteneva che i documenti non fossero mai stati istituiti, ma il ritrovamento di ricevute presso i clienti ha provato l'esistenza originaria della contabilità. La sentenza chiarisce inoltre che la recidiva reiterata comporta un aumento dei termini di prescrizione, impedendo l'estinzione del reato.
Continua »
Prescrizione reati tributari: guida al calcolo
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione reati tributari in relazione a un caso di omessa dichiarazione IVA e IRES. L'imputato, legale rappresentante di una società, era stato condannato in appello per fatti risalenti al 2010. La Suprema Corte ha rilevato che i giudici di merito avevano erroneamente applicato un aumento dei termini di prescrizione introdotto da una legge successiva al fatto. Applicando correttamente i termini vigenti al momento del reato e considerando l'aumento per la recidiva, la Corte ha stabilito che il termine massimo di dieci anni era già decorso prima della sentenza di secondo grado, dichiarando l'estinzione del reato.
Continua »
Gestione illecita di rifiuti e prescrizione: guida
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da un autista e un imprenditore condannati per gestione illecita di rifiuti. Il caso riguardava il trasporto non autorizzato di rottami ferrosi ed elettrodomestici dismessi. La Suprema Corte ha chiarito che la sospensione della prescrizione per impedimento del difensore di un imputato si estende automaticamente ai coimputati che non si oppongono al rinvio. Inoltre, è stato ribadito che l'onere di provare l'avvenuta estinzione del reato tramite procedure amministrative spetta alla difesa e che i materiali ferrosi non perdono la qualifica di rifiuto senza certificazione di corretto trattamento.
Continua »
Particolare tenuità del fatto e gasolio agricolo.
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino condannato per aver utilizzato 25 litri di gasolio agricolo agevolato nella propria auto privata. Il ricorrente ha contestato il diniego della particolare tenuità del fatto, evidenziando la modesta entità del danno e la propria incensuratezza. La Suprema Corte ha rilevato che i giudici d'appello hanno omesso una valutazione complessiva della condotta, concentrandosi erroneamente solo sul comportamento post-delittuoso. Poiché il ricorso non è stato ritenuto inammissibile, la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, annullando la condanna senza rinvio.
Continua »
Prescrizione del reato: prevalenza su tenuità fatto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'imputata accusata di frode fiscale tramite l'uso di fatture per operazioni inesistenti. Inizialmente prosciolta per particolare tenuità del fatto, la ricorrente ha impugnato la decisione chiedendo il riconoscimento della prescrizione del reato. La Suprema Corte ha stabilito che la prescrizione del reato prevale sulla causa di non punibilità per tenuità, poiché estingue l'illecito garantendo un esito più favorevole. Tuttavia, tale principio è stato applicato solo a uno dei capi d'imputazione, poiché per l'altro il ricorso è stato giudicato generico e quindi inammissibile.
Continua »
Occultamento scritture contabili: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore di società condannato per occultamento scritture contabili. La difesa contestava la violazione del principio del ne bis in idem e l'errata individuazione del termine di prescrizione. La Suprema Corte ha stabilito che il reato previsto dall'art. 10 D.Lgs. 74/2000 ha natura permanente e la sua consumazione cessa solo con la conclusione dell'accertamento fiscale. Inoltre, l'identità del fatto necessaria per invocare il ne bis in idem richiede una coincidenza storica e temporale che, nel caso di specie, non sussisteva riguardando annualità d'imposta differenti.
Continua »
Spaccio di stupefacenti: aggravante vicino alle scuole
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti avvenuto in prossimità di istituti scolastici e universitari. La difesa ha contestato l'identità dell'agente sotto copertura e l'applicabilità dell'aggravante per la vicinanza alle scuole. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità penale per la maggior parte dei capi d'accusa, ribadendo che l'aggravante si applica anche alle aree esterne di transito frequentate da studenti. Tuttavia, ha annullato senza rinvio la condanna per un episodio specifico per intervenuta prescrizione e ha revocato l'obbligo di pagamento delle spese di mantenimento in carcere, poiché l'imputato non era mai stato sottoposto a custodia cautelare.
Continua »
Prescrizione reati tributari: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza che dichiarava estinti per prescrizione i reati di omessa dichiarazione e occultamento di documenti contabili contestati a un legale rappresentante. La Suprema Corte ha stabilito che la **Prescrizione reati tributari** era stata calcolata erroneamente dal giudice di merito, non considerando la natura permanente del reato di occultamento e l'impatto della recidiva reiterata sui termini massimi. Poiché l'occultamento si protrae fino alla conclusione dell'accertamento fiscale, il termine iniziale era molto più recente di quanto ipotizzato, rendendo i reati ancora perseguibili.
Continua »