La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della imprescrittibilità dell'ergastolo in relazione a omicidi aggravati commessi tra il 1979 e il 1984. L'imputato, divenuto collaboratore di giustizia, sosteneva che il riconoscimento di attenuanti speciali e l'irrogazione di una pena temporanea dovessero comportare l'applicabilità della prescrizione. La Suprema Corte ha rigettato tale tesi, confermando che per i reati puniti in astratto con la pena perpetua, commessi prima della riforma del 2005, non opera il decorso del tempo ai fini estintivi, indipendentemente dal bilanciamento delle circostanze operato in concreto dal giudice.
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