Prescrizione Reato Permanente: La Cassazione Annulla Condanna per Omessi Lavori
Con la sentenza n. 46446/2023, la Corte di Cassazione affronta un tema cruciale in materia di prescrizione reato permanente, specificando il momento esatto in cui il termine per l’estinzione del reato inizia a decorrere nel caso di omissione di lavori su edifici pericolanti. Questa pronuncia chiarisce che la cessazione della condotta illecita, e quindi il via alla prescrizione, coincide con l’effettiva messa in sicurezza dell’immobile, anche se avvenuta molto tempo prima della condanna.
I Fatti: Un Immobile Pericolante e la Condanna Iniziale
Il caso trae origine da una sentenza del Tribunale di Palermo, che aveva condannato i proprietari di un immobile per la contravvenzione prevista dall’art. 677 del codice penale. L’accusa era quella di aver omesso di eseguire i lavori necessari a rimuovere il pericolo di rovina dell’edificio, mettendo a rischio la pubblica incolumità. Agli imputati era stata inflitta una pena di quattrocento euro di multa ciascuno.
Contro questa decisione, i condannati hanno proposto ricorso per cassazione, basando la loro difesa su un unico, ma decisivo, motivo: l’avvenuta prescrizione del reato.
Il Ricorso e la questione della prescrizione reato permanente
La difesa ha sostenuto che, come risultava dalla stessa sentenza impugnata, i lavori di messa in sicurezza dell’immobile erano stati completati nell’aprile del 2017. Secondo la tesi difensiva, tale evento aveva interrotto la permanenza del reato.
Il reato di omissione di lavori su edifici che minacciano rovina è, infatti, un classico esempio di reato permanente. La sua consumazione non si esaurisce in un singolo istante, ma perdura per tutto il tempo in cui persiste la situazione di pericolo. Di conseguenza, il termine di prescrizione non inizia a decorrere finché la condotta omissiva non cessa.
Partendo da questo presupposto, gli imputati hanno calcolato che il termine massimo di prescrizione di cinque anni (quattro anni, maggiorati di un quarto), decorrendo dall’aprile 2017, sarebbe spirato nell’aprile del 2022, ovvero prima che il Tribunale emettesse la sentenza di condanna nel settembre 2022.
Le motivazioni della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha ritenuto fondato il ricorso, accogliendo in pieno la tesi difensiva. I giudici hanno ribadito la natura di reato permanente a condotta omissiva della contravvenzione contestata. La Corte ha specificato che lo stato di consumazione di tale reato si protrae fino a quando il pericolo per la pubblica incolumità non viene meno.
La cessazione della permanenza avviene nel momento in cui la situazione antigiuridica si interrompe, ad esempio per un’azione volontaria dell’obbligato. Nel caso di specie, la stessa sentenza di primo grado attestava che i lavori di messa in sicurezza erano stati ultimati entro l’11 aprile 2017. Questa data, secondo la Cassazione, segna il momento esatto della cessazione della permanenza del reato.
Da quel giorno è iniziato a decorrere il termine di prescrizione quinquennale. Poiché dagli atti non risultavano cause di sospensione del termine, la Corte ha concluso che il reato si era estinto l’11 aprile 2022. La sentenza del Tribunale, emessa il 19 settembre 2022, era quindi intervenuta quando il reato era già estinto per prescrizione.
Le conclusioni: L’Annullamento della Sentenza e le Implicazioni Pratiche
In conclusione, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando il reato estinto per intervenuta prescrizione. La decisione sottolinea un principio fondamentale: una condanna pronunciata per un reato già prescritto è illegittima e deve essere annullata. Questo caso serve come importante promemoria sull’importanza di individuare correttamente il dies a quo, cioè il giorno dal quale inizia a decorrere la prescrizione, specialmente nei reati permanenti. L’effettiva eliminazione della situazione di pericolo, attraverso l’adempimento dell’obbligo di messa in sicurezza, è l’evento che fa scattare il cronometro della prescrizione, indipendentemente dai tempi successivi del procedimento penale.
Cos’è un reato permanente e quando cessa la sua permanenza secondo questa sentenza?
È un reato la cui condotta illecita si protrae nel tempo. Nel caso specifico dell’omissione di lavori su un edificio pericolante (art. 677 c.p.), la permanenza cessa nel momento in cui la situazione di pericolo per la pubblica incolumità viene eliminata, ad esempio con l’ultimazione dei lavori di messa in sicurezza.
Da quale momento inizia a decorrere la prescrizione per il reato di omessa manutenzione di un edificio?
La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui cessa la permanenza del reato. Secondo la sentenza, questo coincide con la data di ultimazione dei lavori che hanno rimosso il pericolo, poiché da quel momento la condotta omissiva antigiuridica non è più in atto.
Qual è la conseguenza se un reato si prescrive prima della sentenza di primo grado?
Se il termine massimo di prescrizione matura prima che venga emessa la sentenza di primo grado, il reato si considera estinto. Una successiva sentenza di condanna per quel reato è illegittima e, come in questo caso, deve essere annullata dalla Corte di Cassazione.