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Art. 157 Codice Penale — Anno 2022

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1168 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Prescrizione del reato: condanna annullata in Cassazione
Il Conducente veniva accusato del reato di guida in stato di ebbrezza commesso nel 2016. Dopo la condanna nei gradi precedenti, proponeva ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte, rilevando che il ricorso non era inammissibile, ha dichiarato d'ufficio la prescrizione del reato, maturata dopo la sentenza d'appello. Poiché erano decorsi più di cinque anni dal fatto senza una condanna definitiva e non emergevano elementi evidenti per un'assoluzione nel merito, la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio. Il procedimento si conclude così con l'estinzione del reato per prescrizione del reato, liberando il Conducente da ogni conseguenza penale.
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Prescrizione del reato: annullata la condanna per alcol
Il caso riguarda un automobilista condannato nei gradi precedenti per guida in stato di ebbrezza aggravata. Il conducente ha proposto ricorso in Cassazione contestando la regolarità dei controlli e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha rilevato che, nel frattempo, è maturata la prescrizione del reato, essendo trascorsi più di cinque anni dal fatto senza che il ricorso fosse inammissibile. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna. La prescrizione del reato ha così estinto ogni accusa, determinando la vittoria del conducente che evita la sanzione penale.
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Prescrizione del reato: addio condanna per guida in stato di ebbrezza
L'Automobilista era stata condannata per guida in stato di ebbrezza con le aggravanti dell'incidente stradale e delle ore notturne. Contro la sentenza d'appello, l'imputata ha proposto ricorso per Cassazione. I giudici di legittimità hanno rilevato che il ricorso era ammissibile, non presentando vizi formali o manifesta infondatezza. Di conseguenza, si è potuto constatare il decorso del termine massimo di cinque anni per la prescrizione del reato, maturato successivamente alla sentenza d'appello. Non essendoci elementi evidenti per un'assoluzione nel merito, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione del reato. L'Automobilista ha così ottenuto la cancellazione della condanna senza subire ulteriori procedimenti.
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Prescrizione del reato: salva la patente nonostante l’alcol
La Conducente era stata condannata per guida in stato di ebbrezza per un fatto commesso nel luglio 2014. La Corte di Cassazione ha rilevato che, trattandosi di una contravvenzione, il termine massimo per la prescrizione del reato è di cinque anni. Poiché tale termine è decorso dopo la sentenza d'appello e non emergono prove evidenti e immediate di innocenza ai sensi dell'articolo 129 del codice di procedura penale, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Di conseguenza, è stata dichiarata la prescrizione del reato con la revoca delle sanzioni accessorie della confisca del veicolo e della revoca della patente di guida.
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Prescrizione del reato: condanna annullata e patente salvata
L'Imputato era stato condannato nei gradi precedenti per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nel 2014. La Corte di Cassazione ha rilevato che la violazione, qualificata come contravvenzione, era ormai estinta per il decorso del termine massimo di cinque anni. I giudici hanno chiarito che la prescrizione del reato prevale sull'assoluzione nel merito, a meno che l'innocenza dell'imputato non emerga in modo immediato e indiscutibile dagli atti di causa. Non riscontrando tale evidenza lampante, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, eliminando anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente.
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Condanna cancellata: la prescrizione del reato batte l’omissione
Un automobilista era stato condannato per omissione di soccorso a seguito di un incidente stradale avvenuto nel 2012. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la valutazione delle prove. I giudici di legittimità hanno rilevato che, nel frattempo, era maturata la prescrizione del reato, essendo ampiamente decorso il termine massimo di sette anni e sei mesi. La Suprema Corte ha chiarito che l'assoluzione nel merito prevale sulla prescrizione solo se l'innocenza emerge in modo evidente e immediato ("ictu oculi"). Non essendoci prove lampanti di innocenza, la Corte ha annullato senza rinvio la condanna proprio per intervenuta prescrizione del reato, eliminando anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente.
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Prescrizione del reato: salta la condanna per guida in ebbrezza
L'Imputato era stato condannato per guida in stato di ebbrezza per un fatto commesso nel novembre 2014. Nel ricorso in Cassazione, la difesa ha eccepito l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha rilevato che il termine massimo di cinque anni per la contravvenzione era decorso dopo la sentenza d'appello. Poiché dagli atti non emergeva in modo evidente e immediato l'innocenza dell'imputato, i giudici non hanno potuto pronunciare l'assoluzione nel merito. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando la prescrizione del reato ed eliminando anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione cancella la condanna
Un automobilista, condannato nei gradi precedenti per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nel 2015, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione. La Suprema Corte ha rilevato che, trattandosi di una contravvenzione, il termine massimo di prescrizione di cinque anni era ormai interamente decorso dopo la sentenza d'appello. I giudici hanno chiarito che l'assoluzione nel merito prevale sulla prescrizione solo se l'innocenza dell'imputato emerge in modo evidente e immediato dagli atti, senza necessità di ulteriori accertamenti. Non ricorrendo tale evidenza nel caso di specie, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per intervenuta prescrizione del reato, eliminando anche la sanzione amministrativa accessoria applicata.
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Condanna per furto annullata: vince la prescrizione del reato
L'Imputato, condannato nei gradi precedenti per furto aggravato commesso nel 2013, ha proposto ricorso in Cassazione contestando la qualificazione del fatto. Durante il procedimento, è emerso il decorso del termine massimo di sette anni e sei mesi, determinando la prescrizione del reato. La Suprema Corte ha rilevato che, in assenza di prove evidenti e immediate dell'innocenza dell'imputato ai sensi dell'articolo 129 del codice di procedura penale, la causa estintiva prevale sulla valutazione del merito. Di conseguenza, la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, dichiarando estinto il reato per prescrizione del reato.
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Prescrizione del reato: evita la condanna ma perde la patente
Un automobilista è stato condannato in primo grado per guida in stato di ebbrezza. Il Procuratore Generale ha proposto ricorso lamentando l'ingiusta concessione delle attenuanti generiche e la mancata confisca del veicolo. La Corte di Cassazione ha rilevato d'ufficio l'avvenuta prescrizione del reato, essendo decorso il termine massimo di cinque anni dal fatto. I giudici hanno chiarito che, in presenza di una causa di estinzione come la prescrizione del reato, non è possibile esaminare i vizi di motivazione sollevati dal ricorrente, né procedere a un rinvio. Non emergendo elementi evidenti per un'assoluzione nel merito, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti al Prefetto per i provvedimenti amministrativi sulla patente.
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Prescrizione del reato: condanna annullata e patente salvata
Un automobilista era stato condannato per essersi rifiutato di sottoporsi all'alcoltest. Successivamente, ha proposto ricorso in Cassazione. I giudici hanno rilevato che, trattandosi di una contravvenzione commessa nel 2016, era ormai decorso il termine massimo di cinque anni previsto dalla legge. Di conseguenza, è scattata la prescrizione del reato. La Suprema Corte ha chiarito che, in assenza di prove evidenti e immediate dell'innocenza dell'imputato, il giudice deve limitarsi a dichiarare estinto il reato. La Cassazione ha quindi annullato la condanna senza rinvio proprio per l'intervenuta prescrizione del reato, eliminando anche la sanzione accessoria della sospensione della patente.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione cancella la condanna
Il caso riguarda un automobilista condannato nei gradi precedenti per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato dall'aver causato un incidente. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la decisione. La Suprema Corte ha rilevato che, trattandosi di una contravvenzione commessa nel 2015, è ormai decorso il termine massimo di cinque anni per la prescrizione del reato. Non emergendo dagli atti elementi evidenti e immediati per una pronuncia di assoluzione nel merito, i giudici hanno dovuto applicare la causa estintiva. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, eliminando anche la sanzione amministrativa accessoria applicata in precedenza. Il Conducente ha quindi ottenuto la cancellazione della condanna penale grazie al decorso del tempo.
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Prescrizione del reato: addio alla condanna e patente salva
L'Imputata era stata condannata dal Giudice di Pace per il reato di lesioni personali colpose a seguito di un incidente stradale avvenuto nel 2013. Contro tale decisione, la difesa ha proposto ricorso in Cassazione eccependo, tra i vari motivi, l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando d'ufficio che il termine massimo di sette anni e sei mesi era ampiamente decorso prima della decisione definitiva. Di conseguenza, la Cassazione ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per intervenuta prescrizione del reato e ha revocato la sanzione accessoria della revoca della patente di guida, disponendo la trasmissione degli atti al Prefetto.
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Rifiuto di sottoporsi all’alcoltest: il tempo cancella la pena
Il Conducente era stato condannato per il rifiuto di sottoporsi all'alcoltest dopo un controllo stradale avvenuto nel 2015. Nel ricorso in Cassazione, la difesa ha eccepito l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha rilevato che, trattandosi di una contravvenzione, il termine massimo di prescrizione di cinque anni era interamente decorso dopo la sentenza d'appello. Poiché dagli atti non emergeva in modo evidente e immediato l'innocenza dell'imputato, i giudici non hanno potuto pronunciare un'assoluzione nel merito. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per intervenuta prescrizione, eliminando anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente.
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Guida in stato di ebbrezza: prescrizione salva la patente
Un automobilista, accusato di guida in stato di ebbrezza, impugna la condanna lamentando il malfunzionamento dell'etilometro non revisionato. La Corte di Cassazione rileva d'ufficio che il reato è ormai estinto per prescrizione, essendo decorsi più di cinque anni dal fatto. Di conseguenza, i giudici annullano senza rinvio la sentenza di condanna e revocano la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per sei mesi, non potendosi applicare sanzioni collegate a un reato ormai estinto.
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Prescrizione del reato: condanna annullata e patente salvata
Il caso riguarda un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte di Cassazione ha rilevato l'avvenuto decorso del tempo massimo per giudicare il fatto, risalente al 2015. Trattandosi di una contravvenzione, il termine massimo è di cinque anni. Non emergendo dagli atti un'evidenza immediata di innocenza che avrebbe imposto l'assoluzione, i giudici hanno dichiarato la prescrizione del reato. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la condanna, disponendo anche la revoca della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente. Il conducente ottiene così la cancellazione della condanna e della sanzione grazie alla tempestiva maturazione della prescrizione del reato.
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Prescrizione del reato: addio alla condanna per guida in ebbrezza
Il Conducente era stato condannato per guida in stato di ebbrezza con conseguente sospensione della patente per due anni e sei mesi. Contro la decisione, il soggetto ha proposto ricorso in Cassazione lamentando vizi procedurali. La Suprema Corte ha rilevato d'ufficio l'avvenuta prescrizione del reato, essendo decorso il termine massimo di cinque anni dal fatto. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna e hanno revocato la sanzione accessoria della sospensione della patente, poiché l'estinzione del reato per prescrizione impedisce l'esame di altre nullità e cancella anche le sanzioni collegate.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione cancella la condanna
Un automobilista viene condannato per guida in stato di ebbrezza a seguito di un controllo con l'etilometro. Il conducente contesta la regolarità dell'apparecchio, lamentando l'incertezza sulla data dell'ultima revisione dello strumento. La Corte di Cassazione rileva che, trattandosi di una contravvenzione commessa diversi anni prima, è ormai decorso il termine massimo di cinque anni per la prescrizione del reato. Non emergendo dagli atti prove evidenti e immediate dell'innocenza dell'imputato, i giudici non possono pronunciare una sentenza di assoluzione nel merito. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio la condanna per intervenuta prescrizione, disponendo anche la cancellazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione cancella la condanna
Un automobilista, condannato nei gradi precedenti per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nel 2016, ha proposto ricorso in Cassazione contestando la validità dell'alcoltest e le tempistiche dell'accertamento. La Suprema Corte ha rilevato che, trattandosi di una contravvenzione, è decorso il termine massimo di cinque anni per la prescrizione del reato. Non emergendo dagli atti un'evidenza immediata e indiscutibile di innocenza dell'imputato, che avrebbe imposto l'assoluzione nel merito, i giudici hanno dovuto dichiarare l'estinzione del reato. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, eliminando anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida precedentemente applicata.
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Omissione di soccorso: reato prescritto e patente salvata
Un automobilista era stato condannato per il reato di omissione di soccorso a seguito di un incidente stradale avvenuto nel 2012. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando, tra i vari motivi, l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha rilevato che il termine massimo di prescrizione di sette anni e sei mesi era effettivamente decorso dopo la sentenza d'appello. Non emergendo dagli atti elementi evidenti di immediata innocenza che potessero portare a un'assoluzione nel merito, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Di conseguenza, è stata eliminata anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente.
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