L'Amministratore di una società veniva condannato per il reato di omesso versamento IVA. In appello, due dei tre reati contestati venivano dichiarati prescritti, ma la pena di sei mesi di reclusione veniva confermata senza riduzioni. L'imputato ricorreva in Cassazione lamentando la mancata riduzione della pena e la mancata considerazione della crisi aziendale, aggravata dalla domanda di concordato preventivo presentata prima della scadenza fiscale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando che la Corte d'appello avrebbe dovuto ricalcolare la sanzione. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno accertato che anche il reato residuo di omesso versamento IVA si era nel frattempo estinto per prescrizione. Per questo motivo, la Cassazione ha annullato la sentenza senza rinvio, liberando definitivamente l'imputato da ogni accusa.
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