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Art. 152 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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280 provvedimenti

Altri anni per Art. 152 Codice di Procedura Civile

Onere probatorio lavoro familiare: Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni lavoratori agricoli che chiedevano l'iscrizione agli elenchi previdenziali. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, i quali avevano ritenuto non sufficientemente provato il rapporto di lavoro subordinato a causa del vincolo familiare. Viene ribadito che l'onere probatorio nel lavoro familiare grava sul lavoratore, che deve superare la presunzione di gratuità della prestazione con prove rigorose, non essendo sufficienti documenti unilaterali del datore di lavoro o testimonianze generiche.
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Decadenza lavoratori agricoli: la pubblicazione online
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore contro la cancellazione dagli elenchi agricoli. La Corte ha stabilito che il termine per la decadenza lavoratori agricoli decorre dalla pubblicazione online degli elenchi da parte dell'INPS, non dalla ricezione dell'estratto conto. Il ricorso è stato respinto perché contestava la valutazione dei fatti del giudice di merito, anziché una violazione di legge, configurando un errore processuale.
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Spese di lite previdenza: esenzione per il lavoratore
Una lavoratrice agricola si opponeva alla cancellazione dagli elenchi e alla richiesta di restituzione degli aiuti. La Corte di Cassazione ha respinto il motivo sull'illegittimità della notifica online per periodi pregressi, ma ha accolto quello sull'esenzione dalle spese legali. La Corte ha stabilito che l'esonero dal pagamento delle **spese di lite previdenza**, previsto dall'art. 152 att. c.p.c., si applica anche in questi casi, annullando la condanna al pagamento delle spese a carico della lavoratrice.
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Esonero spese legali: quando non si applica
Una cittadina ha impugnato un avviso di addebito di un ente previdenziale. Dopo due ricorsi dichiarati inammissibili, ha chiesto la revocazione per omessa valutazione dell'esonero spese legali. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che tale esonero non si applica alle cause per l'accertamento negativo di debiti contributivi, ma solo a quelle per ottenere prestazioni previdenziali.
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Centro unico di imputazione e notifica tardiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8855/2025, affronta il caso di un licenziamento collettivo mascherato da chiusure di singoli punti vendita. La Corte ha stabilito che una notifica tardiva del ricorso in opposizione non ne determina l'improcedibilità, a differenza dell'omessa notifica. Viene inoltre confermato che per identificare un centro unico di imputazione tra diverse società formalmente distinte, è necessario un accertamento di fatto che consideri l'unicità della struttura organizzativa, l'integrazione delle attività e l'uso promiscuo dei dipendenti, superando lo schermo societario. La Corte ha rigettato il ricorso principale dell'azienda e dichiarato inammissibile il ricorso incidentale di un'altra società del gruppo perché tardivo.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato che la richiesta di ricalcolo di una pensione, sebbene già in erogazione, è soggetta al termine di decadenza triennale. Di conseguenza, il diritto agli arretrati è limitato al triennio precedente l'azione giudiziaria. La sentenza chiarisce l'applicazione della cosiddetta 'decadenza ricalcolo pensione', specificando che solo l'azione in tribunale, e non la domanda amministrativa, può interrompere tale termine.
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Elenchi lavoratori agricoli: la pubblicazione online
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bracciante agricolo, confermando che la cancellazione dagli elenchi lavoratori agricoli si considera notificata con la pubblicazione sul sito dell'INPS. Tale modalità è sufficiente a far decorrere il termine di decadenza per l'impugnazione ed è stata ritenuta costituzionalmente legittima, bilanciando efficienza amministrativa e conoscibilità per il lavoratore.
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Esonero spese legali: la Cassazione chiarisce
Una lavoratrice agricola si è vista respingere la richiesta di indennità di disoccupazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi relativi al rapporto di lavoro, ma ha accolto il ricorso sulla condanna alle spese. È stato chiarito che per l'esonero spese legali, la dichiarazione di basso reddito è valida anche se presentata in corso di causa e senza l'esplicita indicazione dell'anno, tutelando così il diritto di accesso alla giustizia per i non abbienti.
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Spese CTU esenzione: la Cassazione chiarisce
Un cittadino, pur ottenendo il riconoscimento di un requisito sanitario in una causa contro un ente previdenziale, veniva condannato a pagare le spese della Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU). La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che le spese CTU godono dell'esenzione prevista per le cause di previdenza e assistenza. La Corte ha ribadito che tali costi rientrano a pieno titolo nelle spese processuali e, pertanto, non possono essere addebitati al cittadino soccombente che possiede i requisiti per l'esenzione.
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Decadenza ricorso agricolo: la notifica telematica
La Corte di Cassazione ha rigettato l'appello di una lavoratrice agricola, confermando che il termine di 120 giorni per impugnare il disconoscimento delle giornate lavorative decorre dalla pubblicazione telematica del provvedimento sul sito dell'ente previdenziale. La Corte ha stabilito che questa modalità di notifica è valida anche per i periodi lavorativi antecedenti l'introduzione della norma, sancendo la decadenza del ricorso agricolo presentato oltre i termini.
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Assegno familiare: onere della prova e limiti del rinvio
La Cassazione rigetta il ricorso di un lavoratore di pubblica utilità per l'assegno familiare, confermando che spetta a lui l'onere della prova dei requisiti di reddito. La Corte chiarisce che il giudizio di rinvio può esaminare nel merito la sussistenza dei presupposti, anche se la proponibilità della domanda era già stata accertata.
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Cancellazione elenchi agricoli: onere della prova
Una lavoratrice impugnava la richiesta di restituzione dell'indennità di disoccupazione a seguito della sua cancellazione dagli elenchi agricoli. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la contestazione della prova della pubblicazione della cancellazione è stata ritenuta troppo generica. Il motivo di ricorso non ha specificamente confutato la valutazione del giudice di merito, basata su un documento prodotto in primo grado e non contestato, rendendo l'impugnazione non idonea a riesaminare la decisione.
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Elenchi agricoli: quando decade il diritto al sussidio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito un principio fondamentale in materia di previdenza agricola. Una lavoratrice si è vista negare l'indennità di disoccupazione per diverse annualità perché il suo nome era stato cancellato dagli elenchi agricoli. La Corte ha stabilito che la mancata impugnazione di tale provvedimento di cancellazione entro il termine di decadenza rende la decisione definitiva, precludendo in modo permanente il diritto alla prestazione. Il caso sottolinea l'importanza cruciale per i lavoratori di agire tempestivamente contro gli atti amministrativi che li riguardano.
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Termine semestrale perentorio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia previdenziale perché presentato oltre il termine semestrale perentorio. La decisione sottolinea che la sospensione feriale dei termini non si applica a questa tipologia di controversie, ribadendo l'importanza del rigoroso rispetto delle scadenze processuali per non perdere il diritto di impugnazione.
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Divieto di nova in appello: quando il ricorso è perso
Una cittadina è stata condannata a restituire l'indennità di disoccupazione perché avrebbe raggiunto i requisiti per la pensione anticipata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, non entrando nel merito della questione, ma perché le contestazioni sui requisiti pensionistici sono state sollevate per la prima volta in appello, violando il principio processuale del divieto di nova in appello. La sentenza sottolinea che gli errori procedurali possono essere fatali, impedendo l'esame della sostanza di un caso.
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Sanzioni disciplinari pubblico impiego: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un assistente tecnico scolastico, confermando la legittimità delle sanzioni disciplinari pubblico impiego ricevute per l'inosservanza dell'orario di servizio. La Corte ha stabilito che la modifica unilaterale dell'orario da parte del dipendente costituisce un inadempimento contrattuale, anche in presenza di una generica previsione di flessibilità nel contratto collettivo nazionale, se non recepita da un accordo decentrato. È stata inoltre respinta l'accusa di comportamento persecutorio da parte del dirigente.
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Termine di decadenza: appello tardivo, ricorso respinto
Un lavoratore ha impugnato il rigetto della sua domanda di irripetibilità delle indennità di disoccupazione agricola, a seguito della sua cancellazione dagli elenchi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'azione era subordinata al rispetto del termine di decadenza di 120 giorni per contestare la cancellazione, termine che non era stato rispettato. La decisione ribadisce l'importanza cruciale dei termini perentori nel processo civile.
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Disoccupazione agricola: termini per l’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva l'indennità di disoccupazione agricola. La domanda è stata respinta perché il lavoratore non aveva impugnato tempestivamente, entro il termine di decadenza di 120 giorni, il provvedimento di cancellazione dagli elenchi dei braccianti agricoli. La Corte ha sottolineato che tale impugnazione è un presupposto essenziale per poter avanzare pretese sull'indennità.
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Assegno familiare: prova del reddito è essenziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario per l'ottenimento dell'assegno familiare, confermando che la mancata prova del requisito reddituale sin dal primo grado di giudizio impedisce il riconoscimento del diritto. La Corte ha sottolineato che l'onere della prova grava sul richiedente e che la produzione di nuovi documenti in appello è ammessa solo in circostanze eccezionali, non riscontrate nel caso di specie.
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Esonero spese legali: la Cassazione chiarisce
Un cittadino ha impugnato una decisione che lo condannava al pagamento delle spese di consulenza tecnica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che una corretta autodichiarazione per l'esonero spese legali, ritualmente depositata, è valida ed efficace. Il Tribunale aveva errato nel considerare un documento diverso e non pertinente. Di conseguenza, la Corte ha annullato la condanna e posto le spese a carico dell'ente previdenziale.
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