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Art. 152 Codice Penale — Anno 2023

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182 provvedimenti

Altri anni per Art. 152 Codice Penale

Truffa contrattuale online: quando l’inadempimento diventa reato
Una venditrice online è stata condannata per truffa contrattuale per aver venduto beni su internet senza mai consegnarli. L'imputata rassicurava i clienti con scuse e false foto delle spedizioni. La difesa sosteneva si trattasse di un semplice inadempimento civile, ma la Cassazione ha confermato la natura penale della condotta a causa del dolo iniziale e dei raggiri usati. Tuttavia, poiché due vittime hanno ritirato la denuncia, la Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso. La Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per i reati estinti per remissione di querela, riducendo la pena finale a un anno e quattro mesi di reclusione e 500 euro di multa, confermando nel resto la responsabilità penale.
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Remissione della querela: evita la condanna ma paga le spese
Un cittadino, condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di truffa, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione. Durante il giudizio di legittimità, la difesa ha depositato la documentazione attestante che la persona offesa ha effettuato la remissione della querela e che l'imputato l'ha formalmente accettata. Poiché la truffa è un reato procedibile a querela di parte, la Suprema Corte ha rilevato l'estinzione del reato. Non sussistendo i presupposti per un proscioglimento nel merito, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata. L'imputato ha evitato la condanna penale, ma è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: salva un furto ma non gli altri
Quattro imputati sono stati condannati per diversi furti aggravati con destrezza nei supermercati. Con l'entrata in vigore della Riforma Cartabia, tali reati sono diventati procedibili a querela. Per uno dei furti, la vittima ha effettuato la remissione di querela, formalmente accettata dalla difesa. Per gli altri episodi vi erano solo denunce, ma i ricorsi degli imputati erano inammissibili nel merito. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela prevale sull'inammissibilità del ricorso, estinguendo il relativo reato. Al contrario, la sopravvenuta improcedibilità per mancanza di querela soccombe di fronte all'inammissibilità dell'impugnazione. Di conseguenza, la Corte ha annullato senza rinvio la condanna solo per il furto oggetto di remissione, confermando le restanti condanne.
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Remissione di querela per furto: la condanna viene annullata
L'Imputata era stata condannata nei precedenti gradi di giudizio per furto aggravato con destrezza. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, l'entrata in vigore della Riforma Cartabia ha modificato il regime di procedibilità del reato, rendendolo procedibile a querela di parte anziché d'ufficio. Avendo la persona offesa presentato formale remissione di querela, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per sopravvenuta carenza della condizione di procedibilità. L'Imputata è stata comunque condannata al pagamento delle spese del processo.
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Remissione tacita di querela: l’acconto non cancella la condanna
Gli Imputati sono stati condannati per tentato furto in abitazione e tentato sequestro di persona, avendo chiuso a chiave la vittima in casa. La difesa ha sostenuto che il reato di sequestro fosse estinto per remissione tacita di querela, a seguito della riforma Cartabia che ha reso il reato procedibile a querela. A sostegno di ciò, ha presentato una quietanza di pagamento parziale firmata dalla vittima e la sua mancata costituzione come parte civile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che una semplice ricevuta di acconto non prova la volontà di perdonare i colpevoli. Inoltre, non partecipare al processo civile non equivale a rinunciare alla punizione penale. Di conseguenza, la condanna a quattro anni di reclusione è stata confermata.
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Remissione della querela: la pace cancella la condanna
L'Imputato era stato condannato in appello per il reato di truffa ai danni di una Società Autostradale. Prima della scadenza dei termini per impugnare la sentenza, la vittima ha formalizzato la remissione della querela, accettata dall'Imputato. Quest'ultimo ha quindi proposto ricorso in Cassazione al solo fine di far valere l'estinzione del reato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, confermando che è pienamente ammissibile l'impugnazione presentata esclusivamente per far valere la remissione della querela intervenuta dopo la sentenza di secondo grado. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la condanna per intervenuta remissione della querela, ponendo le spese del procedimento a carico dell'Imputato in mancanza di un accordo diverso tra le parti.
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Remissione di querela: annullata la condanna per truffa
Due acquirenti, accusati di truffa per l'acquisto di un motociclo pagato con assegno, vengono condannati nei primi gradi di giudizio. Con l'entrata in vigore della Riforma Cartabia, il reato diventa procedibile a querela. La persona offesa aveva precedentemente effettuato la remissione di querela in udienza, tentando poi subito dopo di revocarla. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei difensori, stabilendo che la remissione di querela è un atto unilaterale e irrevocabile che si perfeziona all'atto della sua presentazione. L'accettazione dei querelati si presume in assenza di un loro rifiuto espresso. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio la sentenza di condanna perché il reato è ormai improcedibile.
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Remissione di querela: salva l’imputato ma multa la vittima
Un uomo riceve in custodia un mini escavatore per eseguire dei lavori, ma decide di trattenerlo indebitamente. Dopo la condanna nei primi gradi di giudizio per appropriazione indebita, la vicenda giunge davanti alla Corte di Cassazione. Durante questa fase, la vittima decide di ritirare la denuncia. La Suprema Corte dichiara quindi l'estinzione del reato grazie alla remissione di querela ritualmente accettata dall'imputato. Di conseguenza, i giudici annullano la condanna senza rinvio. Al contempo, la Corte dichiara inammissibile il ricorso della vittima che chiedeva la condanna di un terzo soggetto ritenuto estraneo ai fatti, condannandola al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Condanna per lesioni cancellata dalla remissione di querela
Un cittadino, precedentemente condannato dal Giudice di Pace per il reato di lesione personale, ha proposto ricorso per Cassazione. Successivamente, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela tramite il proprio difensore. L'imputato ha accettato tale revoca. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando estinto il reato. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'imputato, come previsto dalla legge in caso di accettazione della remissione.
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La remissione di querela cancella la condanna pur col ricorso errato
Due imputati sono stati condannati per il reato di lesioni personali. Hanno proposto ricorso per Cassazione contestando la valutazione delle prove testimoniali operata dal giudice d'appello. La Suprema Corte ha rilevato che il ricorso, basato su vizi di motivazione per un reato di competenza del Giudice di pace, sarebbe stato inammissibile. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, regolarmente accettata. La Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta prima della decisione definitiva, estingue il reato e prevale sulla stessa inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato nei termini. Di conseguenza, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del procedimento a carico degli imputati.
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Remissione di querela: salva anche con ricorso inammissibile
L'Imputata era stata condannata per il reato di furto. Contro la sentenza d'appello ha proposto ricorso in Cassazione. Nonostante i motivi di ricorso fossero giudicati inammissibili o infondati, la Suprema Corte ha rilevato che, durante la pendenza del giudizio di legittimità, era intervenuta la remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dall'Imputata. Secondo il principio di diritto consolidato, la remissione di querela cancella il reato anche se il ricorso presenta profili di inammissibilità, purché sia stato presentato nei termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato e ponendo le spese processuali a carico dell'Imputata.
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Remissione della querela: salva anche chi fa ricorso in ritardo
Due soggetti vengono condannati per furto aggravato. Entrambi propongono ricorso in Cassazione, ma uno dei due lo fa fuori tempo massimo. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la persona offesa decide di effettuare la remissione della querela, accettata formalmente dai condannati. La Suprema Corte stabilisce che la remissione della querela, intervenuta in pendenza di un ricorso tempestivo, estingue il reato. Tale effetto estintivo si estende, per legge, anche al coimputato che ha presentato un ricorso tardivo. Di conseguenza, la Cassazione annulla senza rinvio la sentenza di condanna per entrambi i ricorrenti, ponendo le spese processuali a loro carico.
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Truffa: Condanna Annullata grazie alla Remissione di Querela
Un individuo, condannato per truffa, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo non risiede in un errore del giudice, ma in un evento successivo: le persone offese hanno ritirato le loro denunce. L'imputato ha accettato questa decisione. La Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. Questa decisione ha cancellato non solo la condanna penale ma anche le richieste di risarcimento danni, chiudendo definitivamente il caso. L'imputato è stato condannato solo al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: condanna per furto annullata dalla Riforma
Un individuo, condannato per furto aggravato, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo risiede in una recente modifica legislativa (Riforma Cartabia) che ha reso quel tipo di reato perseguibile solo su querela della vittima. Poiché la persona offesa ha ritirato la sua denuncia, attraverso una remissione di querela accettata dall'imputato, il reato è stato dichiarato estinto. La Cassazione ha quindi cancellato la condanna, ponendo però le spese processuali a carico dell'imputato che ha accettato la remissione.
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Appropriazione indebita: condannato ma salvo per remissione di querela
Un soggetto, già condannato per appropriazione indebita aggravata, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La svolta è avvenuta grazie alla remissione di querela da parte della persona offesa, accettata dall'imputato. Questo accordo ha portato all'estinzione del reato, cancellando di fatto la condanna. La Corte ha quindi annullato la sentenza senza bisogno di un nuovo processo, stabilendo però che le spese processuali rimanessero a carico dell'imputato. La decisione dimostra come un atto di volontà tra le parti possa chiudere definitivamente un procedimento penale, anche dopo una condanna.
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Condannato per Truffa, ma Salvo: il Potere della Remissione di Querela
Un individuo, già condannato per truffa aggravata, vede la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La svolta avviene a seguito di una modifica legislativa che ha reso il reato procedibile solo su querela. La vittima, infatti, ha successivamente deciso di ritirare la propria denuncia. L'accettazione da parte dell'imputato di questa remissione di querela ha portato i giudici a dichiarare l'estinzione del reato. Di conseguenza, la condanna è stata cancellata, con il solo obbligo per l'imputato di pagare le spese processuali.
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Remissione di querela: Riforma cancella i furti, resta la rapina
Un uomo viene condannato per rapina e furti aggravati. Durante il processo in Cassazione, entra in vigore la Riforma Cartabia, che trasforma i reati di furto contestati da procedibili d'ufficio a procedibili solo su querela. Poiché le vittime avevano già ritirato le loro denunce, la Corte applica la nuova legge e dichiara i furti estinti per remissione di querela. La condanna per rapina viene confermata, ma la pena complessiva è ridotta. La sentenza dimostra come una modifica legislativa possa rendere efficace una remissione di querela precedentemente ininfluente, cambiando l'esito del processo.
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Truffa: Condannato ma Salvo Grazie alla Remissione di Querela
Un soggetto, condannato per truffa, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, la persona offesa ha ritirato la denuncia e l'imputato ha accettato. La Corte Suprema ha stabilito un principio fondamentale: la remissione di querela, se accettata, estingue il reato e prevale su ogni altra potenziale causa di inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata definitivamente, chiudendo il caso a favore dell'imputato. La Corte ha chiarito che l'accordo tra le parti per estinguere il reato ha la priorità, purché il ricorso iniziale sia stato presentato nei termini.
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Accettazione tacita querela: reato estinto ma spese a carico
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'accettazione tacita della remissione di querela. Un imputato, dopo l'estinzione del reato per remissione, era stato condannato a pagare le spese processuali. Egli ha contestato la decisione, sostenendo di non aver mai accettato la remissione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio chiaro: la mancata accettazione della remissione deve essere provata. In assenza di una prova concreta del rifiuto, si presume l'accettazione tacita, con la conseguenza che le spese possono essere addebitate all'imputato. Il silenzio, in questo contesto, equivale a un consenso che comporta obblighi economici.
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Appropriazione indebita: condanna annullata per remissione di querela
Una persona, già condannata per appropriazione indebita, ha presentato ricorso in Cassazione. Nel frattempo, la parte lesa ha deciso di ritirare la denuncia. La Corte Suprema ha quindi dichiarato ammissibile il ricorso al solo fine di prendere atto della volontà della vittima. Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata perché il reato si è estinto per intervenuta remissione di querela. L'imputata, pur non essendo più considerata colpevole, è stata condannata al pagamento delle spese processuali, come previsto dalla legge in questi casi.
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