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Art. 152 Codice Penale — Anno 2022

103 provvedimenti

Altri anni per Art. 152 Codice Penale

Estinzione del reato per remissione di querela: la Cassazione annulla la condanna
Un Lavoratore era stato condannato per lesione personale. La Persona Offesa ha ritirato la querela, e il Lavoratore ha accettato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela, annullando la condanna precedente. Le spese processuali sono state poste a carico del Lavoratore. Questa sentenza chiarisce l'importanza della remissione di querela nei reati procedibili a querela di parte.
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Remissione di querela ed evasione: condanna annullata
Due imputati hanno proposto ricorso contro una condanna penale pronunciata dalla Corte d'appello. Successivamente alla sentenza di secondo grado, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela per una delle accuse, accettata espressamente da entrambi gli indagati prima della scadenza dei termini di impugnazione. Parallelamente, per uno dei due imputati pendeva un'ulteriore contestazione per evasione risalente al 2014. La Corte di Cassazione ha accertato il valido ritiro della querela e il decorso del tempo massimo per la seconda accusa. I giudici supremi hanno quindi annullato la sentenza senza rinvio per entrambi gli imputati, dichiarando estinti i reati per intervenuta remissione e per intervenuta prescrizione.
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Diffamazione online: Remissione di querela e spese processuali
Un Lavoratore ha querelato un Collega per diffamazione aggravata, avvenuta tramite un post su Facebook. Durante il processo, il Collega, tramite il suo avvocato, ha depositato la remissione di querela da parte del Lavoratore, che l'ha accettata. La Corte di Cassazione ha riconosciuto l'estinzione del reato di diffamazione a seguito della valida remissione di querela. Ha quindi annullato la sentenza precedente senza rinvio. Il Collega, nonostante l'estinzione del reato, è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Furto e condanna: la remissione di querela cancella il reato
Una donna ha affrontato una condanna per il furto di un profumo, aggravato da specifiche relazioni personali. Durante il giudizio di legittimità, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela e il difensore dell'imputata ha depositato l'accettazione mediante procura speciale. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'aggravante contestata non trasforma il furto in un reato perseguibile d'ufficio. I giudici hanno quindi dichiarato estinto il reato per intervenuta remissione di querela, annullando la sentenza impugnata senza rinvio e ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputata in mancanza di un accordo diverso.
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Condanna annullata: la remissione di querela estingue il reato
Due persone subiscono una condanna per il reato di lesioni personali in primo e secondo grado. Durante i termini per impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione, la persona offesa revoca la denuncia. Le imputate accettano formalmente la rinuncia davanti alle autorità. I giudici di legittimità dichiarano pienamente efficace la remissione di querela intervenuta prima del passaggio in giudicato della sentenza. La Corte Suprema annulla la condanna senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato e pone le spese del procedimento a carico delle querelate in assenza di accordi diversi.
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Remissione di querela: il ritiro che estingue il reato in Cassazione
Due imputati, condannati in appello, hanno presentato ricorso in Cassazione. Hanno eccepito l'estinzione del reato a causa della intervenuta **remissione di querela** da parte della persona offesa e la sua accettazione. La Corte di Cassazione ha riconosciuto la validità di questa eccezione. Ha stabilito che la remissione di querela, se correttamente accettata e intervenuta prima della decisione definitiva, estingue il reato e prevale su altre questioni procedurali. Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio, ma gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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Diffamazione: la remissione di querela cancella la condanna penale
La vicenda nasce dalla condanna di un cittadino per il reato di diffamazione a seguito di dichiarazioni lesive dell'altrui reputazione. Nel corso del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il difensore dell'imputato ha depositato il verbale formale di remissione della querela con la relativa accettazione da parte dell'imputato stesso. I giudici di legittimità hanno verificato la validità dell'accordo tra le parti e l'assenza di elementi per un'assoluzione nel merito. La Corte ha quindi annullato la condanna precedente dichiarando l'estinzione del reato. La remissione di querela per diffamazione ha cancellato gli effetti penali, ponendo le spese del procedimento a carico del soggetto querelato.
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Assenza della vittima: vale la remissione tacita di querela
Il Giudice di Pace ha dichiarato estinto per remissione tacita di querela il reato di minaccia contestato all'imputato. La persona offesa, regolarmente citata con espresso avviso che la sua assenza ingiustificata avrebbe comportato la rinuncia all'azione penale, non si è presentata all'udienza dibattimentale. La Procura ha impugnato la decisione, sostenendo che il difensore della vittima avesse chiesto di proseguire il giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero. I registri d'udienza hanno infatti confermato la totale assenza sia della querelante sia del suo difensore. L'omessa comparizione dopo un formale avvertimento integra pienamente la remissione tacita di querela ed estingue il reato a favore dell'imputato.
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Dalla condanna all’annullamento con la remissione di querela
Una donna ha affrontato una condanna nei precedenti gradi di giudizio per tentato esercizio arbitrario delle proprie ragioni, nato da gravi dissidi con l'ex marito durante la separazione. Nel corso del giudizio di legittimità, la persona offesa ha formalizzato il ritiro delle accuse. La difesa ha tempestivamente depositato l'accettazione della revoca. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del reato a seguito della sopravvenuta remissione di querela. I giudici hanno annullato la precedente sentenza senza rinvio, ponendo le spese processuali a carico della ricorrente.
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Percosse: Estinzione del reato per remissione di querela in Cassazione
Due persone erano state condannate per il reato di percosse. Hanno presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato era estinto per remissione della querela da parte della persona offesa. La Corte ha accolto il ricorso, annullando la condanna. Ha stabilito che la remissione della querela, avvenuta prima della scadenza dei termini per il ricorso e della prescrizione, ha effettivamente causato l'estinzione del reato. I querelati sono stati comunque condannati al pagamento delle spese processuali.
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Revoca Affidamento in Prova: Condotte Violente Prevalgono sul Proscioglimento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Affidato contro la revoca dell'affidamento in prova ai servizi sociali. Il Tribunale di Sorveglianza aveva revocato la misura a causa di nuove condotte violente commesse dall'Affidato. Nonostante un successivo proscioglimento per remissione di querela per una parte dei fatti, la Cassazione ha confermato la validità della revoca dell'affidamento in prova. Ha ritenuto che la condotta violenta avesse interrotto il percorso di risocializzazione, giustificando la decisione del Tribunale, indipendentemente dall'esito processuale specifico del nuovo reato.
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Furto Aggravato: L’Estinzione del Reato per Remissione di Querela Salva la Condanna
Un'Imputata era stata condannata per furto aggravato ai danni di un'Azienda. La Corte d'Appello aveva escluso l'aggravante, rendendo il reato perseguibile a querela di parte. Durante il ricorso in Cassazione, l'Azienda ha ritirato la querela e l'Imputata l'ha accettata. La Corte di Cassazione ha riconosciuto l'estinzione del reato per remissione di querela, annullando la condanna. Questo ha portato all'estinzione del reato e all'addebito delle spese processuali all'Imputata.
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Truffa per bene diverso: la remissione di querela cancella la pena
I giudici di merito hanno condannato un venditore per il reato di truffa perché ha consegnato all'acquirente un bene diverso da quello pattuito. L'imputato ha presentato ricorso per cassazione sostenendo l'assenza di inganni iniziali e qualificando la vicenda come un semplice inadempimento contrattuale. Nelle more del giudizio, la persona offesa ha ritirato formalmente la propria denuncia e l'imputato ha accettato il ritiro. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il reato per remissione di querela. Tale revoca prevale su qualsiasi profilo di inammissibilità e cancella la precedente condanna penale, ponendo a carico dell'imputato soltanto il pagamento delle spese di giudizio.
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Remissione di querela: Cassazione annulla condanna per lesioni
Un Imputato, condannato per lesioni personali, ha proposto ricorso in Cassazione. Prima della scadenza del termine per il ricorso, la Parte Offesa ha ritirato la querela, e l'Imputato ha accettato. La Corte di Cassazione ha chiarito che un ricorso è ammissibile anche solo per formalizzare una remissione di querela, se questa è avvenuta correttamente. Di conseguenza, il reato si è estinto. La Corte ha annullato la condanna e ha posto le spese processuali a carico della Parte Offesa, come previsto dalla legge per la remissione di querela.
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Tentata Truffa Annullata: La Remissione di Querela Estingue il Reato
Un Lavoratore è stato condannato per tentata truffa, accusato di non aver pagato interamente una fornitura di porte. La Corte d'Appello aveva confermato la sua responsabilità. Il Lavoratore ha presentato ricorso, contestando l'attendibilità della persona offesa e la validità dell'identificazione fotografica. Tuttavia, durante il processo, la persona offesa ha ritirato la sua accusa (remissione di querela), e il Lavoratore ha accettato. La Corte di Cassazione ha quindi annullato la condanna, dichiarando il reato estinto per remissione di querela, ma ha condannato il Lavoratore al pagamento delle spese processuali.
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Dalla condanna all’estinzione: la remissione di querela
L'Imputato era stato condannato nei gradi di merito per il reato di appropriazione indebita, con l'obbligo di risarcire le parti offese. Successivamente alla sentenza d'appello, le parti danneggiate hanno presentato la remissione di querela e L'Imputato l'ha ritualmente accettata. L'Imputato ha quindi proposto ricorso in Cassazione per far valere la mancanza della condizione di procedibilità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato la sentenza senza rinvio. I giudici hanno confermato che la remissione di querela, intervenuta prima della scadenza dei termini di impugnazione e accettata dall'imputato, estingue completamente il reato penale. Di conseguenza, il processo si conclude con la cancellazione della condanna, mentre L'Imputato deve pagare solo le spese processuali come concordato tra le parti.
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Condanna annullata per remissione della querela successiva
Un cittadino subisce una condanna dinanzi al Giudice di Pace per il reato di lesioni personali colpose. Subito dopo la pronuncia della sentenza, ma prima della scadenza dei termini per impugnare la decisione, la persona offesa ritira formalmente le accuse tramite il proprio procuratore speciale. Il condannato accetta regolarmente questa decisione davanti alle autorità competenti. La difesa presenta quindi ricorso in Cassazione unicamente per fare accertare la sopravvenuta remissione della querela. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e annulla la condanna senza rinvio, dichiarando l'estinzione del reato. Non essendovi accordi contrari tra le parti, i giudici pongono le spese del processo a carico della persona querelata.
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Remissione di querela per truffa: tra condanna e ricalcolo pena
L'Imputato è stato condannato per diverse truffe legate all'organizzazione di corsi di formazione privi delle necessarie strutture economiche. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione depositando l'atto di ritiro della denuncia da parte di una delle vittime. La Suprema Corte ha ricordato che la remissione di querela per truffa, se accettata, estingue il reato anche durante il giudizio di legittimità, purché il ricorso sia tempestivo. Di conseguenza, i giudici hanno annullato la condanna senza rinvio per quel singolo episodio. Hanno invece giudicato inammissibili le censure sugli altri capi di imputazione. La responsabilità penale dell'Imputato per le restanti frodi è diventata definitiva. La Cassazione ha inviato gli atti ad altra Corte d'Appello per la sola ricalcolazione della pena.
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Diffamazione Aggravata: La Remissione di Querela Estingue il Reato
Un cittadino era stato condannato per diffamazione aggravata. Le parti offese avevano successivamente ritirato la querela, e l'imputato aveva accettato questa remissione di querela. Nonostante ciò, la Corte d'Appello aveva confermato la condanna, ignorando l'estinzione del reato. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che la valida remissione di querela estingue il reato, rendendo la condanna illegittima. Il principio sancito è che la remissione di querela, se accettata, porta all'estinzione del reato e all'annullamento della condanna.
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Condanna annullata per remissione di querela in Cassazione
Un automobilista veniva condannato nei precedenti gradi di giudizio per i reati di truffa e insolvenza fraudolenta ai danni di una società autostradale. L'imputato proponeva ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società danneggiata ha depositato un verbale di remissione di querela. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ritiro della denuncia, avvenuto prima del passaggio in giudicato della sentenza, estingue definitivamente i reati penali. Per questa ragione, i giudici hanno annullato la condanna senza rinvio per estinzione del reato a seguito della remissione di querela. L'imputato è stato comunque condannato al pagamento delle spese processuali.
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