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Art. 152 Codice Penale — Anno 2026

97 provvedimenti

Altri anni per Art. 152 Codice Penale

Truffa online: il ritiro della querela cancella la condanna
L'imputata è stata accusata del reato di truffa online per aver venduto prodotti sul web senza consegnarli all'acquirente, sfruttando la distanza per nascondere la propria identità. Nel corso del processo penale, l'acquirente ha dichiarato di ritirare la querela. A seguito delle recenti riforme normative, la truffa commessa a distanza con strumenti telematici che ostacolano l'identificazione costituisce un'aggravante specifica, punibile soltanto a querela di parte. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'ostacolo all'identificazione derivava esclusivamente dall'uso del mezzo informatico. Di conseguenza, il ritiro della querela ha determinato l'estinzione del reato. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza di condanna senza rinvio, ponendo le sole spese processuali a carico dell'imputata.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello. Nel corso del giudizio, la persona offesa ha presentato la formale remissione di querela e l'imputato l'ha accettata. La Corte di Cassazione ha preso atto del ritiro dell'accusa e dell'accordo tra le parti. I giudici hanno quindi annullato la sentenza impugnata senza rinvio, dichiarando estinto il reato. Le spese del procedimento sono state addebitate all'imputato, come stabilito dalla legge in materia di spese processuali successive al ritiro della querela.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
In seguito a una condanna penale, l'imputato ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la persona offesa ha presentato l'atto di remissione di querela e l'imputato ha sottoscritto la relativa accettazione. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio. La remissione di querela ha determinato l'estinzione del reato, imponendo tuttavia all'imputato il pagamento delle spese processuali sostenute dallo Stato per la gestione del giudizio.
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Remissione di querela: annullata la condanna per il cittadino
Un cittadino, accusato inizialmente di appropriazione indebita, ha ottenuto la riqualificazione del fatto nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Questo illecito è perseguibile soltanto su richiesta della parte offesa. Prima che venissero meno i termini per presentare il ricorso in Cassazione, la società danneggiata ha ritirato la propria denuncia. La remissione di querela è stata tempestivamente accettata dal cittadino. La Corte di Cassazione ha riconosciuto la piena validità dell'accordo estintivo e ha annullato la condanna precedente senza rinvio. La Suprema Corte ha posto le spese del procedimento a carico del cittadino.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
Un cittadino imputato in un procedimento penale ha ottenuto l'estinzione del reato a seguito della remissione di querela presentata dalla persona offesa. L'imputato ha accettato formalmente la rinuncia prima della decisione finale. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà condivisa delle parti e ha annullato senza rinvio la precedente sentenza di condanna. Nonostante la cancellazione di ogni addebito penale, la Corte ha posto le spese del procedimento a carico dell'imputato, come previsto dalla normativa vigente.
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Remissione tacita della querela: assenza in aula e condanna
Alcuni dipendenti di una società di logistica si sono impossessati di sedici computer destinati al reso, simulando le spedizioni tramite etichette false e regalando un dispositivo a una collega per comprarne il silenzio. Assolti in primo grado, i lavoratori sono stati condannati in appello al risarcimento dei danni in favore dell'azienda. Gli imputati hanno proposto ricorso in Cassazione sostenendo la mancanza di prove e un'ipotetica remissione tacita della querela per l'assenza della parte civile ad alcune udienze. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, confermando la responsabilità civile dei lavoratori. I giudici hanno chiarito che non sussiste alcuna remissione tacita della querela, poiché l'impugnazione promossa dall'azienda dimostra la ferma volontà di perseguire i responsabili e la costituzione di parte civile produce i suoi effetti in tutti i gradi del processo.
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Remissione della querela: condanna annullata ma spese a carico
L'Imputato era stato condannato nei precedenti gradi di giudizio per un reato perseguibile a querela di parte. Prima della decisione della Cassazione, la persona offesa ha presentato la formale remissione della querela. L'Imputato ha accettato espressamente il ritiro dell'accusa. La Corte di Cassazione ha riscontrato il rispetto dei requisiti di legge e ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio. La remissione della querela ha determinato l'estinzione del reato, ponendo comunque a carico dell'Imputato il pagamento delle spese processuali del giudizio.
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Furto e condanna: la remissione di querela estingue il reato
L'Imputato era stato condannato dal Tribunale per il reato di furto pluriaggravato a seguito di un patteggiamento. Durante il giudizio di ricorso in Cassazione, il difensore della persona offesa ha presentato la remissione di querela con procura speciale, regolarmente accettata dal difensore dell'Imputato. La Corte di Cassazione ha ricordato che la remissione di querela prevale sulle cause di inammissibilità e cancella il reato anche in sede di legittimità, purché il ricorso sia tempestivo. Per questo motivo, la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio perché il reato è estinto, ponendo le spese processuali a carico dell'Imputato.
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Remissione di querela per furto: da condannato a prosciolto
L'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di furto aggravato. Successivamente, durante il ricorso in Cassazione, la vittima ha presentato la remissione di querela per furto e l'imputato l'ha formalmente accettata. La Corte di Cassazione ha chiarito che la remissione di querela per furto, quando interviene ed è accettata prima della decisione finale, estingue completamente il reato. Questo principio prevale anche su eventuali cause di inammissibilità, a patto che il ricorso sia stato presentato nei termini di legge. I giudici hanno quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato e ponendo le spese processuali a carico dell'imputato.
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Diffamazione a mezzo stampa: reato estinto per querela ritirata
Un quotidiano ha pubblicato articoli definendo un cittadino come soggetto gravato da precedenti penali per vari reati, sulla base di mere segnalazioni di polizia presenti nelle banche dati. Contestato il reato di diffamazione a mezzo stampa, i giudici di merito hanno condannato La Giornalista per aver superato i limiti della continenza informativa. In sede di Cassazione, La Giornalista ha eccepito l'esercizio del diritto di cronaca e la veridicità sostanziale. Tuttavia, prima della decisione finale, Il Cittadino ha formalizzato la remissione di querela, regolarmente accettata dall'imputata. La Corte di Cassazione ha quindi annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando il reato estinto e ponendo le spese del procedimento a carico della querelata, travolgendo anche le statuizioni risarcitorie civili.
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Remissione di querela e condanna: la decisione della Cassazione
Un cittadino, condannato nei primi due gradi di giudizio per diffamazione aggravata, presenta ricorso in Cassazione per contestare la propria responsabilità penale. Durante l'attesa della decisione di legittimità, la persona offesa dichiara formalmente di ritirare la denuncia presso le forze dell'ordine. L'imputato accetta ufficialmente questa rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione accerta la validità dell'accordo tra le parti. La remissione di querela cancella sia il reato sia le precedenti decisioni relative al risarcimento dei danni in favore della parte civile. I giudici annullano la sentenza di condanna senza rinvio, addebitando comunque le spese del procedimento all'imputato come stabilito dalla legge penale.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
Un cittadino viene prosciolto dal reato di diffamazione aggravata per la particolare tenuità del fatto. Successivamente alla sentenza, la persona offesa presenta la remissione di querela, accettata dall'imputato prima della scadenza dei termini di impugnazione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e stabilisce che la rinuncia all'accusa estingue il reato, annullando la decisione di condanna senza rinvio. La Corte applica la regola per cui la remissione di querela cancella l'illecito penale ma pone le spese del procedimento a carico del querelato, in assenza di accordi diversi tra le parti.
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Truffa aggravata: l’assenza della vittima non cancella il reato
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di truffa aggravata. La difesa sosteneva che il processo non potesse proseguire per la presunta assenza di una valida denuncia-querela e per l'assenza della vittima al dibattimento, interpretata come una remissione tacita della querela. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarificando due aspetti fondamentali. In primo luogo, la denuncia-querela risultava regolarmente depositata agli atti fin dall'inizio del procedimento. In secondo luogo, la semplice mancata comparizione della persona offesa non costituisce remissione tacita se la vittima non è stata espressamente citata in qualità di testimone. Di conseguenza, i giudici hanno confermato la responsabilità penale e la pena stabilita nei precedenti gradi di giudizio, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: il ritiro della denuncia annulla la pena
Un individuo, accusato del reato di truffa, ha subito un processo penale promosso a seguito della denuncia della vittima. Nel corso del procedimento penale, prima che la decisione diventasse definitiva, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, ritirando ogni contestazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ritiro della denuncia estingue il reato finché il processo non si è concluso con sentenza irrevocabile. Per questo motivo, i giudici hanno annullato la condanna senza rinvio, cancellando anche i risarcimenti civili stabiliti nei gradi precedenti. L'imputato deve comunque pagare le spese processuali del giudizio.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese agli imputati
Gli imputati avevano presentato ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte di Appello. Prima dell'inizio della discussione, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela. Gli imputati hanno regolarmente accettato tale revoca. La Corte di Cassazione ha preso atto del ritiro dell'accusa e ha dichiarato l'estinzione del reato. La sentenza precedente è stata annullata senza rinvio. La Corte ha posto le spese del procedimento a carico degli imputati, come previsto dalla legge penale in caso di remissione concordata.
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Remissione tacita della querela: assenza del teste ed estinzione
Il Giudice di Pace aveva condannato L'Imputato a una pena pecuniaria per il reato di percosse. L'Imputato ha presentato ricorso per Cassazione evidenziando l'avvenuta remissione tacita della querela. La Persona Offesa non si era presentata all'udienza dibattimentale pur essendo stata citata come testimone con l'avviso esplicito sulle conseguenze della propria assenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ricordando che la Riforma Cartabia equipara l'assenza ingiustificata del querelante citato a una rinuncia implicita all'accusa. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno annullato la sentenza senza rinvio per estinzione del reato per sopravvenuta difetto di procedibilità.
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Omesso avviso al difensore di fiducia: condanna annullata
Due soggetti affrontano il giudizio per i reati di furto e sostituzione di persona. La vittima presenta la remissione di querela per il reato di furto, determinando l'estinzione dell'illecito. Per il reato di sostituzione di persona, la Corte di Appello dispone la trattazione orale senza informare i legali scelti dagli imputati. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa. L'omesso avviso al difensore di fiducia costituisce una nullità assoluta e insanabile del processo, in quanto priva l'imputato dell'assistenza tecnica scelta. I giudici annullano la sentenza per il furto per estinzione del reato e dispongono un nuovo giudizio d'appello per la sostituzione di persona.
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Remissione di querela: l’estinzione del reato in Cassazione
L'Imputato, condannato per il reato di appropriazione indebita, ha presentato ricorso in Cassazione evidenziando la sopravvenuta remissione di querela. La Persona Offesa ha infatti ritirato la denuncia prima della scadenza dei termini per l'impugnazione, e L'Imputato ha regolarmente accettato tale scelta. La Corte di Cassazione ha ritenuto ammissibile il ricorso proposto al solo scopo di introdurre nel processo l'accordo estintivo. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'Imputato come previsto dalla legge.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico
Nel corso del giudizio penale a carico di un cittadino imputato per un reato perseguibile a querela di parte, la persona offesa ha formalmente ritirato la propria denuncia prima dell'esame del merito. L'imputato ha espresso la propria accettazione della rinuncia all'azione penale. La Corte di Cassazione ha accertato la validità dell'accordo tra le parti. La remissione di querela ha causato la chiusura immediata della causa penale. I giudici supremi hanno quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna emessa in precedenza dalla Corte d'Appello. L'estinzione dell'illecito ha fatto decadere ogni sanzione penale, ponendo a carico dell'imputato soltanto le spese del procedimento giudiziario.
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Remissione di querela cancella la truffa: resta il falso
L'Imputato subiva una condanna per il reato di tentata truffa legato alla richiesta di un finanziamento e per falso documentale. Dopo la sentenza di secondo grado, le parti offese formalizzavano la remissione di querela e il condannato la accettava tempestivamente. La difesa ricorreva in Cassazione chiedendo l'estinzione del reato e lamentando vizi di notifica e la prescrizione del falso. I Giudici Supremi hanno stabilito che la remissione di querela, intervenuta prima dell'impugnazione, estingue l'illecito e prevale su qualsiasi vizio procedurale non insanabile. La Corte ha cancellato la condanna per la tentata truffa e ha ridotto la pena a sei mesi di reclusione per il reato di falso rimasto intatto.
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