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Art. 152 Codice Penale — Anno 2026

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97 provvedimenti

Altri anni per Art. 152 Codice Penale

Remissione di querela: stop al processo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato in appello che, durante la pendenza del ricorso di legittimità, ha ottenuto la remissione di querela dalla persona offesa. La Corte ha stabilito che la remissione di querela, se ritualmente accettata, determina l'estinzione del reato e prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, a condizione che quest'ultimo sia stato proposto tempestivamente. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio.
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Ricorso per furto infondato: arriva l’inammissibilità e la multa
Una persona condannata per furto presenta ricorso in Cassazione, sostenendo che il giudice avrebbe dovuto informare la vittima della possibilità di ritirare la querela. La Suprema Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che nessuna norma impone tale obbligo al magistrato. Di conseguenza, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, poiché basato su un motivo manifestamente infondato. L'esito per il ricorrente è stato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Remissione di querela: vittima ritira denuncia, pena ridotta
Un imputato, condannato per truffa e tentata truffa, ottiene una significativa riduzione della pena grazie alla decisione di una delle vittime. Quest'ultima, infatti, ha ritirato la propria denuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il reato di tentata truffa estinto per remissione di querela. Di conseguenza, i giudici hanno ricalcolato la sanzione finale, eliminando l'aumento di pena che era stato applicato per il vincolo della 'continuazione' tra i due reati. La condanna per la truffa consumata è rimasta, ma la pena complessiva è stata ridotta. La Corte ha invece confermato la recidiva, specificando che la sua valutazione non si basa solo sul tempo trascorso ma sul legame concreto tra i vecchi e i nuovi reati.
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Remissione di querela e metodo mafioso: la guida
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per tentata violenza privata aggravata dal metodo mafioso. Il fulcro della decisione risiede nella remissione di querela intervenuta tra le parti. Nonostante il reato fosse originariamente procedibile d'ufficio e lo sia tornato dopo la Legge 60/2023, la Corte ha applicato il principio della lex mitior. Durante la vigenza della Riforma Cartabia, il reato era procedibile a querela; pertanto, la volontà della vittima di non procedere ha determinato l'estinzione del reato, prevalendo sulle modifiche peggiorative successive.
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Truffa online: remissione querela e nuove norme
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una Truffa online legata alla vendita fittizia di una console su piattaforme social. Nonostante la condanna nei gradi di merito, l'intervento del 'Correttivo Cartabia' ha modificato il regime di procedibilità per le frodi telematiche, rendendole perseguibili solo a querela di parte. Poiché la vittima aveva manifestato la volontà di rimettere la querela durante il primo grado, la Suprema Corte ha applicato il principio del favor rei, annullando la sentenza senza rinvio e dichiarando l'estinzione del reato.
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Remissione tacita di querela: l’assenza in udienza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava l'improcedibilità per **remissione tacita di querela** a seguito della mancata comparizione della persona offesa in udienza. I giudici hanno rilevato che l'assenza non era frutto di una scelta consapevole, bensì di un errore materiale nella notifica: la vittima aveva ricevuto la citazione relativa a un altro processo. La Suprema Corte ha ribadito che la remissione tacita richiede un comportamento univocamente incompatibile con la volontà di persistere nella querela, escludendo che un errore dell'ufficio possa penalizzare il diritto della parte offesa.
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Remissione tacita di querela: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato esercizio arbitrario delle proprie ragioni a carico di quattro imputati che avevano minacciato un operaio per bloccare lavori in un immobile confiscato. La decisione chiarisce che la remissione tacita di querela non scatta automaticamente con l'irreperibilità della vittima, ma richiede la prova che il querelante fosse consapevole delle conseguenze della sua assenza. La Corte ha inoltre validato l'utilizzo delle dichiarazioni rese in fase di indagine, divenute irripetibili a causa della sparizione della persona offesa.
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Remissione di querela: estinzione del reato
La Corte di Cassazione ha sancito l'annullamento senza rinvio di una sentenza di condanna a seguito della intervenuta remissione di querela. Il caso riguardava i reati di danneggiamento e minaccia, per i quali la persona offesa, tramite procuratore speciale, ha rinunciato all'azione penale. Poiché gli imputati hanno accettato tale rinuncia, si è configurata la causa estintiva del reato prevista dall'art. 152 c.p., rendendo nullo il precedente provvedimento della Corte d'Appello.
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Mandato ad impugnare: obbligo per difensore d’ufficio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto, poiché il difensore d'ufficio non ha depositato un nuovo mandato ad impugnare rilasciato dopo la sentenza. La Corte ha confermato la legittimità costituzionale dell'obbligo differenziato tra difensore d'ufficio e di fiducia.
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Remissione tacita querela: quando l’assenza non basta
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza del Tribunale di Foggia che dichiarava l'estinzione del reato di truffa per remissione tacita querela. Il giudice di merito aveva interpretato l'assenza della vittima all'udienza predibattimentale come volontà di abbandonare il procedimento. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che tale automatismo è illegittimo se il querelante non è stato citato come testimone e non è stato espressamente avvertito delle conseguenze legali della sua mancata comparizione.
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Particolare tenuità del fatto: la recidiva conta
La Corte di Cassazione ha annullato un'assoluzione per particolare tenuità del fatto, stabilendo che la recidiva dell'imputato è un elemento ostativo che il giudice non può ignorare. La Corte ha inoltre precisato che la semplice assenza della persona offesa in udienza non costituisce una remissione tacita della querela, correggendo due errori di diritto del tribunale di primo grado.
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Remissione tacita querela: l’avviso è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere per un reato di appropriazione indebita, che era stata basata sulla remissione tacita querela. La Suprema Corte ha chiarito che l'assenza del querelante, citato come testimone, non può essere interpretata come una volontà di ritirare la querela se l'atto di citazione non contiene il formale e specifico avviso sulle conseguenze della sua mancata comparizione, come previsto dalla Riforma Cartabia.
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Minorata difesa: truffa a un anziano è aggravata?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per truffa aggravata ai danni di un anziano, perpetrata con la tecnica dello 'specchietto'. Il ricorso, basato sulla presunta errata applicazione dell'aggravante della minorata difesa, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che, sebbene l'età avanzata non costituisca di per sé una presunzione di vulnerabilità, nel caso specifico l'interazione tra l'imputato e la vittima ultraottantenne ha dimostrato un concreto approfittamento della sua ridotta capacità di reazione, giustificando pienamente l'aggravante e rendendo il reato procedibile d'ufficio.
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Remissione di querela: reato estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa a seguito della remissione di querela da parte della persona offesa, accettata dall'imputata. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del reato, applicando l'articolo 152 del codice penale e annullando la sentenza impugnata senza rinvio, con addebito delle spese processuali alla querelata.
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Remissione di querela: annullata sentenza d’appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per furto emessa dalla Corte d'Appello. Il motivo principale è la mancata valutazione della remissione di querela e del risarcimento del danno, questioni sollevate dall'imputato ma ignorate nel giudizio di secondo grado. La Suprema Corte ha rinviato il caso a un nuovo giudice per accertare la validità e la ritualità della remissione, sottolineando l'obbligo del giudice di esaminare le cause di improcedibilità dell'azione penale.
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Testimone irreperibile: quando le sue dichiarazioni valgono?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per truffa. L'imputato prometteva in locazione immobili, incassava caparre e poi spariva. Il ricorso si basava sull'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dalla vittima principale, divenuta un testimone irreperibile. La Corte ha stabilito che l'uso di tali dichiarazioni è legittimo se le ricerche del testimone sono state adeguate e se esistono solidi elementi di riscontro, come nel caso di specie, confermando la condanna.
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Danno di speciale tenuità: escluso per furto di documenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati per furto. La Corte ha stabilito che la mancata comparizione della persona offesa non integra remissione tacita di querela e che l'attenuante del danno di speciale tenuità non si applica al furto di un portafoglio contenente documenti, il cui valore non è determinabile e causa ulteriori pregiudizi alla vittima.
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